La foto sopra l'ho scattata io al tramonto, con il cellulare, dall'alto del giardino comunale "Il Cassero" di Montecosaro centro (MC) il 14/11/2017.
(Al 23/10/2022 in questo mio sito ci sono 560 mie poesie inedite, in ordine alfabetico)
La mia ultima poesia inedita l'ho inserita qui il 23/10/2022 e si intitola: Un'amica per parlare (del 22/10/22).
Montecosaro, 27 marzo 2015
Vincenzo Giusepponi
A DON GIOVANNI
In ricordo di Don Giovanni, a 11 anni dalla scomparsa, ho scritto questa poesia di riconoscenza e di amicizia per tutto quanto ci ha insegnato a noi della Corale S. Cecilia di Montecosaro centro e soprattutto come Sacerdote buono che ci diceva di fare del bene anche se eravamo fortunati se in un anno ottenevamo solo un briciola di bene di ritorno e imparammo meglio a essere buoni, a crescere uomini e donne del nostro tempo, testimoni della nostra Fede nel Salvatore del mondo.
Eri un uomo buono. Questa è il pregio più importante in ogni persona e ce lo insegnasti, come ci ricordasti la Religione Cattolica e i suoi comandamenti, precetti e principi morali, filosofici, cristiani e soprattutto benevolenti verso la gente, come nel comandamento ama il prossimo tuo come te stesso, che segue il primo che dice: Io sono il Signore Dio tuo, non avrai altri Dio all’infuori di me.
Ti dicevano che eri quasi Santo, o che meritavi di essere Monsignore benemerito ad honorem, che eri tutto per noi tuoi cantori Fedeli di Cristo.
Sempre ti ameremo e ora per sempre ti ricorderemo come nostro Maestro di canto e di vita, in attesa e nella speranza della vita eterna comune nei cieli, insieme a te e a Gesù, Verbo di Dio fatto uomo.
A DON GIOVANNI
Piccolo eri sempre tu,
umile come pochi,
il Signore servivi
e la testa chinavi
per servire il prossimo.
Nemici mai avevi,
a tutti volevi bene
e tutti scusavi
in guisa di Apostolo
del Dio vivente
negli uomini buoni
che tu rispettavi.
Come la musica amavi
la tua bella corale
e ti volevamo bene
perché eri buono:
una persona buona.
Montecosaro, 12 settembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
AIUTARE GLI ULTIMI
Poesia in quattro quartine di versi decasillabi diversamente rimati.
Noto un semplice insetto che la fame spinge a tentare da solo quasi l’impossibile e solo alcuni animali si aiutano istintivamente tra di loro, tra cui l’uomo che, però è più intelligente e può riuscire quindi a costruire società meno selvatiche e calcolatrici, più cooperanti e di maggior successo nel giusto e equo benessere collettivo.
Però per ottener uguaglianza e benessere sociale la società umana deve aiutarsi in reciproco tra i propri componenti se non vuole rimanere a poco più di uno stadio primitivo naturale, come un formicaio dove con calcolo selvaggio e istintivo i più forti si aiutano, ma senza quell’umana bontà di aiutare tutti, anche i più deboli, come invece l’uomo sa e può fare, se vuole chiamarsi civile e decente per quello che riesce umanamente a fare di buono per tutti e non solo per alcuni forti, o ricchi, o furbi, o fortunati, ma anche per gli ultimi, affinché siano aiutati a stare bene e ad essere come gli altri.
AIUTARE GLI ULTIMI
Il coleottero insisteva,
saliva sull’alto, verde stelo
del rubicondo fiore con zelo
che alto col peso si piegava
e tosto l’animaletto scuro
dall’alto sulla terra cadeva,
ma poi risaliva cocciuto
e ogni volta precipitava
senza parvenza di farsi male,
col desio si vuol abbuffare
il vermiglio fiore col nettare:
un buon cibo sì tanto fa fare.
Ma di più l’umanità sa fare,
nessuno mai deve soffrire
e per la più equa felicità
si deve aiutar in società.
Montecosaro, 25 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
AIUTARE LA GENTE
Una pietra era sulla strada,
era grossa e non si spostava
e tutti erano fermi in strada,
quasi nessuno passava;
era molto pesante da spostare
e gli addetti tardavano
a venire e ad arrivare
e le persone sedute sostavano.
Poi l’opera arrivò in sito,
spostò il macigno
e un grande sospiro
di liberazione benigno
dalla folla astante si levò
al cielo benevolo con essi
e con gli operai solerti
che aiutavano sottomessi
alla volontà della gente
e ai bisogni di tutti
organizzati per l’aiuti
alle persone di ogni zona.
Per ogni guaio esistente
gli addetti aiutano la gente,
ognuno per ciò che sa fare
per il bene della zona fare.
Montecosaro, 09 gennaio 2022
Vincenzo Giusepponi.
AL CANTO DELL’ALLODOLA
L’allodola cantava presto,
prima del nuovo giorno
e io me ne andavo lesto
a lavorar che più non dormo,
mentre lei si gira sveglia
e mi guarda assonnata
dicendomi della maglia
da lei bene lavorata
per il freddo mattino;
mi alza il bavero alto
del giubbotto carino
e mi bacia con un salto.
E’ duro lasciarla sola a casa
e per un lavoro che non amo,
ma poi mi chiamerà rinata
al ritorno mio felice balsamo.
Montecosaro, 19 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
ALL’ETA’ DI TRE ANNI
Poesia di storia mia di bambino Chierichetto, che come tutti gli altri mei coetanei fummo inviati quasi tutti i giorni e soprattutto le Domeniche nelle storiche e artistiche Chiese del Paese per servire le Funzioni religiose, prima in latino e poi in italiano, con la riforma di Paolo VI.
Mi vergognavo di sbagliare sull’altare e di fronte a tanta gente e i Preti mi rimproveravano, oltre alle prese in giro dopo le funzioni dei miei compagni.
Però molti genitori ci tenevano a educarci con il Catechismo e le Messe Cattoliche e così anche i miei mi ci mandavano. All’età delle elementari già mi vergognavo di meno e sopportavo meglio quelle piccole vergogne infantili, dove su un Altare che sapevo Sacro e molto importante, mi sbagliavo spesso davanti a tutti.
Anche altri bambini sbagliavano, ma io un poco di più e i rimproveri dei celebranti non sempre tardavano ad arrivare, già durante le Messe, gli altri chierichetti ridevano di nascosto e tra i fedeli in Chiesa anche qualche altro adulto rideva, forse per simpatia.
ALL’ETA’ DI TRE ANNI
All’età di solo tre anni
onorai la Via Crucis,
non sapevo cosa fare,
dovevo imitare gli altri.
Mi cucirono una cotta
con bianca e nera
molti genitori ci tenevano
e divenni Chierichetto,
a cinque anni, a Messa
servivo le Cerimonie
con gli altri bambini,
ma sbagliavo spesso
e me ne vergognavo.
Così decisi di evitare
di servire le funzioni
perché sbagliavo troppo
e dopo un anno il nostro
Arciprete Don Sante
mi ordinò di mettermi
la cotta bianca e rossa
perché non c’era nessun
chierichetto per aiutarli
e così ci ripensai
e servii quella Messa.
Era Domenica e poi
seguitai a servire
le funzioni normali
e sbagliavo un po’meno,
ma ora m’importava poco
ed ero felice lo stesso
di servire Dio
e i Preti di allora.
Nonostante gli errori
e un po’ di vergogna
davanti a tutti
tiravo avanti.
NOTE (1-36): Senza note per una mia piccola storia di bambino in Chiesa.
Montecosaro, 06 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
(La foto sotto l'ho scattata io tanti anni fa, raffigura babbo e mamma nei tempi andati e l'ho presa dall'album di famiglia)
A MAMMA TATO’
Poesia per la festa delle donne dell’8 marzo 2021, d’amor verso mia madre, deceduta innanzi tempo e che anche per questo motivo la ricordo tanto. Il titolo è un ricordo della mia prima infanzia, quando non riuscivo ancora a pronunciare bene le parole e la chiamavo “Mamma Tatò”. E’ sempre con me e dovunque, la penso sempre e ci parlo come se fosse davvero con me, è partita presto, ma è sempre insieme a me nel mio cuore che l’ama.
A MAMMA TATO’
Ciao mamma,
sei sempre qui
nel mio cuore,
ovunque io vada.
Ti penso sempre
e parlo con te;
troppo presto
te ne sei andata,
ma sei con me.
Montecosaro, 06 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi
AMARE ANCHE SENZA LA BELLEZZA
Un pittore ritrattista
i particolari studia
del volto con minuzia
e sa se le proporzioni,
il colorito e la vivacità
dell’occhio sono belli,
ma del resto è bello
quel che piace e ognuno
e ha la sue preferenze.
Infatti chi pur notando
la maggior bellezza
d’una leggiadra donna
non preferisce ad essa
la propria mamma,
sposa, figlia o sorella?
L’amor vero prescinde
dalla fisica bellezza
perché il sentimento
non è passione, ne
pura sensazione
seppur piacevole ai sensi
e di buona logica voler bene certo
supera il desiderio di sesso
quando amor vero è.
Chi mai s'innamorerebbe
di un verde cocomero
solo perché è bello e buono?
E qual buon uomo vorrebbe
una moglie solo per farci sesso
senza volerle bene per davvero
e desiderare il bene di entrambi?
Montecosaro, 21 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
A MASSIMO
Poesia d’amicizia e parentela verso mio cugino Massimo, deceduto all’improvviso ieri a solo 55 anni, per un malore. Lo ricordo con un “ciao” simbolico di amicizia e se anche non mi ha potuto salutare, ora che è nei cieli lo saluto io e lo porterò sempre nel mio cuore, adesso triste, ma fiero di averti per sempre come amico.
A MASSIMO
Ciao amico Max,
cugino mio caro.
Te ne sei dipartito
all’improvviso
e non hai potuto
salutarmi.
però ora ti parlo
e sei nel Paradiso
e sarai sempre
nel mio cuore,
che ormai triste
ti saluta fiero
d’averti sempre amico.
Montecosaro, 18 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
ASCOLTAVO IL GIARDINO
Poesia di incoraggiamento agli invalidi e ai loro amici in cinque quartine di versi a rima baciata doppia. Parlo delle frequenti visite ai giardini pubblici di un cieco inventato che ascolta i suoni ed è felice lo stesso anche se non può vedere come gli altri, perché i suoi amici e i volontari del servizio civile per gli invalidi gli hanno insegnato la gioia di vivere anche senza avere tutte le normali possibilità.
Questa si chiama resilienza e cioè, in psicologia la capacità di un individuo di affrontare e superare un evento traumatico o un periodo di difficoltà, capacità che chi non riesce da solo ad avere può apprenderla tramite competenti professionisti e alcuni volontari adeguatamente preparati.
Infatti, dato che la resilienza è di fatto un carattere innato dell’essere umano, è possibile che anche persone non resilienti, dunque dotate di una mentalità fissa, possano sviluppare una mentalità di crescita, diventando così individui resilienti.
I resilienti avranno una vita più serena e felice e quindi è molto opportuno e consigliabile per tutti imparararlo, per chi non lo è abbastanza, soprattutto per chi ha, o ha avuto tanti, o gravi problemi di diverso tipo, anche con gli aiuti di Psicologi, Assistenti Sociali, Medici.
ASCOLTAVO IL GIARDINO
Il giardino con i suoni
che tanto m’eran noti
l’’animo mia rallegrava
come musica si’ grata
e i cinguettii diversi
ripetevano i loro versi
con i bambini festosi
che giocavano briosi
e i gai alti loro gridi
eco facean alle madri
che insegnavano i giochi
con amor che hanno pochi.
Io in silenzio sentivo
e seduto, felice stavo
sul bianco sedile ameno
anche se sono cieco,
che una vita normale
ormai quasi posso fare
con degli amici l’aiuto
che la gioia m’han dato.
Montecosaro, 25 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
ASCOLTO IL VERBO DI DIO
Poesia moderna di carattere Cristiano e di buon volere al mondo, perché anche nel 2.000 esiste la bontà dell'uomo, anche se a volte sembra che tante cose vadano male, perché l'intelligenza umana e l'Anima divina che abbiamo non dimenticano che mai nessun uomo tutto può e tutti hanno bisogno di stare meglio, anche con la Parola di Dio,
che, se risiede sempre nei nostri cuori ci aiuta a capire quello che dobbiamo fare e dire in ogni occasione della nostra vita mortale, sperando nel cielo eterno e vivendo in amore e in pace con noi stessi e con il prossimo nostro.
ASCOLTO IL VERBO DI DIO
Mentre ascoltavo musica
medievale gregoriana
sul Sagrato della Chiesa
barocca antica e grande
a Dio pensavo e sapevo
che è grande e buono
il nostro Signore eterno
anche in piccole Chiese
e soprattutto nelle
piccole Anime pure e caste
dei bambini della Terra.
Anche noi dobbiamo
onorare e custodire
le nostre divine Anime
con il buon volere verso
Nostro Signore e il prossimo,
ognuno per ciò che può
capire, fare e chiedere
a noi stessi e al nostro cuore.
Il Sacro Cuore di Gesù,
per i nostri peccati Crocefisso
e poi risorto nei cieli,
sempre protegga noi tutti
e ci aiuti a capire sempre
il rispetto per gli altri
e per noi stessi uguale.
A Gesù Cristo sia Lode
in eterno dalle nostre Anime
da conservare per il Paradiso
Come un tesoro inestimabile
donatoci da Dio per mezzo
delle nostre mamme
come prosecuzione di umanità
nella storia dei figli di Dio
che ci parla se lo ascoltiamo
in silenzio, ai piedi
del suo Tempio Sacro,
o anche ovunque noi siamo,
in pentimento, in dolore, gioia,
ma in buona Grazia di Dio.
Montecosaro, 16 agosto 2021
Vincenzo Giusepponi.
BENVOLERE IL MONDO
La conquista della libertà
passa attraverso il buon cuore
e la buona volontà costante
di comportarsi bene,
perché senza odio per nessuno
ci si sente molto meglio
con se stessi dentro
e anche con gli altri.
Non sempre gli altri
ci offrono la libertà gratis
e allora si deve conquistare
con il buon volere al mondo,
con le buone opere e parole,
senza odi e cattiverie
anche per volersi bene.
Montecosaro, 23 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
BUIE SENSAZIONI
Par che chi odia apposta lo faccia per ridere e guadagnarsi amici suo pari ed è molto caratteristico che siffatte persone si facciano conoscere da chi gli pare e poi si vendichino di chi lo sa.
BUIE SENSAZIONI
Da un gigante
ho la sensazione
d’esser perseguitato.
Solito all’insulto
con poca pietà
m’opprime
e al più mi ordina:
“ACCONTENTATI.”
Io emarginato provo
e capir è facile
che chi opprime
apposta fa.
Montecosaro, 03 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
CHE OGNUNO SIA GIUSTO
Se ogni persona capisse che bisogna rispettare se stessi e gli altri, che si devono fare solo le cose giuste e mettesse in pratica questi semplici principi di correttezza verso se stessi e gli altri, la società sarebbe molto più buona e serena e tutti vivremmo giorni migliori senza troppi calcoli egoistici e con maggiore uguaglianza di condizioni sociali.
CHE OGNUNO SIA GIUSTO
Ero nel giardino
dell’infanzia
e vagavo sereno
sui candidi vialetti .
Un insetto terrestre
lento avanzava
tra i bianchi sassolini
e si affannava
per camminare piano
sulle sei zampette,
ma s’accontentava,
se più lesto non poteva.
Se ogni persona capisse
quello che può fare
giustamente non
sarebbe sciocca o cattiva.
Montecosaro, 09 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
CHI AMA E’ FORTUNATO
Mia poesia di elogio dei buoni sentimenti, ma anche di consolazione per chi è vissuto vegetando e non ha mai avuto tanti piaceri dalla vita, ma tuttavia non ha mai conosciuto il dolore e le lacrime, perché
essere fortunati è benvolere il prossimo e non avere tutto dalla vita, soprattutto le cose superflue, o volute a tutti i costi, che possono inaridire e indurire il cuore, o nocive, mascherate da ingordi e ingiustamente pretesi piaceri umani e che portano più danni che utilità per se e per gli altri.
CHI AMA E’ FORTUNATO
Una pietra
che in casa
ho su un mobile
mi disse triste:
tu puoi provare
odio e amore
e sensazioni,
mentre io
sono inerte
e non posso
fare niente.
Io gli risposi:
non invidiarmi
se non provi
sentimenti,
perché nemmeno
puoi soffrire
tanto, come
tanti uomini,
e in questo
sei fortunata.
Però non lo sei
quando non provi
i buoni sentimenti.
Montecosaro, 27 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
CHIUSO NELL’INFELICITA’
Solo e in casa
io sempre ero
e da lì pensavo
al mondo intero;
sognavo avventure,
gialli e le mie paure,
rincorrevo i sogni
di giovane entusiasmo.
Infelice però ero,
con la solitudine
e il tempo passava
e la mia gioventù
lenta si consumava
nella prigione casa,
lontano dal mondo
che fuori s’allegrava.
Poi stanco uscii
e il mondo nuovo
scoprii, ma tutto era
come prima del chiuso
e solo io non sapevo,
condannato al loco
infelice, mesto e solo
senza quasi un consolo.
Anche tra la gente
ero solo miserabile,
continuava la prigione
ma ora dentro me stesso.
Montecosaro, 14 febbraio 2022
Vincenzo Giusepponi.
COME D’INCANTO
Il balzello leggero,
poco bastava invero
e del tutto fiero
io volevo e c’ero,
svegliandomi così,
il cuor mio scoprì
dal sonno d’un dì
che sì’ fermo ero lì.
Conobbi la coscienza,
oltre la fredda scienza
di scimmie pertinenza
e amai la magnificenza
dell’umanità bella
del sentimento gazzella
che d’amor saltella
e il forte odio cancella.
Montecosaro, 15 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
CON IL BUON VENTO
L’eterno dilemma
tra il bene e il male,
tra buoni e cattivi,
si vede ogni giorno
nelle nostre scelte
piccole o grandi
e scegliendo il bene
facciamo torto al male,
ma non all’umanità,
che se tutti amassero
la società dell’uomo
andrebbe a gonfie vele.
Montecosaro 15 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
COME IL TEMPO PASSA
Poesia in due quartine di versi a rima baciata doppia e metro di sei in una e sette sillabe nell'altra strofa.
Canto della soggettività della sensazione del trascorrere del tempo secondo i diversi stati d'animo, diversamente dal suo relativo trascorrere quando dipende da altre e diverse condizioni oggettive.
Ho messo poco tempo per scrivere la poesia, ma quasi lo stesso tempo per precisare rime e metro.
Altra considerazione per cui a volte ci vuole più tempo per i particolari estetici che per la sostanza delle cose.
COME IL TEMPO PASSA
Il fiume del tempo
pare scorra lento,
ma come il vento
a volte va' svelto,
dipende dallo stato
d'animo ritrovato
nel cuore si' sovente
alieno dalla mente.
Montecosaro, 23 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
COME IN UN SOGNO
Nel bel sogno ero
e te bramavo
con tanto amore
da confondere
la mia ragione.
Eravamo insieme
seduti vicini
a parlar tra noi.
tra i fiori variopinti
e gli alberi verdi,
dunque per amore
non vorrei
svegliarmi mai.
Montecosaro, 20 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
COME I PESCI DEL MARE
I pesci del mare sono tanti
quasi quanto le gocce
che gli oceani formano
e il plancton è di più,
come tante povere famiglie
che spesso tanti figli hanno
e poi si aiutano a vivere
ma da bambini soffrono.
Patire la fame non è bello,
tanti pesciolini muoiono
e così anche tanti bambini
di fame o di malattia,
mentre nei Paesi fortunati
la prole è al minimo
e si riducono i rischi,
oltre alla migliore economia,
fortuna dei pochi Paesi
che hanno sofferto prima
e ora certo si sta meglio,
per grandi e i piccini,
tanto che possiamo aiutare
col buon voler umano
anche i poveri bimbi
la fame patiscono.
Montecosaro, 26 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
COTANTA VILTA’ D’ANIMO
Si’ cattivi alcuni sono
che fastidio sempre danno
a tanta buona gente
e dicono d’esser onesti,
di biasimar solo alcuno
pe’l suo immeritato bene,
perché chi non vuole
i tanti, crudi rimproveri
peggio finirebbe certo,
non pei fastidiosi risaputi,
ma per altri innominati
ancor più cattivi.
Montecosaro, 17 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
D’ALTRO PARLAR
Poesia breve che a volte dico di non tutto dire se non si posso e pretender nessuno può.
D’ALTRO PARLAR
Quando a dir,
se dico il ver,
so il perché
e non lo dico;
eppure parlo
e poco parlo
d’altre cose
sempre vere,
mai tutto dico
e non mi pento
perché non
lo pretendo.
Montecosaro, 31 marzo 2011
Vincenzo Giusepponi.
DOLLY
Poesia d’amore senza rima, in tre terzine a numero di sillabe ineguale e verso unico ultimo, scritta sul computer di casa il 21 agosto 2020 , alle ore 16,30, dai vaghi e imprecisi ricordi di una mia vecchia poesia scritta a 16 anni sui banchi di scuola, intitolata appunto Dolly, nome di fantasia di una ragazza con cui sognavo di fidanzarmi nei miei pensieri di giovane sedicenne.
Quella poesia, scritta su un quaderno di scuola, l’ho cercata molto tra i miei vecchi libri e quaderni, ma purtroppo non l’ho trovata, altrimenti l’avrei inserita tra le mie prime 50 poesie del mio primo e finora unico libro cartaceo di poesie.
Così oggi l’ho riscritta cercando di ricordare le parole di allora, ma il contenuto è lo stesso.
