l Ramadan è il mese in cui i fedeli musulmani praticano il digiuno (Sawm).
Ramadan è infatti il nome del nono mese del calendario islamico, il quale si compone di 354- 355 giorni ( circa 10 - 11 giorni in meno dell’anno solare); il mese del Ramadan è di 29 o 30 giorni, che ogni anno vengono stabiliti in base all’osservazione della luna crescente, che cade in un momento diverso.
Il digiuno durante il mese di Ramadan è uno dei cinque pilastri dell’islam che ricordiamo essere:
1. Testimonianza di fede (shahada),
2. La preghiera (salat),
3. L’elemosina (zakat),
4. Ramadan (sawm),
5. Il pellegrinaggio alla Mecca (Hajj).
Va da sé che questo momento dell’anno costituisce una ritualità importante per la comunità musulmana a livello globale. L’importanza di questo mese è ascrivibile al fatto che il Profeta Mohammad (Maometto) ricevette la rivelazione del Corano in questo momento dell’anno.
Citando il Corano: ‘’ È nel mese di Ramadàn che abbiamo fatto scendere il Corano, guida per gli uomini e prova di retta direzione e distinzione. Chi di voi ne testimoni [l’inizio] digiuni. E chiunque è malato o in viaggio assolva [in seguito] altrettanti giorni. Allah vi vuole facilitare e non procurarvi disagio, affinché completiate il numero dei giorni e proclamiate la grandezza di Allah che vi ha guidato. Forse sarete riconoscenti!"
Il digiuno è un precetto religioso per i musulmani adulti, fanno eccezione gli anziani, le donne in gravidanza, in allattamento, e durante il ciclo mestruale, i malati a cui il digiuno arrecherebbe danno al mantenimento del loro stato di salute come ad esempio i diabetici, i malati terminali, non ultimo le persone in viaggio.
I musulmani digiunano, astenendosi ligiamente dal consumo di cibi e bevande dall’alba al tramonto, i cui orari variano in base al luogo in cui si trovano, e dalla pratica di attività sessuali.
Insulti, calunnie, bestemmie, menzogne, azione violente, sono comportamenti che il musulmano deve evitare, in generale, ma soprattutto durante il Ramadan.
Questo mese infatti è dedicato alla preghiera, alla meditazione e all’autodisciplina e il musulmano che lo pratica deve impegnarsi nelle delle opere di bene e nella carità.
Nelle ore buie i musulmani mangiano e bevono. I pasti che intervallano il digiuno sono generalmente due: iI pasto prima dell’alba è chiamato suhur, mentre quello del tramonto è detto Iftar.
La tradizione vuole che il digiuno venga rotto mangiando un dattero perché era una pratica del profeta.
Al termine del ramadan viene celebrata una festa detta Eid al fitr ( festa dell’interruzione del digiuno) detta anche Eid Sghir ( festa piccola)
Non tutti sanno che durante il Ramadan inoltre si ricorda la Notte del Destino, Che è considerata la notte più sacra dell'anno, tanto da essere definita dal Corano stesso "migliore di mille mesi".
Questa è la notte in cui, Maometto ha ricevuto la prima rivelazione del Corano.
La data esatta del Laylat al-Qadr è sconosciuta, quindi per convenzione la si fa cadere in una delle ultime 10 notti dispari del mese tra la 21esima, 23esima, 25esima, 27esima o 29esima notte. Quest’anno Laylat al-Qadr cade la notte dell’8 maggio.
Oggi ci concentriamo sulla questione che riguarda la macellazione della carne.
Come molti di voi sapranno, i musulmani possono mangiare carne esclusivamente macellata secondo delle regole ben definite, esplicitate nel Corano stesso.
