Alla scoperta dei Lucani, ricordando Dragut: ROCCAGLORIOSA e TORRE ORSAIA
Un tuffo nell'entroterra cilentano, alla scoperta dell'area archeologica di Roccagloriosa dove rivivono gli antichi Lucani con la principessa Fistelia che si muove nell'Antiquarium tra le teche che contengono i suoi gioielli di finissima fattura.
Assolutamente caratteristico il suo centro storico con i resti di mura che ci parlano di un castello costruito da soldati bulgari.
Da Roccagloriosa arriviamo a Torre Orsaia le cui origini si fanno risalire all'XI secolo quando le incursioni dei pirati, la malaria e la distruzione di Policastro operata da Roberto il Guiscardo, spinsero le popolazioni costiere a spostarsi verso zone più interne del territorio.
Così come Roccagloriosa, anche questo borgo fu assalito dal corsaro turco Dragut che nel 1552 praticò saccheggi, devastazioni e uccisioni in tutta l'area.
Il Borgo Medievale di San Severino di Centola vecchia rappresenta un posto incantato, dove il tempo si è fermato all’inizio del ‘900. La posizione strategica, le abitazioni, il castello, le cappelle, e tanti altri particolari fanno del Borgo Medievale di San Severino uno dei posti più affascinanti del Cilento. Il borgo antico di San Severino di Centola ha origini medievali e la nascita è databile dal X all’XI secolo. Il nome del borgo medievale è legato alla storica famiglia del Principato di Salerno, i Sanseverino. Non è chiaro se il nome del paese derivi dal nome della ricca e potente famiglia o viceversa, sta di fatto che l’antico borgo è legato indissolubilmente al nome dei Sanseverino.
Uno dei primi edifici ad essere elevati sulla roccia che domina la valle del Mingardo è stato il castello. La fortezza è nata in quello che è un vero punto strategico della Valle del Mingardo. Dal borgo vecchio di San Severino è possibile controllare l’accesso di quella che è chiamata Gola del Diavolo. Alla realizzazione del castello si aggiunse una cappella e l’abitato che sono giunte fino ad oggi.
Grotta della Cala a Marina di Camerota (Salerno), nel Parco nazionale del Cilento e Vallo di Diano, con un percorso guidato all’interno della preistoria per scoprire usi e abitudini degli uomini primitivi. Dal mercoledì al sabato (dalle ore 17 alle ore 20. L’ultimo ingresso è alle 19.30). il gruppo de “Il cammino delle falesie preistoriche” ha reso fruibile il sito di interesse preistorico patrimonio mondiale dell’Unesco, teatro della convivenza tra l’uomo di Neanderthal e l’uomo Sapiens, abitata fin dalla più antica preistoria.
UN TOUR DI 30 MINUTI PER CONOSCERE LA GROTTA
I ragazzi del team conducono i visitatori attraverso un affascinante percorso di conoscenza della grotta, della durata complessiva di circa 30 minuti, illustrando stili di vita ed usanze dei nostri antenati. Ogni tappa di questo insolito tour è sottolineata da dimostrazioni di pratiche quotidiane (come l’accensione del fuoco) e curiosità che rendono gli uomini preistorici molto vicini a tutti noi.
A circa un’ora dalla partenza la prima tappa è la Spiaggia del Marcellino per una sosta bagno. Visita di Porto degli Infreschi, con possibilità di scendere in spiaggia.
Alle ore 13.00 circa, sbarco alla Spiaggia del Pozzallo (Punto Ristoro, Bar, Servizi Igienici). Possibilità di snorkeling sottocosta fino alla Spiaggia di Calabianca (pinne e maschere a bordo).
Ore 15.30 Partenza dalla Spiaggia del Pozzallo e visita della restante parte di costa della Masseta. Durante il rientro breve sosta alla Baia del Buondormire.
IMBARCO ore 10.00 | RIENTRO ore 18.00
José Ortega, pittore:
Bosco è una piccolissima frazione del Comune di San Giovanni a Piro, ai piedi del Monte Bulgheria, resa famosa dal pittore spagnolo Ortega che vi trascorse gli ultimi vent'anni della propria vita.
