Perché?
C'è anzitutto una motivazione personale. Quando ero giovane, tanti, ma tanti anni fa, partecipai ad un'incontro per responsabili di AC fuori diocesi. Al rientro demmo o ricevemmo un passaggio. Il nostro compagno di viaggio, un laico di cui non ricordo assolutamente niente altro, disse, con la massima naturalezza, quella che, ad oggi, mi sembra una grande verità: "nella vita spirituale, non c'è stasi; se non si va avanti, si va indietro". Sulle parole o su qualche dettaglio posso ingannarmi, ma il concetto era questo, senza dubbio.
Ecco, il problema di non andare indietro, io me lo sono posto. Predisporre un puntello, per gli smottamenti sempre in agguato ...
Come?
Sono debitore ad AS che ha voluto condividere un'indicazione semplice quanto efficace: ripercorrere giorno per giorno le parole della liturgia. Infatti, se non ci si ancora alla Scrittura, si corre il rischio di parlarsi addosso. Ci accostiamo alla Parola per trarne sostegno. Ci accostiamo alla Parola col desiderio sincero di esserne plasmati. Non basterà tutta la vita per questo.
Sempre AS suggeriva anche di appuntare due righi di commento su un quadernetto. Il mio quadernetto è qui, condiviso.
Condividere cosa?
Un impegno più che i contenuti. Come mi faceva notare GS, il settore è già inflazionato. Tra l'altro, come mi faceva notare NV, c'è già chi queste cose le fa per bene, con competenza e sistematicità, puntualmente ogni giorno, al momento giusto, tipicamente al mattino.
Io non credo di aver alcun titolo per commenti di sia pur minimo valore. Condivido semplicemente l'appuntamento quotidiano al confronto con la Parola di Dio del giorno. Compatibilmente con gli impegni di un uomo che ha famiglia e lavoro.
A questo impegno accosto due parole di preghiera; quelle parole e quelle intenzioni, giustamente, rimangono personali. Ciascuno ha le sue e, se riserva 5 minuti alle scritture, non tardano ad emergere.
Un limite
C'è il rischio che si dimentichi dell'attualità, di quello che succede nel mondo, più vasto e complicato di quello che rientra nel nostro giro d'orizzonte, le strade e le situazioni che viviamo ordinariamente. Sono debitore a molti, in particolare amici giornalisti come GB, di farmelo presente.
Perché condividere, allora?
Proprio mentre questo progettino iniziava a consolidarsi, ho letto una frase di GG che mi pare la risposta più appropriata "Ciò che prepari per te impara a condividerlo con gli altri, quando puoi, ... "
Condividere è un modo per ricambiare, con semplicità, i tanti doni ricevuti. Le cose germinano solo dopo che qualcuno ha, più o meno consapevolmente, seminato; esattamente come seminò, inconsapevolmente, il compagno di viaggio di cui raccontavo all'inizio.
Alimentare un'economia misteriosa
Nonostante tutti i perché e per come, una realizzazione di questo genere non si capisce bene a cosa serva; probabilmente solo a chi scrive. Ma rimangono due considerazioni.
Nei tempi a venire dovremo essere sempre più pronti ad attestare anche in parole la nostra fede; e per fare questo dovremo essere tutti più radicati nella Parola. Sono debitore a LA, oltre che dell'amicizia, anche del buon esempio.
Per quello che mi riguarda, i timidi frutti di oggi sono stati seminati quando ero giovane. Oggi i tempi sono diversi, e sono sempre grato a chi mi aiuta a vederlo, AP, gli amici di VN,.... Possiamo solo alimentare fiduciosamente un'economia misteriosa (della grazia). Confidando che, prima o poi, le giovani generazioni (e il pensiero va alle mie figlie) troveranno, in un modo a loro congeniale, momenti di frequentazione e di familiarità con la Parola, che è via, verità e vita.