Mi ricordo che il finale mi venne in mente come un fulmine, perché dovevo pur finire la bella poesia d’amore alla mia ragazza di fantasia e allora vi scrissi la pura e semplice verità e cioè che Dolly era la mia ragazza, ma non reale, bensì da me inventata nei miei sogni di giovanetto.
DOLLY
Io ti amo Dolly,
ti voglio bene
e ti penso sempre.
Penso che non potrei
più vivere senza te,
ormai ti conosco bene;
sei tutto per me
e sei la mia vita.
Io ti amo tanto Dolly
e tu non esisti.
NOTE (1-10): Io ti amo, mia cara Dolly … e seguono frasi d’amore. Io ti amo tanto Dolly, ma tu non esisti, che nei miei pensieri e nella mia fantasia.
Montecosaro, 21 agosto 2020
Vincenzo Giusepponi.
DOPO LA NOTTE
Stanche le membra,
con il sonno che arriva
chiudo il bel Vangelo
e al riposo vado
ben sapendo
che i sogni miei
non son tutti veri,
come in tanti film
non tutto è reale.
Però i buoni ideali
validi riconosco
e a seguirli provo
Montecosaro, 12 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
ERO FUORI DAL MONDO BUONO
QUESTA TRISTE E OTTOCENTESCA STORIA RIMATA CHE STO PER POETARE, PURTROPPO, È LA STESSA DI TANTE ALTRE STORIE ATTUALI IN ITALIA, EUROPA E NELLE ALTRE VARIE PARTI DEL MONDO ED E’ MOLTO IMPORTANTE TOGLIERE LA MISERIA DAL NOSTRO PIANETA AL PIÙ PRESTO, IN MODO CHE FAME E MALATTIE NON PROVOCHINO TANTISSIMI MORTI, INVALIDI E MALATI, ANCHE TANTISSIMI BAMBINI E MOLTISSIME DONNE, PER OGNI MINUTO CHE TRASCORRE.
SAVE THE CHILDREN, UNICEF, FAO, MISSIONI CRISTIANE, PROTESTANTI E LAICHE, AMREF, CARITAS E ALTRE ORGANIZZAZIONI ONLUS, O OPUS DEI SI IMPEGNANO SEMPRE CONTRO FAME, MALATTIE, E MANCANZA DI SCUOLA PER I BAMBINI E LA GENTE POVERA IN GENERE. SI POSSONO AIUTARE QUESTE ORGANIZZAZIONI CON DONAZIONI IN DENARO, LASCITI TESTAMENTARI, DONAZIONI DI VESTIARIO, ADOZIONI A DISTANZA, ECC.
DIO E LA GENTE BUONA APPREZZANO MOLTO QUESTE OPERE DI CARITA' UMANA E CRISTIANA.
Ho scritto questa poesia in dodici distici a rima baciata che descrive una storia classica da realismo etico-sociale della seconda metà dell’ottocento europeo che ebbe come maggiori esponenti Victor Hugo, Edmondo de Amicis, Carlo Collodi, e altri.
Come disse Victor Hugo nella dedica del suo celeberrimo romanzo I miserabili: “Questa storia merita di essere raccontata”, dato che parlava della gente poverissima della Parigi del secondo ottocento, dove c’era gente buona e gente cattiva, sia tra i ricchi, che tra i poveri.
Il mio testo narra di un bimbo orfano dell’ottocento italiano che soffre freddo e fame e che viene maltrattato dalla gente cattiva, ma aiutato dalla gente buona che, tra l’altro lo adotta e lo cresce nella normalità e felicità della gente di medio ceto di allora insieme ai propri figli.
Il finale felice è d’obbligo per dare l’esempio di bontà d’animo di amare il prossimo come se stessi e perché altrimenti la storia sarebbe stata anche troppo tragica e triste e tanti lettori sarebbero rimasti molto male, mentre con il buon finale si da’ l’esempio buono e la gente, che a volte è già tanto avvilita, o preoccupata per diversi motivi, non si amareggia di più e ha una speranza per una società migliore e più buona, possibilmente oggi.
ERO FUORI DAL MONDO BUONO
La strada dalla neve era imbiancata
e da fuori della finestra appannata
dentro la calda casa vedeva e spiava
la madre che con i bambini giocava,
mangiavano sicuri e felici al calore
dell’accogliente domestico focolare;
mentre lui poverino, solo e affamato
era con la neve molto infreddolito.
Da dentro lo vide il capo famiglia
e rio lo sgridò d’andarsene via,
ma una ben vestita signora buona
della grande e bella casa vicina
s’era accorta del brutto fatto
e in casa il bimbo portò soddisfatto.
Lo fece scaldare e mangiare,
con amore lo poté accarezzare;
l’orfano e solo bambino le disse di se
che non aveva casa, ne alcunché
e così la buona e bella signora
con il buon marito parlò sincera.
il solitario bambino adottarono
che crebbe felice, buono, sano
colto, sereno, fortunato con gli altri figli
della famiglia nella casa dai verdi tigli.
Montecosaro, 09 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
ESSERE EMARGINATI
Poesia di sfogo dell’emarginazione di persone innocenti tra la gente, senza che si possa sempre fare abbastanza per aiutare questi poveretti, che sembrano non essere visti da Dio, ma non è così e sia Dio che molte persone lo sanno e non riescono sempre ad organizzare validi e sufficienti aiuti umanitari.
ESSERE EMARGINATI
Mi levai le scarpe
e tolsi i sassolini,
dolenti, ma piccini.
Isolato e in disparte,
dopo tanto tempo
che mi facevano male
e sembrava banale,
di stelle vidi il lampo.
Da mille piccole cose,
può nascere ferita viva,
e così la mia misera vita
divenne tanto faticosa.
NOTE (1-12): Nessuna nota può spiegare meglio dell’emarginazione sociale triste e lacrimosa dello stato d’animo di chi soffre a causa dell’uomo.
Montecosaro, 09 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
FA BENE VEDER LA GENTE FELICE
... e il panorama vidi.
Era sempre la,
ma non aspettava me,
era la perché voleva starci;
le fioche luci erano tante,
non riuscivo a contarle
e disegnavano i Paesetti
nel buio della sera inoltrata.
Non c'erano le stelle
e la luna doveva arrivare
nel suo giro satellite
ed era sopra il campanile
ad ornare la grande croce
di ferro robusta e nera
che sul disco lunare giallo
fatidica si stagliava scura
e sotto vedo il Paese estivo
con tanta gente a passeggio
nell'estate del loco antico,
felice di uscire di casa.
Montecosaro, 13 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
GIUDICARE SOLO IN FEDE
Chi in fretta sede
guarda non vede
se vivi con vera Fede,
al dubbio così cede
e forse a tutto crede.
Montecosaro, 02 ottobre 2022
Vincenzo Giusepponi.
DIO CI INSEGNA AD AMARE
La luce della verità
dall'alto scende su di noi,
poveri uomini comuni,
miseri peccatori,
ma umili devoti a Dio,
mentre il figlio muore
per i nostri peccati,
per le Sacre Scritture.
Gesù muore per farci
pentire e aiutarci
a meritare il cielo.
La commozione
è normale in ognuno,
ma tornando a casa
ricordiamo di benvolere
la famiglia, i parenti
e gli amici, come
il Signore comanda.
Morire per il prossimo
è il sacrificio maggiore
ed essere più buoni
con tutti se si può,
aiuta il mondo nostro
e noi a divenire più buoni.
La strada per la salvezza
degli uomini è insegnata:
se un mondo buono vogliamo,
amarci fraternamente dobbiamo.
Montecosaro, 14 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
GL’INGANNI CHE RII FAN APPARIR
Il vento scompiglia i pensieri
che or lontano via volano,
ma una volta erano fermi;
più non sono lo stesso oggi,
ingarbugliato mi dolgo
e del certo più vedo i raggi.
Una cosa però so di certo,
come sicura è quel buio
in cui mi dissero in concerto
molto male delle buone cose
e bene delle cose cattive,
come solito di chi odia il sole
e il buio sceglie per nascondere
i propri torti alla gente
che dopo spesso si può sapere,
come buoni omini dicono sempre
bene al bene e male al male
per corregger le malelingue.
Stolto o cattivo sembravo
a tanti ignari ben pensanti,
ma di tutto molto non sapevo
e invero fidarsi è meglio solo
di persone sicure e buone
che non ti lasciano solo,
sì che or i giusti pensier
nel core tornan felici
come me che li so’ seri.
Montecosaro, 02 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
GUARDAVO IL CIELO
È normale ammirare la natura quando il tempo e gli stati d'animo ce lo permettono.
Il senso di serenità che ne viene dimentica i giorni tristi e la speranza di una serenità duratura, con calma di spirito e benessere del corpo è già una Preghiera, un anelito che si rivolge a chi è più potente di ogni uomo, o Re sulla terra, a un essere soprannaturale che anticamente l'umanità chiamò Dio, come il consolatore degli afflitti e speranza del mondo più in pace con se stesso tramite L'armonia tra gli uomini.
GUARDAVO IL CIELO
Ho visto il blu del cielo
filtrare tra le verdi fronde
che non lo nascondevano
e quando fitte lo oscurano
anch'esse erano sotto il cielo
da Lui create in terra antica,
come nel mare i pesci agili
e gli animali con gli uccelli
che volano festosi in tondo,
felici di vivere di quel che trovano
senza calcoli astrusi e nocivi,
come il buon uomo contento
se di più ora non può avere,
e spera nel bel cielo terso
e nel bel sole che splende
per giovare al cuore e alla mente.
Montecosaro, 02 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
I CANI CHE PERSEGUITANO LE GALLINE
Ai cani cattivi,
o a quelli randagi
a volte prende
una strano male
e vanno rubando
le galline al contado
che a volte s’arrabbia,
ma i cani non si pentono,
a volte per fame nera,
altre volte per vizio preso,
seviziano le galline,
le rincorrono
e le mordono a morte.
Chi non è abituato
a queste brutte cose
forse non le sa,
ma come i cattivi uomini
danno fastidio alle donne
e a volte le uccidono
così non si pentono
quasi mai del male fatto
e si vantano con gli amici
delle tante donne avute,
ma fanno solo una magra
figura e brutta sempre,
ma solo per chi lo capisce,
mentre i loro simili
applaudono i cattivi.
Montecosaro, 27 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
I DESTINI VOLUTI
Il vecchietto beveva molto,
era tanto simpatico,
ma rischiava troppo.
Tutti lo sapevano da sempre,
ma dicevano: che ci vuoi fare
ognun s’ammazza come gli pare.
Fin da giovane egli beveva,
era sempre ubriaco
e i sigari prestati fumava,
ma una brutta mattina
lo trovarono morto nel letto
aveva avuto un infarto secco,
forse fu per il vino, per la birra,
o per il fumo nebbioso, si disse,
ma forse è stato il destino.
Intanto nella cantina antica
altri vecchi bevevano troppo,
ogni tanto qualcuno moriva,
qualcuno si salvava da morte,
ma altri stavano male,
o morivano di voluta sorte
e la gente rassegnata diceva:
sarà stato il destino infame,
ognuno fa la vita che gli pare.
Montecosaro 16 giugno 2022
Vincenzo Giuseppponi.
I GIORNI BUI
Poesia di infelicità e giorni tristi che però con il tempo diventeranno meno dolorosi e l’abitudine e il tempo allieveranno i ricordi brutti e lacrimosi di oggi e un nuovo giorno migliore sorgerà, si spera, un po’per tutti, con alterni alti e bassi tra le diverse persone che sempre poi un domani più tranquillo si spera che avranno.
I GIORNI BUI
Il sole nasceva
dall’Adriatico blu
e il nuovo giorno
prometteva sereno,
con le colline
in lontananza
nebbiose e belle
e i Sibillini azzurri
nascosti dalla nebbia.
Un nuovo giorno
oggi sarà per tutti,
ma per chi soffre
i giorni sono uguali,
sempre infelici,
con il sole offuscato
e i giorni ora bui
diverranno abitudine,
un po’ si scorderà
la tristezza di oggi
e un po’ per tutti
un nuovo giorno verrà.
Montecosaro, 20 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
I GLICINI IN FIORE
Questi versi cantano la bellezza del Creato, ma anche della felicità che non tutti hanno e come colui che meglio non può ottenere dalla vita, si devono rassegnare e pensare a cose più gioiose che occupano il cuore alleviando le pene per ciò che non si può avere.
I GLICINI IN FIORE
I glicini in fiore,
il mandorlo fiorito,
emanano profumi
e colori amabili.
Con la beltà
della natura
invogliano molti
alla gioia vera,
ma non tutti
sono felici,
come la farfalla
dalle vivaci ali,
che visse un solo mese,
come lo scoiattolo
che l’amore non trova,
e rimane solo e infelice.
ma la vita è così
e anche se non piace
e meglio non si può fare
si deve sopportare,
e anche non pensare
parlando dei bei ricordi,
o ad altro che gioia
almeno un poco porta.
Montecosaro, 24 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
I GRAFFITI DELLE CAVERNE
Il è segno dell'omo
nella storia intorno
dentro la caverna
dove intanto sverna,
al caldo del foco,
mangiando il poco
cacciato nel bosco
di un giorno fosco.
Con la sua tribù vicino
ognuno è più piccino,
ma insieme sono forti,
fan festa pei lupi morti
che molto cattivi erano
e i fulmini fuori cadevano
con la fredda pioggia,
ma il foco scalda la grotta.
L'omo segna sulla roccia
la scena di caccia e traccia
che il cibo dà alle persone
col foco calde e non sole.
Montecosaro, 18 dicembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
I SOGNI di un CHIERICHETTO
Lirica in quattro quartine a rima baciata doppia e metro approssimato, scritta il 09 dicembre 2020, ore 23:00, sul computer domestico, da una mia vecchia idea che avevo ogni volta che passavo davanti al Camposanto del mio Paesetto.
Vedevo sempre il vecchio cancello nero aperto di giorno, con accanto due grandi alberi sempre verdi e dietro solo una parte del cielo sereno, come per dire che il Paradiso c’è e tutti ci possono entrare, come, prima o poi, entreremo tutti per quel cancello di ferro per le tombe, mentre l’anima salirà, si spera, al cielo.
I SOGNI di un CHIERICHETTO
Ero solo un pargoletto
ed ero già chierichetto
a Messe e Benedizioni
e ai funerali a piedoni
piano scendevamo
il colle lasciavamo
verso il Cimitero caro
in fila camminavamo,
pensavo si’ a pregare
e a come è facile morire
però avanti guardavo
e il nero cancello miravo
che posto in cima al pendio
ci spalancava come a Dio
e al cielo celeste e sereno
al Paradiso gaio e ameno.
NOTE (1-16): Non ci sono note per la chiarezza di un corteo di parenti a amici che consegna l’anima di un caro defunto nel Paradiso celeste di Dio.
Montecosaro, 09 dicembre 2020
Vincenzo Giusepponi.
I VECCHI AMICI
Quella sedia non poggiava
bene su un piede a terra
e il vento la cullava lento;
tutte le sedie erano vuote
e io ricordai tutti gli amici
scomparsi prima di me.
Erano seduti ridenti e pacifici
sulle sedie del bar antico
e ancora li sento parlare,
scherzare e prendere il caffè
fuori sui tavoli all'aperto,
o sulla bella scalinata antica
di Sant'Agostino a prendere aria
nel torrido mese di agosto
della amata nostra Montecosaro.
Montecosaro, 25 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
I VIZI GENERANO MALATTIE
Contro pensieri genera
il cattivo comportamento
del mosto in mutamento
che già fa la mente altera,
ma se il vino è solo oggetto,
è inerte e all’omo obbedisce,
è colpa dell’omini abusarne
per se e per altri di rio aspetto.
Or l’alcol è pericoloso tanto,
non cattivo come omini alcuni
che ne fanno fare seri abusi,
ma occorre limitarsi tanto.
I vizi sono tanti oggigiorno
E fanno male tutto intorno,
come con droghe, tabacco, gioco
sesso, alcol che i Medici invoco.
Montecosaro, 03 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL BEL ALBERO NEL BUIO
In questo buio bosco
senza parvenza di tempo
vivono gli uomini seri
preoccupati del destino.
Non ridono di tutto,
impauriti dal mondo,
ma non sanno che
la beltà infondo è
ai loro animi tristi
che, quanto sortiranno
da ogni maleficio,
stanchi di lottare sempre,
vedranno l'albero rosa
e il fiore coglieranno,
come bocciolo di vita nova
e il mondo sarà più rosa.
La tenebra fuggirà
da questo mondo oscuro
e ognuno avrà capito
di amare la vita ch'è bella.
Montecosaro, 12/04/2022
Vincenzo Giusepponi.
IL BEL CASSERO DI MAGGIO
I fiori sono belli e colorati,
gli alberi frondosi e verdi,
i canti dei diversi uccelletti
Incantano il verde in tanti.
Io mi vedo qui seduto calmo
vicino l'antica fontana avita,
ammiro una farfallina salvo,
dal caos della concitata vita
e sento profumi di gelso
e di dipinte rose in fiore,
mentre con gli anni avanzo
in alto guardo con amore.
Montecosaro, 22 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL BUON GIARDINIERE
Camminando nel giardino
m’avvidi che l’albero vicino
mancava ancor d’un ramo
da parer un omo gramo;
la secca parte fu tagliata
per salvar la pianta nata,
ma poi di primavera
ricresceva il ramo e ora
l’albero forte e gagliardo
stava già molto meglio,
come le altre piante era
e il buon giardiniere la sera
riposava tranquillo in pace
dopo fatto ciò che dovea fare.
Come i giovani che crescendo
le cattive strade prendono,
che se qualcuno li aiuta
e taglia il male che fiuta
ogni personcina diviene buona
e tra gli altri più non sfigura.
Tutti divenir buoni possono
e in ogni core c’è del buono.
Montecosaro, 08 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL CAMMELLO
La nave dritta
filava tra le dune,
senz’acqua
e dietro il nomade
seguiva fedele
nella tempesta,
con la sabbia
che turbinava
e il ghibli
caldo sferzava
i due viandanti
che senza sosta
andavano tristi
sapendo che nulla
potevano fare
contro quel tempo
in cui nel Sahara
si andava sempre
in cerca dell’oasi
del riposo finale.
Montecosaro, lì 18 marzo 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL CAMMINO DELL’UMANITA’
Un uomo camminava
e la realtà vedeva,
nessuno poteva parlare
e nessuno sperava in meglio;
molto bene si doveva dire
dei caporioni malvagi
che come da un alto trono
opprimevano il popolo inerme.
Tutti dovevano adorare
i malvagi dittatori di turno,
che, Dei del male notturno,
usano i popoli schiavizzare,
ma l’uomo che camminava
vide che in qualche area
c’era la pace e l’armonia
e disse la speranza al mondo.
Poi lo incatenarono alla roccia
e il falco gli mangiava lo stomaco,
tutti i giorni e poi venne Dio
che liberò l’uomo dal suo cammino
e l’uomo vide che tutti ambivano
a stare meglio in pace e armonia.
Così fu felice di questo Miracolo
e seppur con le spine il popolo progrediva.
Montecosaro, 28 febbraio 2022
Vincenzo Giusepponi.
--- IL CANTO CHE S'INVOLA ---
Opera poetica breve ispiratami dall'immagine delle pagine di un libro che volano dalla finestra con il vento che trasporta le buone parole dei famosi testi altruistici e sereni, fin dove arriva l'aria poetica pacificatrice che spera e vola lieta sulla gente, mossa dalla bontà che nasce dal cuore.
IL CANTO CHE S'INVOLA
Vola pensiero, vola,
dalla finestra parti
e vai dalla gente
con il vento
di pace e amore,
scritto benevolo,
perché il mondo
più buono divenga.
Montecosaro, 17 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL CIELO ILLUMINA
Se si potessero mettere
gli astri in una lampada
avremmo la luce calda
di un domestico focolare
sempre, in ogni casa,
così che regni l'armonia
come una vera badia
ogni quando si rincasa
Montecosaro, 29 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL CUORE SEMPLICE
La vanagloria è nociva all’uomo perché non serve al suo cammino nei principi fondamentali del vivere per le cose importanti della vita e non per le frivolezze, o i lussi, che possono condurre ai vizi, o all’allontanamento dai buoni e sensati valori umani di normale e pacifica convivenza tra la gente di ogni nazione e periodo storico.
IL CUORE SEMPLICE
E’ forse meglio una corona d’alloro
o una collana di fiori tropicali,
oppure una collana di perle o d’oro?
E’ meglio essere di cuore semplice,
nella media della gente normale,
senza artificio vanitoso e complice,
perché saremo nudi davanti a Dio,
quando ci chiederà conto della vita
e la superbia porta all’oblio
Vivere una vita semplice e pura
Questo io amo e vorrei avere
come l’acqua che sgorga in altura.
I buoni e sensati valori umani
garantiscono la pacifica convivenza
tra le genti in tutte le relazioni.
Montecosaro, 01 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL CUOR TI DONO
A te dolce fanciulla
ho teso la mia mano,
ho colto fiori dal ramo
per i tuoi capelli sulla
testolina bella e vivace
con gli occhioni grandi
e le linee belle e dolci,
non subito fui loquace,
temevo di non piacere
a così leggiadra ninfa
e arrossivo di linfa
alle gote onde provare
a chieder il vero amore
a te che sembri divina
con la veste candida
e m’hai preso il cuore.
Eppur non le proporzioni
attirano il mio guardo,
ne la bellezza dello sguardo,
ma del tuo cuor angolazioni.
Montecosaro, 30 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL FIORELLINO SOLO
Questa poesia nasce dal desiderio di vedere felice la gente, soprattutto quando è in mezzo ai guai e soffre, come spesso capita un po’ a tutti.
Da qui il simbolo del fiorellino solo, gentile e delicato che soffre tra i roveti del bosco oscuro e che io portai a casa per trapiantarlo in un vaso con terra, in compagnia degli altri vasi di fiori, in modo che poi visse di più e meglio fino alla fine dei suoi giorni.
