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A AMBIENTE
M MONUMENTO
O OPERATORE
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Il progetto R.A.M.O. (Ricerca e Analisi della vegetazione nei Monumenti) nasce per studiare la presenza della vegetazione spontanea nei contesti storici e archeologici e per sviluppare strategie efficaci di gestione e prevenzione del degrado.
La crescita di piante ruderali su edifici storici, ruderi e siti archeologici rappresenta uno dei fattori più diffusi di deterioramento delle strutture architettoniche. Le radici penetrano nelle fessure delle murature, favoriscono l’accumulo di umidità e accelerano i processi di degrado dei materiali.
Attraverso un approccio interdisciplinare che integra botanica, ecologia e conservazione dei beni culturali, il metodo R.A.M.O. propone strumenti di analisi e strategie operative per una gestione consapevole della vegetazione nei monumenti.
Il metodo R.A.M.O. si basa sull’integrazione di conoscenze botaniche ed ecologiche con le competenze del restauro architettonico e della conservazione dei beni culturali.
L’analisi della vegetazione presente sulle strutture storiche consente di comprendere le dinamiche di colonizzazione delle piante e di valutare il rischio di danno per le murature e per i materiali costruttivi.
Il metodo si sviluppa attraverso quattro fasi principali:
Analisi della vegetazione
Identificazione delle specie presenti e studio delle modalità di crescita sulle strutture architettoniche.
Valutazione del rischio
Analisi dell’impatto delle specie vegetali sui materiali e sulla stabilità delle murature.
Strategie di gestione
Individuazione delle modalità più appropriate di controllo e rimozione della vegetazione.
Monitoraggio nel tempo
Definizione di indicazioni per la manutenzione e il controllo periodico delle strutture.
Il metodo R.A.M.O. offre attività di analisi e consulenza per la gestione della vegetazione spontanea nei monumenti e nei siti archeologici. L’obiettivo è prevenire i processi di degrado e supportare gli interventi di conservazione del patrimonio architettonico.
Analisi vegetazionale dei monumenti
Studio delle specie vegetali presenti sulle strutture architettoniche attraverso l’identificazione botanica e l’analisi delle modalità di colonizzazione. L’attività consente di valutare il rischio per le murature e di individuare le strategie più appropriate di gestione della vegetazione.
Gestione delle specie invasive
Alcune specie vegetali rappresentano un rischio particolarmente elevato per le strutture storiche. Tra queste la specie invasiva Ailanthus altissima, caratterizzata da una crescita rapida e da un apparato radicale capace di penetrare nelle murature. La consulenza comprende l’analisi della diffusione della specie e la definizione delle strategie di controllo e prevenzione.
Piani di gestione della vegetazione
Elaborazione di strategie di intervento per il controllo e la manutenzione della vegetazione nei contesti monumentali. I piani di gestione definiscono modalità di rimozione, prevenzione della ricrescita e indicazioni per la manutenzione periodica delle strutture.
Consulenza per interventi di restauro
Supporto tecnico-scientifico per studi di architettura, restauratori ed enti pubblici impegnati nella conservazione dei beni culturali. La consulenza può includere analisi preliminari, indicazioni operative e collaborazione nelle fasi di intervento.
Per informazioni, collaborazioni o richieste di consulenza è possibile contattare il progetto R.A.M.O.
Il servizio è rivolto a:
enti pubblici
studi di architettura e restauro
restauratori
archeologi
istituzioni che gestiscono beni culturali.
Email: aliki.kourkouta@hotmail.com
Pec: aliki.kourkouta@archiworldpec.it
Tel: +39 349 814 7813
Sede: Via San Camillo De Lellis 114, Chieti, 66100
La vegetazione spontanea rappresenta uno dei principali fattori di degrado per gli edifici storici e per i siti archeologici.
Le piante si insediano facilmente nelle fessure delle murature e nei giunti tra i materiali, dove trovano condizioni favorevoli alla crescita. Lo sviluppo delle radici provoca l’apertura delle crepe e il distacco dei materiali, mentre la presenza di vegetazione favorisce l’accumulo di umidità e l’attivazione di processi di biodeterioramento.
Alcune specie sono particolarmente aggressive e possono colonizzare rapidamente le strutture architettoniche. Tra queste la specie invasiva Ailanthus altissima, diffusa in molti contesti urbani e archeologici.
Una gestione preventiva della vegetazione consente di ridurre il rischio di danni e di limitare la necessità di interventi di restauro più complessi.
Il metodo R.A.M.O. può essere applicato in diversi contesti del patrimonio storico e archeologico in cui la vegetazione spontanea rappresenta un potenziale fattore di degrado delle strutture architettoniche.
L’analisi della vegetazione e la definizione di strategie di gestione consentono di prevenire danni alle murature e di supportare gli interventi di conservazione del patrimonio culturale.