In particolare, per quanto riguarda il rito, sono importanti la precisione e la rapidità dell’atto: la macellazione, infatti, deve essere praticata da persone specializzate che, con le doverose accortezze, devono esercitare un taglio unico e netto che recida giugulare, carotide, esofago e trachea. Con la recisione dell’aorta cessa l’aflusso di sangue al cervello e l’animale muore, così, per ipossia cerebrale e non per dissanguamento (come molti pensano).
La procedura si applica come segue:
Il macellatore deve essere un musulmano praticante che prima del rito deve praticare il Wuduh (cioè il rituale di pulizia personale che si esegue prima delle preghiere quotidiane) e pronunciare la frase “bisimAllah. Allah akbar”, che significa “in nome di Dio, Dio è grande”, questo per ringraziare Dio e chiedere la sua benedizione per il consumo della carne.
L’animale deve trovarsi in stato di salute, deve essere ben nutrito e non deve mai assistere alla macellazione di altri animali o vederne il sangue.
Il rito si rivolge in direzione di La Mecca.
La macellazione halal è sempre stata criticata, in alcuni paesi europei è addirittura vietata, esempio: svizzera, austria, olanda, danimarca e svezia.
La macellazione halal in italia è regolata dall’art. 4, comma 4 del REGOLAMENTO DELLA COMUNITA’ EUROPEA N° 1099\2009, che stabilisce che il rituale della macellazione deve essere effettuato sotto il controllo delle autorità sanitarie locali e in macelli autorizzati.
(sul sito del ministero della salute c’è una tabella ‘’ macelli autorizzati al rito religioso’’ )
Mentre a livello internazionale gli enti che certificano se un alimento è halal oppure no sono il world halal authority e il halal quality control.
Il consumo halal si aggira intorno ai 3 mila miliardi di dollari, in crescita del 15% ogni anno, ma in italia solo l’1% delle aziende che hanno ottenuto la certificazione.
Bisogna fare una precisazione spesso si creano delle confusioni tra la poligamia e poliginia. La poligamia è una forma di matrimonio per la quale un uomo e una donna possono avere più consorti contemporaneamente.
La poliginia, invece è un’unione matrimoniale di un uomo con due o più donne; ed è per questo che è giusto parlare di poliginia nell’Islam.
Questa pratica è sempre esistita ed è documentata nelle sacre scritture e sia in altri testi antichi, esempio nel mondo semitico era ritenuta una pratica fondamentale e riservata solo ai ceti sociali elevati, perché permetteva di generare figli destinati ad espandere il nome della famiglia.
Il Corano, non fa altro che cercare di regolamentare una pratica molto diffusa all’epoca e di garantire un trattamento equo per le mogli.
“La poligamia è spesso un’ingiustizia verso le donne” A pronunciare queste parole è il grande Imam di Al Azhar, Ahmad al-Tayeb; la più grande autorità dell’Islam sunnita.
Possiamo trovare conferme di queste sue parole nel Corano stesso, nella sura “Le donne” si legge: “ sposate allora due, o tre o quattro tra le donne che vi piacciono, ma se temete di essere ingiusti allora sia una sola” -continua- “non potrete mai essere equi con le vostre mogli anche se lo desiderate”
Al Tayeb nel suo discorso spiega che queste pratiche sono “una mancanza di comprensione del Corano e della tradizione del profeta”
Chi si sposa una seconda lo fa per evitare il divorzio ed è intenzionato a “sostituire” la prima moglie.
In Marocco, questa pratica è regolamentata dal Codice di Statuto Personale Marocchino (Mudawwana): la poliginia è consentita solo in caso di consenso della prima moglie. In Tunisia è completamente vietata.
Ahmad Tayeb, ha avuto il coraggio di esprimere in parole il pensiero di molte donne che spesso si trovano ad accettare la poliginia per non rimanere sole ed essere giudicate dalla società, che le vuole sposare in età giovane.
Il mio augurio che anche altri paesi a maggioranza musulmana prendano a cuore queste parole di Ahmad Tayeb e del Corano cambiando quindi la legge al fine di tutelare maggiormente le donne.
Dounia