03 Marzo 2020 | Rossano Granello - Presidente Compagnia d'arme Cavalieri di San Giovanni
L'invenzione degli inchiostri rivoluzionò lo sviluppo della scrittura. Gli scribi egiziani usavano essenzialmente due tipi di inchiostro: l'inchiostro nero al carbone (ottenuto dalla miscela di polvere di carbone vegetale, acqua e un addensante per renderlo vischioso, come la gomma arabica) e l'inchiostro rosso (ottenuto dalla polvere di ocra rossa).
In seguito l'inchiostro al carbone venne sostituito dal più famoso nerofumo, ottenuto dalla combustione di radici di conifere o dagli oli bruciati delle lampade per l'illuminazione. Purtroppo entrambi avevano il difetto di non essere indelebili, anche se si provò ad ovviare al problema aggiungendo del solfato di ferro, detto anche "vetriolo degli avvelenatori", con però scarsi risultati dato il suo degrado in presenza di umidità.
Si arriva infine all'invenzione dell'inchiostro ferrogallico, una miscela a base acquosa di polvere di galle finemente macinate, solfato di ferro e gomma arabica, addizionato poi con del vino altamente alcolico per prevenire la formazione di muffe.
Le galle sono malformazioni a carattere escrescenze che si forma su foglie, rami, tronco e radici di varie piante a causa della presenza parassitaria di alcuni insetti, funghi o acari.
Le galle più diffuse e famose sono le galle di quercia, determinate da insetti cinipidi sulle querce. Vengono usate in tintoria, conceria e per la fabbricazione di inchiostri. In commercio si distinguono le galle asiatiche, tra le più pregiate le galle di Levante, dette anche di Aleppo o levantine, particolarmente ricche di tannini, e le galle europee.
Perché queste piccole "bacche" sono cariche di tannini, proprio come il vino! Quelle di quercia, in particolare, contengono il 45-50% di acido tannico che, reagendo col sale di ferro, determina il colore dell'inchiostro.
Si aggiunge infine la gomma arabica, un tipo di resina naturale ottenuto dalle acacie che serve come addensante, ovvero per rendere l'inchiostro più denso e vischioso.
Perché rispetto a tutti gli altri, era un inchiostro praticamente indelebile per la sua peculiarità di penetrare profondamente nelle fibre della carta, grazie alla sua acidità. Era economico e facilmente reperibile grazie ai suoi componenti naturali immediatamente disponibili e, se ben conservato, poteva durare per anni. Di contro la sua acidità tende, col tempo, a degradare i manoscritti, rendendo più complicata la loro conservazione.
Su internet si possono trovare decine di ricette che suggeriscono come fare in casa l'inchiostro ferrogallico.
● Prima di tutto bisogna procurarsi un gran bel quantitativo di galle. É molto più facile raccoglierle dalle querce durante l'inverno perché i rami sono ancora spogli e sono dunque molto più facili da individuare.
● Il solfato di ferro può essere acquistato in qualsiasi consorzio agrario, visto che viene utilizzato come fertilizzante.
● La gomma arabica si può trovare nei negozi di belle arti, nelle erboristerie, oppure potete reperirla tranquillamente acquistandolo on-line.
Per provare a creare l'inchiostro in casa potete usare questa formula;
- 3 parti di galle
- 30 parti di acqua distillata
- 2 parti di solfato di ferro
- 1 parte di gomma arabica
Una raccomandazione importante va fatta sulla conservazione. Essendo un composto completamente naturale, aggiungete dell'aceto o del vino molto alcolico per evitare la formazione di muffe nel vostro inchiostro fatto in casa.
Presto proveremo a creare il nostro inchiostro ferrogallico fatto in casa, scrivendo nel dettaglio il nostro esperimento in un futuro articolo.