CARTA DI INTENTI della Rete Gas Veneta
PARTE PRIMA
DEFINIZIONE, VALORI E PRINCIPI DELL’ECONOMIA ETICA E SOLIDALE
Scopo del documento
Il presente documento ha come scopo la costituzione della Rete GAS[1] Veneta, intesa come un tassello che vuol inserirsi, in modo attivo, in un più ampio progetto di graduale sviluppo dell’Economia Solidale a livello locale, regionale e nazionale.
Concetto di Economia Solidale
Nel presente documento, per Economia Solidale, si intende un nuovo modello di funzionamento dell’economia, un nuovo sistema economico e sociale, orientato al bene comune, alternativo a quello attuale e, rispetto ad esso, operante secondo nuovi principi e valori.
Valori di riferimento
L’orizzonte di riferimento per la costruzione del sistema dell’Economia Solidale e per la definizione e realizzazione dei suoi principi sono i grandi valori universali che guidano l’evoluzione positiva complessiva dell’umanità: l’amore, la libertà, l’armonia, la pace, l’uguaglianza, la collaborazione, la giustizia, la salute, l'informazione. Questi valori sono posti al centro del progetto, come punto di riferimento e di orientamento per l’evoluzione a lungo termine delle persone e del loro sistema sociale di convivenza.
Principi dell’Economia Solidale
I principi di riferimento per l’Economia Solidale sono i seguenti:
• Equità, per dare vita ad un modello economico che garantisca a tutti i beni basilari della vita (salute, abitazione, educazione, lavoro, assistenza nella vecchiaia) e che non generi sproporzioni di reddito fra individui e nazioni, ma tenda alla progressiva riduzione degli squilibri economici. Ciò significa anche favorire una tipologia di impresa in cui gli utili abbiamo una destinazione sociale e non semplicemente individuale.
• Solidarietà, per basare il sistema economico sulla collaborazione e sulla cooperazione, sulla partecipazione e sulla corresponsabilizzazione, sulla coltivazione prioritaria del bene comune e sulla valorizzazione di tutte le persone e capacità, anche quelle che verrebbero emarginate dall’attuale sistema economico competitivo.
• Ecologia, intesa come rispetto per tutte le forme di vita sulla terra:
1. Contrasto all’emergenza climatica;
2. Attenzione per le condizioni in cui il pianeta verrà lasciato alle generazioni successive;
3. Considerazione della terra, dell’acqua, dell’aria e dell’ambiente come preziosi beni comuni dell’umanità e limitazione del loro inquinamento in relazione alla loro capacità di rigenerarsi;
4. Sostenibilità ecologica e ambientale delle attività economiche;
5. Priorità all’uso di energie non inquinanti e rinnovabili;
6. Attuazione delle pratiche di agricoltura biologica e biodinamica;
7. Attenzione verso la destinazione di tutti i materiali, le sostanze e i macchinari usati o dismessi (riciclo, trasformazione, immissione non nociva nell’ambiente);
8. Salvaguardia della biodiversità (piante ed animali autoctoni esistenti);
9. Massima precauzione nei riguardi delle tecniche di manipolazione genetica e rifiuto dell’immissione nell’ambiente pubblico di microrganismi vegetali o animali geneticamente modificati (O.G.M.);
10. Attenzione e cura verso la bellezza e l’armonia dell’ambiente naturale, del paesaggio e dei luoghi di abitazione e lavoro, intese sia in senso estetico che ecologico.
• Rispetto e valorizzazione delle persone, per considerare anche nel processo produttivo tutti i lavoratori coinvolti di pari dignità e per garantire sane ed eque condizioni di lavoro.
• Partecipazione e responsabilità, per consentire a tutti, all’interno delle aziende, di elaborare proposte di miglioramento del sistema produttivo o dei beni e servizi prodotti, e per sviluppare una presa di responsabilità diffusa, insieme a possibilità formative e di rotazione.
