Add Headings and they will appear in your table of contents.
Associazione che intende promuovere e collaborare con le attività produttive artigianali e non, ricadenti sul territorio di Celle di Bulgheria. L'idea di costituirsi in associazione è venuta ad un gruppo di amici sia imprenditori del settore turistico che semplici appassionati frutto di un percorso di collaborazione per l'accoglienza turistica, culturale ed anche imprenditoriale che costituiva di fatto già una piccola rete promozionale locale. Il gruppo intende valorizzare le eccellenze del territorio a 360 gradi, offrendo all'ospite dei servizi qualificati. Offrire un vasto ventaglio di esperienze e tour dedicati che vanno dalla gastronomia alla ricettività alberghiera ed extralberghiera, alle visite guidate, sono i principali obiettivi dell'associazione.
Il mercato di riferimento può essere considerato vasto e trasversale, pertanto l'interesse sarà rivolto al turismo nazionale ed europeo con particolare focus sulla Bulgaria con la quale sono già attive collaborazioni istituzionali, culturali e imprenditoriali.
In sintesi lo scopo dell'associazione "Radici del Bulgheria" è "quello di realizzare e promuovere iniziative e progetti di promozione turistica, culturali, educativi è formativi, informativi, di divulgazione, di ricerca e di aggiornamento al turismo responsabile sull'intero territorio della cittadina di Celle di Bulgheria ma non solo".
Celle di Bulgheria (SA)
Il piccolo Comune di Celle di Bulgheria è presente nella zona più meridionale del Cilento, con i suoi 1700 abitanti, Il toponimo fa riferimento all’arrivo di una colonia di bulgari, probabilmente intorno all’anno 680 dopo Cristo, che giunse in Italia con qualche migliaio di uomini comandati dal principe Bulgaro Khan Alzeco (Alztek), che successivamente si spostò a sud con il consenso di Grimoaldo I il Duca di Benevento, che lo insignì del titolo di Gastaldo. La popolazione Bulgara decise di stanziarsi in queste zone e di creare una comunità ai piedi del monte che poi avrebbe preso il nome di “Bulgaria”. Qui trovarono le condizioni migliori per poter vivere bene anche perché la località è ubicata nei pressi del fiume Mingardo che sfocia nella zona del Capo Palinuro.
Ad oggi il Comune di Celle di Bulgheria è gemellato con il Comune di Veliki Preslav in Bulgaria che è stata la prima Capitale ed una delle città più storiche della nazione. Nel parco cittadino di Celle di Bulgheria c’è una statua in bronzo che ricorda il condottiero Bulgaro Alztek. Il nome di Celle venne aggiunto in secondo tempo per via dell’arrivo di un gruppo di monaci di origini Italiane e Greche.
Monte Bulgheria
Il Monte Bulgheria, disposto in direzione W‐E, costituito da un imponente blocco calcareo, tocca la costa meridionale del Parco Nazionale del Cilento, Vallo di Diano e Alburni. Il Sito di Interesse Comunitario ha un’estensione di 2400 ettari, con un’escursione altimetrica che va dai 450/500 ai 1225 metri sul livello del mare; fa parte della tipologia dei siti montano‐collinari caratterizzati da numerose formazioni vegetali, con la prevalenza di praterie e habitat forestali quali boschi di ontano napoletano, carpino nero, leccio; in zone più ridotte sono presenti anche oliveti, macchia mediterranea e habitat rupicoli. Il Sito si estende nei territori di 5 comuni: San Giovanni a Piro, Roccagloriosa, Celle di Bulgheria, Camerota e Centola.
Dal monte prende il nome il comune di Celle di Bulgheria, che sorge alle sue pendici, al lato est. Il monte è conosciuto come Leonessa addormentata, poiché somiglia ad un enorme leone a riposo con lo sguardo rivolto verso oriente e quindi gli abitanti del luogo amano pensare che sia un leone che sta lì a proteggerli.
Celle di Bulgheria, dai Bizantini ai Bulgari.
