Si tratta di un complesso edilizio che consta due corpi distinti, la chiesa vera e propria e la canonica, tra cui si sviluppa un ampio sagrato rialzato rispetto al piano stradale e accessibile mediante una scalinata in modo da costituire per i fedeli un'area di sosta e al contempo una sorta di invito all'edificio sacro.
La chiesa, progettata dall'architetto triestino Vittorio FRANDOLI, è stata consacrata il 20 maggio 1962 e dedicata al santo pontefice PIO X, al secolo Giuseppe Melchiorre SARTO (1835-1914).
Il complesso parrocchiale rappresenta il risultato di un'efficace collaborazione e di un fecondo scambio di idee tra il clero committente e il progettista cui è stata concessa ampia libertà di azione pur nel rispetto delle esigenze pastorali.
La chiesa presenta una navata unica rettangolare (m.45 in lunghezza e 15 in larghezza), con una struttura portante in cemento armato costituita da sei arconi trasversali a parabola che si sviluppano con volta piena nella parte centrale e con l'innesto di volte laterali anch'esse di forma parabolica.
Sul fondo della navata, la profonda abside semicircolare ripropone il motivo della parabola nei costoni in cemento armato.
Sul lato sinistro della navata si aprono tre cappelle, due delle quali destinate agli altari del Sacro Cuore e della Madonna, la terza adibita a battistero.
A fianco e dietro l'abside si trova la sacrestia che si si sviluppa su due livelli, un piano rialzato ed un locale superiore che funge da deposito degli arredi sacri.
La facciata della chiesa con i suoi tre ingressi è rivolta verso la città e si caratterizza per lo sviluppo ancora una volta a a parabola e per la presenza di un rosone in alto al centro, che da luce alla cantoria posta sopra l'atrio d'ingresso.
Un ulteriore accesso alla chiesa è possibile dal campanile che si innalza per 30 metri a sinistra della facciata e funge da collegamento con il fabbricato a L che ospita, intorno al sagrato, la canonica e sale parrocchiali.
All'interno si segnalano le quattordici stazioni della Via Crucis (dieci collocate sulla parete destra della navata e quattro sulla sinistra), realizzate con la tecnica del mosaico dalla scuola di Spilimbergo su disegni del concittadino e parrochhiano Dino PREDONZANI (1975). Le stazioni, che si richiamano per la loro semplicità quasi primitiva ai mosaici binzantini di Parenzo, presentano uno sfondo di pietra rossa su cui spiccano le figure a monocromo ottenute con l'impiego di tessere di arenaria grigia di diversa forma e spessore.
1. D. Predonzani, San Giusto, mosaico (1968)
2. D. Predonzani, San Pio X, mosaico (1968)
3. D. Predonzani, Santa Tecla, mosaico (1968)
4. Altare
5. Ambone
6. Tabernacolo
8. Battistero
9. Altare del Sacro Cuore
10. Altare della Madonna
I Gesù condannato a morte
II Gesù caricato della croce
III La prima caduta
IV L’incontro con Maria
V Il cireneo
VI La Veronica
VII La seconda caduta
VIII Le donne piangenti
IX Gesù spogliato delle vesti
X Gesù inchiodato alla croce
XI Gesù muore in croce
XII Deposizione delle croce
XII Gesù posto nel sepolcro
XII Gesù risorto