IL FIORELLINO SOLO
Ero solo nel bosco
e un fiore bianco
vidi in una siepe
tra il resto verde
e gli alti alberi
sovrastavano
i muschi di sotto.
Era un piccolo fiore,
ed era solo come me
e non potevo farlo mio
perché nell’acqua
sarebbe morto.
Così lo raccolsi
con la terra intorno
e lo portai a casa;
lo misi in un vaso
tra gli altri fiori
e visse meglio,
più a lungo
e senza le spine
dei roveti intorno.
Montecosaro, 26 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL SEGRETO DEL FOLLETTO BURLONE
Mia poesia in nove strofe quadri-verso a rima alterna che canta di un folletto spaccone, scherzoso e vanitoso che ridacchia molto prendendo in giro tutti come se fosse sempre il più furbo, ma uno gnomo più astuto riesce a fargli svelare il suo segreto che è solo quello di prendere in giro la gente che curiosa lo sta sempre ad ascoltare invidiosa.
Dirindin dirindan non significa nulla, ma è lo scherzo che conta, ma se sempre si prende in giro, lo scherzo è cattivo e ritorna dopo l’eccessivo giro a chi tutti ha fatto fesso e poi anche se stesso, in modo che perfetto non è nessuno e qualche errore lo fa ognuno, infatti è meglio prender ciò con sorriso.
Quel folletto faceva
dirindin dirindan
e nessuno poteva
il mistero diradare,
perché lui dicesse
sempre lo stesso
come se servisse
per ridere lui stesso
e così uno gnomo
chiese al folletto
perché se un uomo
che sempre ha detto
dirindin dirindan
potesse nascondere
il segreto da diradare
e cosa sta a significare?
Il folletto disse presto
Allo gnomo curioso:
Io non son omo mesto,
ma sempre son scherzoso
e prendo in giro tutti
con sorriso malizioso
e che vuol dire infatti
non lo dico a nessuno.
Però prendendo in giro
Il perché aveva detto
e lo gnomo rideva pigro
e l’altro s’era ingannato.
Così tutti erano fatti fessi
e anche il folletto scherzoso
che s’è sbagliato in versi
e tutti avevano errato curioso
che nessuno è perfetto,
tutti possono sbagliare
è meglio ridere diletto
e non prendersela male.
Montecosaro, 04 dicembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL GATTINO POVERO
Il povero gattino è il simbolo dell’uomo, che in qualunque momento può cadere in disgrazia ed avere bisogno d’aiuto che gli altri uomini non sempre sanno dargli.
Allora subentra un essere superiore di bontà che aiuta un po’ tutti e anche il pover’uomo che ne ha più bisogno.
Bisognerebbe che questi uomini buoni e premurosi verso la gente di ogni condizione economica e altri che li coadiuvassero nelle loro opere pie e sagge potessero salire i gradini del comando delle varie comunità locali, nazionali, internazionali e così il mondo sarebbe molto migliore di adesso.
IL GATTINO POVERO
Un gattino timido
era con tutti pavido,
nemmeno mangiava
e gli altri gatti paventava,
ma la buona padrona
s’alzò dalla poltrona
e al gattino diede
biscotti, latte e miele.
Così esso tosto imparava
che i fratellini che amava
non erano buoni e premurosi
ne come la donna virtuosi
e se lei sempre comandava
il bene a tutti assicurava
e il mondo di tutti i gatti era
felice mattino, notte e sera.
Montecosaro, 22 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL KOALA PRETENZIOSO
Un piccolo koala
lento se ne andava
a zonzo sulla pianta,
ma alzò gli occhi
in alto tra i pochi
rametti contorti
vedendo la luna
e voleva prenderla
perché era bella
e illuminava la sera
coma lampa amena,
ma mai arrivava
ad agguantare l'astro
e in uno stanco estro
Il suo limite capì presto.
Conviene contentarsi
senza avventurarsi
per non rovinarsi.
Montecosaro, 17 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
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IL LUMINO AL VENTO
Quel fioco lume fioco,
dal vento spaventato,
con coraggio resisteva
e con antico amore.
Io a lei pensavo,
alla madre mia
che la vita mi dette
un giorno lontano,
ma non anziana morì,
lasciandomi sconsolato.
Piangevo tanto subito,
ma or meno soffro
e ricordo con amor
triste, ma sicuro
e rassegnato
i passati parenti.
Il lume del mio amore
resiste nel tempo
con i bei ricordi
che volano nel vento
e quest’eterno tempo
le dolenze attenua,
ma da me mai fugge.
il forte pensier devoto.
Montecosaro, 31 dicembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL MALE SOCIALE
Poesia di amore verso gli animaletti indifesi e innocui, allegri e simpatici, ma anche di simbolismo e paragone tristemente amorevole verso le innocenti persone, povere, o bisognose maltrattate da cattivi soggetti egoisti che li fan soffrire ingiustamente e senza che abbiano commesso male alcuno.
Anche i detenuti in carcere dovrebbero spesso essere trattati molto meglio, pur nella giusta severità delle pene comminate dalla legge.
IL MALE SOCIALE
L’allegro chiacchiericcio
degli uccelletti in gabbia
mi sollevava l’animo grigio,
ma non volavano liberi nel cielo
perché non sapevano
farsi il nido, ne trovare il cibo
e così pensai che prigionieri
campavano meglio che liberi,
ma alcuni padroni portatori
di dolore agli uccelletti canori
male li trattavano sempre
e in gabbia morivano senza onori,
senza più cantare allegri
per il grande male ricevuto
e l’ultimo canto davano morenti.
Montecosaro, 20 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL MIO BEL PAESETTO
Mia poesia originale scritta per il mio piccolo comune dell’entroterra marchigiano del 1.200, come tanti altri comuni europei e italiani dell’età medievale dei Comuni, ma a cui sono molto affezionato perché ci sono nato e sempre vissuto. La serenità della pace del Paesetto mio si riflette nei cuori di chi lo ama, come me.
IL MIO BEL PAESETTO
Nelle Marche
c'è un Paese
piccolo è bello,
Montecosaro
ha l'aria buona,
bel panorama
e tanta pace
nel buon cuore
di chi lo ama.
Montecosaro, 11 aprile 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL MIO PICCOLO PANORAMA IMMENSO
(dal Cassero di Montecosaro, MC)
Mi riempio d’aria buona,
fresca e rimiro il mio
piccolo infinito dall’alto
del bel Cassero antico,
verde di alberi e aiuole
dai fiori odorosi variopinti.
La notte dai tanti lumini
dei Paesetti è illuminata
e ascolto la mia musica
tranquilla e armoniosa;
la gente passeggia e parla
dimenticando d’estate
il freddo dell’inverno
e il Covid tremendo
e si respira aria buona.
Montecosaro, 24 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL NESPOLO MIO
Breva poesia del ricordo dell'alberello che da bambino piantai nell'orticello degli zii e che è cresciuto con gli anni come io adulto divenni.
IL NESPOLO MIO
Da un piccolo seme
un alberello piantai
nell'orto della zia,
tra fiori e ortaggi.
Con me crebbe
e ne ero felice
con l'orgoglio
di un'azione buona.
Otto anni avevo
e amavo fare
cose costruttive,
utili e durature
e sempre fui legato
a quel nespolo
che mangiavo
dopo coltivato.
Montecosaro, 18 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL PANDA CHE SOFFRIVA
Il panda s’arrampicava
sì lento sull’alta pianta
e tante foglie divorava
della foresta che cresceva
con acqua e caldo umido
e della città era pavido,
che se ne stava nascosto
sempre nel fitto bosco
e aveva paura dell’uomo
che gli aveva fatto torto.
Tanto isolato sulle piante
lui viveva selvaticamente,
ma la solitudine pativa
tra gli animali che vedeva
e non sapeva che in centro
gli animali erano un vanto
nel bel zoo che ospitava
animali più felici e poteva ,
con i sorrisi di vere persone,
dir che sei un caro pacioccone.
Montecosaro, 27 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL SOLE DOPO LA NOTTE
Lirica in quattro quartine a rime alterna e senza metro, scritta sul pc di casa Domenica 19 aprile 2020 alle ore 20,17, senza un precedente precisa idea del contenuto.
Il fiore è l’uomo, che come il figlio di Dio, ha le normali gioie della vita, ma pure soffre le pene di questo mondo terreno, ma poi una mano celeste (La Madonna) intercede presso Dio e fa rinascere il fiore infreddolito e abbandonato nel calore del celeste Paradiso, insieme alle buone Anime come tale è il fiore (metafora di Anima buona, persona bella di carattere) e rivive felice nella casa che Dio ha eretto con il suo Verbo per tutti coloro che bene si comportano in vita e ad ogni popolo appartenenti.
IL SOLE DOPO LA NOTTE
Un fiore che rivisse
dopo il duro inverno
il freddo ammise
che sembrava eterno
e ora che rinasce
dopo l’abbandono
buio s’inasprisce
senza buon perdono,
ma una Donna Pia
mise il fiore in vaso,
lo levò da brutta via,
che dall’odio fu evaso
e l’amore tranquillo visse
con altri buoni fiori
nella casa blu che eresse
il Dio di tutti i popoli.
NOTE:
(1-4) Un uomo che dopo una dura prova riuscì a stare bene ricordò che patì molto dolore e lacrime.
(5-8) e ora che sta bene dopo la sofferenza è oppresso però dall’odio verso chilo lo ha abbandonato al dolore.
(9-12) ma la Provvidenza lo aiutò a rivivere e a stare meglio, in terra, o in cielo e il redivivo fu mondato così dall’odio che lo affliggeva tanto, liberandolo dal peso del rancore.
(13-16) e così visse felice in terra per il resto della vita, o per l’eternità Divina nella casa celeste che il figlio di Dio costruì con il Verbo incarnato per tutta la gente.
Montecosaro, 20 aprile 2020
Vincenzo Giusepponi.
IL TOPO VERDE
(L’abito non fa il monaco)
Un topolino diventò verde
dall’invidia per un gatto
che girava come un matto
nelle vie e nelle mansarde,
e sempre in giro era intorno,
mentre lui, triste e poverino
non usciva che un pochino
perché il gatto era attorno
e s’accorse del verde colore
con sua grandissima gioia.
Poi decise in fretta e furia
di nascondersi con il colore,
ma il gatto, molto furbo,
riconobbe che era un topo
e aspettò nascosto poco
e mangiò il topo superbo.
Montecosaro, 09 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL TROPPO SUBIRE TANTO DEPRIME
In questa poesia si nota la mia insoddisfazione della vita, forse come ereditata dal male di vivere decadentista del 1.900, ma anche per i tanti problemi sociali e umani che esistono un po’ dappertutto e che sembra siano ignorati da tanta gente, eccetto poche persone buone. Addirittura ci sono persone che si approfittano della gente troppo buona e costituiscono quindi una piaga sociale che si dovrebbe rimediare.
Mi consideravano idiota,
comandato da tutti
e chiunque voleva
tanto mi insultava,
ma io ero stanco
di quella vita buia
e decisi di lasciare
la mia figura di legno.
Cambiai vita e lavoro,
e frequentai solo
chi mi rispettava
e io rispettavo loro,
così meglio stavo
e meglio vivevo
senza patemi d’animo
e la mia vita migliorò.
Montecosaro, 28 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL VERBO DI DIO NON PASSERÀ
(come nella parabola dei talenti)
Mia poesia in cinque quartine di decasillabi a rima alterna e baciata nelle strofe alterne.
È di carattere Cristiano e parlo della temporanea esistenza del mondo terreno e degli uomini e quindi della necessità di amare il prossimo nostro per il rispetto di noi, degli altri, di Dio e della natura, per meglio vivere quaggiù, in attesa del premio eterno nei cieli più blu, blu come il Sacro manto della Madonna, sperando, pregando, amando l'infinita Misericordia di Dio.
IL VERBO DI DIO NON PASSERÀ
L'effimere nubi passeranno
ma il cielo sarà sempre in blu.
Non de' l'aria il color accenno,
ma de' la Madre il buon manto blu,
la mamma di Dio e di tutti,
preganti, umili peccatori
e speriamo il bene nel mondo,
il nostro prossimo più amando
come amiamo noi le nostre
Anime in alto volgon pie
il sospir desio di salire
vicino al Signore in pace.
Nei più bei cieli di più saremo
se'l mondo terreno ameremo,
come operaio che lavora
per meglio costruire l'opera,
ciascuno per ciò che può fare,
con i talenti ch'ha dato Dio
in un gioioso e buon vivere
per il ben comune e dell'io.
Montecosaro, 03 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
IL VOLO DEL VIOLINO
Una musica soave e armoniosa fa sognare il mio animo e il violino fa da padrone, mentre il pur bel violoncello è il minore in bellezza. Così il classico ed erudito quartetto d’archi suona perfetto un brano di autore senza difetto.
IL VOLO DEL VIOLINO
Il violoncello
era il meno bello
e il violino volava,
col suono planava;
la musica era colta
e come s’ascolta
d’autore rinomato
mi sentivo rinato.
Montecosaro, 16 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL SILENZIO DELLA MONTAGNA
Poesia in 10 quartine senza rime, ne metro, scritta in pochi minuti il 03/02/2021 alle ore 22,40, sul computer e ispiratami da una bella foto turistica di un bellissimo lago di montagna, che con la bellezza naturale e la calma delle acque blu, mi ispirava un grande senso di pace e serenità dell’animo.
Poi, senza nemmeno pensare che stavo scrivendo le stesse cose di Trilussa (celebre poeta romano del 1.900) in una sua poesia in dialetto romanesco, che questa serenità è il preciso contrario della parziale confusione e una serie di ingiustizie sociali del sistema economico moderno che provoca, anche con la disoccupazione, gli inquinamenti, il guadagno ad ogni costo, molti stress psico-fisici a tanta gente e così se il mondo industrializzato, non si affannasse, stancandosi troppo per il guadagno, o per abbuffarsi, o sprecando soldi con cose superflue, la salute di tutti ci guadagnerebbe.
IL SILENZIO DELLA MONTAGNA
Nell’aria fresca
di montagna
guardavo il lago
calmo e a specchio
e quell’acqua blu
rifletteva i monti
con cime nevose
ferme, immobili.
Quella quiete
e quel silenzio
mi donarono
la pace del cuore
e se tutti capissero
nessuno penserebbe
di più al guadagno
che non alla salute,
Come ogni uomo
ha il sacro diritto
di vivere bene,
se ognuno facesse
il proprio dovere
vivremmo meglio
tutti e in pace
con Dio e con l’uomo.
NOTE (1-24): Note non necessarie.
Montecosaro, 03 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IL VENTO DI DIO (IL VENTO DEL CASSERO)
Ho iniziato a scrivere questa poesia seduto sulla panchine del Cassero vicino la fontana centrale e sotto il vecchissimo e gigante pino che mi vide fanciullo a giocare nei prati con i miei coetanei. Poi la seconda quartina l’ho aggiunta a casa la sera.
Oggi c’era un forte vento nel Cassero e disturbava i miei pensieri più profondi e nascosti e così ho pensato alla grandezza di Dio che forse voleva farmi dimenticare i tristi pensieri con il tanto vento di oggi pomeriggio.
IL VENTO DI DIO (IL VENTO DEL CASSERO)
Il frastuono del vento
copre il mio debole io
che allora volge a Dio
e viviamo del momento.
La triste mente e buia
si dilegua al vento
e non torna presto,
sì la natura mi allevia.
Montecosaro, 17 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
IO TRA LA GENTE
Mi vennero incontro i piccioni
cercando semi sul terreno
che ancor erano paciocconi
come tanta gente nel giardino
di Civitanova Marche in piazza
con il verde che lo fa bellino.
Il riposo del cammino mio
fra un po' finirà obbediente
all'impegni del dì e del mio io
e gaio alla casa ritornerò
dell'aria felice in passeggio
e più tardi appagato dormirò.
Montecosaro, 02 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
I QUOTIDIANI SENTIMENTI
Una farfalla volava leggera
sulle aiuole scure di sera,
con una sola idea in mente
di mangiar almeno saziamente,
non come l’uomo che lavora
per la famigliola nel rustico,
consolante focolare domestico
e un mondo più buono spera.
Montecosaro, 15 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA CHIESA DEL SS CROCEFISSO AI SASSI
Stasera, nel lunedì dopo la seconda Santa Domenica di Quaresima, ci siamo riuniti nella Medievale Chiesa del SS Crocifisso ai sassi in periferia di Montecosaro centro per il Rosario di supplica alla Madonna per far terminare la guerra in Ucraina e per salvare militari e civili ucraini e russi. Poi siamo stati alla Messa celebrata dal Parroco e ci siamo comunicati.
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Guardavo pregando
nell’avita Chiesa
e il baldacchino vedevo
sopra il gran Crocifisso,
che proteggeva sempre
Gesù dai brutti tempi
e noi oravamo in Chiesa
che Dio è in noi stessi
e nel prossimo nostro.
L’alta difesa aerea
contro i peccati serve
del cattivo tempo
su di noi uomini e su Dio.
Amiamo il prossimo
proteggendolo
come noi stessi
dai mali del mondo.
Montecosaro, 15 marzo 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’AMOR CHE IL MALE VINCE
Questa poesia fiabesca in rima varia è un’intera chiara metafora per dire che chi fa del male trova il male, ma se davvero in coscienza si pente e riesce a mettersi sulla retta via, può anche trovare il bene, l’amicizia e l’amore.
Vivere con ingiustizia e cattiverie è brutto e nocivo per se stessi e per gli altri e si dovrebbe quindi cambiare vita per abbracciare i modi onesti e normali della maggioranza della gente, altrimenti non si avranno mai quelle sincere amicizie e vero amore gentile che tra gente abbietta e dedita al male è difficile e forse impossibile trovare.
Per cambiare occorre capire che la vita nel male non ripaga il desiderio innato di armonia e benessere di ogni persona e per ottenere il proprio rispetto tra la gente bisogna anche rispettare gli altri e onorare gli amici, parenti e il prossimo.
L’AMOR CHE IL MALE VINCE
Sull’alta vetta nera
arroccato e buio
il tetro castello era
tutto ma non gaio
e il tristo Cavaliere abitante
era triste piangente
perché sempre soletto
da un Mago interdetto,
ma un dì decise d’uscire
e trovò amici vicino
che come calore del camino
rincuoravano l’ardire.
Il Mago con molta ira
mandò l’incantesimo
di una bella puledra
che piaceva all’uomo
e la cavalla doveva
ucciderlo tosto
nello stesso posto
dove gli amici vedeva,
ma uno di costoro
era mago buono
e trasformò l’equino
in donna per l’uomo,
così si innamorarono
e il Mago capì lesto
che ei aveva imparato
ad amare presto
e a vivere dabbene.
Dunque nulla poteva
il Mago contro il bene
e l’amore così dilagava.
Montecosaro, 27 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
L’AMOR CHE IL MALE VINCE
Questa poesia fiabesca in rima varia è un’intera chiara metafora per dire che chi fa del male trova il male, ma se davvero in coscienza si pente e riesce a mettersi sulla retta via, può anche trovare il bene, l’amicizia e l’amore.
Vivere con ingiustizia e cattiverie è brutto e nocivo per se stessi e per gli altri e si dovrebbe quindi cambiare vita per abbracciare i modi onesti e normali della maggioranza della gente, altrimenti non si avranno mai quelle sincere amicizie e vero amore gentile che tra gente abbietta e dedita al male è difficile e forse impossibile trovare.
Per cambiare occorre capire che la vita nel male non ripaga il desiderio innato di armonia e benessere di ogni persona e per ottenere il proprio rispetto tra la gente bisogna anche rispettare gli altri e onorare gli amici, parenti e il prossimo.
L’AMOR CHE IL MALE VINCE
Sull’alta vetta nera
arroccato e buio
il tetro castello era
tutto ma non gaio
e il tristo Cavaliere abitante
era triste piangente
perché sempre soletto
da un Mago interdetto,
ma un dì decise d’uscire
e trovò amici vicino
che come calore del camino
rincuoravano l’ardire.
Il Mago con molta ira
mandò l’incantesimo
di una bella puledra
che piaceva all’uomo
e la cavalla doveva
ucciderlo tosto
nello stesso posto
dove gli amici vedeva,
ma uno di costoro
era mago buono
e trasformò l’equino
in donna per l’uomo,
così si innamorarono
e il Mago capì lesto
che ei aveva imparato
ad amare presto
e a vivere dabbene.
Dunque nulla poteva
il Mago contro il bene
e l’amore così dilagava.
Montecosaro, 27 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
L’AMOR CHE IL MALE VINCE
Questa poesia fiabesca in rima varia è un’intera chiara metafora per dire che chi fa del male trova il male, ma se davvero in coscienza si pente e riesce a mettersi sulla retta via, può anche trovare il bene, l’amicizia e l’amore.
Vivere con ingiustizia e cattiverie è brutto e nocivo per se stessi e per gli altri e si dovrebbe quindi cambiare vita per abbracciare i modi onesti e normali della maggioranza della gente, altrimenti non si avranno mai quelle sincere amicizie e vero amore gentile che tra gente abbietta e dedita al male è difficile e forse impossibile trovare.
Per cambiare occorre capire che la vita nel male non ripaga il desiderio innato di armonia e benessere di ogni persona e per ottenere il proprio rispetto tra la gente bisogna anche rispettare gli altri e onorare gli amici, parenti e il prossimo.
L’AMOR CHE IL MALE VINCE
Sull’alta vetta nera
arroccato e buio
il tetro castello era
tutto ma non gaio
e il tristo Cavaliere abitante
era triste piangente
perché sempre soletto
da un Mago interdetto,
ma un dì decise d’uscire
e trovò amici vicino
che come calore del camino
rincuoravano l’ardire.
