Vita, incontri e opere di Marcel Proust
Vita, incontri e opere di Marcel Proust
la malattia si aggrava - nuove amicizie - l'impegno nel caso Dreyfus
Aveva 26 anni quando la malattia si aggravò, le crisi d'asma si fecero sempre più persistenti. Notando che gli attacchi erano più frequenti di giorno, Proust prese l'abitudine, mantenuta fino alla morte, di dormire nel pomeriggio e di restare sveglio la notte. Durante le veglie notturne leggeva, lavorava o usciva.
L'asma era aggravata dalle reazioni psicologiche: era ossessionato da polvere, odori, fumo del sigaro e del treno. "Manie" pensavano i conoscenti; in realtà un modo di proteggersi come poteva. La medicina di allora non era in grado di aiutarlo.
Proust lavorava e, quando la salute glielo permetteva, frequentava i salotti, andava a cene eleganti e dava ricevimenti.
Allargava sempre più le sue conoscenze: fece amicizia con i principi rumeni Emmanuel e Antoine Bibesco, con Bertrand de Fénélon e Gabriel de la Rochefoucauld, tutti giovani dall'animo sensibile che condividevano con lui l'amore per la letteratura, per la musica e per l'architettura religiosa. Inoltre erano tutti dreyfusardi.
Antoine Bibesco (1875-1951) avvocato, diplomatico e scrittore, fu tra gli ispiratori di Saint-Loup. Fece conoscere a Marcel Bertrand Fénelon, e anch'egli presterà alcuni tratti allo stesso personaggio della Ricerca. Sembra fosse stato lui, una sera al Laurie, gremitissimo, a dar prova della sua amicizia, camminando sulle spalliere delle panche per portare il mantello all'amico cagionevole di salute e infreddolito, episodio che poi, nel romanzo, ebbe come protagonista Robert de Saint-Loup. 🎧audiolettura (estratto da I Guermantes)
La Rochefoucauld era detto "De chez Maxime" a causa del suo amore per la vita notturna di Parigi. Marcel gli fece conoscere l'opera di Stevenson. Gabriel, dal canto suo, gli sottomise il manoscritto del suo primo romanzo. La loro amicizia durò fino alla morte di Proust.
Fu lettore entusiasta, insieme alla moglie, della Ricerca. La coppia espresse tutta la sua ammirazione a Proust che ne fu molto commosso, come ebbe a scrivere a Paul Morand il 27 maggio 1922:
"Consolations bien rares en tout temps, j'ai reçu de madame Gabriel de La Rochefoucauld et de son mari des pages d'une affection, d'une intelligence et si j'ose dire d'une admiration dont l'expression est bouleversante."
Nel maggio 1897 il prozio Louis Weil morì e la casa in rue La Fontaine ad Auteuil fu venduta, il parco frazionato e l'intera proprietà ricostruita.
il caso Dreyfus
Proust ormai occupava una brillante posizione nell'ambiente mondano, ma non esitò a metterla in gioco per difendere la causa del capitano ebreo Dreyfus, caso che scosse profondamente l'opinione pubblica francese. Proust scrisse: "La Francia si era divisa in due: da una parte l'enorme maggioranza di coloro che volevano confidare nella menzogna; dall'altra una piccola schiera che si batteva".
A partire dal 2 dicembre 1897 l'intellettuale Lucien Herr, bibliotecario all'École Normale Supérieure di Parigi, aveva redatto un primo elenco di 55 personalità della cultura cui chiedere di firmare una protesta contro "la violazione delle forme giuridiche nel processo Dreyfus del 1894" e chiedere al parlamento di "mantenere le garanzie legali contro ogni arbitrarietà. Non era facile persuadere le persone a firmare e occorreva anche molto coraggio.
Marcel, il fratello Robert, Jacques Bizet, i cugini Daniel e Élie Halévy ebbero l'incarico della fase esecutiva della petizione.Proust, fino a poco prima, timido dreyfusardo, cui non erano stati preclusi i salotti del Faubourg, uscì dalla sua camera per passare le serate al Café des Varietés ad organizzare la campagna. La vicenda lo riportava alle sue origini: cattolico per parte di padre, ebreo per parte di madre.
Ritenuto il più adatto a convincerlo, fu mandato da Anatole France. Vi riuscì, la sua firma fu messa in cima alla lista subito dopo quella di Émile Zola. E Marcel si autoproclamò "primo dei dreyfusardi".
Le firme diventarono 104. Il 14 gennaio, giorno successivo al "J'accuse...!" di Zola su L'Aurore, nello stesso giornale comparve una colonna dal titolo: "Une protestation" con un breve testo e le firme degli aderenti che ben presto sarebbero diventate 1482.
L'articolo di Zola sfociò in un processo per diffamazione, cui Proust volle presenziare fin dal mattino del primo giorno, fra la folla straripante, con una scorta di panini e caffé per resistere fino a sera.
[dall'articolo: Tra duelli e affaire Dreyfus, la furiosa gioventù di Proust...]
Nel terzo volume della Ricerca si viene a sapere che l'amico del protagonista, Bloch, ha assitito a parecchie udienze del processo Zola, con le stesse modalità del giovane Proust: 🎧audiolettura (estratto)
Nel 1897 Proust frequentava il salotto di Méry Laurent, che ospitava artisti e letterati tra cui Zola, Coppée, Gervex, Whistler. Lei, seducente attrice e cortigiana dal fisico prorompente, era stata amante e musa di Manet fino alla sua morte ed ora la era di Mallarmé. Fu tra le ispiratrici del personaggio di Odette. [da Wikipedia]
Méry Laurent (1849-1900)
Anna de Noaille (1876-1933)
Nel 1899 in casa Proust si tenne un grande pranzo con Anatole France, Robert de Montesquiou e la giovane poetessa Anna de Noailles.