Georg Hermann Quincke
Georg Hermann Quincke
DATA E LUOGO DI NASCITA: 1834, Francoforte sull'Oder
DATA E LUOGO DI MORTE: 1924, Heidelberg
NAZIONALITA': Tedesca
Biografia
Georg Hermann Quincke (Francoforte sull’Oder, 1834 – Heidelberg, 1924) fu un importante fisico tedesco. Nacque da una famiglia benestante: il padre era medico e la madre proveniva da una famiglia ugonotta. Nel 1843 si trasferì a Berlino con la famiglia, si diplomò al Werder Gymnasium e, all’età di diciotto anni, si iscrisse all’Università di Berlino, dove iniziò a studiare fisica. Continuò i suoi studi a Konigsberg e Heidelberg sotto il controllo di Franz Neumann e Gustav Kirchhoff. Quando ritornò a Berlino nel 1858 conseguì il dottorato all’università della città, con una dissertazione sulla capillarità del mercurio. Quincke, essendo anche esperto in diritto, ottenne un dottorato in diritto a Oxford e uno in legge a Cambridge. Dopo solo un anno, nel 1859, divenne professore di fisica alla Gewerbe Akademie di Berlino e nel 1865 divenne professore straordinario dell’università di Berlino. Dopo alcuni anni, nel 1872 insegnò all’università di Wurzburg, e nel 1875 a quella di Heidelberg. Quincke ebbe un figlio, Friedrich Hermann Quincke, il quale fu un importante chimico tedesco. Quincke approfondì le ricerche di Faraday ed elaborò le correnti di diaframma, ma la maggior parte dei suoi studi furono dedicati alle misurazioni e alla raccolta di dati riguardanti caratteristiche, costanti e proprietà dei materiali. Riprese le teorie del fisico e matematico tedesco Rudolf Clausius, scoprendo il cosiddetto effetto Quincke: in un campo magnetico i fluidi tendono a spostarsi verso le regioni di intensità massima se la loro suscettività magnetica è maggiore del mezzo in cui si trovano, oppure di spostarsi nella zona di intensità minima se la suscettività è minore (suscettività magnetica: è una grandezza adimensionale che descrive la capacità di una sostanza di magnetizzarsi in un campo magnetico). Quincke dedicò molti dei suoi studi anche a problemi di ottica, basando il suo lavoro su teorie che vedevano la luce come vibrazione elastica in un mezzo meccanico. Da lui prende il nome anche il cosiddetto tubo di Quincke: strumento mediante il quale si rileva l’interferenza delle onde sonore. L’apparecchio in questione è un interferometro costituito da un tubo a doppia T. Tra il 1880 e 1897 pubblicò, tra gli altri, un librò intitolato “Elektrische Untersuchungen”, il quale trattava del comportamento dei materiali nei campi magnetici. Negli ultimi anni della sua vita si occupò di vari studi sulle schiume e le loro strutture.