Questa sezione prende il nome da una ex fabbrica di farina, abbandonata da tempo.
Un luogo rimasto sospeso, come se qualcuno dovesse tornare a finire il lavoro o smontare tutto da un momento all’altro.
Le immagini raccolte qui si ripetono, spesso sono le stesse. Una scelta voluta.
La pagina stessa funziona come una linea di produzione: quello che cambia è quasi invisibile, ma esiste. Piccole variazioni di contesto, luce, distanza.
Come succede in una fabbrica, dove ogni pezzo sembra identico, ma non lo è mai del tutto.
Il pollo — che dà il nome alla serie — è un animale che in natura non esiste.
È stato selezionato, modificato, accelerato. Vive per pochi giorni, cresce in fretta, ingrassa, muore.
Non ha un ciclo, ha una destinazione.
In questo lavoro la ripetizione non è solo un trucco estetico. È il tema.
È un modo per parlare di produzione, di addestramento alla visione, di cose create in serie per essere consumate in fretta e dimenticate.