"La terrazza proibita" è un romanzo scritto nel 1994 in lingua inglese dall'autrice marocchina Fatema Mernissi e pubblicato in Italia nel 1996.
Fatema, una delle voci femminili più importanti nel mondo arabo, sociologa e studiosa del Corano, i suoi libri sono stati tradotti in più di venti lingue.
lo consiglio perché Mernissi, riesce a raccontare la sua vita e il mondo arabo in maniera diretta attraverso i suoi ricordi d’infanzia.
In questo libro, autobiografico, descrive l’harem in cui è cresciuta, molto diverso de quelli descritti in "le mille e una notte": in questo harem ci sono regole molto precise e una di queste è che le donne non possono varcare le mura del palazzo.
La terrazza diventa quindi una metà proibita, dove le donne si trovano di nascosto, per raccontarsi storie, scambiare messaggi e trovare un momento di libertà.
Dounia
"Il crollo" (Things Fall Apart, 1958) è un romanzo dello scrittore nigeriano Chinua Achebe.
Viene generalmente considerato il più importante romanzo della letteratura africana.
lo consiglia perché l’abile capacità rappresentativa dello scrittore è in grado di precipitare il lettore all’interno delle dinamiche sociali presenti nella tribù di un giovane guerriero, mostrando come la natura dell’uomo, a distanza di secoli e in regioni completamente differenti, è ancora profondamente la stessa.
L’opera è uno dei primi racconti sull’Africa scritta dal punto di vista dei conquistati, e non dei conquistatori, e lasciata come eredità ai suoi figli in diaspora affinché non si dimentichino da dove vengono e che cosa i loro antenati hanno passato; come infatti dice un celebre proverbio: chi non conosce il proprio passato non può avere un futuro.
Brandy
"Rifondare l'Europa insieme a profughi e migranti"
Una raccolta di articoli, pubblicati tra il 2014 e il 2015, di Guido Viale, saggista e sociologo Italiano.
in questi diversi articoli si cerca di dare una risposta alle interconnesse crisi: quella climatica e quella economica; si cerca di far comprendere come in realtà la cosiddettacrisi migratoria sia maggiormente causata da queste ultime e come sia necessario rifondare l’Europa « insieme ai nostri fratelli e alle nostre sorelle che fuggendo dalle guerre ci portano, con la loro stessa vicenda esistenziale, un messaggio di pace».
Nadir