L’artista fu allievo di Picasso ed esule per scelta, combattente in nome della libertà;qui comprò un terreno, disegnò e costruì la propria casa studio.
Decise di stabilirsi a Bosco perché il borgo contadino era simile a quello della sua infanzia e gli abitanti poveri, con il viso scurito e indurito dal sole, richiamavano la sua gente.
Dopo la visita della casa - museo del pittore, ci sposteremo a San Giovanni a Piro, suggestivo borgo immerso nel verde degli uliveti che tingono le falde del Monte Bulgheria, in posizione dominante sul Golfo di Policastro.
Alla scoperta di PADULA
Alla scoperta dell'antico borgo medievale di Padula, arroccato su un'altura che si affaccia sul vallo di Diano. Visiteremo la certosa di San Lorenzo, la più grande certosa d’Italia e tra le più importanti di tutta Europa, dichiarata patrimonio dell’umanità UNESCO; il battistero paleocristiano di San Giovanni in Fonti, l'unico al mondo ad utilizzare l'acqua battesimale attingendola direttamente dalla sorgente su cui sorge; la casa - museo di Joe Petrosino, il poliziotto italo-americano più famoso, ammazzato dalla mafia a Palermo il 12 marzo 1909.
Nel cuore del Parco Nazionale del Cilento, a Padula, in provincia di Salerno, e più precisamente nel Vallo di Diano, si trova uno dei Patrimoni Unesco più importanti in Italia ed in Europa. Si tratta della Certosa di San Lorenzo, meglio conosciuta come la Certosa di Padula, un maestoso e grandioso esemplare di complesso monumentale avente origine nel trecento, con la funzione di un (ex) monastero. Ma, oltre a questo: un luogo perfetto per chi ama l’arte, gli itinerari religiosi e soprattutto i luoghi di silenzio. Un luogo dalla storia plurisecolare, che si è conservato molto bene fino ai nostri giorni. Immerso tra la suggestione del Cilento ed i borghi arroccati sulle sue colline che le fanno da cornice.
Una curiosità: la Certosa di Padula è la seconda certosa in Europa per estensione dopo quella di Grenoble in Francia. E’ estesa per più di cinquantunomila ettari e ha più di 350 stanze. Un primato per l’Italia!
Le Grotte di Pertosa-Auletta rappresentano uno degli spettacoli naturali più belli di Salerno.
Le grotte sono incredibilmente estese, e si diramano al di sotto dei comuni di Auletta e Polla.
La formazione delle Grotte di Pertosa deriva quasi principalmente da fenomeni tettonici che nel corso di migliaia di anni ne hanno plasmato le forme grazie all’azione delle acque provenienti da un condotto del fiume Tanagro.
Le Grotte sono visitabili da più di 80 anni, dato che la loro apertura al pubblico risale al 1932.
L’ingresso è molto suggestivo dato che per raggiungere il primo percorso pedonale è necessario utilizzare una barca che attraversa le acque, mossa tramite un cavo metallico.
Dal bellissimo borgo di Morigerati parte il sentiero che, attraverso boschi e ruscelli, ci condurrà all'oasi della cascata Capelli di Venere, una meravigliosa cascata che nasce dal fiume Bussento. Il suo nome proviene dalla pianta Capelvenere, una felce molto piccola che si arrampica sulla roccia. L' atmosfera è quella del paradiso terrestre, circondati dal verde brillante, il suono dell'acqua e la frescura data dalla fitta vegetazione. Lungo tutto il sentiero, e in particolare vicino alla cascata, si creano momenti magici in cui ci si sente completamente parte della natura e del suo universo. Per noi sono momenti unici e ricchi di emozioni che non vediamo l'ora di poter condividere con chi, come noi, ama la natura e la camminata.
Nella terra del mito: PALINURO e LICUSATI
L'itinerario parte dalla costa, alla scoperta della splendida Palinuro, famosa meta turistica balneare. Il suo nome deriva dal mitico nocchiero di Enea che perde la vita perché il dio del sonno lo fa addormentare con musica e dolci parole e poi lo butta in acqua. Rinomata per il suo mare, si caratterizza soprattutto per le sue grotte tra cui quella Azzurra, così chiamata per l'intenso colore delle sue acque.