• Sviluppo solidale dell’economia, inteso anche come:
1. valorizzazione dell’economia locale, per un maggiore sviluppo dell’economia locale ed una maggiore distribuzione delle produzioni fra città e campagna e fra territori vicini, con conseguente riduzione dei trasporti e limitazione degli squilibri di reddito fra zone; per la valorizzazione e la cura di tutti i territori e gli ambienti e per la trasmissione delle conoscenze tecniche e produttive fra le zone;
2. “pensare globalmente agire localmente”, per evitare che l’economia locale si chiuda in se stessa, ma che sia parte di un più ampio sistema provinciale, regionale, nazionale e mondiale, poiché molti prodotti e servizi escono dalla competenza specifica dell’ambito locale;
3. collegamento solidale in rete, per costituire e rafforzare una rete di Economia Solidale in cui le singole aziende e le strutture economiche inseriscono il loro operare.
• Ben-vivere conviviale, inteso come nuovo stile di vita con al centro i valori, le relazioni, la sobrietà dei consumi, il rispetto dell’ambiente, la partecipazione attiva dei cittadini ai processi politici ed economici, che permetta di instaurare un nuovo sistema di decrescita felice.
• Consumo e alimentazione consapevole. L’attuale situazione degli sprechi alimentari evidenzia quanto le scelte del consumatore hanno un peso nelle dinamiche economiche, ambientali e sociali del mondo che ci circonda. Per questa ragione risulta fondamentale promuovere la diffusione di informazioni corrette che diventino lo strumento attraverso il quale il consumatore possa effettuare scelte consapevoli e responsabili (attenzione a tutta la filiera, dalla produzione alla vendita del prodotto).
Metodo della nonviolenza
Il nuovo modello di economia solidale si realizza in modo nonviolento attivo, in primo luogo mettendo al primo posto le relazioni e i metodi consensuali di soluzione dei conflitti; l’assunzione di tale sistema di relazioni è alla base di promozione, costruzione e progressivo ampliamento di un sistema di gestione dell’economia, che eroda il sistema vigente ad esso alternativo. La creazione di tale nuovo sistema economico è esso stesso di tipo nonviolento, in quanto avviene attraverso la libera adesione di tutti coloro che ne condividono i principi, i valori e le pratiche solidali volte al bene comune, collaborando direttamente alla sua realizzazione e gestione. E’ di tipo nonviolento anche perché si avvale delle pratiche della democrazia partecipativa (come ad esempio referendum e proposte di legge ad iniziativa popolare), per incidere sulla legislazione vigente.
Settori produttivi e associativi di riferimento
I primi settori produttivi e associativi interessati allo sviluppo dell’Economia Solidale si individuano fra quelli che già hanno fatto scelte in questa direzione affermando e realizzando, almeno in parte, i suoi principi. Si evidenziano, in particolare: commercio equo e solidale, agricoltura biologica, finanza etica, cooperazione internazionale, movimento cooperativo, gruppi di acquisto solidale, bilanci di giustizia ed esperienze varie di critica del consumo, associazioni ambientaliste, esperienze di monete alternative, imprese ed associazioni di vari settori produttivi ecologici e/o etici (bioedilizia, bioarchitettura, energie rinnovabili, detergenza e cosmesi ecologiche, produzioni di tessuti ecologici, gestione ecologica dei rifiuti, esperienze di riciclo e riuso, turismo sostenibile, artigianato artistico, medicine olistiche, assicurazioni etiche, telefonia etica, software open source, agenzie di informazione alternativa).
Coinvolgimento di altri soggetti interessati
Ai settori naturalmente interessati al progetto dell’Economia Solidale di cui sopra, si aggiungono anche altri soggetti (individui, imprese, enti, associazioni, organizzazioni) ispirati da motivazioni solidaristiche ed etiche di rinnovamento e miglioramento della vita sociale sulla terra ed interessati a co-progettare un futuro sostenibile per il nostro territorio.
1 Concetto di Gruppo di Acquisto Solidale
Come definiti dalla Legge 24 dicembre 2007, n. 244 - Art. 1 comma 266 sono i soggetti associativi senza scopo di lucro costituiti al fine di svolgere attività di acquisto collettivo di beni e distribuzione dei medesimi, senza applicazione di alcun ricarico, esclusivamente agli aderenti, con finalità etiche, di solidarietà sociale e di sostenibilità ambientale, in diretta attuazione degli scopi istituzionali e con esclusione di attività di somministrazione e di vendita.