Vita, incontri e opere di Marcel Proust
Vita, incontri e opere di Marcel Proust
Calmette - a Cabourg conosce Odilon Albaret e Alfred Agostinelli
Torniamo al 1907: dietro richiesta di Calmette, direttore del giornale, Proust scrisse una straziante meditazione su un terribile fatto di cronaca nera che aveva riguardato dei conoscenti della sua famiglia: Madame Blarenberghe era appena stata assassinata dal figlio, persona molto in vista, presidente delle Ferrovie dell'Est, che si era poi ferito pugnalandosi e infine si era ucciso sparandosi in bocca.
Il 1° febbraio Le Figaro pubblicò l'articolo dal titolo "Sentiments filiaux d'un parricide" nel quale riportò le ultime parole della donna ("Henri, che cosa hai fatto di me!") aggiungendo questo commento: "Se ci pensiamo onestamente, forse non c'è neppure una madreveramente amorosa che nel suo ultimo giorno di vita, ma spesso molto prima, non potrebbe rivolgere questo rimprovero al proprio figlio".
Gaston Calmette (1858-1914)
ritratto da Nadar
Calmette, direttore de Le Figaro dal 1903 al 1914, portò il giornale su posizioni revansciste.
Fu tra i primi a credere nel talento letterario di Proust, pubblicando diversi suoi articoli spingendolo a pubblicare la Ricerca, il cui primo volume sarà a lui dedicato.
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Copia scritta a mano da Céleste Albaret, in vista di una possibile pubblicazione in "Pastiches et Mélanges" avvenuta nel 1921. ☞ continua a sfogliare su:https://gallica.bnf.fr ☞ il testo completo
L'incontro con Albaret e Agostinelli
Nel 1907 ebbe un'ultima breve amicizia con un giovane aristocratico, Illan de Casa Fuerte, ammirato da Montesqiou e D'Annunzio.
Illan de Casa Fuerte (1882-1962)
Foto dedicata a Marcel
[Fratelli Toppo, Napoli]
In luglio Proust offrì una grande cena al Ritz, a cui furono invitati quasi tutti i vecchi amici e conoscenti.
In agosto Proust tornò a Cabourg, sede delle villeggiature della sua giovinezza. Di quel soggiorno si conosce questa fotografia in cui Proust, protetto dal cappello di paglia, si trova accanto ad uno sconosciuto.
In una lettera a Elisabeth de Riquet de Caraman Chimay scrisse che da quando era lì poteva alzarsi e uscire tutti i giorni, cosa che non gli succedeva da sei anni.
Cabourg fu il luogo che maggiormente ispirò a Proust quello immaginario di Balbec, insieme a Trouville-sur-Mer, dove fu ospite dell'Hotel Roches Noires.
Complessivamente trascorse più di un anno e mezzo sulla Côte Fleurie.
Alfred Agostinelli (1988 -1914)
A Cabourg avvenne l'incontro com Alfred Agostinelli.
Egli lavorava presso la compagnia di taxi diretta da Jacques Bizet, la Taximètres Unic de Monaco, fondata dai Rothschild, che durante l'estate metteva a disposizione dei vacanzieri vetture con autista. In inverno lo stesso servizio era svolto a Monaco.
Fu così che Marcel incontrò tre autisti due dei quali erano Odilon Albaret e Alfred Agostinelli.
Per la prima di una lunga serie di escursioni nella regione, Proust ingaggiò Agostinelli perché al volante di un nuovo taxi rosso lo conducesse a visitare le chiese medievali, come quella di Lisieux, per ammirarne la facciata e i portici illuminati nella notte dai fari dell'auto. L'estate successiva il viaggio fu a Versailles.
[da http://www.pilotos-muertos.com]
Agostinelli e Proust durante il viaggio in Normandia, 1907
Secondo alcuni si tratterebbe invece di Agostinelli e Albaret.
Agostinelli, di padre italiano e madre forse con sangue arabo nelle vene, era cresciuto a Monaco. A diciannove anni, malgrado un leggero sovrappeso e le guance paffute, era un giovane seducente e atletico, con una bella pelle e folti capelli e baffi neri. La sua apparente timidezza celava una natura temeraria, che si rivelava con la sua passione per la velocità delle macchine della modernità, l'automobile e l'aereo [dalla presentazione de Un amore di Proust, di Jean Marc Quaranta].
In prima pagina sul Le Figaro del 19 novembre 1907 lo paragonò a S. Cecilia, a "une nonne de la vitesse" e ne profetizzò la morte in un incidente.