La Mostra delle repliche d' Arte
LE COPIE DEL FALSARIO
OLTRE IL CAPOLAVORO E I TEOREMI DELLA GRANDE PITTURA
La Mostra delle repliche d' Arte
LE COPIE DEL FALSARIO
OLTRE IL CAPOLAVORO E I TEOREMI DELLA GRANDE PITTURA
PRESA DI CRISTO
ANALISI CRITICA A CURA DI ROBERTO BASERGA
La presenza teatrale di Giovanni invoca pienamente un grido di disperazione per la cattura del Salvatore nella notte profonda.Desolazione dipinta sul volto del Cristo e il bacio di Giuda sembrano schiacciare la profondita' nella scena con il telo scarlatto.
L' ausilio dei cavalieri con armature vistose spinge fisicamente il corpo 'del condannato' con una insistita veemenza.Un personaggio con lanterna segue con mera partecipazione quanto accade di fronte a lui.
Su quel personaggio si ritiene una sorta di ritratto autobiografico,allusivo al momento d' incertezza che il pittore vive .E' ricollegata la fuga e il tragico evento ,l' uccisione del Tomassoni causa della mera condanna capitale ;la preoccupazione contenuta ma esaperata nel dipinto tenebroso e drammatico .
Per le carte la tela non e' autentica benche' stimata un' altra mano quella del discepolo Gherardo delle Notti.Solo il dato oggettivo fornito dal Benedetti del 1990 ,in ritrovamento del quadro nella casa dei Gesuiti ,ora alla National Gallery a Dublino-conferma il nome di Caravaggio.Sulle dinamiche chiaroscurali e le profilature dei personaggi confidano il dipinto in quello stile ;benche' un' altro quadro prima delle note vicende belliche , a Odessa -porta a sospettare qualche altra valutazione.
Diverse repliche esistono ,contabili al numero di dodici. In data 1600 l' olio su tela che ricorda il biografo Bellori-e' registrato negli inventari ,per poi passare alla mano di un seguace.
L'analisi indicata affronta il tema della 'ruggine' sulle armature dei sicari ,dato che pone qualche conferma sulla paternita' dell' opera . Per il Marini il dipinto a Dublino e' del Merisi.La copia qui proposta e' un orizzontale di 100 x140 cm .Appartiene a una Collezione Privata.E' rispettato il clima prettamente drammatico ,l'atteggiamento falso di Giuda che accompagna lo schieramento dei sicari .Le dipinture frontali nel tono insistentemente emblematico:le mani -incrocicchiate del Cristo- nella condizione emotiva di umile rassegna.L' urlo del discepolo e il cambio retorico di un movimento percepito nel buio della notte.Lo staccato anonimo e il dettaglio vistoso del telo scarlatto accompagnano tutti i personaggi in un momento autentico ,lontano da empiriche stesure.
La luce meno assistita ,che lascia comunque spazio alle trame ripetute nelle vesti del Salvatore ,con colorazioni imbrunite e con pieghe prettamente materiche .Il dettaglio della mano 'sporca' di Giuda che prende la spalla del condannato ,nell' atto dimostrativo del tradimento in un giuoco prestabilito nel 'pathos' scenico e nell' uso curato di forti e pesanti penombre.