Una risorsa per il paesaggio montano piceno
Il paesaggio montano è storicamente fitto di questi residui della civiltà agro-silvo-pastorale che simboleggiano la storica convivenza tra uomo e ambiente. Il muro a secco, infatti, è il primo esempio di manufatto umano ed è presente in tutte le culture del pianeta. Rappresenta il primo tentativo di modificare l'ambiente per ricavarne un qualsiasi uso; sia per costruire un riparo che per delimitare un luogo. È presente sia nelle costruzioni religiose, come nel caso degli altari costruiti dai patriarchi ebrei di cui si parla nella Bibbia, che nei nuraghi della Sardegna che nelle caciare pastorali della Montagna dei Fiori nel Piceno.
Da troppi anni però sono sempre meno le maestranze ancora capaci di mettere mano al ripristino dei manufatti rurali, con il rischio di vedere scomparire un patrimonio immateriale costitutivo del paesaggio montano del centro-italia. Da qui l’intervento dell’Ecomuseo del Monte Ceresa che si occupa specificatamente di patrimonio materiale e immateriale montano, con un corso che vuole costituirsi come l’incipit di un percorso ampio. Che parte dal “saper fare paesaggio” e diventa capace di coinvolgere una molteplicità di attori del sistema locale: dai nuovi ‘artigiani’ della pietra a secco, fino alle istituzioni che si occupano di sviluppo locale e rurale passando per imprese e attori economici del territorio. Ed è proprio in tal senso che il corso ha l’obiettivo di avviare, a partire dal patrocinio gratuito dell’iniziativa, una collaborazione con gli enti impegnati sul territorio montano dalla Strategia Nazionale Aree Interne - Piceno, passando per il Gruppo di Azione Locale Piceno e l’Unione Montana Tronto e Valfluvione, oltre che i comuni coinvolti (Acquasanta Terme, Arquata del Tronto, Montegallo e Roccafluvione), nell’auspicio di attivare percorsi di finanziamenti strutturali come già avviene in altre regioni del centro-italia.
Guarda le slide presentate al workshop e preparate da Lorenzo Perini