Per scoprire questa storia cilentana, dobbiamo andare indietro di circa 1600 anni. Era appena caduto l’Impero Romano e l’intera Italia era stata divisa fra i regni dei barbari. Fu l’occasione per l’ex Impero d’Oriente, comandato da Bisanzio, per riconquistare i territori antichi: se Napoli fu presa con metodi brutali da Belisario, la venuta del generale Narsete non fu meno pacifica nel resto d’Italia. Fu probabilmente in questo periodo che giunse qui una comunità bulgara.
L’orda Bulgara che mise a soqquadro l’Europa
Paolo Diacono, storico del IX secolo che scrisse l’Historia Langobardorum, parla del dell’arrivo in Italia intorno all’ottavo secolo di Alcek, principe bulgaro, con ciò che rimaneva dell’Orda Bulgara, un esercito di 9000 persone che mise a soqquadro l’Europa intera, dai Balcani alla Baviera. In cambio della sua incondizionata fedeltà, chiese di stanziarsi con gli ultimi 700 superstiti della sua gente dalle parti dei Monti del Matese, fra Sepino, Boiano e altre città limitrofe. Il principe Romualdo di Benevento, che regnò dal 671 al 687, non ci trovò nulla in contrario e diede il suo assenso, contento di avere al suo servizio degli ottimi e valorosi combattenti.
Probabilmente proprio da quella zona partì una piccola colonia di bulgari che si stanziò in Cilento. A testimoniare questa storia c’è proprio una statua dedicata al principe Khan Altzek nel cuore di Celle di Bulgheria.
Celle di Bulgheria e i moti rivoluzionari in Cilento del 1828
Un altro personaggio, ben più moderno, legato a Celle di Bulgheria è Antonio Maria De Luca giustiziato nel 1828. E in questo caso c’entra proprio la politica: erano i tempi del breve regno di Francesco I di Borbone e, nel 1828, il Canonico di Celle di Bulgheria era uno dei più attivi promotori della lotta liberale nel Cilento, fondando una società segreta, “I Filadelfi“. L’intenzione dei moti rivoluzionari non era far cadere la Monarchia Borbonica, ma il ripristino della Costituzione del 1820, che Ferdinando I con un colpo di mano cancellò, contro anche il parere favorevole del figlio.
I tempi erano però cambiati e Francesco I, disinteressato alla vita politica, non aveva intenzione di inimicarsi nessuno nella corte di Napoli e rinunciò ad ogni proposito riformista, che invece aveva appoggiato da giovane. Affidò quindi al marchese Francesco del Carretto la soluzione delle rivolte costituzionaliste in Cilento: finì con un massacro di tutti i rivoluzionari e con la distruzione del vicinissimo villaggio di Bosco. Fu un’opera tanto brutale da scandalizzare lo stesso Re, che disse di non essere stato a conoscenza delle reali intenzioni del suo ministro di Polizia.
Quel che la storia ci tramanda è che il marchese del Carretto fu negli anni seguenti confermato come ministro di polizia anche sotto Ferdinando II di Borbone proprio per l’efficacia indubbia dei suoi metodi. Il Canonico Antonio Maria de Luca fu giustiziato a Salerno il 24 luglio 1828 insieme al nipote Don Giovanni De Luca.
La Parrocchia di Maria SS. delle Nevi è una chiesa cattolica situata in Piazza Umberto I, 84040 Celle di Bulgheria SA, Italia. Questa parrocchia è facilmente raggiungibile grazie alla sua posizione centrale e offre un facile accesso in sedia a rotelle sia all'ingresso che al parcheggio. La chiesa è stata recensita per la sua bellezza architettonica, la sua atmosfera tranquilla e la sua comunità accogliente. La Chiesa riedificata nel 1715 in luogo della preesistente cappella seicentesca: l’altare maggiore è realizzato in marmo da colori vivi (bianco, rosso, arancione, turchino e verde scuro), mentre l’abside, con semi-cupola e pareti poligonali, si avvicina, con i suoi stucchi e fregi, più allo stile neoclassico che a quello barocco.