GESTIONE
Coloro che detengono uno o più esemplari di Lithobates catesbeianus non possono rilasciarli nell’ambiente, devono evitare che si riproducano e devono tenerli in condizioni in cui sia impossibile la fuga. Non occorrono autorizzazioni per fornire al proprio animale l’assistenza veterinaria necessaria, mentre il decesso va notificato al MiTE mediante un'autodichiarazione su carta semplice, nella quale fare riferimento alla denuncia di possesso presentata
Per aree umide di dimensioni modeste e poco profonde (intorno a 1500 m2 e profondità massima di 150 cm), Louette et al. (2013) raccomandano l’uso simultaneo di 8 nasse, laddove venga stimata la presenza di un elevato numero di larve (~5000), e di 5 nasse, in caso di basse numerosità (~1000), per massimizzare il rapporto efficienza/costi.
Tali apparecchi rilasciano una forte scossa elettrica che stordisce gli animali e li immobilizza per un breve lasso di tempo, sufficiente perché l’operatore possa catturarli. L’efficienza del metodo dipende da una serie di fattori, tra cui la dimensione e la profondità del corpo idrico; pertanto, nella pianificazione di eventuali attività di elettropesca sulla specie esotica, sarà necessario affidarsi a personale esperto.
Di fondamentale importanza è anche la rimozione delle uova, che potranno essere raccolte tramite retini da pesca e lasciate sulle rive dei corpi idrici a seccare, oppure rimosse per essere smaltite.
TECNICHE DI MONITORAGGIO
La più semplice tecnica di monitoraggio per verificare la presenza della specie è rappresentata dal Visual Encounter Survey (VES), cioè dall’osservazione diretta delle ovature, delle larve e dei metamorfosati nelle località indagate, lungo transetti o in aree note, soprattutto in siti con difficile accesso al corpo idrico ma con buona visibilità delle sponde anche a distanza