Nel centro di Varese, vicino al centro commerciale “Le Corti”, si trova il teatro “Apollonio”.
Il teatro sorge nel 2002 sul terreno dell’ex mercato coperto di Varese abbattuto negli anni'70.
Recentemente il teatro è stato oggetto di una ristrutturazione che ha comportato la stabilizzazione della struttura che fino ad allora era stata precaria e l’aumento di posti fino a 1200.
Grazie a questa ristrutturazione il teatro potrà ospitare i più importanti artisti italiani e internazionali e in conseguenza attirerà una platea più ampia.
Varese sta ripartendo, in seguito alla pandemia, anche grazie al teatro “Apollonio” che sta facendo tornare la voglia di spettacoli ai cittadini.
Villa Mylius è un parco del quale l’origine può essere fatta risalire al XVIII secolo ed intorno al 1720-1730 apparteneva all’istituzione dei Padri Gesuiti di Varese.
Il parco, alla base del Colle di Miogni, si espande per circa 78000 mq, dei quali ben 64750 sono di superficie verde. C’è una flora molto varia e si possono trovare alberi come ad esempio faggi, platani e sughere. Oltre alla flora, anche la fauna è molto differenziata e le molteplici specie che abitano il parco vengono illustrate su dei tabelloni esplicativi che percorrono i sentieri del parco.
Nei pressi della villa è presente una piscina a forma di albero, risalente alla metà del ’900, che è stata costruita in sostituzione di una pre-esistente ed i lavori sono opera del paesaggista Pietro Porcinai.
Intorno agli anni ‘80, nella parte meridionale del parco, sono stati aggiunti il campo da tennis e i servizi. Inoltre Il 24 Aprile 2021 è stato inaugurato il "Parco Gioia", il primo parco inclusivo di Varese, nato dall’idea di due mamme: Anita Romeo ed Emanuela Solimeno.
Nel 2007 l’intero complesso è stato donato al Comune di Varese da parte della Fondazione Cattaneo, con l’imposizione di destinare gli immobili allo svolgimento di attività culturali, museali, congressuali, di formazione, di ricerca e di studio.
L’ingresso principale del parco si trova in via Fiume n.38 ed è presente anche un ingresso secondario in via Veronese. Il Parco Villa Torelli Mylius è facilmente raggiungibile dal centro cittadino, in direzione Sacro Monte (traversa di viale Aguggiari).
Anna Mascetti e Valentina Riva
Il Campo dei Fiori si trova nella parte nord della provincia di Varese.
È un area naturale protetta, perfetta per passeggiate, pranzi con vista mozzafiato e molte altre attività perfette per stare a contatto con la natura.
Consigliamo l’autunno come stagione dove lo spettacolo dei colori autunnali affascina sempre tutti.
Campo Dei Fiori si chiama così proprio perché prima dei boschi di conifere che adesso ne caratterizzano la sommità c’erano vasti campi di fiori e di prati.
La Rocca di Orino e la chiesa di S.Lorenzo
La Rocca d’Orino è un'antica fortezza che sorge a nord-est del Comune di Orino.
Il percorso che collega il Parco Campo dei Fiori alla fortezza è un'ottima passeggiata immersa nel verde, sulle pendici del Massiccio del Campo dei Fiori ad un’altezza di 540 m. Perfetta per stare in tranquillità, lontani dal centro della città e dalla tecnologia.
Per chi invece desiderasse svolgere un’escursione religiosa e culturale poco distante si trova la chiesa di S. Lorenzo.
La lunghezza del sentiero è di tre chilometri, in media percorribile in due ore e quarantacinque minuti. Adatto a passeggiate, corse in bicicletta da soli o in compagnia.
Lungo il percorso, per chi ama l’astronomia, si può visitare l’osservatorio G.V Schiaparelli.
Un'altra gita adatta anche ai bambini è il sentiero delle sculture: un semplice percorso noto per la presenza di sculture intagliate nel legno come nani, piccoli insetti e animali.
