Verso la fase congressuale 2020
In vista degli appuntamenti congressuali alcuni soci Under 32 della nostra amata associazione hanno pensato di scrivere un contributo, in ottica giovanile, per aiutare le ACLI ad essere inclusive per tutte le generazioni, creando forte sinergia tra passato e futuro, tra la grande storia che è stata e quella che speriamo potrà essere.
Tre i punti cardine attraverso cui si snoderà la riflessione nel presente documento, e da cui verranno mosse già alcune proposte concrete: rappresentanza, progettazione e partecipazione.
1) Coinvolgere i giovani nei processi e nelle scelte politiche sul futuro: la questione della rappresentanza.
Crediamo sia importante avere una dirigenza capace di includere nei processi decisionali i giovani, perché siamo stanchi di sentire frasi come “i giovani non ci sono” poiché le nuove generazioni ci sono, non in egual numero rispetto al passato ma sicuro con la stessa voglia di fare e lo stesso senso di appartenenza.
Spesso sentiamo dirigenti chiedersi tra loro “come facciamo a coinvolgere i giovani?”, una domanda difficile e più che lecita, ma perché non parlarne con i giovani che già gravitano intorno alle realtà acliste per lavorare insieme?
È necessaria una dirigenza che sia gruppo, e non “classe”, per creare così un sano confronto e un dialogo costruttivo attorno alle decisioni.
Un primo importante passo in tal senso è la co-costruzione partecipata dell’Agenda sociale delle ACLI, attraverso un maggiore coinvolgimento di GA e in generale dei giovani soci dell’Associazione, perlomeno nell’individuazione dei temi che potenzialmente possono essere di maggiore rilevanza per i giovani italiani: solo per citarne alcuni, il lavoro, l’ambiente, il futuro. Le moderne tecnologie permettono oggi di interrogare in modo semplice e veloce campioni ampi con un relativamente esiguo investimento di risorse. Sarebbe un coinvolgimento non simbolico: eppure, anche solo simbolicamente, farebbe sentire i “nostri” giovani più vicini all’Associazione; farebbe sentire le proposte politiche delle ACLI anche loro; cementerebbe, in ultima istanza, un sentimento di appartenenza prezioso, fondamenta su cui costruire progetti fatti di competenza, passione, sogni.
2) Far sentire i giovani una risorsa, valorizzando le competenze.
Molti giovani hanno preso parte alla formazione specifica della Scuola Nazionale, altri hanno alle spalle lunghi percorsi di studi in prestigiosi atenei o importanti scuole di formazione, ma tutta questa “ricchezza” la maggior parte delle volte viene sprecata.
Formare un giovane non è facile e le ACLI a “seminare” sono molto brave, quello che la maggior parte delle volte manca è “innaffiare con regolarità per raccogliere i frutti”.
Ampliare i programmi di formazione deve essere un impegno che le ACLI hanno necessità di prendersi nei confronti di loro stesse, insieme a quello di godere finalmente dei frutti generati. Troppe volte si vedono giovani che attraverso la Scuola Nazionale o il Servizio Civile, acquisiscono competenze che poi vengono “regalate” ad altre associazioni, perché le ACLI non sono in grado di valorizzare queste competenze da loro create. E’ una consuetudine tutta italiana quella di formare giovani, investire su di loro, attraverso una formazione di livello per poi vederli realizzati all’estero o in realtà che difficilmente portano ricchezza e prosperità nel paese che ha molto e per lungo tempo investito su di loro.
Vogliamo che le ACLI siano ancora oggi, come lo erano un tempo, una grande palestra di crescita e di realizzazione umana e professionale per TUTTI i giovani che decidono di farne parte.
Ma da dove cominciare? In che modo contribuire ad una crescita organica e piena dei ragazzi all’interno delle ACLI?
Interrogativi che richiedono profonde riflessioni ma che di certo hanno come culmine l’integrazione di tutte le anime del nostro sistema all’interno di tutti gli organi.
3) Sostenibilità economica e demografica: puntare sulla capacità di Analisi e Progettazione dei Giovani
Come Giovani, abbiamo preso atto di una questione fondamentale: si cresce solamente cambiando ed il cambiamento deve partire dall’interno. Riteniamo che sia necessario guardare al mercato in ottica di una sostenibilità che sia sociale ed economica, infatti la ristrutturazione parte da qui, osservare dentro e proiettarsi su quelle che sono le necessità fuori ed oggi queste sono crescita, creazione di valore ed integrazione all’assistenzialismo. Attraverso un rafforzamento dell’ufficio progettazione, e con la creazione congiunta di un reparto di giovani che si occupi dello studio di fattibilità ed implementazione dei bandi, non solo sarà possibile dare nuovo lustro all’immagine delle ACLI spogliandola della sua reputazione di “associazione per anziani”, ma non si graverà sui bilanci interni implementando progetti a livello locale, nazionale ed europeo: creiamo valore restando dentro, specializziamo i giovani sulla ricerca di opportunità che si profilino come utili al territorio ed alla nostra Vision comune, senza gravare come costo, puntiamo sui Giovani, che essi siano opportunità di Crescita.
