Scopo di questo articolo è la revisione scientifica in merito alla relazione tra neurogenesi e psicoterapia. Recenti studi hanno rilevato intime corrispondenze tra la codifica della memoria e la costruzione degli eventi tracciandone i modelli neurali, mettendo in evidenza il ruolo essenziale che il nostro linguaggio svolge nel processo di trasmissione dei propri ricordi ad altri cervelli e nella loro elaborazione, giungendo a vere e proprie modificazioni fenotipiche. In considerazione del modello traslazionale, i progressi delle neuroscienze hanno contribuito alla comprensione dei processi attivati dalla relazione psicoterapeutica, fornendo importanti indicazioni sulle dinamiche relazione-apprendimento collegate ai concetti di plasticità neuronale, influenza dell’ambiente sull’espressione genetica e interazione ambiente-cervello. La ricerca conferma quanto la neurogenesi sia il fondamento per una condizione psico-fisica ottimale dell’individuo, sebbene rimangano ancora da chiarire le modalità necessarie ad attivarla.
Premessa: La nuova malattia da coronavirus (COVID-19) ha colpito tutto il mondo. Dopo la segnalazione dei primi casi, l'Italia è diventata rapidamente il secondo Paese più colpito al mondo dal coronavirus. Le immediate restrizioni protettive dei governi hanno modificato le abitudini degli individui e hanno incluso la chiusura totale delle città, i viaggi, la limitazione delle aggregazioni sociali e la sospensione delle scuole.
Obiettivi: Lo scopo di questo studio è stato quello di sondare la comunità generale in Italia per conoscere meglio i livelli di impatto psicologico, le risposte emotive e il mantenimento delle routine quotidiane di esercizio o attività fisica durante la fase iniziale dell'epidemia di COVID-19.
Metodi: 670 adulti sono stati invitati a completare un sondaggio online che raccoglieva informazioni su dati demografici, sintomi fisici ed emotivi negli ultimi 14 giorni, storia di contatti con COVID-19 e mantenimento di un'attività fisica regolare. L'analisi dei dati è stata condotta con metodi misti qualitativi e quantitativi.
Risultati: Durante la fase iniziale dell'epidemia di COVID-19 in Italia, più della metà degli intervistati ha riportato un impatto psicologico e fisico significativo.
Conclusioni: La pandemia di COVID-19 sta portando sfide significative a persone, famiglie e Paesi. Per ulteriori studi, questi risultati possono essere utilizzati per promuovere interventi psicologici per ridurre le conseguenze della pandemia COVID-19.
In pochi mesi, l'epidemia di COVID-19, l'isolamento e l'allontanamento sociale hanno portato a un aumento esponenziale dei livelli di disagio psicologico nella popolazione. A fronte di tali condizioni, è emersa la necessità di garantire la continuità dei servizi di salute mentale e di riconfigurare in modo sostanziale gli interventi. Il presente lavoro si propone di affrontare le conoscenze acquisite dagli interventi telepsicologici durante il picco dell'epidemia COVID-19 per identificare nuove linee di ricerca che nascono dai limiti incontrati durante gli interventi. Ciò ha implicazioni rilevanti anche per lo sviluppo di nuove tecnologie IC e, più in generale, per l'ambito e gli obiettivi di CogInfoCom.
L'integrazione multisensoriale indica la capacità del cervello di sintetizzare le informazioni provenienti da fonti sensoriali e percettive diverse. Questa capacità è nota anche come integrazione cross-modale o integrazione intersensoriale. L'interesse per le basi neurali dell'integrazione multisensoriale è in gran parte dovuto alla straordinaria influenza che essa ha sugli effetti percettivi e comportamentali: effetti a cui è impossibile accedere attraverso i singoli canali sensoriali. Questo articolo si propone di analizzare la relazione tra l'integrazione multisensoriale e la dimensione qualitativa della coscienza. Si concentrerà inoltre sul modo in cui le singole modalità - input visivi, uditivi, somatici e di altro tipo - vengono sintetizzate all'interno di uno spazio di integrazione centro-encefalico, fornendo nuovi spunti al campo scientifico delle Infocomunicazioni cognitive.
Senza la capacità di decidere e quindi di dare ordine a un universo - che in origine era una massa caotica di dati e fenomeni privi di regolarità e di strutture chiare e decifrabili - l'evoluzione della nostra specie sarebbe stata impensabile. L'adattamento a quell'universo è avvenuto sulla base di informazioni incomplete e frammentarie, di capacità cognitive limitate e di tempi ristretti. Quello scenario ha selezionato comportamenti adattivi fatti di soluzioni cognitive veloci, imperfette, ma altamente efficaci: le euristiche. Sebbene questi strumenti di logica naturale siano comunemente studiati in psicologia cognitiva - in particolare nel campo del giudizio e del processo decisionale - la loro applicazione nell'Intelligenza Artificiale e nella simulazione computerizzata della cognizione sta rivelando prospettive per lo studio dei processi decisionali, a partire dalla classificazione delle alternative, negli algoritmi di ricerca, per prendere decisioni sulla base delle informazioni disponibili. Scopo del presente lavoro è mostrare come questa logica sia sottesa da regole di inferenza strettamente legate al modo "naturale" di ragionare. E inoltre, come queste inferenze possano costituire, nel più ampio orizzonte dell'IA e dell'ICT, il banco di prova per lo sviluppo di sistemi di rappresentazione e apprendimento di reti neurali per la comprensione dell'azione umana.
La capacità spontanea di produrre idee è una dimensione focale della nostra vita. È opinione comune che la creatività (una manifestazione della struttura e dei processi funzionali del cervello) definisca il potenziale della società ed è stata esplorata sotto diversi aspetti (ad esempio, da prospettive fisiologiche, sociali, psicologiche, di sviluppo, cognitive e storiche). In realtà, se il cervello è l'oggetto di indagine delle scienze cognitive e quindi delle neuroscienze, la creatività è parte integrante della realizzazione umana e dello sviluppo sociale e tecnologico. Nel corso degli anni, è stato difficile creare protocolli di ricerca che associassero entrambe le linee, anche se recentemente sono stati fatti dei tentativi per collegare questi temi, esplorando i vantaggi di una metodologia transdisciplinare. L'obiettivo di questo lavoro è spiegare le basi biologiche dei processi di creatività per evidenziare i possibili sviluppi delle tecnologie ICT per simulare, supportare e potenziare i suoi complessi percorsi.