Il Mago con molta ira
mandò l’incantesimo
di una bella puledra
che piaceva all’uomo
e la cavalla doveva
ucciderlo tosto
nello stesso posto
dove gli amici vedeva,
ma uno di costoro
era mago buono
e trasformò l’equino
in donna per l’uomo,
così si innamorarono
e il Mago capì lesto
che ei aveva imparato
ad amare presto
e a vivere dabbene.
Dunque nulla poteva
il Mago contro il bene
e l’amore così dilagava.
Montecosaro, 27 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
L'AVIDITÀ DEL SOLDO
Il gaio sol di maggio
di uscir dà coraggio,
quando l'astro canta
la sua canzon più gaia
per la delizia de' li omini
e delle mezze stagioni
che, pur con l'effetto serra,
un minimo di giorni duran.
Per il clima far di più devesi
come forse sempre dicevasi
i Santi di lassù in cielo ascesi,
con le buone parole discesi,
ma siamo inerti e sordi,
e più che altro ingordi.
Pensiamo quasi solo al soldo
e alla nostra salute famo torto.
Il sole, il cielo, le piante
sono belli e danno la vita
sull'unico nostro pianeta
da antica memoria avita.
e i furti, gli odi e le guerre
son frutti di pene inferte
ai nostri cuori innocenti
da alcuni al giusto ribelli.
Montecosaro, 20 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’IMMENSO DEI MONTI AZZURRI
(o Sibillini marchigiani)
La volta celeste dai sopra i monti azzurri sembra più vicina e una delle particolarità che colpisce in montagna è il grande silenzio che vi regna.
L’altra è la maestosità dei panorami terrestri e celesti che si godono dall’alto delle vette.
Immagino di camminare in gruppo in montagna, bene attrezzati e con una guida esperta, alla ricerca di una fonte sorgiva e di altre bellezze montane naturali, di scorci inesistenti nelle pianure e di divini, meravigliosi panorami immensi che nell’insieme con il sovrumano silenzio della montagna ci nutrono il cuore di una calma celestiale e insolita che ci rasserena la mente e l’Anima.
L’IMMENSO DEI MONTI AZZURRI
(o Sibillini marchigiani)
Nel silenzio della montagna
avanzavamo piano e accorti,
ad ogni breve nostra sosta
sognavamo la fonte sorgiva.
Poi quel rigoglio continuo
dell’acqua di cristallo,
spumeggiava di bianco,
discreto i cinguettii copriva;
l’alto rivolo montano
era indubbio modesto
ma non serviva invano
ad darci la pace soave
di queste montagne blu
e sugli alti rilievi di roccia
dei marchigiani Sibillini
gli animi si placavano
in una pace degna di Dio
che sui monti è Sovrano
come in tutto il Creato,
con noi dai Monti appagati.
Montecosaro, 20 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
L’AMOR SINCERO
Questa breve poesia è una perla di saggezza e rivela quale è il vero amore, nonché il modo di riconoscerlo e l’augurio ad ogni vero innamorato di unirsi per sempre in Matrimonio alla donna che ama, come sincero e reciproco desiderio di un sincero rapporto d’amor puro.
L’AMOR SINCERO
L’amor più vero
è il più sincero.
Per riconoscerlo
devi provarlo
anche tu stesso
e sapere se tanto
ami te stesso
men di lei quanto.
Se tu faresti
ogni sacrificio
già saresti
un buon marito.
Montecosaro, 08 agosto 2021
Vincenzo Giusepponi.
NOTA: Ho tratto questa poesia da una mia canzone recentissima che potete ascoltare gratis anche sul mio YouTube all'indirizzo: https://youtu.be/i2E7s7W5D38
L’ANTICA VITA SOFFERTA
Nella piccola pinacoteca
vidi un bel quadro
barocco del ‘700.
Mi piaceva e così
nel dipinto entrai
con la fantasia,
tra l’antica gente
che in gran parte
la fame soffriva
e pochissimi ricchi
su tutti prevalevano.
Erano belli i colori
e ricco il panorama
per chi il quadro ammira,
ma invero la vita
della gente non era
sempre come sembra
e tanta gente penava
con pochissimi soldi,
senza pane, ne medicine,
con le vecchie bicocche
con i piovosi tetti.
Tanto lavoravano
e per pochi denari
e le loro famiglie
sempre soffrivano,
ma a volte, strano,
erano anche felici,
perché si dice che
chi si accontenta gode.
Quando meglio non si può
contentarsi conviene
e un poco ci si abitua,
ma non sempre e chi
degli altri ha tanto meno
dovrebbe aver più diritti,
almeno un po’ di denari,
una casa e alcuni buoni
che bene gli vogliano.
Montecosaro, 03 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’ULTIMA LUNA
L’ultima luna agostana
dietro le nubi è ascosa,
ma io la vedo col cuore
come lei con amore
e anche se fosse lontana
su un pianeta diverso
le scriverei questo verso
per pensarla e amarla.
Invero la gente che si ama
a volte è molto lontana,
ma con il cuor d’amore
un poco calma il dolore.
Montecosaro, 31 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA BEFANA VOLA DI NOTTE
La notte finiva ormai
e il sole non nasceva mai
e tutti si domandavano,
perché ci speravano,
chi avesse rubato il sole
scomparso alle prime ore.
Avevano un poco freddo
e non uscivano dal tetto
non si poteva lavorare,
ne a scuola studiare,
il gallo non cantava
e il gatto non si svegliava
Un cagnetto abbaiava
A una vecchia che volava
Dal cielo arrivava
Con la scopa sorvolava
all’oscuro il Paesetto
e con una magia sul tetto
la Befana fece tornare
il bel sole a brillare,
volando aveva fatto tardi,
ma doveva portare i regali
di notte per tradizione,
ai piccini con devozione.
Ora tutti i bambini, felici
diventarono più amici,
iniziarono la festa diurna
dell’Epifania che ritorna.
Montecosaro, 02 gennaio 2022
Vincenzo Giusepponi.
𝐿𝐴 𝐷𝐸𝑀𝑂𝐶𝑅𝐴𝑍𝐼𝐴
𝑄𝑢𝑒𝑠𝑡𝑎 𝑚𝑖𝑎 𝑝𝑜𝑒𝑠𝑖𝑎 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑟𝑖𝑚𝑎 𝑝𝑎𝑟𝑙𝑎 𝑑𝑖 𝑎𝑟𝑔𝑜𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑝𝑟𝑖𝑛𝑐𝑖𝑝𝑖 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑒 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑒 𝑖𝑙𝑙𝑒𝑔𝑎𝑙𝑖 𝑐ℎ𝑒 𝑣𝑒𝑛𝑔𝑜𝑛𝑜 𝑝𝑒𝑟𝑝𝑒𝑡𝑟𝑎𝑡𝑒 𝑠𝑖𝑎 𝑡𝑟𝑎 𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑢𝑛𝑖, 𝑐ℎ𝑒 𝑡𝑟𝑎 𝑖 𝑝𝑎𝑟𝑡𝑖𝑡𝑖 𝑝𝑜𝑙𝑖𝑡𝑖𝑐𝑖, 𝑜 𝑡𝑟𝑎 𝑁𝑎𝑧𝑖𝑜𝑛𝑖 𝑐𝑜𝑛 𝑔𝑢𝑒𝑟𝑟𝑒, 𝑜𝑑𝑖 𝑟𝑎𝑧𝑧𝑖𝑎𝑙𝑖, 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖 𝑠𝑒𝑚𝑝𝑟𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑚𝑜𝑡𝑖𝑣𝑖 𝑑𝑖 𝑖𝑛𝑡𝑒𝑟𝑒𝑠𝑠𝑖 𝑑𝑖 𝑣𝑎𝑟𝑖𝑜 𝑡𝑖𝑝𝑜 𝑒 𝑑𝑖𝑣𝑒𝑟𝑠𝑎 𝑔𝑟𝑎𝑛𝑑𝑒𝑧𝑧𝑎 𝑒 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑧𝑎. 𝐿𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑡𝑎̀, 𝑙𝑎 𝑔𝑖𝑢𝑠𝑡𝑖𝑧𝑖𝑎 𝑢𝑔𝑢𝑎𝑙𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖, 𝑙𝑎 𝑏𝑒𝑛𝑒𝑣𝑜𝑙𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑣𝑒𝑟𝑠𝑜 𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖 𝑒 𝑙𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑞𝑢𝑎𝑛𝑑𝑜 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑒, 𝑠𝑜𝑛𝑜 𝑖𝑚𝑝𝑜𝑟𝑡𝑎𝑛𝑡𝑖𝑠𝑠𝑖𝑚𝑖, 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑠𝑠𝑜𝑙𝑢𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑒 𝑖𝑛𝑠𝑜𝑠𝑡𝑖𝑡𝑢𝑖𝑏𝑖𝑙𝑖 𝑒𝑙𝑒𝑚𝑒𝑛𝑡𝑖 𝑑𝑖 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑧𝑖𝑎 𝑖𝑛𝑑𝑖𝑟𝑒𝑡𝑡𝑎 𝑟𝑎𝑝𝑝𝑟𝑒𝑠𝑒𝑛𝑡𝑎𝑡𝑖𝑣𝑎 𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒 𝑑𝑖 𝑅𝑒𝑝𝑢𝑏𝑏𝑙𝑖𝑐ℎ𝑒, 𝑐𝑜𝑛𝑡𝑟𝑎𝑝𝑝𝑜𝑠𝑡𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑀𝑜𝑛𝑎𝑟𝑐ℎ𝑖𝑒 𝑎𝑠𝑠𝑜𝑙𝑢𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑠𝑒𝑐𝑜𝑙𝑖 𝑓𝑎 𝑒 𝑎𝑙𝑙𝑒 𝑑𝑖𝑡𝑡𝑎𝑡𝑢𝑟𝑒 𝑚𝑖𝑙𝑖𝑡𝑎𝑟𝑖𝑠𝑡𝑒 𝑑𝑖 𝑡𝑒𝑚𝑝𝑖 𝑝𝑖𝑢̀ 𝑟𝑒𝑐𝑒𝑛𝑡𝑖.
𝐸𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑖 𝑒̀ 𝑝𝑜𝑡𝑒𝑟 𝑑𝑒𝑐𝑖𝑑𝑒𝑟𝑒 𝑑𝑎 𝑠𝑜𝑙𝑖 𝑒𝑛𝑡𝑟𝑜 𝑖 𝑙𝑖𝑚𝑖𝑡𝑖 𝑑𝑒𝑙𝑙𝑒 𝑙𝑒𝑔𝑔𝑖 𝑎𝑝𝑝𝑟𝑜𝑣𝑎𝑡𝑒 𝑑𝑒𝑚𝑜𝑐𝑟𝑎𝑡𝑖𝑐𝑎𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑒 𝑝𝑜𝑠𝑠𝑖𝑏𝑖𝑙𝑚𝑒𝑛𝑡𝑒 𝑠𝑝𝑖𝑒𝑔𝑎𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑛 𝑜𝑛𝑒𝑠𝑡𝑎̀ 𝑒 𝑐𝑜𝑚𝑝𝑒𝑡𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑎𝑙𝑙𝑎 𝑔𝑒𝑛𝑡𝑒.
𝐿𝐴 𝐷𝐸𝑀𝑂𝐶𝑅𝐴𝑍𝐼𝐴
𝑀𝑜𝑙𝑡𝑒 𝑐𝑜𝑠𝑒 𝑠𝑜𝑛𝑜
𝑓𝑎𝑐𝑖𝑙𝑖 𝑑𝑎 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑟𝑒
𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑠𝑖 𝑑𝑒𝑣𝑜𝑛𝑜
𝑖𝑛𝑔𝑎𝑛𝑛𝑎𝑟𝑒 𝑖 𝑝𝑜𝑝𝑜𝑙𝑖
𝑐𝑜𝑛 𝑙𝑎 𝑠𝑐𝑢𝑠𝑎
𝑐ℎ𝑒 𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑎𝑝𝑖𝑠𝑐𝑜𝑛𝑜
𝑛𝑖𝑒𝑛𝑡𝑒, 𝑜 𝑞𝑢𝑎𝑠𝑖,
𝑝𝑒𝑟𝑐ℎ𝑒́ 𝑛𝑜𝑛 𝑒̀ 𝑣𝑒𝑟𝑜.
𝑂𝑔𝑛𝑖 𝑝𝑒𝑟𝑠𝑜𝑛𝑎
𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑎
𝑒 𝑝𝑒𝑟 𝑡𝑎𝑙𝑒 𝑑𝑒𝑣𝑒
𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑟𝑖𝑠𝑝𝑒𝑡𝑡𝑎𝑡𝑎
𝑒 𝑠𝑒𝑛𝑧𝑎 𝑙𝑎 𝑙𝑖𝑏𝑒𝑟𝑡𝑎̀
𝑛𝑜𝑛 𝑐𝑜𝑛𝑣𝑖𝑒𝑛𝑒 𝑛𝑎𝑠𝑐𝑒𝑟𝑒,
𝑚𝑎 𝑢𝑛𝑎 𝑣𝑜𝑙𝑡𝑎 𝑖𝑛 𝑣𝑖𝑡𝑎
𝑒̀ 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜 𝑣𝑖𝑣𝑒𝑟𝑒,
𝑐𝑜𝑚𝑒 𝑒̀ 𝑚𝑒𝑔𝑙𝑖𝑜
𝑒𝑠𝑠𝑒𝑟𝑒 𝑏𝑢𝑜𝑛𝑖
𝑐𝑜𝑛 𝑡𝑢𝑡𝑡𝑖 𝑒 𝑎𝑛𝑐ℎ𝑒
𝑐𝑜𝑛 𝑠𝑒 𝑠𝑡𝑒𝑠𝑠𝑖.
𝑀𝑜𝑛𝑡𝑒𝑐𝑜𝑠𝑎𝑟𝑜, 19 𝑚𝑎𝑔𝑔𝑖𝑜 2021
𝑉𝑖𝑛𝑐𝑒𝑛𝑧𝑜 𝐺𝑖𝑢𝑠𝑒𝑝𝑝𝑜𝑛𝑖.
LA CANZONE DEL CUORE
Felice canto
dammi soave
il dolce manto
dell’azzurro cielo,
la stellata volta
coprirmi tosta
che la sera cala
in giusto dormir.
Sognare voglio
un mondo buono,
sano e bello
per poi tornare
domani sveglio,
nella mia vita
col buon libello
del nuovo vivere.
Montecosaro, 15 novembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA CONTENTEZZA DOPO LA FADIGA
(in dialetto de Montecò, MC)
Fadigà è normale se voli campà e magnà e se voli fa campà anche la famijia. Quella contentezza che te pijia dopo che si fadigato e che torni a casa stanco, ma felice che te si guadagnato la jiornata e che a casa ‘rtroi la majie e li fiji e anche li nonni, è la contentezza che proa spesso l’operaio Giovà, quello de la puisia mia qui sotto. Bona lettura e felicità a tutti e anche Bon, Santo Natale de Gesù a tutti.
Giovà se ne tornava
a casa che lavorava
e stava allegro e contento
come un canarì tutto intento
a magnà lo pastoncì sua
e l’omo tornava a casa sua.
Fischiava e caminava lento
che tanto per domà ciaia tempo
e ormai finito lo lavoro
lo spettava la casa de sicuro,
co la mojie e li fiji picculitti
e co li nonni ancora arzilli,
con un allegro focolare
che putia solo tanto amare.
Montecò ardo, de li 23 de decembre de l’anno 2021
Vincè de Jiuseppò.
LA CROCE MANCANTE
Questo insegnamento che un viandante stanco da ai ragazzi dell’Azione Cattolica è indicativo di alcune correzioni che forse a volte neanche i bravi Sacerdoti pensano.
Cioè amare il prossimo in diversi modi umanamente possibili, più che pregare soltanto, o cantare lodi a Dio, perché anche San Benedetto da Norcia scrisse il motto per i suoi monaci benedettini nel Medio Evo: Ora et labora.
LA CROCE MANCANTE
Quella pietra mancava
sul vecchio muretto
dove la gente sedeva
con la Chiesa di rimpetto
e nessuno sapeva perché
quella pietra mancava
e pareva per caso finché
un ragazzo che viaggiava
e veniva da molto lontano
chiese ai giovani cattolici
che sul muretto erano
seduti e appollaiati
da quanto tempo mancava
l’unica pietra nel muretto.
gli dissero che nessuno sapeva
e così era sempre stato.
Il viandante stanco tanto
rispose loro con voce mesta
che se nessuno aveva riparato
il muretto della Chiesetta
Gesù piangeva per questo
e costava poco riparare
e ora sapevano di certo
che non basta solo parlare,
ma bisogna anche amare
e aiutare nella Fede la gente
con le Chiesette povere
ma almeno piene di cuore
e lasciò una Croce di legno
che aveva dentro il sacco
infilata nel buco senza sasso
e disse di amare la gente tanto
perché Dio è contento
della Fede dei suoi figli
e se ne accorge intanto
che li sa così amorevoli.
Detto questo che giovava
se ne andò lontano lontano,
mentre la Croce splendeva
del Cristo che era passato.
Montecosaro, 23 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA FEDE È AMORE
Poesia e storia mia di consolazione nel Dio buono e Cristiano, in un periodo buio e triste. Dio è buono e anche con i miei dubbi di sofferente continuavo a credere che la Fede è amore e non scienza dimostrabile, se non con l'amore per se stessi e per il mondo. È meglio credere senza i Miracoli, che pure ci sono da sempre.
I miei morirono e io, depresso e piangente trovai consolazione nell'amore e nella preghiera, sperando il cielo eterno.
LA FEDE È AMORE
Ero sofferente da tempo
e mi aggrappai a quell'ideale
come un bimbo di stringe
al petto rassicurante
della mamma premurosa.
Credevo e speravo nel Dio
degli ultimi e emarginati,
avevo pochi dubbi,
ma la Fede è amore
e non solo matematica,
sterile e senza frutto
del cuore, che può amare,
ma ha bisogno di amore.
Quando i miei morirono
ero triste e depresso,
ma se di più non potevo fare
era meglio amare e pregare.
NOTE (1-16): Senza note per non appesantire.
Montecosaro, 06 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
Una mia canzone originale di cantautore con la chitarra è quella di cui all'indirizzo web sotto e che parla delle stessi argomento delle mia poesia cui sopra (Dal mio canale YouTube):
https://youtu.be/ubLgBSfbsSg
LA FONTE NOVA DEL BEL CASSERO VERDE
(A Montecosaro centro, MC)
L’acqua pulita e fresca
che dal caldo rinfresca
dai mille zampilli esili e alti
esce, sale veloce e in tanti
crollano la cima stanchi
tornano giù sui loro passi.
La fontana antica nuova pare
ma ha una storia 70ennale
e giocavamo sempre da piccini
intorno a lei, nel Cassero felici,
Poi stanchi sui prati sedevamo
per riprender le corse a perdifiato
e oggi i sedili di marmo bianchi
alla fonte e nel giardino stanchi
non si muovono mai dai posti
e Dan ristoro ai viandanti stanchi,
mentre si muove l'acqua pura
contra il verde e la rondine giura
che al primo freddo partirà certo
verso il calor dei lochi d'inverno.
Montecosaro, 06 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA FORTUNA NELLA SFORTUNA
I pesci rossi nuotavano
nella vaschetta di casa
e tra loro si dicevano
tristi perché prigionieri,
ma un nuovo pesciolino
fu messo nell’acquario
e gli altri gli dissero:
benvenuto in prigione,
tu che eri libero e felice,
mentre qui siamo carcerati.
Il nuovo pesciolino disse:
io son nuovo e in mare
ho rischiato d’esser pranzo
di pesci più grossi di me,
mentre qui di vecchiaia
moriremo e ben trattati.
Ci conviene contentarci,
perché nella sfortuna,
ci può esser anche fortuna,
d’esser nati fortunati.
Montecosaro, 11 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA FRATELLANZA DEGLI UOMINI
Poesia di paragone tra la vita degli animaletti dei prati fioriti e quella dell’uomo.
La coccinella si riposa per non stancarsi troppo e poi ricomincia a mangiare dai fiori per vivere più a lungo, altrimenti morirebbe troppo presto.
L’uomo invece riesce ad organizzarsi con i suoi simili per lottare insieme contro la natura fatale e contro gli uomini cattivi che eliminano e opprimono tutti gli esseri viventi che non sono abbastanza forti, o fortunati.
Questo è dunque un inno alla fratellanza umana universale per il comune benessere nel mondo, beneficio dell’amore per il prossimo.
LA FRATELLANZA DEGLI UOMINI
Quella piccola coccinella
volava sull’aiuola bella
e sui tanti odorosi fiori
nella stagione degli amori
si posava e si librava ancora
in volo senza sostare finora,
ma stanca si fermò sullo stelo
di un giacinto dopo il gelo
dell’inverno freddo e duro
perché neanche il caldo puro
gli Donava forza infinita
e tutti riposano nella vita
per riprendere le forze
e seguitar ancor la sorte
che ci vede nati e bisognosi
di vivere meglio e non ansiosi.
Ogni animaletto lotta e vive
onde evitare di soffrire
ma l’uomo ben si organizza
per evitare guai e amarezza,
ma tra gli uomini viventi
alcuni non sono onesti
e tanti calpestano infausti
con animaleschi istinti.
Montecosaro, 24 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA FUGA DEL CUORE
Questa porta sul mondo
mi apre un paesaggio nuovo
eppure piccolo e contenuto
se paragonato al mondo intero.
Così bello paiono fuori
il mare e le isole fiorite,
anche con castelli ornate,
che la fantasia trasportano
verso tempi lontani, immaginari
e luoghi incantevoli, leggiadri,
come chi rinchiuso s'invola
con il cuore della fantasia.