Di recente diversi volontari del progetto No Fit hanno piantato 175 nuovi alberi per rimediare ai danni causati da una tempesta nel 2020 che abbatté molte piante in tutta la zona.
Hotel Campo Dei Fiori
L'antico hotel è nato nel 1908 sul monte 3 croci nella zona nord del territorio comunale di Varese.
Progettato da Giuseppe Sommaruga la costruzione è caratterizzata da un'architettura in stile liberty.
L’hotel ha cessato la sua attività definitivamente dal 1968 ma è stato riaperto al pubblico nel 2017 grazie alle visite guidate realizzate dai Giovani del FAI.
Ora l’hotel è utilizzato come “basamento" per i tralicci radiotelevisivi ed è stato utilizzato come luogo di ripresa per molti film.
Una gita al Sacro Monte, in tutte le stagioni, può essere una bella esperienza.
Il Sacro Monte è un rilievo montuoso situato a nord della città di Varese caratterizzato dalla presenza di quattordici cappelle votive seicentesche che conducono al santuario di Santa Maria del Monte.
I lavori per la costruzione di queste cappelle iniziarono nel 1605 da un'idea del padre cappuccino Gian Battista Aguggiari e progettate dall’architetto varesino Giuseppe Bernascone. I bellissimi affreschi, all’interno delle cappelle, raccontano tutta la vita di Gesù descrivendo un ampio paesaggio o l'interno di un tempio.
Per tutti gli altri che preferiscono arrivare al Borgo di Santa Maria del Monte evitando il percorso delle cappelle c’è la possibilità di raggiungere il sito usando la funicolare che parte dal quartiere di Velate.
Lo spettacolare paesaggio offre una bellezza unica: da un lato la natura, tra grandi boschi di faggi, castagni e noccioli, e dall’altro il borgo tipico di montagna, tranquillo e silenzioso, nel quale si entra lasciandosi alle spalle il rumore della città.
Dal Sacro Monte, soprattutto durante le belle giornate, il panorama è strabiliante: si riescono a scorgere il lago di Varese, di Comabbio, di Monate e Maggiore, l’area varesina e nelle giornate più limpide anche l’area urbana milanese.
Nel borgo di Santa Maria del Monte ci sono almeno tre luoghi che meritano una visita: Il Museo Baroffio, Il Museo della Cripta e la Casa-museo Lodovico Pogliaghi.
Il Museo Baroffio, che si trova vicino all’ingresso del Santuario, ospita sculture romaniche e dipinti dedicati al Santuario del barone Giuseppe Baroffio. Il terrazzo del museo offre un bellissimo e meraviglioso sguardo generale sulla natura.
Il Museo della Cripta invece è situato sotto l’altare del Santuario. È una chiesetta del quinto secolo e un tesoro d’arte e di storia grazie agli affreschi caratteristici.
La Casa-museo Lodovico Pogliaghi è situata al termine del viale delle Cappelle. Ludovico Pogliaghi, rimasto incantato da questo posto, decise di costruire un laboratorio-museo dedicato all’esposizione delle sue collezioni (reperti archeologici egizi, etruschi, pitture e sculture del Rinascimento, collezione di tessuti antichi europei e asiatici...).
Dopo una sosta ai ristoranti tipici, come il Ristorante Milano che offre una cucina ispirata al territorio, il ritorno sarà più facilitato e divertente!
Il Sacro Monte di Varese e le cappelle si raggiungono facilmente sia in macchina sia con i mezzi pubblici (pullman o taxi) oppure attraverso la funicolare.
Per gli amanti delle passeggiate si può percorrere il percorso delle quattordici cappelle per un totale di circa due chilometri. Si può inoltre visitare il Santuario di Santa Maria del Monte.
Chi siete e di cosa vi occupate?
