"Pitagora rappresenta l′eterno pellegrinaggio verso la ‘philosophia perennis’ – l′eterna filosofia della vita. Egli è un ricercatore del vero per eccellenza. Mise in gioco tutto ciò che aveva in questa ricerca. Viaggiò in lungo e in largo, percorse pressoché l′intero mondo conosciuto in quell′epoca alla ricerca di Maestri, di scuole esoteriche, di qualsiasi segreto nascosto. Dalla Grecia viaggiò in Egitto alla ricerca dell′ Atlantide scomparsa e dei suoi segreti. In Egitto la grande biblioteca di Alessandria era ancora intatta ed in essa erano conservati tutti i segreti del passato; era la più grande biblioteca che esisteva in tutto il mondo. Più tardi venne distrutta da un fanatico mussulmano. Ed era così grande che le fiamme arsero per sei mesi. Quindici secoli prima della nascita di Pitagora, un grande continente, Atlantide, era scomparso nell′oceano. L′oceano chiamato Atlantico, deve il suo nome a questo continente. Atlantide era il continente più antico di questo pianeta, e la civiltà aveva toccato le vette più alte che si possano raggiungere. Ma quando una civiltà raggiunge queste vette sorge un pericolo: il pericolo della distruzione, di un suicidio globale. Oggi l′umanità si trova di fronte allo stesso pericolo. Quando l′uomo acquista potenza, non sa cosa fare di questo potere. Quando il potere è immenso e la comprensione infima, il potere si è sempre dimostrato pericoloso. Atlantide non sprofondò nell′oceano per cause naturali. Di fatto si verificò la stessa cosa che sta accadendo oggi: il disastro fu provocato dal potere dell′uomo sulla natura. La distruzione fu provocata dall′energia atomica: si trattò di un suicidio dell′umanità. Tuttavia tutti i testi sacri e tutti i segreti di Atlantide erano ancora conservati ad Alessandria. In tutto il mondo si tramandano parabole, racconti di un diluvio universale. Questi racconti si ricollegano alla fine di Atlantide. Tutte queste storie – cristiane, ebree, hindu – parlano di un diluvio universale che in passato distrusse pressoché l′intera civiltà. Si salvarono solo alcuni iniziati, pochi adepti. Noè fu uno di questi, un grande Maestro, e la sua arca è solo un simbolo. Qualcuno sfuggì a questa calamità e con lui si salvarono tutti i segreti scoperti da quella civiltà. Questi segreti vennero raccolti ad Alessandria. Pitagora visse per anni ad Alessandria. Studiò e fu iniziato alle scuole misteriche in Egitto – in particolare a quella di Ermete. Poi si spostò in India dove fu iniziato a tutti i segreti scoperti dai brahmini, a tutto' ciò che l′India aveva scoperto rispetto al mondo interiore dell′uomo. Per anni visse in India, quindi viaggiò in Tibet e infine raggiunse la Cina. Quelli erano i confini del Mondo a quei tempi. Pitagora viaggiò, fu un ricercatore, un pellegrino, un ricercatore di una filosofia per tutta la sua vita. Filosofia nel vero senso della parola: amore per la saggezza. Fu un amante, un filosofo – non nel senso moderno, ma in quello antico del termine. Perché un amante non si può limitare alla speculazione, non può limitarsi a pensare alla verità: un amante deve cercare, rischiarsi, muoversi nell′avventura. La verità è l′amato. Come puoi continuare a pensarci su? Devi collegarti all′amato attraverso il cuore. La ricerca non può essere solo intellettuale: deve essere profondamente intuitiva. Forse il punto di partenza può essere intellettuale, ma solo l′inizio. Solo il punto di partenza, alla fine deve raggiungere l′essenza stessa del tuo essere."
(brano tratto da "Philosophia Perennis 1" di Osho ed. ECIG Genova)