Ognuno cerca il proprio "futuro desiderato", perché è l'obbiettivo di tutti. Se vuoi saperne di più, leggi il mio articolo, magari ti aiuterà a realizzarlo!
Associazione importantissima, che in totale gratuità accompagna i bambini oncologici da 0 a 19 anni e le loro famiglie con un percorso personalizzato, costituito non soltanto dall'assistenza psicologica e psicoterapeutica, ma da tanti laboratori interattivi.
Tutti gli operatori lavorano in equipe, in maniera da garantire strumenti efficaci ed utili per il paziente e la sua famiglia.
È l'unico esempio in Italia ed è operativo in Campania.
Facciamoci portavoce di questa eccellenza tutta campana, esempio bellissimo di un servizio efficace ed efficiente che opera sul territorio.
Dott.ssa Patrizia Barbara Proietti
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Uno psicologo che lavora con un bambino oncologico, ha il compito di offrire supporto emotivo e psicologico per affrontare le sfide derivanti dalla malattia e dal trattamento. Le aree di intervento principali sono:
- gestione delle emozioni e del trauma. Il bambino può vivere sentimenti intensi di paura, ansia, rabbia, tristezza, o senso di ingiustizia. Lo psicologo lo aiuta a riconoscere, esprimere e gestire queste emozioni in modo sano, utilizzando tecniche di rilassamento, narrazione, disegni o giochi terapeutici.
- Sostegno alla resilienza e alle capacità di adattamento. Per aiutare il bambino a sviluppare forza interiore e adattarsi alla situazione, lo psicologo può lavorare su strategie di coping e sulla promozione di risorse interne, come la speranza e la motivazione.
- Riduzione dell’ansia legata ai trattamenti. Molte procedure mediche sono invasive o dolorose e questo può generare ansia e paura. Lo psicologo insegna tecniche per affrontare meglio il dolore, come il rilassamento, la distrazione e la respirazione profonda e può preparare mentalmente il piccolo paziente a ciò che succederà.
- Supporto familiare. Lavorare con i genitori e il nucleo familiare è fondamentale.
Lo psicologo aiuta la famiglia a gestire il proprio carico emotivo e a fornire supporto al bambino, favorendo un clima di comunicazione e sostegno reciproco.
- Gestione degli aspetti sociali e dell’identità.
I bambini oncologici spesso si sentono isolati e diversi dai loro coetanei, specialmente se devono interrompere la scuola o le attività normali. Lo psicologo lavora con il bambino per supportarlo a mantenere un senso di identità e normalità, anche nel contesto della malattia.
- Preparazione al futuro.
Sia che il bambino si avvicini a una fase di remissione che, purtroppo, a prognosi più difficili, lo psicologo lo aiuta a comprendere il proprio percorso, a gestire l’incertezza e affrontare eventuali paure rispetto al futuro.
- L’obiettivo ultimo dello psicologo è accompagnare il bambino in questo percorso difficile, promuovendo il benessere psicologico, la qualità della vita e aiutandolo a vivere con maggiore serenità e speranza.
Dott.ssa Patrizia Proietti