Racconto di Ilary Pilato
Preview: primo capitolo, link di acquisto, intervista.
Un segreto di famiglia, una stanza nascosta ed una bambina fin troppo curiosa... Scopri la storia di Luna e buttati in un mondo magico!
Genere: fantasy, super eroi.
Temi trattati: amicizia, crescita personale, amore.
"Scritto in prima persona, è come se Luna parlasse direttamente al lettore dei suoi dubbi e pensieri che la rendono umana."
Ciao! Io sono Luna, ho dodici anni e vivo in una casa di campagna con mia sorella Jessica di diciotto, il mio cagnolino Lola e con i miei nonni da quando, dieci anni fa, i miei genitori sono misteriosamente scomparsi dopo un incidente. Mi mancano ogni giorno. Ricordo poco di quella notte, ma mia sorella ha ancora gli incubi, non ha mai voluto raccontarmi cosa sia successo. Vorrei poterli abbracciare e non lasciarli più andare, però è tardi ormai.
La casa è piccola ma molto carina, modesta ma molto accogliente. Io solitamente mi diverto a cucinare, disegnare e stare nell'orto con il nonno. Passiamo le giornate così. La mia istruzione avviene in casa, quindi non ho molti amici. La nostra casetta è lontana dalla città e siamo un po’ isolati ma non la cambierei per nulla al mondo, vorrei solo avere una vita sociale più allegra. Sta arrivando l'estate ormai, ogni tanto vado in giardino e mi stendo tra i fiori colorati a pensare, a schiarirmi le idee con il caldo venticello estivo che mi scompiglia i capelli e con il sole che mi avvolge con il suo candore. Nell’aria c’è un lieve profumo che non riesco a identificare se non con “odore d’estate”.
Probabilmente ti starai chiedendo qual è il mio aspetto. Io sono una ragazzina piuttosto bassa, anche se la nonna dice che “ho ancora tempo per crescere” e di “godermi questi anni”. Ho lunghi capelli castani che solitamente tengo in due treccine basse e gli occhi verdi ereditati dalla mamma. Mi reputo un po’ un maschiaccio, però penso sia normale vivendo in campagna ed aiutando il nonno con i suoi lavori. Solitamente indosso una salopette corta, con sotto la mia maglietta preferita: una t-shirt azzurra con disegnato un unicorno, ed un paio di sneakers bianche che oramai sono diventate grigie da quanto le ho utilizzate.
Quando passo le mie giornate fuori a disegnare o aiutare i nonni, oltre la collina c'è il panorama della città di “Cecilia”, è una cittadina molto vivace da quel che vedo dalla mia cameretta. Mi sono sempre chiesta come fosse vista da vicino, vorrei tanto andarci ma nonno dice che è pericoloso per una ragazza come me ed io mi chiedo sempre cosa lui intenda con questa frase… L’unica col permesso di andare a “Cecilia” è mia sorella Jessica dato che ha la patente ed una macchina tutta sua, che fortuna! Quasi la invidio.
Io mi reputo una ragazza come tante, o almeno così mi pare vedendo le mie amiche Demetra e Rosalia. Loro due sono sorelle e mi piace il fatto che abbiano dei nomi particolari. Sono le figlie di amici dei miei genitori, ed anche loro vivono qui in campagna. Demetra ha un caschetto biondo, gli occhi marroni e le lentiggini. Anche lei è un maschiaccio e ha sempre qualche idea pronta per passare del tempo assieme. Rosalia invece è più femminile, ha i capelli lunghi e ricci castani, occhi azzurri come il cielo e mette molto spesso abiti colorati lunghi fino alle ginocchia. Noi siamo un bel trio, anche se a volte siamo forse un po’ troppo dispettose e facciamo arrabbiare sia i miei nonni che i loro genitori.
Una volta siamo “scappate di casa,” o meglio, non avevamo avvertito nessuno che avremmo passato la notte accampate nei boschi. Eravamo ben preparate, io avevo preso la tenda e i sacchi a pelo, loro avrebbero portato cibo, acqua, e dei libri di storie del terrore. Abbiamo passato la serata a scaldare marshmallows sul fuoco e cercando di spaventarci a vicenda. Inutile dire che sia i miei nonni che i loro genitori erano preoccupati e quando ci hanno trovate ci hanno messo in punizione per una settimana. A Capodanno ogni anno ci mettiamo tutte assieme a guardare i fuochi d'artificio dalla finestra della mia camera perché è il punto migliore per guardarli. Sono bellissimi, come tante stelle colorate e mi hanno sempre affascinato. Lo facciamo mangiando cupcakes fatti in casa da noi per l’occasione, è una nostra tradizione oramai ed ogni anno c’è un tema diverso per decorarli. Quest’anno il tema è stato “animale preferito”, ed io ho provato a disegnare Lola con la glassa colorata, ma è stato molto difficile ed il risultato non le dava giustizia. Sembrava un topolino caramellato più che un cagnolino!