Montecosaro, 07 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA GIOIA CONFORTA DI PIU’ CHI SOFFRE
La musica è nata come inno agli Dei e poi come svago per i ricchi, poi anche come divertimento popolare anche per i poveri e anche nel Medioevo c’era la differenza tra musica bella, colta e difficile per i Nobili, Clero e alta Borghesia e musica popolare, dei menestrelli girovaghi, per la gente comune, tra cui tanti poveri: contadini, braccianti, garzoni, piccoli commercianti e artigiani minimi, forse un po’ meno e con il permesso anche gli schiavi, viandanti di passaggio, ecc..
La gente comune, abituata a patire per la fame e il basso tenore di vita generale dell’età di mezzo, apprezzava felice i musici popolari nelle stradine di Paesetti, a piccole folle in circolo riunita, mentre i ricchi si annoiavano anche con la musica molto più bella che avevano, perché avevano già tutto e la musica bellissima che avevano non la gradivano molto, tanto erano abituati a stare bene e meglio del resto del popolo.
Quindi apprezza di più un bicchiere d’acqua buona un assetato che non una botte d’acqua chi ha già bevuto.
LA GIOIA CONFORTA DI PIU’ CHI SOFFRE
L’aulica armonia
per pochi i Nobili
del tardo Medioevo,
negli sfarzosi edifici,
era pur bella,
ma non aveva
tanti spettatori
come le melodie
popolari del tempo
nelle stradine
di terra battuta
tra tanti poveri
o quasi poveri,
che certo erano
più felici di quei suoni
che non i ricchi
delle stupende
composizioni.
Però era bella
quell’armonia
di pochi strumenti
costosi e bellissimi,
con le belle danze
tra gentili Dame e
baldi Cavalieri.
I balli del popolo,
dai menestrelli suonati,
erano semplici
e dei servi della gleba,
degli garzoni poveri,
minimi artigiani e
piccoli mercanti.
Non ardivano
il paragone
alla bellezza
della musica colta,
ma erano spontanei
ed erano l’Anima
della popolazione,
mentre i colti musici
sonavano i brani
per annoiati signori,
ricchi Nobili, Clero
e pochi alti borghesi.
La felicità era di casa
tra la gente che pativa
spesso anche la fame,
quando si suonava
tra la folla gaudente
che applaudiva gaia
l’allegria della gente.
Chi si accontenta gode
e chi soffre sempre
purché non sia troppo
apprezza di più
anche il poco bene
che da loro la vita,
si contenta di poco,
genuino calore,
che sortisce la vita
dalle pene alla
gioia di un’ora
e così ogni dì
della vita terrena,
per ogni gioia
grande, o piccina.
Apprezza di più
un bicchiere d’acqua
pura un assetato
che una botte di
acqua buona chi
ha già bevuto.
Montecosaro, 20 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA JIUSTIZIA DE CHEDE LA CARITA’
Giova’ era uno de nuà
E in tutte le festività
diverse spighe se mettia
su lo cappello in cima
perché dicia che lo grano
fa magnà tanda jiende
ed era na cosa ‘ntelligente
che vedello be’ non era invano.
Esso dicia che ce l’aia su la testa
perché sempre fame ciaia
e cuscì le persò ce lo sapia
e chedia la carità onesta,
che na orda era tutti puritti,
li più ricchi ciaia li carritti
e chi lo magnà ciaia de meno
chedia lo jiusto armeno.
Montecò Ardo, de li 14 de febbrà de l’anno 2022
Vincè de Jiuseppò (lo fijio de Gaetà e de Catirì).
Alla gente buona che soffre ingiustamente in vari modi.
LA LUCE DI GESU'
Poesia in tre quartine scritta il 14/01/21 sul computer verso le 23,00, dall'ispirazione di parlare del mio io interiore e dell’innato desiderio di Dio.
LA LUCE DI GESU’
A occhi aperti
sognai Dio,
era bello
più del mio io.
Ero stanco,
non parlavo,
era tutto buio,
volgevo a Dio
il mio cuore,
ma la mente
mancava
e sognai Gesù.
NOTE (1-12): Nessuna nota serve qui per la semplicità.
Montecosaro, 14 gennaio 2020
Vincenzo Giusepponi.
LA MADONNINA CHE PREGA
Tornando a casa la sera ho notato un’Edicola con una Madonnina illuminata che a mani giunte pregava e pensai che essendo la Santissima forse non aveva bisogno di pregare, ma mi ricordai che era la Madre di Gesù, il Verbo fatto Carne e capii che pregava il Dio dei cieli: suo figlio divino fatto uomo, perché Dio come spirito non ha difetto ed è eterno.
Questa grandissima umiltà cristiana eviterebbe a ognuno di noi di insuperbirsi e sbagliare nella vita, perché anche se siamo stati a immagine e somiglianza di Dio, come uomini siamo mortali e solo dopo la fine del corpo la nostra Anima potrà salire al cielo per essere degna della vicinanza di Dio, puro spirito di Fede e amore universale.
In questo mondo si soffre spesso, tra gioie e dolori e dunque Dio è anche la voce di colui che, disperato, grida nel deserto, con una speranza che con la Fede non morirà mai, fino al raggiungimento del Paradiso.
Dio è quello spontaneo desiderio interiore di Pregare, chiedere umilmente e sperare, che nasce dal fondo del cuore di ogni persona e che riesce a raggiungere il Cuore del Nostro comune Padre Celeste che tutto può e che amando amiamo il prossimo nostro come noi stessi.
LA MADONNINA CHE PREGA
Vidi una Madonnina pregare
con le mani giunte per orare;
lei Santissima che prega Dio
eppur essendo la Santa Madre.
Questa è la vera umiltà cristiana
e la Fede più buona ed umana:
sia fatta la volontà di Dio
disse all’Angelo Nunziante;
Dio è l’amore universale,
è la vita stessa di ognuno,
che trasuda dal duro lavoro,
che da la viva luce ai figli,
che vive in ogni nostro giorno
ed è anche la voce di colui
che disperato grida nel deserto,
è Il Desiderio di pregare
che nasce dal fondo del cuore
con una speranza che non muore,
per una Fede che ama Gesù
e il mondo fatto dal Padre.
Montecosaro, 04 agosto 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA MADONNINA DEL PIANTO
Ricordo d'infanzia mia con la Madonnina sopra il lettino dove quasi ogni sera piangevo per la paura del buio e mi addormentavo quasi all'alba, vinto dal sonno che asciugava le mie lacrime di bambino, dopo aver contato le ore dell'orologio del campanile comunale vicino casa.
Sono molto affezionato a questo quadro (copia fotografica), che ancora ho in casa, con la Madonna che fa dormire Gesù bambino ed è per me simbolica, anche se io lacrimavo per il buio, come tanti bambini, e altre volte per capriccio infantile, ma tutti i giorni giocavo felice come i miei coetanei.
LA MADONNINA DEL PIANTO
Da piccino sul mio lettino
avevo questo quadro vicino,
ma non dormivo ogni notte
per paura del buio e della sorte,
come altri bambini insonne
contavo le ore della notte
e dormivo solo poche ore
quando il sonno obliatore
vinceva l'infantile terrore
di spettri, mostri e Re leone.
Forse mi aiutava la Madonnina
a dormire presto la mattina
e poi a scuola da bravo andavo
per imparar a scrivere, contavo
i numeri e imparai che Gesù Santo
mi asciugava dormendo il pianto.
La giovane Madonna mi cullava
e poi il sonno le lacrime asciugava.
Montecosaro, 26 aprile 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA MUSICA DE’ LA JIOENTU’ MODERNA
(dialettale montecosarese – MC)
Quanno sento l’aradio
me pare de esse stupido,
canta sembre in inglese
e non ce capiscio niente.
Se me manna in quel Paese
manco me ne’ccorgo.
Certo che sarrà difficile,
ma non se sa mae!!!
Eppò fa tanda cunfusciò
co li tamburri de’r diaolo
e dopo poco tempo
aggià me fa male la testa.
Montecò ardo, de’ lì 13 de aprile de l’anno de Dio 2022
(ogghie lo 13 meporta fortuna, speremo).
Vincè de Jiuseppò (o nipote de Cucciolò e de Secunnì).
LA PACE DELL'ARMONIA
Poesia breve in tre strofe di versi settenari a rima baciata.
Scrivo di quella serenità interiore che mi dà l'armonia e l'accordo tra la mente e il sentimento, vivendo in una pace idilliaca, come in un bel giardino verde, come questo in cui sto scrivendo, nel seicentesco chiostro dei frati agostiniani a Montecosaro centro, MC, mentre i colombi tubano i loro amori.
Il vento dell'amore
mantien il mio cuore
che giulivo incanta
l'animo e la mente
in perfetta società
che pace da e darà.
Montecosaro, 18 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA PASQUELLA DE MONTAGNA
(dialettale montecosarese)
Ne li Paesi de montagna
Natale è na’ cuccagna,
ma con la neve e lo freddo
è meglio ‘rponnese e sta dentro,
co’ lo callo de lo foco
e scusate se ade' poco.
Non tutti cià tanto freddo
e se canta sui monti spesso,
co li canti popolari civili
o quelli italiani de l'Alpini.
Per chi non po' e callo deve stà
la Pasquella in casa glie va' a canta'
Ce se po’ divertì tanto
anche senza tanto freddo patì,
ma jio lo piano la jiende sono
le Pasquelle de ogni zona.
Montecosaro, 02 dicembre 2021
Vincenzo Giusepponi (Vincè de Jiuseppò).
LA PICCOLA TORRE
In questa piccola torre
forse sono passate oltre
Dame, Cavalieri,
soldati e camerieri,
come se il tempo
non avesse tempo
di fermare la scena
che par felice e amena,
ma nei secoli dietro
la gente pativa invero.
C'erano fame e contagi
senza medicine ne agi
e or che il tempo è passato
raccogliamo il seminato
con tante lacrime e dolori
senza cullarci sugli allori,
che contentarsi conviene
se miglior futuro non viene.
Si spera in ogni alba nuova
che nel core l'amor ritrova.
Montecosaro, 18 ottobre 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA PLACIDA NATURA
Ho scritto questa poesia, ora di fantasia, ma vera, per lodare la calma bellezza della natura che tranquillizza gli animi e rasserena le menti.
LA PLACIDA NATURA
Ero in quel Prato
variopinto e fiorito
e vedevo intorno
Il nostro mondo
che viveva come
le farfalle colorate.
Ero felice e
lontano dai crucci
ed è bellissimo vedere
come la natura
ci sollevi l'animo
e calmi la mente.
Montecosaro (MC), 05 aprile 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA RONDINELLA
Celebrazione della serenità che da la visione della natura bella e tranquilla, come il bellissimo panorama dal Cassero, una coccinella che vola sui fiori, o i bimbi che giocano felici nel parco pubblico.
LA RONDINELLA
La Rondinella si libra
agile nel cielo terso
anche controvento
e il suo corpicino vibra
mentre io dal Cassero
il bel panorama guardo
non indolente, ne tanto,
ma calmo alla beltà ero.
Montecosaro, 13 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA SALUTE CONTA
Quel dolore al collo
da tutto mi distraeva
e non mi andava
di fare un nonnulla,
però il Medico poi
una pomata mi dette
e così guarii presto,
ritrovai la voglia di fare
qualcosa di normale
e di vivere meglio.
E’ mirabile come si possa
essere sereni in salute.
Montecosaro, 17 gennaio 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA SERENA MUSICA CHE MI FA BENE
Canto qui del bellissimo effetto psichico che mi rasserena l’animo con il suono calmo del pianoforte tranquillo come quello che emana note di Chopin.
La musica classica tranquilla, armoniosa e a basso volume riesce a tranquillizzare le menti stanche, o agitate e ne beneficia il cervello e anche il fisico.
Ne è chiaro esempio la cd musica terapeutica (o musico-terapia), i cui esempi sono anche gratis su YouTube, composta e suonata appositamente per rasserenare le menti dei pazienti, dei bambini, degli anziani e di tutti, nonché degli animali domestici e delle piante domestiche che da studi botanici crescono meglio e più rapidamente con queste musiche armoniose e melodiose, mentre con le musiche a volume eccessivo, specialmente se di musica rumoreggiante e con pochissima, o nulla melodia, o armonia, crescono male e lentamente, o muoiono.
Anche sugli animaletti domestici fa lo stesso effetto e stanno meglio di salute, nonché le persone in genere.
Io non faccio eccezione a questo benefico e calmante effetto che gli studi psicologici, zoologi e botanici hanno riconosciuto.
LA SERENA MUSICA CHE MI FA BENE
Le note del piano
volavano leggere
nella stanza mia
e io ascoltavo
in silenzio stanco,
ma riposavo al suono
celeste della musica
del grande Chopin.
Montecosaro, 07 gennaio 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA SERENITÀ DEL CASSERO
Opera poetica in rima alterna che canta della calma che induce nell'animo il bel giardino del Cassero, con verdi alberi, aiuole e fiori che aspettano le farfalle. Anche la fontana aspetta i colombi per dissetarli, prima del riposo notturno.
LA SERENITÀ DEL CASSERO
La cheta, vitrea acqua
ora non zampilla forte
e non fa più la corte
alla sete della colomba
che pur s'accorge di pura
acqua che s'aggrada bere
e poi riposa nelle notti nere
che dei lumi non ha paura.
Intanto i fiori sempre belli
aspettano le farfalle pinte
che volano sul verdeggiante
Cassero con i due anelli
della tonda fontana antica,
del circolare viottolo intorno
con traverse di aiuole adorno,
che da bimbo mi fu amica.
La fontana aspetta immota,
come i fiori coloratissimi,
i colombi assetatissimi,
e farfalle che girano in rota.
Montecosaro, 09 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA SIMPATIA INNOCENTE
Breve poesia in cui ricordo di un bambino, che ero io, che credeva che Babbo Natale fosse più buono del grande Dio dei cieli maestosi e delle montagne enormi, perché il primo mi regalava i giocattoli ad ogni Natale, con cui ero felice e mi divertivo molto, mentre il secondo era come una persona lontana e molto importante, ma che non avevo mai conosciuto molto.
I Babbi Natale vogliono molto bene a tutti i bambini, poveri e ricchi, sani e meno sani e anche al Bambino Gesù, come tutte le persone buone.
LA SIMPATIA INNOCENTE
Da bambino credevo
che Babbo Natale
fosse più buono
del Dio dei cieli,
perché mi regalava
giochi ad ogni Natale
ed era amico di Gesù
come di ogni bambino.
NOTE (1-8): Per una innocente e tanto sincera poesia non occorrono tante spiegazioni.
Montecosaro, 05 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA SOCIETÀ DEL BUON SENSO
Gaiezza si va cercando
senza saper fino a quando
e ognuno vuol star bene
pensando che conviene,
ma facile non è sempre
la libertà di poter vivere
la propria vita in amenità
se è contro altrui libertà.
Così in ogni buona civiltà
chi può deve tra l'umanità
limitar la propria voglia
per il bene dell'altrui gioia
e meglio è sapere questo
e adoperarsi e non mento
per insegnar a tanta gente
ad rispettar chi fa del bene
senza ingiusti odi di parte
o vigliacchi scaricabarile,
ma sperando che i buoni
dian esempio a tanti uomini.
Montecosaro, 15 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA SPERANZA CHE NASCE DAL DOLORE
(O RESILIENZA)
LA SPERANZA CHE NASCE DAL DOLORE
(O RESILIENZA)
Quella luce giallastra
dal cielo mezzo coperto,
che illumina solerte
il paesaggio campestre
e le case paesane
o isolate nei campi,
dona un calore umano
di buontempo risorto,
come colui che è triste
e ancora spera un poco
nella vita, che misera,
d’amor l’aiuta avara.
Dopo aver sofferto
il patimento ingiusto,
ogni pausa desiderata
dona la calma al cuore.
Spera, spera, ma invano,
l’animo esasperato
fragile si ancora
a un’umile speranza.
LA VIA DEL PARADISO
(Santa Domenica delle Palme 2022)
Appena sveglio
mi trovo presto
ne' la Festa in cui
i Pii palestinesi
Gesù benedissero
ch'entrava in città
sul bravo somarello
con gioia popolare.
Il fato però era dietro,
nascosto e pesante,
ma Dio avanzava piano
ne' la strada per il cielo.
Montecosaro, 10/04/2022
(Santa Domenica delle Palme)
Vincenzo Giusepponi.
LA VITA CHE SI RINNOVA
Sedici versi semplici in cui ho cercato di racchiudere l'essenza della vita quotidiana degli antichi abitanti del mio minuto centro storico italiano. Adesso stiamo molto meglio dei nostri predecessori, ma come allora la gente fa quel che può per stare bene, anche se non sempre ci riesce. A volte rassegnarsi non è debolezza, ma buon senso e umiltà umana.
LA VITA CHE SI RINNOVA
Camminavo nel centro
e pensavo che nei secoli
tante scarpe son passate
per quelle viuzze strette,
tra gli antichi muri
delle case medievali
ogni tanto riparate,
come le stradine
che ogni avo percorse
nel vivere quotidiano,
nel bene e nel male,
umili e rassegnati
a vivere in povertà
e fare quel che si può
e la vita passa in fretta
sperando nel bel cielo.
Montecosaro, 21 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA VITA SCORRE
Il giorno passa in fretta
e la sera me ne ricordo:
alla fine sempre penso.
L’ombra della Croce
sull’orologio appare
come tempo universale
e io stanco ripenso
ai dì verdi e ridenti,
all’altra gente lontana,
solo con la mia mente
e il mio cuore stanco
che mi anima financo.
Montecosaro, 04 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
L'ACQUA CHE SCORRE
Poesia breve ispirata poco prima di averla scritta da questa bellissima foto di acqua che scorre sulle rocce e nel verde bosco, dove il sole arriva poco e il buio mette paura, ma il gorgoglio del ruscello metta pace nel mio cuore che per un poco dimentica la lontananza dalla mia casa sicura.
L'ACQUA CHE SCORRE
Quest'acqua fresca
tra il verde intorno
cade sulla roccia dura
che un poco dimentica
la paura già nata
d'essere nel bosco
buio e sconosciuto
e lontano da casa mia.
Montecosaro, 15 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
Se di notte la gente sogna bene di giorno cose amene agogna.
La mia ultima poesia scritta ora in un momento di serenità:
L'ACQUA DEL DESIDERIO
Dalle vette il rio scende
e dalla sete ci difende
come buon assistente
e la valle calma e verde
sotto i bianchi monti sente
per l'acqua giunta sempre
tanto amore e vera gioia
con cui meglio cibo ingoia
e con l'aria buona riposa.
Montecosaro, 01/05/2022
Vincenzo Giusepponi.
L’AIUOLA NUOVA SOTTO LE ANTICHE ROVINE
(Nel giardino comunale “Il Cassero” di Montecosaro centro, MC)
Le pratoline erano tantissime
a macchie irregolari sparse
nel verde prato erboso nuovo
e le rovine dell’antica torre
vicina all’aiola e al prato
rendevano medievale il loco,
ma pur sempre risorto
con la primavera nuova,
come anche in antico era.
Tante primavere passarono
sotto quella torre in rovina
e ogni volta era una gioia,
quella felicità sempre verde
che si prova con la speranza
di una nuova stagione della vita.
Montecosaro, 30 marzo 2022
Vincenzo Giusepponi.
L' INDIFFERENZA AL DOLORE
Poesia che constata tanta indifferenza al dolore altrui, oltre all'impotenza parziale di chi vuole aiutare. L'apatia alla sofferenza è indice di superficialità sociale di un mondo modernista e con alcuni falsi miti, ideali e principi che corre per guadagnare di più e non si preoccupa di quando ognuno non c'è la fa più.
L' INDIFFERENZA AL DOLORE
L'insetto lungo con bassa gobba
era riverso a terra nella fontana
senza acqua e soffriva tanto,
con le zampette si agitava molto
per cercare di rialzarsi presto,
ma non riusciva nell'utile scopo
e io non avevo un lungo rametto
per aiutarlo a rimettersi in piedi,
per non farlo finire preda d'altri.
Tante persone tanto penano,
sempre, spesso, o ogni tanto
e non sempre qualcuno li aiuta,
per indolenza, o impotenza
e sembra un mondo strano,
d'abitudini nocive di errori
e inseguiamo falsi miti intanto
che la nostra vita ancora dura,
mentre altri godono spesso.
Montecosaro, 16 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’UOMO NELL’ETERNO
La notte sopra i campi cala,
sui semi nella terra calda
e le minime deboli piantine
paurose, nascoste e piccine
nelle giuste giornate amate,
dai buoni semi germinate,
alla luce le verdi animate,
copriran le terre coltivate
dalle buone mani esperte
come un mare di verde
nel campo ormai pieno
di semi d’amor fraterno.
Le piante cresceranno
e poi tristi moriranno,
ma con l’antica speranza
che rinascita non sia vana
di nuovi semi per nuovi anni
come generazioni del cuore
e della pace tra tutti quanti
col progresso dell’amore.
Montecosaro, 28 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
LA STORIA DELL'UOMO
Nella ricorrenza della nascita di mio padre buonanima, che come tutti ha sofferto nel ventennio fascista, con la guerra mondiale e poi un po' meno con la ricostruzione dell'Italia, ormai malridotta, ho scritto questa breve poesia impropria che narra della realtà della condizione umana nel mondo terreno, antica, presente e futura con un progressivo aumento del benessere generale e per periodi.
Con le Monarchie assolute i popoli soffrivano, poi con il nazi-fascismo e comunismo si è avuto un regresso della condizione generale, poi finalmente con le Repubbliche il progresso è migliorato di molto e si spera che continuerà ad aumentare, anche nel resto del pianeta.
Chiudo con l'auspicio e la speme di un mondo migliore che l'umanità sospira e merita.