Dopo una visita a questo paradiso, si parte all'esplorazione del borgo medievale di Licusati dove di notevole interesse sono il Cenobio Italo-greco di San Pietro dell'anno 1000; i ruderi del Castello di Montelmo (detto Castelluccio); il Santuario di Maria SS. Annunziata; la Chiesa parrocchiale di San Marco e i Palazzi Crocco e Sofia.
Il Villaggio della Molpa
Era un piccolo villaggio che sorgeva su un promontorio tra le foci di due fiumi, il Lambro e il Mingardo a circa 1 Km da capo Palinuro a breve distanza dai comuni di Centola e Pisciotta. Nel tempo subì ripetuti assalti e distruzioni ai quali non sempre riuscì a farvi fronte, nonostante la posizione strategica che l’avrebbe dovuto proteggere dalla incursioni nemiche. All’alba dell’11 giugno 1464 infatti, i pirati saraceni la rasero al suolo mettendo in fuga coloro che non furono presi come schiavi verso i paesi vicini dell’entroterra. Oggi ne resta il ricordo e un paesaggio mozzafiato come solo quello dell’entroterra cilentano sa essere.
Velia / Elea
L'antica città di Elea deriva il suo nome dalla sorgente locale Hyele e fu fondata intorno al 540 a.C. da un gruppo di esuli provenienti dalla città greca di Focea nell'attuale Turchia, occupata dai Persiani. La città è nota nel V sec. soprattutto per le figure di Parmenide e Zenone, fondatori della famosa scuola filosofica eleatica e raggiunge un periodo di grande sviluppo in età ellenistica e in gran parte dell'età romana (fine IV a.C. - V sec. d.C)., quando il suo nome viene modificato in Velia. Le strutture architettoniche della città antica sono immerse in una vasta area di macchia mediterranea e di rigogliosi uliveti costituendo uno splendido connubio tra archeologia e natura.
Il percorso di visita comincia dalla città bassa dove gran parte degli edifici risalgono all'età ellenistica e romana. Davanti alle mura c'è una necropoli di età imperiale (I-II sec. d.C.) di cui sono visibili sepolture individuali e recinti funerari all'interno dei quali si raccoglievano diverse deposizioni.
Salendo verso l'Acropoli, vi è il più antico abitato di Velia (VI sec. a.C.) di cui sono visibili i resti di abitazione allineati lungo una strada. Il posto fu abbandonato ed obliterato nel V sec. per permettere di costruire edifici pubblici, civili e religiosi di cui sull'acropoli sono parzialmente conservati un teatro costruito in età romana sui resti di un altro più antico e un tempio danneggiato nel medioevo quando viene costruito un castello.
Famosa è la Porta Rosa divenuta il simbolo della città, splendido esempio dell'utilizzo dell'arco da parte dei Greci.
Poseidonia/Paestum
Paestum, che in età greca era chiamata Poseidonia, venne fondata agli inizi del VI sec. a.C. da Achei provenienti da Sibari che si stanziarono nella fertile pianura a Sud del Sele; alla fine del V secolo a.C. la città venne conquistata dai Lucani e nel 273 a.C. divenne colonia latina. Oggi è possibile visitare un’ampia zona, dall’incantata atmosfera, divisa in tre aree: due sacre, il santuario settentrionale e quello meridionale, ed una pubblica al centro, prima Agora greca e poi Foro romano.
Nei due santuari sono visibili tre templi dorici, splendidamente conservati: a Nord il tempio cd. di Cerere, dedicato ad Athena, a Sud la cd. Basilica, tempio di Hera e il tempio cd. di Nettuno sacro forse ad Apollo. Nell’area pubblica si conservano edifici di età greca (l’ekklesiasterion, il luogo in cui si riuniva l'assemblea e l’heroon, la tomba ipogeica dell’eroe fondatore della città) e romani (il foro, il tempio italico, l’anfiteatro e i quartieri di abitazioni).
La città antica è circondata dalle mura con quattro porte in corrispondenza dei punti cardinali (Porta Aurea a nord; Porta Giustizia a sud; Porta Sirena a est; Porta Marina a ovest), datate tra la fine del IV a.C. e l’epoca della colonia latina (III secolo a.C.).