Oggi però piove e quindi la sottoscritta non può uscire a giocare con loro; quindi, resterò a casa con la mia amata cagnolina. Lei è molto vivace e di razza Breton, che con le sue macchie color caffè mi ricorda il cappuccino che la nonna si prepara sempre a colazione. Ogni volta che mi vede mi si butta addosso, è evidente che mi voglia molto bene e anche io gliene voglio. Abbiamo preso Lola quando io ero solo una bambina, siamo praticamente cresciute assieme.
Guardandomi attorno non vedo niente con cui giocare e, dato che mancano ancora un paio d'ore a cena decido di approfittare del fatto che mia sorella dorme per sbirciare nel suo “ARMADIO OFF LIMITS.” Arriverà il giorno nel quale mi scoprirà e dovrò davvero scappare di casa per non subire la furia di Jessica. A parte gli scherzi, lei è una sorella molto amorevole. Come me, ha i capelli castani, però li raccoglie sempre in una crocchia perché le danno fastidio i capelli in faccia mentre lavora nel garage. Le piacciono molto le macchine e sta sistemando la sua che ha un problema ma non ho ben capito quale, quindi non chiedetemelo.
Tornando a noi, entro in camera di Jessica cercando di essere il più silenziosa possibile, anche se mia nonna dice sempre che ho la delicatezza di un elefante in un negozio di porcellana. Apro lentamente l'armadio, qui ci sono tutti i suoi vestiti preferiti, il suo telefono cellulare, ma soprattutto la cosa più importante e segreta della casa: il suo diario segreto. Non si offenderà mica se do giusto una sbirciatina, tanto basta non dirglielo! Scassino il lucchetto con una forcina per capelli (trucchetto insegnatomi da Demetra) ed apro il diario.
“26/05/2014
Caro diario,
anche oggi sono stata tutto il giorno in garage. Niente di particolarmente interessante, a breve dovrò chiedere al nonno di portarmi in città a comprare dei pezzi di ricambio. Una buona notizia: la macchina si può effettivamente riparare. Luna oggi ha fatto una crostata ma l'ha lasciata troppo nel forno e si è bruciata. Ho fatto finta che fosse buonissima per non farla rimanere male ma non era mangiabile, spero di non prendere il mal di pancia.”
Ed io che pensavo le fosse piaciuta! Ho usato anche la marmellata fatta con le albicocche del nostro albero. La prossima volta non gliene do neanche un pezzetto. Un po’ offesa continuo a leggere.
“27/05/2014
Caro diario,
sono andata con il nonno in città; ho preso quello che mi serviva per aggiustare ‘la mia bimba’. Ora sono a casa, ma ho incontrato un ragazzo della mia stessa età molto carino che lavorava nel negozio dove abbiamo preso i pezzi. Non mi farò grandi aspettative, dopotutto non so se lo rivedrò, ed ovviamente non dirò mai al nonno questa cosa sennò non mi porterà più da nessuna parte. È ancora scosso per la mamma. La perdita dell'unica figlia che aveva non deve essere stata facile.
28/05/2014
Caro diario,
sono un po’ preoccupata per Luna, a volte non capisco se lei sappia o meno ciò che io e di nonni abbiamo cercato di tenerle nascosto in tutti i modi possibili. Nessuno le ha mai detto del suo potenziale e, finché non sarà abbastanza grande nessuno dovrà dirglielo. Per ora è meglio che non sappia niente, nemmeno della stanza segreta di mamma. Lei è una bambina molto vivace ed a volte fin troppo curiosa…”
Mi sento perplessa, quale segreto? Quale stanza? Mi conviene mettere il diario a posto e farmi gli affari miei per ora perché, se Jessica si svegliasse sarei nei guai. Tra poco sarà anche ora di cena e la nonna ci chiamerà entrambe, svegliando Jessica che mi troverebbe con le mani nel sacco. Domani investigherò per saperne di più.
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