Mi chiamo Federica Falco e sono la docente del Cluster di Topografia. Con i miei studenti ci occupiamo di valorizzare il territorio attraverso gli strumenti informatici. Ad esempio grazie a Google Earth abbiamo realizzato delle animazioni dei luoghi di interesse di Varese e anche spunti per dei possibili tour guidati. Sono tutte soluzioni pensate dai ragazzi del corso che si rivolgono ai loro coetanei. Oltre a questo abbiamo creato anche il sito dei cluster sempre grazie ad un applicativo Google che si chiama Google Sites.
Cosa state preparando all’interno del sito?
All’interno del sito cerchiamo di valorizzare il territorio e le attività che si svolgono negli altri cluster. Nelle ultime settimane abbiamo caricato tutti i nuovi contenuti degli altri Cluster come la “guida green alla provincia di Varese” che avete realizzato voi del Cluster di Giornalismo.
Quale obiettivo avete?
Il nostro obiettivo è quello di cercare di far conoscere il più possibile il territorio ai ragazzi e di accrescere la loro curiosità e interesse
Che ruolo hanno gli studenti?
Il lavoro si svolge a volte a gruppi o singolarmente in base alle attività proposte. Devo dire che lezione dopo lezione si stanno dimostrando sempre più bravi.
Siete soddisfatti del lavoro che state facendo?
Abbastanza, dovreste chiederlo ai ragazzi! (n.d.r. Rispondono tutti “sì!”)
Si trovano nel centro di Varese e il loro ingresso è lungo via Luigi Sacco.
I Giardini sorgono dove si trova il Palazzo Comunale che era l’antica residenza del Duca Francesco III d’Este (da cui deriva il nome Estensi).
La costruzione del complesso durò dal 1766 al 1777. Nel 1882 venne acquistato dal Comune di Varese e aperto al pubblico l’anno successivo. Ora al suo interno si trovano gli uffici comunali e la Biblioteca Civica.
I Giardini sono suddivisi in due parti: la parte inferiore (dove si trovano gli uffici comunali, la fontana, un parco adatto a bambini e il laghetto dei cigni) nella parte superiore si trova invece un campo da basket da poco ristrutturato e il parco di Villa Mirabello.
Il parco di Villa Mirabello è ricoperto da un vasto prato ideale per giocare e rilassarsi coperti dall’ombra di un cedro del Libano che è stato donato alla città dal Re di Spagna nel lontano 1720. Il parco è dotato anche di un’area cani e per i bambini è possibile fare un giro sul trenino elettrico. Consigliata anche una visita al Museo Mirabello (dedicato anche alle palafitte dell'Isolino Virginia) e una sosta al bar per gustare ottimi panini e gelati.
Matilde Crosta e Restelli Fiorella
Il centro di Varese è la zona principale della città, luogo ricco di storia e fra le tante cose anche ritrovo per tanti ragazzi.
Piazza Monte Grappa
Piazza Monte Grappa è un piazza delle piazze principali del centro di Varese.
Fu progettata dall’architetto Mario Loreti che presentò un progetto successivamente modificato in alcuni particolari di composizione della piazza. Un esempio è la costruzione della Torre e la sua posizione che inizialmente doveva essere differente.
Piazza Monte Grappa è il luogo del ritrovo serale di fine settimana per i giovani: tutto intorno ci sono bar, ristoranti e pizzerie. Rimane nelle vicinanze del Corso Matteotti. Inoltre è anche un'attrattiva per lo shopping diurno.
San Vittore
Poco lontano da piazza Monte grappa si trova la Basilica di San Vittore che prende il nome dall’omonimo santo patrono di Varese.
La Basilica è stata ideata nel XVI secolo dall’architetto Giuseppe Bernascone e completata nel XVIII secolo.
E' contraddistinta dallo stile barocco e al suo interno le opere più importanti sono: la cupola, la volta della navata centrale e il pulpito ligneo. E' famosa soprattutto per il suo campanile soprannominato “Il Campanile del Bernascone” edificato nel XVII da Giulio e Giuseppe Baroffio che hanno portato a termine il progetto di Bernascone.