LA STORIA DELL'UOMO
Ogni epoca ha la sua storia,
buoni e cattivi sono sempre stati,
ogni luogo ha i suoi padroni
ogni persona ha il bene e il male,
si sa che il tempo va in avanti,
ma il bene non sempre
in breve tempo migliora,
però a lunghi periodi si.
Dalla storia dell'uomo
ho imparato che tutti
cercano di stare meglio
e il futuro sarà migliore.
Montecosaro, 12 agosto 2021
Vincenzo Giusepponi.
LA PIANTINA RINATA
(Storia vera a me accaduta un anno fa sul terrazzo di casa)
Dedica:
Basterebbe l’amore per i bambini per far finire la guerra in Ucraina.
Versi:
Quella pianta morta pareva,
ma alla vita tosto tornò
dopo dieci anni di sonno;
con poca acqua riprese
e le verdi foglie nacquero
dalla terra dimenticata.
In marzo la piantina fiorì
di tanti bei fiori giallo sole
e di gioia mi riempì la casa.
Montecosaro, 06 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’ABITUDINE ALLA MORTE
Nessun vedeva mai
quel piccolo insetto
che camminava soletto
come se non avesse guai,
e avanzava sempre
nella stradina pianino
nel serale verde giardino
mai veloce come la lepre
e le persone passeggiando
potevano calpestarlo
anche se per infausto sbaglio
e l’animaletto di maggio
sarebbe morto intanto
che calmo vagava lento
tra i piedi delle persone
incaute e un po’ sornione.
Io ammiravo il coraggio
del minimo animaletto
e capii che gli era venuto
da selvatico oltraggio
che la meschina natura
gli offriva sempre dura
con continui, grandi rischi
nella sua vita prischi.
Abituato così alla morte
rischiava la vita spesso
e sembrava senza senso,
ma non aveva altra sorte.
Montecosaro, 08 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’ANTICA VITA NOSTRANA
L’organetto suonava gaio
sull’aia e davanti al pollaio
e il contado intorno lì riunito
faceva festa dal sapore antico;
erano tutti contenti e felici
del riposo serale tra gli amici
e i giovani rimiravano le ragazze
sperando corte con rimembranze
di vita antica, povera e contadina,
ma sincera e con tanta armonia.
Mentre in Paese, dentro le vie
la gente usciva dalle case vicine
per sedere tra le solite comari
a parlare dei giorni andati;
qualcuno suonava la chitarra
per scherzare in buonasera.
I bambini giocavano a nascondino,
poi a nanna e il risveglio mattutino.
Montecosaro, 07 dicembre 2020.
Vincenzo Giusepponi.
L’ASSUNZIONE DI MARIA
Poesia in quattro strofe di tre versi endecasillabi e senza rima, scritta dopo un’idea avuta durante un recentissimo e celestiale concerto di musica da camera in Chiesa, a Montecosaro centro (MC), il mio piccolo centro storico marchigiano.
Immaginavo che con un sottofondo di musica sacra la Madonna salisse in cielo sostenuta dagli angeli e dai Santi e che Gesù la aspettasse in cielo, dove tutto è bello e dove tutti sono finalmente buoni e nessuno soffre.
L’ASSUNZIONE DI MARIA
Seduto in un solenne silenzio
con il più grande e sacro rispetto
ero solo nella Chiesa gigante
immaginando un suono di canne
di organo sognato armonico
con pia assunzione in cielo
di nostra Regina Madre di Dio
tra gli angeli gai e festanti
e gli occhi Santi in alto volti
con Gesù che aspettava in piedi
la mamma celeste nel cielo
dove tutti sono sempre più buoni.
Montecosaro, 02 ottobre 2021
Vincenzo Giusepponi.
LE CAMPANELLE DI SAN ROCCO
La serenità rende felici,
come avere tanti amici
e fuggono i bui pensieri
come paurosi forestieri.
Quando la sera cala
sul Paesetto l’ala
della calma copre
il riposo dopo l’opre
e vien la luna bianca
sopra la campagna
che veglia la notte
di chi sereno dorme,
ma chi veglia insonne
si consola con le stelle
e riposa l’acuto rintocco
del campanile di S. Rocco.
Montecosaro, 28 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
L’EDUCAZIONE
Buona poesia di canto dei sociali problemi di sempre e di oggi, come la povertà e l’emarginazione delle persone più deboli della media che NON POSSONO DIFENDERSI E QUINDI NON SONO RISPETTATE come persone uguali alle altre, come si legge nelle Costituzioni dei Paesi civili, ma a volte sono insultate e trattate male da alcune persone cattive, malintenzionate, con secondi fini, o con qualche infermità mentale, come bulli, teppisti, mezzi matti, o sani, violenti estremisti politici, maleducati per vizio, ecc..
L’EDUCAZIONE
Un poveruomo per strada
dai bulli in giro era preso
e con odio gli urlavano
d’andarsene o di morire,
ma un brav’uomo passava
e a guardarli lì si fermò
Poi ai malvagi bulli disse:
chi quest’uomo sia non sapete,
potrebbe esser malato,
o Nobile decaduto,
o borghese in rovina,
o d’alte amicizie gode.
Ebbene io amico sono
di quest’ uomo povero
e sono un Deputato
eletto dal popolo sovrano,
ma voi dovete imparare
ad essere educati con tutti
e non solo con i ricchi,
pure i poveri hanno un’Anima.
Ora costui accogliere farò
in un Centro per Poveri,
che’ con vile prepotenza
anche Gesù fu maltrattato.
Montecosaro, 27 maggio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LE GIACCHETTE STRAPPATE
(In dialetto di Montecosaro, MC)
Siccome na’ orda c’era
‘mpo’ per tutti la fame nera
le perso’ era tanto porette
e co’ le cenciose giacchette.
Anche Andò, lo fijio de Stella
portava sempre quella
de giacca strappata,
cencia e consumata
e a chi gli chedia lo motivo
glie rispunnia ‘rrabbiato:
se la giacca noa me compro
e se strappa subeto tanto
è comme quello che porto
e allo’ perché me dacete torto?
Montecò ardo, lo 19 de decembre dell’anno 2021
Vincè de Jiuseppò.
LE LUNE GRANDI E LA PICCINA
Questa poesia è una favola mitologica, come le favole dei greci antichi e narra un amore possibile, ma insperato da lei che si credeva brutta e poverina tra le belle appariscenti e gradasse compagne e che invece trova il suo eterno, giusti, buon amore prima delle pompose e sorelle che invece tanto si vantavano della loro bellezza.
LE LUNE GRANDI E LA PICCINA
Quella luna di Giove,
diversa dalle altre,
si nascondeva oltre
la curvatura e impose
all'astronauta di cuore
di vedere poco ardore
di scoprirsi com'era,
timida, senza chimera;
si vergognava del forestiero
perché minuta era, mentre
dietro il grande pianeta
soletta si nascondeva.
Non sapeva la poverina
che anche la più piccina
può essere amata tanto
e può perdurare l'incanto,
ma l'uomo a lei lo disse
e sì contenta rimase
che con enfasi immane
accettò l'amor che benedisse
Giove supremo giudice
prima che i due amanti
si sposassero gementi
felici come un Dio dice.
Montecosaro, 17 agosto 2021
Vincenzo Giusepponi.
LE MALDICENZE PROFONDE
(personaggi inventati)
Alla tomba ero prossimo
dei miei amati, andati avi,
ricordando le buie dicerie
che i ricchi sono cattivi
e i poveri sono tutti buoni,
ma io sapevo che così non era
perché i buoni e i cattivi
esistono in ogni dove.
Mi insultavano per i soldi
della mia defunta famiglia
e volevano derubarmi,
ma io stavo per morire
e questo mondo lasciavo
ai cattivi persecutori.
Piangevo la mia breve vita,
ma Dio mi avrebbe dato il cielo.
Sempre mi odiavano tanto
e alle spalle mi dicean
che all'inferno sarei finito
tra i cattivi da essi dannati.
Comandare volean anche in cielo
credendosi più di San Pietro
e incutean paura nel cuore
oppresso da tanto ardire,
ma or in Paradiso passeggio,
anche se nessuno ci crede
e nessuno può parlare tanto,
or che morto sono e in Gesù vivo.
Montecosaro, 24 marzo 2022
Vincenzo Giusepponi.
LE MASCHERE
Titolo simbolico dell’ipocrisia di alcuni che ingannano il prossimo con astuzia e parlare gentile, mentre invece sono abili imbroglioni, a volte anche di mestiere.
LE MASCHERE
Una buona veste
a volte mente
con belle presenze,
con buone parvenze
e chi onesto pare
non è sempre tale,
perché sa e lo vuole,
così inganna ed elude.
Montecosaro, 07 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
LE MURA CADDERO
Poesia raramente politica per me, ma volevo imprimere su questo foglio la gioia che si prova ad essere liberi e felici, dopo tanti anni di ingiusti soprusi e imposti sacrifici.
Potevo parlare di una dittatura qualsiasi, ma ho preferito parlare del Nazi-Fascismo, che in Italia portò tanti lutti e lacrime di dolore.
LE MURA CADDERO
Era rinchiuso da anni
fra quattro mura buie
che non riuscivano
a contenere la sua vita
e dopo tanto la casa
si disintegrò del tutto
e lui uscì senza sapere
perché ora era libero.
La dittatura era caduta
e gli alleati trionfavano.
Gli dissero che era un uomo
finalmente libero
e poteva fare una vita
normale e non oppressa
da cattivi politicanti
e dai loro degni seguaci.
Tornò dalla famiglia
e sua moglie fu felicissima,
era iniziata una nuova vita,
eravano risorti dalle tenebre.
Montecosaro, 02 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
LE PIETRE AGUZZE SOTTO I PIEDI
Poesia di fantasia di un mercante europeo nel deserto persiano del 600 dc che incappa nei ladroni che gli rubano tutto e che per fortuna riesce a fuggire e non farsi uccidere.
Cerca disperato e ferito dai sassi aguzzi un’oasi in cui riposare, curarsi alla meglio le ferite e mangiare datteri e dopo tanto peregrinare trova l’acqua Sacra che lo salva da morte certa.
LE PIETRE AGUZZE SOTTO I PIEDI
La pietraia era dura
sotto le mie scarpe rotte
e i sassi più acuminati
mi ferivano i piedi,
avanzavo lentamente
verso il sole che moriva
per trovare l’acqua
della sorgente Sacra.
Finalmente la trovai
e con gioia estrema
mi buttai a terra
e bevvi la vita mia,
era l’anno Domini 600,
ero mercante nei villaggi
della Persia antica,
ero scampato ai ladroni.
NOTE (1-20): Nessuna nota esplicativa per un’opera di dolore e disperazione provocata da ladri e assassini.
Montecosaro, 07 febbraio 2021
Vincenzo Giusepponi.
LE RONDINI SPERANO NEL CIELO
Le rondini volavano alte
nel caldo sabato di luglio
passeggiando nel cielo,
ma stavano cercando cibo
Sembrando spensierate
perché in estate mangiano
e ben nutrono i loro piccoli
nei nidi d’amore già fatti,
però se un tragico falco marino
arriva dall’adriatico vicino
può predare altri uccelli,
conigli, polli, o rondini nere
e le famiglie loro soffrono
senza cibo portato dai genitori.
Con una natura così tremenda
mi consolo d’essere nato uomo povero
e non una delle rondini bianco nere
che pure sono belle in alto
e con le loro evoluzioni celesti
mettono in allegria l’estate.
Invero anche gli uomini
s’uccidono tra loro
per sciocchi motivi, o pazzia,
o per soldi, interessi e potere,
tanto che a volte si dice
che sono migliori gli animali
che gli uomini cattivi
ma io spero ancora e vivo la mia vita.
Montecosaro, 23luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
LE TRE ETÀ DEL BEL CASSERO
Or il Cassero sonoro
di cinguettii onorato
di uccelletti innocui
e con scoiattoli fuggitivi
rinnova ne l'animo mio
la pace che il cor apprezza,
felice della pacatezza
del giardino in meraviglia.
Riposo fra le fronde verdi
e la gente che passeggia
nell'oasi amena con i fiori,
gli anziani e i bambini,
con tre generazioni soave
il bel Cassero ci aiuta
a vivere sereni nella pace
della sua verde, bella culla.
Montecosaro, 12 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
L'AVIDITÀ DEL SOLDO
Il gaio sol di maggio
di uscir dà coraggio,
quando l'astro canta
la sua canzon più gaia
per la delizia de' li omini
e delle mezze stagioni
che, pur con l'effetto serra,
un minimo di giorni duran.
Per il clima far di più devesi
come forse sempre dicevasi
i Santi di lassù in cielo ascesi,
con le buone parole discesi,
ma siamo inerti e sordi,
e più che altro ingordi.
Pensiamo quasi solo al soldo
e alla nostra salute famo torto.
Il sole, il cielo, le piante
sono belli e danno la vita
sull'unico nostro pianeta
da antica memoria avita.
e i furti, gli odi e le guerre
son frutti di pene inferte
ai nostri cuori innocenti
da alcuni al giusto ribelli.
Montecosaro, 20 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
L'ILLUSIONE SOPRA L'ABISSO
Mia poesia di una forza di volontà esistente sempre, come lo spirito di vita, ma che ogni tanto viene rabbuiato e dimenticato, tal da sprofondare in profonda depressione.
Dopo essersi avvicinati al fondo si riesce a volte a risalire l'abisso buio nel quale regna una tristezza grande, si affiora in superficie e tra una nuotata e l'altra si riesce a tenersi a galla e a volte si dimentica che sotto di noi le viscere del mare scuro e terribile si possono di nuovo spalancate da un momento a all’altro.
Così si vive nell'illusione della bellezza della vita che fa respirare, che si assapora meglio dopo i periodi brutti e cavernosi, ma che per solito errore dimentica i pericoli nascosti solo per non voler pensare alle cose brutte, mentre ci si dovrebbe rivolgere ad aiuti competenti ed onesti se da soli non si superano gli scogli traditori.
L'ILLUSIONE SOPRA L'ABISSO
Quel fuoco perenne
che non si spegne
in me arde sempre
visibile o nascosto
viene oscurato a volte
dai sensi di colpa molto
ed è come se il foco
sia furto di qualcosa
che ferisce troppo,
ma poi il crudele mostro
della tristezza profonda
par che a pietà mosso
allenta il morso mastino
e risalgo l'abisso fondo
del mare di pianto genuino.
Così in una vita riesco
quasi normale e serena
scordo le trappole del fosco,
ma non è vizio in essere,
bensì è il male che oscura
ciò che non vuol vedere
in modo errato e nefasto,
che' sottovaluta il pericolo
in cui l'uomo naviga mesto.
Montecosaro, 13 settembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
L’INCANTO DEL PANORAMA
L’incanto del panorama bellissimo rasserena l’animo della gente e riesce a far amare meglio il mondo e le persone.
Poesia di incanto della natura tra i fiori del Cassero e il panorama enorme e bellissimo che da lassù si vede a 360 gradi, dal mare adriatico ai monti sibillini marchigiani.
Inizio all’alba del giorno e da allora il lettore inizia a capire la bellezza delle cose semplici e naturali, come svegliarsi presto al mattino, sentire il canto del gallo e ammirare, o fare foto ricordo, del cielo all’aurora e del bellissimo paesaggio che sotto si apre tutto intorno, tra campagne verdi, Paesetti isolati, e rare case coloniche.
Quindi sono molto grato a Montecosaro che da sempre ci dona questa bellissima natura e ammirevole architettura tra i campi e anche dentro il centro storico medievale.
Sono dieci terzine a rima alterna e metro indefinito e la semplicità delle parole non necessità di spiegazioni ulteriori.
L’INCANTO DEL PANORAMA
Il gallo canta
Quando il sol
La luce manda
E dal Cassero
Si vede immenso
Il sereno cielo,
monti e mare,
campagne verdi
e case rare,
tra Paesi vecchi
che spuntano
tra i bei campi.
Poche persone
Si alzano presto
All’albeggiare,
ma già si vedono
le nuvole rosse
che il ciel colorano
e l’aria mattutina,
fresca e salutare
di buona mattina
ci dona il Paese
di Montecosaro
lieto e cortese.
L’incanto sale,
rasserena l’animo
e tutto ci fa amare;
all’antiche case
poi si torna lenti
al bel medievale.
Montecosaro, 07 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
LO FORNA' CHE FISCHIAVA
Lo forna' tirava lo carretto
co' sopra lo pa' fresco
appena sfornato
ed era affaticato,
ma era tanto contento
che avia finito presto
e glie 'rmania le consegne
a l'alimentari co' l'insegne.
Fischiava un motivetto
e caminava 'mpo' lento,
era allegro e cantava de più;
o frà, anzi che non era nisciu'.
Montecosaro, 03 dicembre 2021
Vince' de Jiuseppo'.
LO GATTO DE GUSTI’
Lo gatto de Gustì
‘rrubbava pujio e vì
ed era tanto contento
de magnà intento
che de lo vì se scordava
e minca se lo scolava.
La jiende dicia che era
pe’ lo padrò dell’ara,
ma lo fatto era che
co’ lo pujio arrosto anche
lo vì drento lo sacchetto
c’era sembre stato messo
e lo poro gatto ladro’
che co’ l’avaro padrò
magnava poco e rado
senza manco lo lardo,
se ‘rrubbava lo pujio
de lo poro contadino
che jie capitava a tiro
eppò sprecava lo vino.
Montecò ardo, de lo 14 de decembre 2021
Vincè de Jiuseppò.
LO PANINO CO' LA PORCHETTA
(in dialetto di Montecosaro, MC)
Ne lo mercatino passeggiavo
ne la piazza de Portocitano',
oggi pomeriggio da solo;
a c'era tanta jiende Vella
e c'era un po' de allegria
un puchi comprava checcosa
e ciavevo un po' fame.
Me so comprato un panino
co la porchetta de na orda
e mentre piano caminavo
tra le bancarelle de piazza
me sentito un signore
de quanto stavo bene,
co lo sole de aprile
e la merenda tando bona.
Tanta orde basta poco
pe'sta bene e non pensa' troppo,
stavo più contento a sede'
dentro li giardini de piazza
a fini lo panino con la robba vona
e adde' me sento tando meglio.
Monteco', de li 3 de aprile de l'anno de lo Signore 2022
Vince' de Jiuseppo' (lo nipote de Cucciolo' e de Secunni').
LO MEJIO ARTISTA DE’ STO MONNO
(in dialetto de Montecò, lo Paesetto mia de sempre)
Comme na’ mela grassa
e ‘mpo’ smelancolata
me raffiguro in Romagna
Melozzo da Forlì,
che invece fu
un granne pittore
de li tempi antichi
comme tandi addri
e comme Raffaello Sanzio
che adera de Urbino
e se pitturava la tomba sua
e paria che muria solo esso.
De Magistris de Caldarola
fece un granne affresco
a Montecò ardo,
ne’ la Chiesa de S. Rocco.
Ma più de tutti a me
me piace lo Padreterno
che ha fatto lo monno
co’ tutto quello che ci sta.
Addè sta lassù lo cielo blu,
pe’ chi ce vo’ crede
e pe’ tutti basta che lo bene
stia sempre ne’ lo core nostro.
Montecosaro, 09 aprile 2022
Vincè de Jiuseppò (lo fijio de’ Gaetà e de’ Catirì).
La fotografia adè tando antica e adè de' "lo Spiazzetto" de lo Paese ardo (Piazza Garibaldi).
MEMORIE DAL FRONTE UCRAINO
Questa mia poesia inventata canta del mio immedesimarmi nella guerra con cui l’Ucraina sta eroicamente e giustamente tentando di difendersi dall’invasore russo con a capo Putin.
Mi sono immedesimato perché secondo il comandamento “Ama il prossimo tuo come te stesso” se fossi al posto degli ucraini invasi cercherei di difendermi come stanno facendo loro dal 2014 ad oggi.
L’uguaglianza tra i popoli non ammette che alcuni siano tiranni del popolo, ma che i popoli scelgano e votino liberamente i loro giusti e amati Governi nazionali, nonché le buone organizzazioni internazionali.
La Democrazia rappresentativa, le libertà di parola, di stampa, di voto, sono irrinunciabili per costruire Stati davvero democratici, non come in alcune Nazioni in cui i Governi pretendono che tutti dicano loro bene e che li acclamino sui media e nelle manifestazioni ufficiali di piazza, anche se tutti sanno che sono molto cattivi e prepotenti.
Ogni dittatura toglie la libertà di parola e di stampa e le elezioni sono sempre del tutto manovrate per oltraggiare e tiranneggiare il popolo nominando illegalmente tante persone abbiette e malvagie nei posti di comando e rubare tanti soldi a tanta gente innocente e impotente, servendosi anche di capi militari tiranni e collusi con le tirannie. I popoli sono tutti innocenti, ma non tutti i governi sono onesti e del resto quanto poco ruberebbero e di quanti poche persone si potrebbero facilmente approfittare i cattivi se i buoni non fossero tanti e impotenti?
Da un gigante braccato sono
come la volpe dalla muta
e difficilmente vivrò a lungo,
ma difenderò la mia terra
contro l’invasor maligno
che rapina la mia Nazione
e uccide tanti miei fratelli,
soldati e bravi civili impotenti
agli ordini di un prepotente
e della sua cattiva cerchia.
La Gloria degli eroi morti un dì
sovrasterà le grida di vittoria
delle orde d’assassini invasori
e dei loro mercenari orrendi
nelle normali ragioni d’interi popoli
e dei cuori liberi nel mondo.
A casa forse mai ritornerò,
e la mamma mia non riabbraccerò
ma i vostri figli son gloriosi
e buoni difensori della gente nostra.
il fucile crepiterà la sua musica
contro i carri invasori russi,
mentre le bombe forti e tante
cadono su di noi tutti poveri Eroi.
Chi parlare può, dire potrà
che le tirannie fanno tacere
i cuori e a tutti sempre mentono,
ma tanta gente sa e paura ha,
però qualcosa si tenta sempre
per arginare il dilagante male
delle guerre egoistiche di pochi
contro tantissima gente innocente.
