L' INCREDULITA' DI TOMMASO
L' OPERA-Tutte le riproduzioni ufficiali del falsario.LA GALLERIA Una rassegna ideata e curata da Photo Istant Exhibition
L' INCREDULITA' DI TOMMASO
Opera citata nelle carte con ' cornice rabescata d' oro e un Christo senza flagelli e Tommaso che scruta la ferita'. Collegato il capolavoro con il soggiorno a Genova da parte del banchiere Vicenzo Giustiniani ,estimatore e collezionista delle opere del Merisi .Non vi sono dati accertati sulla vendita del dipinto ; ricordato assieme a una raccolta di dodici tele ;del Caravaggio -Maddalena dormiente ,Ritratto di Fillide e un S.Giovannino .
Domina un certo naturalismo che porta in primo piano un Cristo 'vivo' e non empirico ;presentato ai discepoli con fisico giovanile .Il volto senza ripetute e una vistosa smorfia.
La soluzione giuocata in orizzontale ,con il costato assente da flagelli e speculare alle trame profonde e ingiallite delle mezze figure.Un semicerchio e un apparente movimento inducono a vedere l' opera con staccato anonimo e non necessario.Le stesure prettamente morbide ,verosimili ai dipinti ultimi :Resurrezione di Lazzaro e Seppellimento di S.Lucia.La versione conservata alla Bildergalerie-Sannsouci Potsdam asseconda una valutazione d'autenticita'.Dato espresso dalla Cinotti,Marini e Mahon che vedono trame ordinate e risolutive molto simili a quello stile.Per Longhi quella tela e' una replica ,di un capolavoro distrutto o disperso.Per Ivanoff va valutato il tratto dell' apostolo 'incredulo' incuriosito cinicamente nella 'fredda' verifica ,ma non turbato dalla figura di Cristo.
Per le valutzioni di Fernando Bologna-il Tommaso dell' Incredulita' e' derivato dello stalliere che frena l' impeto animalesco del cavallo nella Caduta di Saulo in S.Maria del Popolo. Ipotesi che potrebbe aggiornare quello studio ,e la possibile datazione intorno al 1600-101.
L' opera agli Uffizi ,verosomigliante a quella in Germania presenta certamente quel Salvatore con i tratti caravaggeschi ,ma in stile piu' vicino alle tele giovanili e ai capolavori dipinti a Roma nella Chiesa di S.Luigi dei Francesi.
Quella tela se fosse autentica andrebbe valutata intorno al 1598-1599 ,proprio in vicinanza con i lavori eseguiti nella Cappella Contarelli.Per Longhi anche quel capolavoro e' una replica,probabilmente di un seguace.
Il realismo confidato nelle pose e nei personaggi curati fanno pensare alla tela alla Bildergalerie ,per le dipinture non statiche e per le profilature crude e nette delle mezze teste.
La copia proposta e' un orizzontale di 100x140 cm.Appartiene a una Collezione Privata.E' stato possibile riproporre il volto non empirico del Cristo,la posa monumentale e l'atteggiamento freddo dell' apostolo.Domina lo staccato anonimo e luminoso,provato da qualche buia colorazione.Sovente il dettaglio della smorfia e la trama dei capelli vistosi del Salvatore.La partecipazione reale che alimenta un moto apparente e le insistenti ripetute alle fronti e alle vesti materiche dei personaggi.Il dito che penetra la carne e la luce pallida che esalta prepotentemente le dipinture negli stacchi profondi dei particolari.
analisi critica a cura di Roberto Baserga