Il Campanile è un simbolo di Varese anche perché in qualche modo rappresenta la resistenza dei Varesini alle difficoltà. Nel 1859 il campanile fu bersaglio di alcuni bombardamenti da parte dell’artiglieria Austro-Ungarica. Per fortuna i danni non furono gravi e alla fine Garibaldi, insieme al famoso corpo dei ”Cacciatori delle Alpi”, riuscì a conquistare Varese. La conquista della Città Giardino fu un tassello importante per l’unificazione d’Italia.
Ogni anno tradizione vuole che i vigili del fuoco appendano su di esso una corona nel giorno dell'immacolata.
Il Campanile è stato recentemente l’oggetto di un restauro grazie alle donazioni dei Varesini.
Corso Matteotti
Il corso taglia in due la città, si sviluppa nel centro storico di Varese sotto forma di area pedonale: da Piazza Monte Grappa a Piazza Giosuè Carducci.
La via più importante è lastricata di porfido rosa e sulla stessa si affacciano edifici antichi del XVII/XVIII secolo, in gran parte dotati di portici che poggiano spesso su colonne di epoca romana. Un tempo svolgevano la funzione di bottega dove al piano terra, sotto ai portici, si trovava l’ingresso delle botteghe e abitazione private, mentre il primo e il secondo piano erano uno spazio di vita quotidiana.
Anche oggi nei portici di Corso Matteotti sono presenti numerosi locali e negozi al piano terra.
A metà strada circa, provenendo da Piazza Monte Grappa, si può trovare a sinistra Piazza del Podestà, a destra invece, superato l’Arco Mera, Piazza San Vittore.
Abbiamo intervistato Gianni Cioffi, che in questa occasione ricopre il ruolo di mentore del cluster di teatro.
Gianni di cosa si occupa nella vita?
Mi occupo di teatro d'improvvisazione da una ventina d'anni, faccio parte di un'associazione a Varese che si chiama “I plateali” e io sono il presidente pro-tempore.
State preparando uno spettacolo?
Sí, in questo momento la mia associazione sta organizzando uno spettacolo che si chiama “Match di improvvisazione teatrale”. È una partita-spettacolo fra due squadre di improvvisatori con temi che vengono assegnati al momento; poi il pubblico vota e la squadra che prende più punti vince.
Come lo state preparando?
Noi veramente non lo prepariamo, ma ci alleniamo facendo improvvisazione. Non facciamo delle vere e proprie prove ma ci alleniamo come nello sport. Da un certo punto di vista siamo più vicini allo sport che al teatro, anche se comunque il campo di gioco diciamo che è lo stesso. Serve una grandissima esperienza per fare improvvisazione e serve imparare a lasciarsi andare, ad ascoltare gli altri e a dire di sì alle situazioni.
Che messaggio volete trasmettere?
Con l'improvvisazione vogliamo che la gente impari ad ascoltare, ascoltarsi e ascoltare gli altri. Abbiamo visto con il tempo e con i nostri allievi che l'ascolto è un valore che si sta un po' perdendo, ma è la base per poter progredire e per poter crescere. Questo è il nostro messaggio nell'improvvisazione teatrale.
Nel cluster di teatro, qui a scuola, che ruolo avranno gli studenti?
Il ruolo degli studenti è chiaramente basilare, tutto sta nascendo dalle loro idee e noi li stiamo solamente guidando.
Che cosa state facendo?
Stiamo preparando uno spettacolo di cinque minuti, abbiamo poco tempo, quindi sarà uno sketch. Non vorremmo anticiparvi nulla perché c’è un colpo di scena finale.
Siete soddisfatti del lavoro che state facendo?
Si, siamo un po’ di fretta perché 10 incontri sono pochi. Inoltre io sono stato malato quindi ne ho perso uno, perciò ne abbiamo pochi per giungere ad una conclusione.
Vuole aggiungere altro?
Voglio aggiungere che questo progetto è molto, molto bello ed è la prima volta che vi partecipo. È molto interessante e anche gli studenti sono belli vispi nonostante i due anni che hanno passato, piano piano ci riprenderemo tutti.