Montecosaro, 20 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
MENTRE VIVALDI SUONA
Se sono triste, o agitato, spesso mi accendo Vivaldi, Mozart, o altra musica classica, armoniosa e tranquilla e così riesco a calmarmi e a rinvigorire la mia forza di volontà di superare gli ostacoli quotidiani e la musica dolce e in ottima e placida armonia mi rasserena la mente e il cuore. Così riesco a sentire la bellezza di una passeggiata nei giardini, o al mare, o assaporo meglio il piacere di leggere belle citazioni dal Vangelo, o alcune profonde, belle, famose frasi dei Santi, o di celebri filosofi e scrittori di ogni tempo che Dio e la fortuna hanno donato all’umanità per darle il tempo di capire e adempiere ai buoni principi di pacifica convivenza reciproca universale.
MENTRE VIVALDI SUONA
L’armonia della musica soave
nell’anima m’entra e il cuor m’invade.
la gioia della melodia celeste
è oasi felice di pace conquiste,
con gli archi superbi e i violini
che evadono dei cieli i confini
e mi sento calmo e appagato
dal barocco bene ascoltato.
Montecosaro, 01 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
ME SA CHE E’ MEJIO CHE ‘MPARO
(in dialetto di Montecosaro, MC)
La vella fanciulla
che me stà su la testa
è daero tanto vella
e io la cerco apposta
per vedella de più
perché me piace tanto
e per vedè se anche essa
me guarda come me.
Me piace proprio tanto
e me piaceria conoscela,
però non me saccio decide,
ma un jiorno ce proerò.
Però un brutto jiorno
so’ visto un addro
che jie jirava ‘ntorno
e addè ce fila esso.
Addè n’addra ne cercherò,
sembre con intenziò serie,
ma è mejio che me decido
che ogni lasciata è persa.
Montecò ardo, lì 13 de jannà de l’anno 2022
Vincè de Jiuseppò.
NELL'OASI DEL CASSERO
Nel antico giardino siedo,
degli uccelletti il canto odo
cinguettare in concerto tondo
con le gaie rondini del caldo.
Sulla verde oasi serena
il campanile l'ora suona,
ammiro la natura amena
e passo la mia vita terrena.
Montecosaro, 27/04/ 2022
Vincenzo Giusepponi.
NON CERCAR L'IMPOSSIBILE
In un bosco lontano
c'era un albero rosa
più bello d'ogni cosa
e i fiori magici erano
e tutti felici facevano,
ma nessuno lo trovava
eppure ognuno lo cercava,
ma erano sì tanto tristi
perché lo cercavano mesti.
Una ragazza colse una rosa
e se la pose sul cuore in posa
e gli piaceva tanto sempre
che felice era divenuta sempre.
Il segreto volle rivelare tosto
alle ragazze tristi nel bosco,
così ognuna si accontentò
e d'una semplice rosa s'adornò
in modo che il profumo,
come un invisibile fumo,
le rese per sempre felici.
Poi lo insegnarono agli infelici
che erravano nel buio bosco,
così che ognuno in intorno fosco
fu poi sempre felice e ameno
Chi si contenta gode sereno
anche se alla magia non crede.
Montecosaro, 06 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
NON DOLETEVI TANTO PER POCO
Non dovrebbero fare
i pinocchietti tutto fare
nessuno dei potenti,
ne i solerti attendenti
e nessuno dovrebbe
dire il falso se ingiusto
ne tra le comari lingue,
ne tra la gente di gusto,
ma non tutti son precisi
e a volte un poco scappa
di essere un po’ offensivi,
ma senza ingiustizia tanta.
Montecosaro, 20 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
NON E’ SEMPRE MEGLIO
M’avvicinavo piano
e il gatto pareva scuro,
ma era quasi notte
e da vicino, sotto una luce
invece vidi bene
ch’era un gatto bianco.
Poi provai con occhiali
azzurrati e notai
che il gatto pareva celeste.
Tutto vediamo, sentiamo
sappiamo come pare
e non sempre come è.
A volte è meglio
per non patir di più
e a volte è peggio
perché ci soffriamo in più,
come il bambino che sapeva
che il mondo era tutto bello.
Con le difese della mamma
era sicuro e stava bene,
ma crescendo s’accorse
che la vita non è una fiaba
e poi con gli anni ebbe
le prime delusioni
e i primi problemi.
Aveva iniziato a capire
la vita d’ogni uomo.
Montecosaro, 06 ottobre 2022
Vincenzo Giusepponi.
NON FARE DEL MALE A NESSUNO
Ho visto diversamente abili
percossi da persone cattive
che si professavano oneste
e li insultavano anche
facendo finta che scherzavano
e le vittime invece soffrivano,
gridavano, o scappavano,
a volte inseguiti dai rii
giovinastri gagliardi e belli,
mentre gli invalidi erano brutti,
un po’ deformi, o stupidi
e forse credevano che tali
aguzzini gli erano davvero amici
perché gli offrivano alcol,
ma solo per farli ubriacare
e poi divertirsi in pubblico
a prenderli in giro con ilarità.
Io rimproverai i giovinastri
qualche volta, ma minacciarono
anche me che potevo esserne
il padre per l’età che ho
e poi dicono che i delinquenti
sono solo gli spacciatori,
o chi si approfitta delle donne.
Montecosaro, 22 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
NON SE PO’ PRETENNE
(poesia in dialetto de Montecò, MC)
Non sempre se po’ pretenne tando da un mulo, come anghe da li Cristià e allora lavoranno de cervello, invece de spegne e urlà forte, quarche orda glie se fa a ottenè un poco, o anghe tando.
Tande orde vale più un minuto de testa de na jiornata de braccia.
NON SE PO’ PRETENNE
(poesia in dialetto de Montecò, MC)
Peppe de lo toscano
ciaia un mulo grosso,
bello e tanto forte
che non vulia fadigà,
non gne se facia
a faglie portà la soma
e non vulia caminà
e muccicava pure.
Allora Mimmo,
amico de Peppe,
glie disse calmo:
Ammò ce penzo io
e da sopra la schiena
del mulo levò lo peso
e lo mettì su lo carretto
leggero a mano,
legato poi a lo mulo.
cuscì non glie pesava
e le rote lo alleggeria
e lo mulo dopo caminava.
Montecosaro, 21 luglio 2021
Vincenzo Giusepponi.
NON TUTTO E’ PERDUTO
Sulla panchina siedo
tranquillo e vedo
il verde tutt’intorno
come un verde mondo
di un incanto celestiale
che alimenta l ‘amare
la dolce natura casta,
ma fuori tutto s’infesta
di scarti del modernismo
che sa di qualunquismo
e d’immensa follia plurale
che rovina il globo natale.
Forse non vedrò l’aurora
di fausti giorni più d’ora.
Montecosaro, 02 ottobre 2022
Vincenzo Giusepponi.
OGNI ANIMA SIA AMATA
Si ode spesso dire
che solo numeri siam
e come tali sarem
fatti d'equazion vere
ma se i nostri corpi
a Medici son grati,
che da uomo siam nati,
non da numeri certi.
Ciò che conta sapere
persona non è cosa,
non ricchezza a iosa,
ma sol il carattere
e il core d'amore,
ne la arida mente
che l'uomo non sente,
tutto sa, meno amore.
Montecosaro, 03 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
OGNI COSA A SUO TEMPO
Le farfalle tornano a volare
con il sole sui prati colorati,
con la natura facile da amare,
con tanto verde e fiori dipinti;
la stagione s’avvia alla rinascita
della vita amena in nostra terra
e non come in una calda serra,
ma in naturale vita ritornata.
D’inverno è difficile amare
Il freddo e la pioggia battente
o la nociva grandine cedente,
ma ogni stagione è parte
di un antico ciclo naturale
come i sogni dell’uomo stanco
che d’inverno spera intanto
che il caldo arrivi si’ soave.
Così tante speranze si hanno
sempre, ma a ogni giusto tempo
si pensa che in tutto s’avverino
in questo umano, variato tempo.
Montecosaro, 10 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
OGNISSANTI
I Santi vengono dal mondo
e vivranno nell'altro,
sono come noi
a immagine di Dio,
ma sono più buoni
e il Signore lo sa
e con se li terrà
per aiutare i deboli.
Pace e bene a tutti.
Montecosaro, 01 novembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
OVE LA PACE REGNA
Mia poesia di quiete nel bel giardino di Montecosaro dove trascorro tante ore liete e serene dimenticando le dolorose lacrime della vita quotidiana che ogni tanto mi affliggono e mi fanno soffrire come un’Anima lontana dalla pace della natura, dei normali rapporti umani e dall’aiuto di nostro Signore, con la coscienza di avere ogni tanto periodi di calma e gioia tranquilla.
Sapere che dopo i giorni bui torna il sole è una speranza che a volte si dimentica nei periodi oscuri e tristi, ma bisognerebbe ricordarselo per alleviarsi le pene che il cuore opprimono.
OVE LA PACE REGNA
Pace serena nel verde
con le farfalle in volo
e l’arietta che sperde
i pensieri più tristi
sopiti tra i bei fiori
e i panorami vasti.
Sempre riposo quieto,
dimentico delle ore
che passo così lieto
nel Cassero soave
che m’allontana
da Caronte le rive
che tanto, certo temo,
che’ sempre m’opprime
e spero non d’estremo.
Montecosaro, 01 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
PARLAVO CON I MURI
Questa poesia è una metafora di constatazione di chi non ascolta i problemi della persone che conoscono e non se ne interessano per niente, o quasi.
I muri che ci troviamo di fronte quando parliamo con gente disinteressata ed egoista non esistono sempre e dappertutto e ci sono anche persone gentili, oneste, che si conoscono bene e sono quelle di cui bisogna fidarsi se si vuole un rapporto di conversazione normale, o di amicizia, amore.
PARLAVO CON I MURI
Ogni sera ero solito,
prima di dormire
e forse riposare,
parlare con il muro
che mai rispondeva
e non mi esaudiva.
Così uscii di casa,
per non essere solo,
dove i muri son pochi
e ci sono persone
vere ed oneste,
ma non si sa mai
chi si trova nel mondo
e potrei battere
contro un altro muro
di gente cattiva e dura,
perciò non di tutti
mi fido mai, perché
i muri non ascoltano
i miei problemi,
o li aumentano.
Montecosaro, 25 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
PENSARE CON LA PROPRIA TESTA
Il buon umor moderato
è simile a primavera:
ne troppo, ne poco
e manco verso il poco.
Perciò m’educo moderato
e voglio essere garbato,
equilibrato ed equidistante
dalle esagerazioni nocive,
così che sempre ragiono
e meglio capisco le cose
pensando con la mia testa
e senza frasi fatte apposta
per confondere la gente
e non far capire la verità,
ne’ ciò che si dovrebbe dire,
fare, ne’ perché non si può.
Non si può in parte solamente,
ma un poco si e in molti affari,
in modo che una speranza
rimanga viva in ognuno di noi
e per un mondo più buono
l’umanità deve comandare,
il cuore ci da la vita vera
e non il freddo calcolo cattivo.
Montecosaro, 25 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
PEPERONCINO
Poesia di metafora di un coniglietto che sta male perché non mangia abbastanza, ma poi l’allevatore se ne accorge e lo aiuta. Dopo avere mangiato Peperoncino si addormenta e l’indomani si sveglia all’alba felice e sano, come ogni persone al mondo dovrebbe essere e se aiutata a sufficienza lo sarebbe.
PEPERONCINO
Peperoncino,
il coniglio nano,
piangeva
per mal di pancia,
senza mangiare
nulla da tempo,
ma poi il bravo
allevatore, di cuore,
aiutò il galletto
e gli diede il fieno,
così esso dormì
e il giorno dopo
si svegliò felice.
Tutti dovrebbero
mangiare il giusto.
Montecosaro, 22 aprile 2021
Vincenzo Giusepponi.
PER IL TUO BENE
Poesia senza rima, ne metro, di ricordo della mia gioventù, quando scrivevo queste cose a una ragazza immaginaria che nei miei sogni mi piaceva tantissimo, ma che non potevo fare felice e quindi la dovevo lasciare, molto a malincuore, nonostante la mia volontà e il mio vero e grande amore verso di lei.
PER IL TUO BENE
Sai che ti amo
E vorrei farti felice,
ma non posso,
non ci riuscirei.
Ti vorrei sempre
insieme a me
tutti i giorni
della nostra vita,
ma non potrei
farti felice
come tu meriti
e come vorrei.
Cerca di capire,
non te la prendere,
starai meglio
senza di me;
ti amo tanto,
più di me stesso,
ma ti devo lasciare
per il tuo bene.
Montecosaro, 26 agosto 2021
Vincenzo Giusepponi.
PIANGENDO M’ARRESI
Lesta Corse la mano alla spada
e difender voleo la famiglia
ma cotanto mi ricattarono
che salvarli da solo non potei
e se l’avessi difesi con la mia vita
per non far morir loro stessi
avrebbero ucciso altre famiglie
del villaggio a me si’ caro.
Montecosaro, 08 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
PIANGERE È UMANO
Poesia rimata e con metro ugualmente definito che scaturisce da un fiore bello che pure non è eterno, mentre il buon uomo, pur mortale conserva l'Anima che è immortale. Chiunque sincero piange ha diritto a un'umana e divina consolazione, come la parola del nostro Signore Onnipotente ci insegna.
Un fiore
è bello
nel sole
che ogni
mattina
risorgi,
continua
la vita
attigua
all'uomo,
che torna
di nuovo,
si volge
all'un Dio
se piange.
Montecosaro, 23 novembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
PIANGEVO NELL’OMBRA
(prefazione a rima uguale)
Il pianto cocente
di un uomo lasciato dalla sua donna è meno commovente
del pianto di una donna, che sia, o meno avvenente,
ma pure è dolente
e ripassando per gli stessi luoghi di amore sovente
e poi di separazione, la tristezza torna alla mente
e il cuore soffre, anche se di nascosto da tanta gente.
PIANGEVO NELL’OMBRA
(poesia a rima alterna)
L’ombra di un olmo
mi rattrista il cuore
che prima era colmo
di gioia e di amore,
perché sotto la pianta
lei mi lasciò presto;
con sguardo che incanta
mi lasciò tanto mesto.
La luce del bel sole
se n’era andata via
e come le anime sole
piangevo per la via.
Montecosaro (MC), centro storico, 06 aprile 2021
Vincenzo Giusepponi.
POMERIGGIO ANTICO
Sul campanile barocco
sedevamo di meriggio
tra amici d'infanzia
ed eravamo giovani
tra le rondini volanti
in cerca di insetti
e per fare il nido di paglia,
poi in Chiesa a suonare
Jesus Christ Superstar
con l'organo a canne antico,
ma a casa tornavamo
felici e già appagati.
Montecosaro, 27 marzo 2022
Vincenzo Giusepponi.
QUANDO IL MONDO FA PAURA
La paura del mondo
mi fece fuggir da bimbo
nel rifugio di casa
ancor non invasa
e ad anni cinquanta
di prigione dentro
la casa fu occupata,
di fuori fui buttato,
in ambiente ostile,
che sembrava gentile,
ma era una finta,
e lo capii in tutta
la crudezza cattiva
di chi vuole ragione
per forza e la magione
mi levarono antica.
Così morii vagabondo
tra i raminghi poveri,
con solo i miei panni,
ma col core sempre mondo.
Montecosaro, 07 luglio 2022
Vincenzo Giusepponi.
QUANDO TUTTO PERDUTO PARE
Quando tutto perduto pare
e anche l’ultima speme
lontano se n’è andata
dal si’ triste cuore,
ricorda che nessuno
al mondo è mai solo
finché può essere
da alcuno aiutato,
o finché un ideale nutre
come buon principio
che scuote dal torpore
ed esperto ti fa rinascere.
Montecosaro, 12 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
QUELLA CIMA LASSU’
Poesia in quattro quartina senza rima, ne metro, scritta il 09 dicembre 2020, verso le ore 22,56, sul computer di casa. Ho avuto l’idea di scrivere di una grande e pericolosa montagna che pareva sfidare il mio coraggio di scalarla per conquistarne la vetta.
Io poi considerai che il freddo pungente e i pericoli dell’arrampicata sconsigliavano la scalata e così rimasi ai piedi del monte.
Probabilmente avevo vissuto un giorno di più.
QUELLA CIMA LASSU’
La vetta era molto alta
e il vento soffiava gelido
a piedi della montagna;
poca neve ai miei piedi
e l’aria fredda pungeva
il mio viso scoperto.
Pensai che lassù in cima
era ancor più freddo
e anche dal gran pericolo
non mi arrampicai più;
la cima era tanto in su
e io avevo vissuto di più.
NOTE (1-12): Senza le note per la chiarezza dei versi.
Montecosaro, 09 dicembre 2020
Vincenzo Giusepponi.
QUI SPERO GIOIA E POI LASSÙ
La sfortuna d'esser fior di prato
da qualunque piede calpestato,
o di erba un filo giovane verde
che il sole secca ancor imberbe
è cotanta severità del caso
di natura che vivi ci ha Creato.
Tanta tremendezza di morte
o vita incerta per tutti è la sorte,
tanto che ognuno cerca la gioia,
fin tanto che può vivere ingoia
bui casi e altri gai in continuo
con riposo da sera a mattino.
Oggi sull'erba corta camminavo.
Era bella, folta e con margherite
e calpestarle era un peccato,
così mi diressi tosto in seduta
che ameno mi riposava stanco
senza niun Anima al mio fianco
e pensai che non tutti li omini
tornano nel verde prato vivi,
la dura natura i corpi riporta
alla terra e mai gl'importa
della triste sorte nostra terrena
m'al ciel volge la speme umana.
Montecosaro, 23 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
SCEGLIERE IL BENE
Distinguere non sapevo
Il bene dal male,
troppo mi fidai
e finii nella polvere,
ma poi buona gente
mi aiutò senza
nulla chiedermi
e così presto capii
che ci sono persone
cattive e persone buone
un po’ dappertutto
e la vita continua.
Montecosaro, 20 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
SE FA QUELLO CHE SE PO'
La sera la jiente se riposa
de la fadiga senza posa,
ade' tanto stracchi
come li vecchi stracci,
mentre la jioentu' moderna
fadiga de meno, ma sverna.
C'è la disoccupazio'
che ce rruina un po',
ma se a la salute pensemo
facemo quello che potemo
co la poca fadiga che sse ttroa
sperenne che lo posto vono se rtroa
e intanto la jioentu' un po' ce proa
a divertissee e lo tempo passa.
Monteco' ardo, de lo 9 de decembre 2021, lo mese de lo Santo Natale
Vince' de Jiuseppo'.
SE LA POVERTA’ NON ESISTESSE
Nessuno dormiva
per tutta la notte
in quella casa;
non parlavano,
ma avanti e indietro
camminavano
molto preoccupati
per quella cambiale
che scadeva domani.
La famiglia tutta
soffriva e temeva
per la sua casetta
dai nonni lasciata
che con tanti sacrifici
la comprarono.
Però al mattino
una lettera bianca
il postino portò
dove scritto era
che un lontano zio
avrebbe pagato
e la cambiale
sarebbe stata saldata
con immensa gioia
di tutta la famigliola
e piansero tutti
per la gran felicità.
Dopo aver sofferto
più si apprezza
la vera gioia,
ma invero si dice
che nessuno mai
esser povero dovrebbe.
Montecosaro, 07 ottobre 2022
Vincenzo Giusepponi.
SENZA LA SOLITUDINE
Il piccolo borgo antico
la buia sera si illumina
di tante luci dell'uomo
nella minima comunità
di persone non più sole,
ma insieme con gli altri.
Montecosaro, 10 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
SE QUESTA E’ VITA
Questa poesia è scaturita dal vedere come la vita di piccoli animaletti è tanto in pericolo e così triste, effimera, come quella di gente sfortunata, un po’ dappertutto che patisce fame, guerre, disoccupazione, sotto occupazione, ricatti della criminalità, lavori insalubri, malpagati, o pericolosi, senza avere sempre una via d’uscita migliore in questo tunnel oscuro dove sembra normale soffrire, o morire anzitempo.
SE QUESTA E’ VITA
La lunga fila di formiche
camminava tra la gente
nel passeggio del giorno
e senza guardarsi intorno
potevano essere calpestate
in ogni momento truce
senza l’accortezza di alcuno
e non si preoccupavano,
abituate a rischiar la vita
per arricchire il magazzino,
pur potendo prendere
cibo più comodamente
e con minori pericoli,
anche se le lucertole
erano spesso in agguato
tra l’erba del prato.
Così la gente sfortunata
che in molte città
poco mangia e vive,
o tanto rischia in lavori
pericolosi, o dannosi,
ricatti, senza aver modo
di stare un po’ meglio
in questa buia schiavitù,
come animali costretti
a vivere alla giornata,
morendo anzitempo,
e forse ancora sperano.
Montecosaro, 12 giugno 2021
Vincenzo Giusepponi.
SI DEVE FARE QUEL CHE SI PUO’ FARE
Un ragazzo operaio
voleva risparmiare
e così gli i parenti
gli regalarono poi
una chitarra di plastica
di marca cinese
che costava poco,
ma non suonava bene.
Però lui si accontentava
e si dilettava spesso
di suonicchiare al meglio
senza pretese di sorta.
Cantavano il rock
e la musica leggera
dei social network
dai phone economici,
raramente costosi
e sufficienti di solito.
Come i suoi amici spesso
comprava vestiti usati,
anche senza ultima moda,
jeans, maglioni e t-shirt,
con scarpe economiche
e così si usava fare,
in modo che la carenza
di primi buoni lavori
non fosse un dramma.
