Rete di Faraday
Rete di Faraday
DATA: -
COSTRUTTORE: -
LUOGO DI COSTRUZIONE: -
PROVENIENZA: -
COLLEZIONE: Fisica
SEZIONE: Elettrostatica
CARATTERISTICHE TECNICHE
MATERIALE: -
MISURE E DIMENSIONI: -
STATO DI CONSERVAZIONE: -
Descrizione
Lo strumento in esposizione è una rete di Faraday e deve il suo nome al fisico e chimico britannico Michel Faraday (Southwark, 1791 – Hampton Court, 1867). La rete di Faraday proprio come la gabbia di Faraday, ha il compito di dimostrare come funziona la distribuzione elettrica all’interno di un conduttore cavo. È formata da una rete metallica, intervallata da barrette dello stesso materiale. Su entrambi i lati della rete vengono posti dei fili metallici sui quali sono applicate delle palline di sambuco. Per eseguire l’esperimento lo strumento deve essere collegato al polo di una macchina elettrostatica. Questa rete può essere utilizzata in due modi diversi: nel primo caso viene posta linearmente e nel secondo caso viene posizionata in modo da formare un cilindro e diventare una sorta di gabbia. Nel primo caso si nota che i fili metallici, sui quali sono applicate delle palline di sambuco, si sollevano, poiché le palline assumono lo stesso segno della carica della rete, e quindi tendono a distanziarsi da essa il più possibile, in quanto le cariche dotate dello stesso segno si respingono. Nel secondo caso, invece, si verrà a formare una superficie sulla quale il potenziale elettrico è equivalente in ogni punto e all’interno il campo elettrico è nullo. Si può notare, quindi, che le palline poste all’esterno tendono a sollevarsi, mentre quelle che si trovano all’interno, mantengono la loro posizione iniziale. In tal modo è possibile dimostrare la teoria di Michael Faraday secondo la quale, in un conduttore cavo dotato di carica elettrica, le cariche avranno effetto solamente sulla superficie esterna senza creare alcuna variazione all’interno.