Monumenti storici
Castelli, abbazie, chiese e complessi monumentali sono spesso soggetti alla crescita di vegetazione spontanea nelle murature e nelle coperture. L’analisi vegetazionale permette di individuare le specie presenti e di valutare il rischio per la stabilità delle strutture.
Ruderi e architetture abbandonate
I ruderi rappresentano uno degli ambienti più favorevoli alla colonizzazione da parte delle piante ruderali. In questi contesti la crescita della vegetazione può accelerare i processi di deterioramento delle murature e richiede interventi di gestione mirati.
Siti archeologici
Nei siti archeologici la vegetazione spontanea può svilupparsi tra le strutture antiche e lungo le superfici lapidee. La gestione della vegetazione è fondamentale per garantire la conservazione dei resti archeologici e la fruizione del sito.
Mura storiche e architetture difensive
Le mura urbane e le fortificazioni storiche presentano frequentemente fessure e superfici esposte che favoriscono la crescita delle piante. Alcune specie invasive, come Ailanthus altissima, possono compromettere la stabilità delle murature attraverso lo sviluppo delle radici.
Contesti urbani storici
La vegetazione spontanea può svilupparsi anche negli edifici dei centri storici, nei muri di contenimento e nelle strutture architettoniche in pietra o mattoni. Una corretta gestione consente di prevenire il degrado e di preservare il valore storico degli edifici.
La specie invasiva Ailanthus altissima, comunemente nota come ailanto o “albero del paradiso”, è oggi molto diffusa nei contesti urbani e nei siti archeologici. Grazie alla sua elevata capacità di adattamento e alla crescita rapida, questa pianta colonizza facilmente ruderi, mura storiche ed edifici abbandonati, sviluppandosi anche nelle piccole fessure delle murature.
Il suo apparato radicale può penetrare in profondità nei materiali costruttivi e, con la crescita della pianta, contribuire all’allargamento delle crepe e al distacco di parti della muratura. Inoltre l’ailanto possiede una forte capacità di rigenerazione: anche dopo il taglio del fusto può produrre nuovi polloni dalle radici, rendendo difficile il controllo della sua diffusione.
Per questo motivo la presenza di Ailanthus altissima nei monumenti richiede interventi di gestione specifici, basati su un’analisi attenta della vegetazione e delle condizioni delle strutture architettoniche. Un approccio mirato consente di limitare i danni e di prevenire la ricrescita della specie nel tempo.
S. Ignazio di Loyola, Roma
Relazione tecnico-scientifica per l'eliminazione della vegetazione spontanea sviluppata sulla chiesa di S. Ignazio di Loyola a Roma.
Novembre 2021
Descrizione:
Incaricata dalla Visan s.r.l. con sede a L'Aquila viene elaborata la relazione tecnico-scientifica riguardante le piante infestanti che si sono sviluppate sulla parte superiore della chiesa. La relazione si compone da una parte scritta e da una parte di elaborati grafici, che nell'insieme valutano il corretto procedimento da adottare per l'eliminazione delle specie infestanti.
Le informazioni che vengono fornite riguardano le specie erbacee ed arboree, gli erbicidi da utilizzare, il dosaggio, la modalità di intervento, e la successiva manutenzione periodica.
Key Words: vegetazione infestante, piante ruderali, eliminazione piante, piante legnose, verde infestante, ricerca, ambiente, degrado, degrado architettonico, apparato radicale, architettura apparato radicale, restauro architettonico, radici, sistema radicale, biological colonisation, stone monuments, substrato lapideo, gestione piante legnose, conservazione monumento lapideo, ailanthus altissima, ficus carica, edera helix.
Λέξεις κλειδιά: ζιζάνια, φυτά ερειπωμένων χώρων, απομάκρυνση φυτών, ξυλώδη φυτά, ζιζάνια, έρευνα, περιβάλλον, υποβάθμιση, αρχιτεκτονική υποβάθμιση, ριζικό σύστημα, αρχιτεκτονική ριζικού συστήματος, αρχιτεκτονική αποκατάσταση, ρίζες, ριζικό σύστημα, βιολογική αποίκιση, πέτρινα μνημεία, πέτρινο υπόστρωμα, διαχείριση ξυλωδών φυτών, συντήρηση πέτρινου μνημείου, ailanthus altissima
2022
“La gestione della flora infestante nei contesti storici: un approccio interdisciplinare”.
In: Co.n.al.pa. – giornale online.
http://www.conalpa.it/category/fratello-albero-giornale-online-del-co-n-al-pa/
2018
"The Botanical Planning and a Management Proposal: The Archaeological Area of the Thermal Complex of Chieti,Italy". In: Proceedings of the 4th Biennial of Architectural and Urban Restoration (BRAU4), 15-30 April 2018, p. 893-904.
Organizzazione: CICOP Italia ONLUS (Centro Internazionale per la Conservazione del Patrimonio Architettonico).