Sapevano che non si può
avere tutto dalla vita
e facevano ciò che si può fare,
si contentavano onestamente
e speravano nel domani,
se meglio non trovavano
e così passava la gioventù
sempre con l’allegria,
dei ragazzi contenti
del loro piccolo mondo
di gente semplice
che sa accontentarsi.
Montecosaro, 25 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
SI NASCE INNOCENTI
Suonavamo con le chitarre
sulla scalinata delle logge,
tanti ragazzi ci ascoltavano
seduti sulle scale marmoree,
o in piedi tra piazza e Chiesa,
ci sentivamo tutti uguali
senza distinzione di soldi
e ci sentivamo molto uniti
in quella musica dei giovani,
ragazzi e ragazze parlavano
e ascoltavano le buone idee
delle canzoni allora di moda.
Questo mi fa pensare spesso
che ogni generazione è pronta
ad un mondo più umano,
ma sempre non ha possibilità
Montecosaro, 27 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
SI VIVE SPERANDO
POESIA MIA con MINIMO PENSIERO introduttivo:
In un giardino di Viale della Vittoria a Montecosaro centro (MC), tra il bellissimo verde, le stradine piastrellate e le comode, provvidenziali panchine per riposare, c'è anche una media pianta grassa con tante spine acuminate, come forse per dire che la natura non è sempre bella, allegra e comoda e così anche la vita degli uomini; ma tutto passa e Dio e la natura restano, come l’umana speranza e preghiera di un domani migliore.
SI VIVE SPERANDO
Mia poesia moderna di pacata descrizione del ciclo della vita e della natura, con alti e bassi un po' per chiunque. Però ogni alba il sole rinasce e così la speranza di giorni migliori per noi, per i nostri cari e per il mondo. Dio tutto può e sperare aiuta a vivere.
SI VIVE SPERANDO
Ai soliti costumi
è intenta la gente
la Domenica di Dio
e si spera nel mattino,
poi nel meriggio
e la sera forse alcuni
son felici della giornata
e altri invece meno,
o per niente affatto.
Ma la vita è strana,
una volta è bella e gaia
e un'altra è triste e buia,
ma domani il grande sole
sorgerà ancora su di noi
e un po' di speranza continua.
Montecosaro, 14 marzo 2021
Vincenzo Giusepponi.
SOGNO D'AMOR INCANTATO
Con buon core penso
il tuo bel volto d'amor profondo.
Vedo te vicino a me in così
leggiadro quadro romantico
che il mio io verso te s'invola
sulle invincibili ali del pensiero
amoroso, come un dolce vento
che da te mi conduce lento
e contento. La fresca brezza che
da te mi reca di giorno mai mi
lascia e la notte sogno i tuoi
capelli ameni, il volto e le dolci
nostre parole, che per sempre
noi ci ameremo con cor sincero
in ogni attimo con incanto.
Montecosaro, 11 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
SOLIDA COME LA PIETRA
Le pietre non parlano
e non si muovono,
non fanno compagnia,
sembra, neanche a casa mia,
ma le case son fatte di pietre
e ci sono pietre preziose
che ognuno vorrebbe avere,
di pietre Cattedrali graziose.
Il simbolo son della solidità,
come San Pietro è e sarà,
da Gesù fu la profezia
d’una Chiesa in amicizia.
Montecosaro, 03 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
SONO USCITO DAL BUIO
Poesia rimata della storia di un uomo chiuso in casa e in se stesso che soffre di cupa mestizia e che quasi dimentica anche Dio che gli può essere di conforto.
Però si ricorda che bisogna essere buoni non solo con gli altri, ma anche con se stessi e riesce a scuotersi dal torpore della buia solitudine, esce di casa e anche il suo spirito esce dal cuore e comunica con gli altri, anche svagandosi con i fiori e le farfalle del pubblico parco.
SONO USCITO DAL BUIO
La solitudine che affligge
il mio scarno spirito
spesso mi pervade l'animo
e ritrae il mio volto che piange,
come in una nube grigia
vivo le mie cupe giornate
senza di compagnie adornate,
con una Fede che ligia
si stanca sempre di pregare
un Dio che par mi dimentichi
e i giorni sono anche carichi
di tristezza su cui navigare
è come vogare sulla melma
di un mare senza fine
e non si vede il confine
della notte della mia Anima.
Però ricordo un comando
di Dio in Chiesa ascoltato:
io come altri sarei trattato
e così, non desiderando
del prossimo il perenne buio,
dal buio esco e dalla stanza,
incontro gente in abbondanza
e nel parco rivivo il mio io.
Montecosaro, 12 settembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
SOR CENCIO, GENIO INCOMPRESO
De Sor Cencio nisciù l’aia saputo,
ma dava da magnà a lo gatto
mejio de che magnava esso stesso
che se contentava de lo lesso,
invece a lo micio sua
lo filetto jie dacia de sua,
co’ lo tonno e lo caviale,
come lo mejio de lo reame.
Annava sempre dicenne
dapertutto e a tutta la jiende
che all’animali jie se deve
volè sempre bene se se tene
e se se magna tutto lo patrimonio
è sempre mejio de lo pandemonio
de l’infermieri de lo Manicomio
che non me ‘rmanna all’abitato mio
perché mojiema no’ lo sa tanto
che lo gatto mia è Santo
e vole magnà quasci come esso,
eppo’ l’ha saputo tanta jiende.
Qua drento lo Medeco me da rajjiò
almeno me fa calmà ‘mpo’,
ma esso ha studiato tanto
e lo sa che non so’ matto.
Montecò ardo, de li 21 de decembre de l’anno 2021
Vincè de Jiuseppò.
STORIA DEI MIEI HOBBIES
Breve excursus poetico delle mie passioni hobbistiche dalla gioventù ad oggi che sono anziano pensionato. Avrei molto da descrivere in ogni passo ed epoca dei miei passatempi preferiti, con amici, amiche, episodi, mie ispirazioni, racconti di scuola e di lavoro, mie piccole invenzioni come appassionato della scienza e della tecnica, ecc., ma qui mi limito a una semplice poesia che per natura d’argomento di più non usa in lungaggini, lasciando semmai la mia storia ad una prosa più lunga, come racconto, o romanzo di cui ho solo la bozza.
STORIA DEI MIEI HOBBIES
Se fossi nato nel cinquecento
forse ora suonerei il violino,
se fossi un uomo del Medioevo,
avrei forse imparato il liuto,
ma sono del secolo novecento
e nella seconda metà di esso
la chitarra andava di moda
e io mi ci sono appassionato,
dapprima da bambino digiuno
di musica, poi da ragazzo
con la passione per la musica
bella, leggera, o classica che sia.
Per trenta anni non suonai più
schiavo del lavoro quotidiano
che stancava e rendeva poco,
poi la pensione e la rinascita
delle arti in me medesimo,
come musica, poesia, prosa.
Da ragazzo amavo le scienze
e soprattutto l’astro-fisica,
un poco l’ostile matematica
e leggevo testi usati di fantascienza
che mi passava un amico di scuola,
ma la mia passione era la fisica
teorica e sperimentale che sia.
Ora ammiro i bei quadri
dei secoli ormai passati,
scrivo poesie e canzoni
con la chitarra, passione
ritrovata dalla prima gioventù,
quando sapevo a memoria
la quinta di Beethoven,
oltre le canzoni del rock
italiano, inglese e americano,
con i quali brani mi sono formato,
ma amavo anche le leggera
musica italiana, i dipinti barocchi,
la toccata e fuga di Bach,
la Premiata, Battiato e Battisti,
e la dolce musica dei Genesis
e dei Jethro Tull con Anderson,
flauto e voce solista bellissima.
Ora scrivo poesie e canzoni mie
per diletto e non per professione.
Montecosaro, 20 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
TANTISSIMI EROI SONO SCONOSCIUTI
Un ragazzo indiano
viveva nella foresta,
era povero, ma campava.
Però un giorno triste
un cobra voleva
avvelenare il ragazzo
e Il padre accorse
e lo difese subito
prendendo lui il morso.
Così il ragazzo scappò
e si salvò la vita,
ma il sua babbo era morto
per dargli la vita
e quel padre eroe morto
era sconosciuto all’India.
Vivevano in un villaggio
sperduto nella Nazione
dove non c’erano giornali
e gli Dei benedissero
il sacrificio dell’uomo
per il proprio figlio.
Montecosaro, 24 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
TUTTE LE GUERRE DOVREBBERO ESSERE EVITATE E LA COLPA DI ESSE È DEI CATTIVI E NON DEI BUONI - Vincenzo Giusepponi.
Poesia mia sul tema:
TORNARE ALLA VITA
Il giorno era giovane
e cavalcavo già da ore
fin dalle prime fioche luci
dell'alba traversando i fiumi,
nei guadi non profondi
in sella al mio destriero
che con respiri fondi
era vicino al maniero,
stanco dal mattino presto
verso il castello ora desto
ove lei m'aspettava tra i merli
con al vento le candide vesti.
Mi vide al galoppo lesto
e sventolò un panno destro
aspettando l'abbraccio
fin dallo scorso maggio,
così a casa ero tornato
dalla guerra da soldato
e volevo ora ben dimenticare
la fine dei tanti passati a morire.
Montecosaro, 01 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
TORNO FELICE
(Mini poesia estemporanea)
Torno a casa solo,
ma con il cor felice
perché lei m'aspetta
con una fumante minestra.
Montecosaro, 01 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
TROPPA CATTIVERIA NEL MONDO
Poesia di memorie di un mio giorno mio ospedale per una facile operazione, quando ero abituato a vedere trattare bene le persone malate ricoverate e poi in televisione vidi come l’invasore russo uccide tanta gente innocente e maltratta molto il pacifico popolo ucraino. Le grida di pietà degli Stati civili non bastano ancora a fermare la tremenda e ingiusta guerra di occupazione.
Questi due mondi tra i malati curati bene in Europa occidentale e i pazienti bombardati negli ospedali ucraini sembrano uscire da un romanzo dell’orrore e invece è la dura realtà delle guerre nel mondo.
Vedevo in ospedale civile
tanta gente che soffriva
e il personale che cercava
di aiutare e salvare vite,
poi sulla TV in camera
vidi la guerra in Ucraina,
mentre un po’ si dormiva
e capii la verità ch’era:
tanta gente soffre tanto
e altri li uccidono pure,
anche in ospedali eppure,
mentre i Medici s’affannano
per aiutare la gente malata,
ferita, o impazzita, indebolita,
bambini, donne, anziani morti.
Come è cattivo il mondo fuori!
Tra la fame, le bombe e i cannoni
tante persone perdono la loro vita
e la pace non è ancora sancita,
tanti Stati gridano pietà agl’invasori.
Montecosaro, 04 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
UN MATTO CHE COMANDA
Qualche volta mi stanco e cerco di non pensare alle cattiverie del mondo e dei cattivi Governi che forse sono solo pazzi, o incoscienti. Chissà! È un grande mistero per tutti.
UN MATTO CHE COMANDA
Un Re pazzo
osava tanto
e per intanto
puniva tanto
tutta la gente
con ria mente
per fare tosto
in ogni posto
obbedire tutti
ai suoi insulti
e poi puniva
chi obbediva.
Era certo matto,
prometteva tanto,
ma si arrabbiava
e poi ritrattava,
così i suoi sudditi
divennero matti
e tra di loro dopo
eran rii anche loro
e il Re si divertiva
e così li odiava
e li faceva soffrire
per poter ridere,
tutti erano pazzi,
ma invero pupazzi,
erano già pilotati
dal Re manovrati,
ma poi fece guerra
ai buoni Re savi
dai popoli amati,
disse lui alla Terra
che spesso voleva
che gente sapeva,
ma niente poteva
e da pazzo diceva
di aver lui ragione,
volea far impazzire
anche altre persone
straniere per ridere
e così il mondo tutto
diventò in parte matto,
ma in parte normale
per la gente aiutare,
ma nessuno ancora sa
dopo tanti millenni
se davvero ragione ha,
la pazzia o i talenti,
perché anche i matti
possono aver ragione
se un bel imbroglione
se ne serve per suoi fatti.
Montecosaro, 28 maggio 2022
Vincenzo Giusepponi.
UN MONDO PIU’ BUONO VERRA’
Chi la Patria davvero ama
Il popolo onora e riama
perché la gente è onesta
anche se la Casta è funesta
e ognora io tendo e spero
che l’Europa sia più unita
come già l’Italia fu invero
e anche il mondo s’unisca
in un grande Stato solo
ma con tante Nazioni
senza guerre in moto
ne fame e tanti odi.
Un benessere economico
uguale in tutto il globo
auspico come grande amico
del buon e più umano mondo
e la gente buona certo sa
che in pace meglio starà
e in un pianeta tutto unito
ogni grande odio sarà finito.
Montecosaro, 28 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.
UN SASSO LEGATO CON UN FILO D’ERBA
Ultima mia poesia in cui il motto “l’unità fa la forza” e “la cooperazione e armonia tra i popoli del mondo”, vengono ispirati da fili d’erba che crescendo a caso legano un sasso, ma che si spezzano quando il sasso rotola perché i fili sono pochi e il sasso è più pesante.
Così se l’umanità abbracciasse il mondo con i suoi tanti cuori e con amore per il prossimo, il nostro pianeta natale sarebbe molto più bello e accogliente di adesso per noi uomini che veniamo dalla natura selvaggia per mezzo della Creazione di Dio, che poi ci ha donato insieme al suo grande cuore divino e alla sua vita terrena, anche i principi di pacifica convivenza e amore.
UN SASSO LEGATO CON UN FILO D’ERBA
Se legassi un sasso
Con un filo d’erba
Il filo si spezzerebbe
molto facilmente,
come se un solo uomo
abbracciasse il mondo:
Si stancherebbe presto
e poco bene fiorirebbe,
ma se a cingerlo
fossimo in tanti
il mondo sarebbe
legato all’umanità
e non solo alla
selvatica natura,
anche ci siamo nati,
ma con l’intelletto
e l’anima di chi
in Dio ha Fede
e spera che il fili
d’erba sul sasso
siano tanti e forti,
così da amarlo,
cacciare il male
e ricoprirlo di bene.
I fili d’erba crescono
a caso e ogni sasso
ne ha pochissimi
intorno al suo duro mondo.
Montecosaro, 28 settembre 2021
Vincenzo Giusepponi.
UNA NATURA PIU’ BUONA
Sulla verde collina
il coniglietto correva
felice e saltellante,
si fermava spesso
per mangiare l’erba
giovane, fresca e bassa
e la notte si nascondeva
nel suo buco sottoterra
al sicuro dai falchi
e dai lupi affamati.
Quello era il suo mondo,
ma di certo sarebbe
stato molto meglio
senza predatori
sempre in agguato
e con erba buona
sempre pronta
per ben nutrirsi,
però odiava molto
le gabbie dell’uomo
dove i suoi simili
erano prigionieri
e avrebbero voluto
scappare da lì dentro
per tornare nella vita
selvatica della natura
che da la vita certa,
ma anche la morte.
Se nelle gabbie
I conigli non fossero
Destinati al macello,
forse gli animaletti
si accontenterebbero
di vivere protetti
dai carnivori feroci,
però credono che
ogni prigione dell’uomo
nasconda l’inganno
di fare loro del male.
Se si potessero dividere
le prede dai predatori
il mondo animale
diverrebbe meno crudele
e i carnivori mangerebbero
solo vecchi erbivori morti
e non giovani coniglietti
che han davanti a loro
una vita pericolosa,
ma pur sempre una vita
e la differenza tra morire
e vivere si impara presto
nella natura selvaggia.
Montecosaro, 06 settembre 2022
Vincenzo Giusepponi.
Una mia canzone che è adatta allo spirito della poesia sopra è "Sognando la pace" e potete ascoltarla gratis, quando volete, sul mio canale YouTube , all'indirizzo: https://youtu.be/0uXE0tyboFs
UNA SERATA TRISTE
Ero triste e solo quella sera
nel bel giardino illuminato,
seduto in disparte dagli altri
che allegri parlottavano tra loro,
mentre i bambini giocavano
e gli anziani a casa riposavano.
Ognuno ha i suoi problemi,
ma parlandone si sta meglio
e io sfogo qui la mia mestizia
come canarino in gabbia
tra tante gabbie di canarini,
ma un pennuto ormai triste
della vita vissuta in solitudine,
in pratica solitudine mesta,
perché vivo tea gli altri,
ma comunico poco e male,
tenendomi stretta la depressione
in un mondo che corre chissà dove.
La solitudine è la mia prigione
e sembro uomo del novecento
che d'incomunicabilità' soffre.
Montecosaro, 27 giugno 2022
Vincenzo Giusepponi.
UNA VITA DESERTA
Le lunghe giornate
passate sui vecchi scritti
di anni e di stanchezza
vetusti, eppur vividi,
letti di triste ripiego,
senza metter il naso
fuori di porta mia,
l’animo e il corpo
m’invecchiarono.
Di terza età uscii
senza meta alcuna
a ancora dormo e vago.
Montecosaro, 12 aprile 2022
Vincenzo Giusepponi.
UN LUNGO CAMMINO
Camminavo, camminavo
e mai arrivavo .....
casa mia era lontana
ed io ero molto stanco.
Montecosaro, 20/10/21
Vincenzo Giusepponi.
Nell'immagine (dal web) dipinto di Beato Angelico di metà 1.400 raffigurante San Lorenzo Martire che distribuisce denaro ai poveri.
UN’AMICA PER PARLARE
(Per il 2 novembre, commemorazione dei defunti)
Poesia rimata triste, ma riassuntiva di amicizie terrene che continuano dopo la morte, come in un Paradiso, ma immaginando che i defunti parlino tra di loro come nella vita, anche se solo in cielo è così e il premio divino è la vicinanza eterna di Dio che dà l’immortalità all’Anima dei buoni in questo mondo a volte brutto e a volte bello.
UN’AMICA PER PARLARE
Mi ero da poco svegliato
e fuori ora guardavo
la mia dirimpettaia
che ieri era molto gaia
e lei una volta mi piaceva,
ma non glie lo dissi mai
però ora che lei era
proprio davanti casa mia
mi trovavo tanto bene
a parlare spesso con lei
più che con altra gente,
ma all’alba non rispondeva mai.
Lei era morta da dieci anni
e io soltanto da otto
e nel Camposanto di anni
tanti ne passano sotto
il bel cielo divino e blu
come pioggia che vien giù
e bagna le candide lapidi
dei nostri terreni destini.
Montecosaro, 22 ottobre 2022
Vincenzo Giusepponi.
VOLEVO MORIRE
Questa lunga poesia è molto meno lunga della storia millenaria della povertà nei Paesi in via di sviluppo e dei tanti problemi che comporta e provoca da sempre.
Mi sono immedesimato in un melodramma indiano inventato, ma tante ragazze giovanissime sono costrette, a sposare uomini maturi per le tradizioni e per la miseria in cui vive quasi tutta quella grande Nazione.
Sono tradizioni anche cinesi, africane e arabe, come riportato in un suo libro la grande giornalista italiana Oriana Fallaci, ricordo dei suoi viaggi nel Medio Oriente.
Inoltre la fame, la carenza di medicine e ospedali, le tantissime malattie tropicali e le tradizioni, le leggi e i costumi ancora troppo antichi e esagerati, causano moltissime morti ogni giorno, tra cui bambini e spose bambine.
VOLEVO MORIRE
Avevo 18 anni
ed ero indiano
dalla nascita.
Mi ero innamorato
segretamente
di una ragazza
di solo 14 anni,
ma era promessa
da suo padre
a un uomo maturo
di 50 anni
che non l’amava
e che gli piaceva
soltanto
perché era bella.
Piansi molto per noi,
perché sapevo
che non potevo
aiutarla
e nemmeno
sposarla io.
Seppi che anche lei
piangeva sempre
e sua madre
non riusciva
a convincere il padre.
Da sempre siamo poveri
quaggiù in India
e il ricco 50nne
avrebbe donato
soldi alla famiglia
di lei e sfamato
i suoi fratellini
più piccoli,
Poi si sposarono,
ma lui non l’amava
e la maltrattava.
Così ebbe un parto
molto difficile
e morì a 15 anni
dopo aver dato
alla luce un figlio
sano e robusto.
Io credetti
di impazzire,
volevo morire
e per un mese
piansi sempre
e poi mi consolai
quando una frase
di Budda
mi risuonò forte
nella testa.
Diceva che niente se ne va
prima di averci insegnato
ciò che dobbiamo imparare,
così capii la rassegnazione.
Divenni adulto,
ma non mi sposai mai
ed ora che sono anziano
ricordo ancora
il dolce profumo dei
suoi lunghi capelli
e il colore dei
suoi bellissimi occhi.
Il medico del villaggio
mi ha detto che
presto morirò
perché mangiamo
poco in India
e ho preso un male
che non si cura.
Per ultimo desiderio
vorrei rivedere
la tomba di colei
a cui ho dedicato
tutta la vita mia;
la rivedo viva
e sorridente
con la luce
del mio cuore
innamorato
che sarà suo
per sempre.
Montecosaro, 27 febbraio 2020
Vincenzo Giusepponi.
VORREI LEI CON ME
Mia poesia in rima dal desiderio di stare per sempre solo con lei, anche in capo al mondo, pur di stare bene e insieme. L’allegoria del viaggio spaziale solo con la mia donna è anche temporale perché intanto che vaghiamo insieme nei vari posti della vita di coppia passa il nostro tempo e le tappe del nostro connubio segnano il tempo che abbiamo prima di rendere le Anime a Dio.
VORREI LEI CON ME
Vorrei una nave
per andare
dove mi pare,
anche sulla luna
e oltre le stelle,
con energia muta
senz’alcun rumore
per non svegliarmi
dal mio torpore
e vagherei lontano
con lei vicino
e piano piano
l’amore del sogno
diverrebbe vero
come sempre io sogno.
Montecosaro, 22 agosto 2022
Vincenzo Giusepponi.