Come conseguenza di quanto appena scritto e di quanto riportato al punto 2, pare importante proporre percorsi sperimentali che coniughino la valorizzazione delle competenze (anche quelle acquisite presso la Scuola Nazionale) e la centralità della progettazione, attraverso la scelta politica di fornire in modo mirato e a tempo, dietro presentazione di obiettivi e dati di monitoraggio, sostegno economico alle iniziative di animazione di comunità realizzate nei territori dove siamo presenti. Sostegno economico che può provenire da un fondo costituito con le risorse del 5x1000, che ha una duplice valenza: valorizzare il percorso formativo della Scuola; dotare alcune province di una leva economica iniziale, che permetta ai giovani operatori di rendere sostenibile nel medio-lungo periodo la loro posizione strategica di crescita per il sistema locale e nazionale, attraverso la ricerca di altri finanziamenti. Si tratterebbe di un vero e proprio investimento in capitale umano, che lega temi quale l’animazione di comunità, la centralità della progettazione, la conclusione del percorso iniziato con la Scuola, il ricambio generazionale degli impiegati, il rilancio della “parte associativa” delle ACLI.
4) Centralità della partecipazione
Sarebbe bello poter vedere finalmente delle ACLI coese e capaci di fare squadra “fuori e dentro al campo” come direbbe un allenatore. Ancora più bello sarebbe poter pensare delle ACLI capaci di muoversi nella storia come una squadra di rugby, l’unico sport in cui per arrivare alla meta i giocatori sono obbligati a passare la palla indietro, dove nessuno può vincere da solo e dove la parola più importante che si insegna subito, anche ai più piccoli, è “sostegno”. Così ci piacerebbe vedere le ACLI del futuro, un team forte dove il sostegno tra i membri regna sovrano, dove i “grandi” sono capaci di creare gli spazi per passare la palla indietro e aiutare i giovani a correre verso la meta per poi festeggiare tutti insieme “un’azione” che ha visto ognuno al centro della scena.
5) Una nuova comunicazione per le ACLI del futuro
Come Giovani, non possiamo esimerci dal guardare al futuro come qualcosa che pone nell’oggi le sue radici; riconosciamo, congiuntamente alle nostre esperienze personali e professionali, che la Comunicazione gioca un ruolo tanto importante quanto imprescindibile, come chiave per leggere l’incertezza del domani. Ci proponiamo tutti di avere capacità analitiche implementando un sistema comunicativo di obiettivi che siano di tutti i giorni e soprattutto SMART: obiettivi che siano Specifici, Misurabili, Raggiungibili (attainable), Realistici e Limitati nel Tempo (time-bound). Ci prefiggiamo di parlare di cose, poterne dare una valutazione sia quantitativa che qualitativa, disegnando un futuro che sia realistico e stimolante, al contempo raggiungibile e non demolitivo, ma che soprattutto sia limitato nel tempo perchè pensare al domani non significa solamente sognare, bensì avere la capacità di tradurre quei sogni in azioni di tutti i giorni.
6) Vorremmo sognare insieme ai “grandi” la GA del futuro
I tempi cambiano e GA deve rimanere al passo con la storia per viverla così da protagonista e non da spettatore. Questo, però, non è possibile farlo da soli. La collaborazione con tutto il sistema ACLI deve essere alla base; una collaborazione non solo dei “vertici” ma tra tutti i giovani, i territori e le strutture di base che li ospitano, poiché crediamo che solo quando avremo davvero ascoltato tutti i giovani che abitano le realtà del nostro sistema, messi insieme i bisogni di tutti e creato un legame vero con le acli “adulte” … solo allora, tutti insieme, sarà possibile disegnare un futuro glorioso per le ACLI.
1) Una rete per il Futuro
Il futuro è caratterizzato dall’importanza del fare rete con i tanti giovani che vivono il sistema ACLI (e non solo tra i ragazzi di GA). «Abbiamo bisogno di costituirci in un “noi” che abita la Casa comune» scrive Papa Francesco nell’Enciclica “Fratelli tutti” che pochi giorni fa ha firmato ad Assisi. Con il nostro, seppur piccolo, impegno vogliamo fare nostre queste parole e creare il più possibile un “NOI” partendo dalle Acli.
Con questo fine abbiamo pronta una proposta che prevede un “tour GA” 2021-2022 in tutte le regioni italiane (Progetto già stilato da alcuni ragazzi, presentato al coordinamento dei Giovani delle ACLI e pronto da presentare alla nuova presidenza nazionale). Il progetto è pensato a tappe, almeno una a regione. Un tour dentro il mondo ACLI per conoscere i giovani che lo abitano e per creare con loro progetti di partecipazione attiva.
La rete, però, non può fermarsi dentro al mondo ACLI, deve facilitare connessioni non solo “interne”, ma anche esterne, creando così collaborazioni e dibattito con le realtà giovanili nazionali e internazionali.
2) Comunicazione (interna ed esterna)
Interna:
Serve ricostruire le dinamiche interne per poter far si che tutti i territori siano sempre informati delle dinamiche associative (territoriali e nazionali), così che ogni giovane possa, attraverso il proprio coordinamento, sentirsi rappresentato.
La comunità si basa sulle relazioni e queste relazioni bisogna incentivarle. La realizzazione di canali comunicativi interni al movimento per facilitare il dialogo inter-gruppi può essere un ottimo punto di partenza.
Esterna:
La comunicazione di GA (e delle ACLI in generale) deve essere potenziata, rinnovata e resa smart.
Il Covid19 ha cambiato per sempre il ruolo della comunicazione, dobbiamo stare al passo con i tempi, facendo investimenti concreti e mirati sulla comunicazione social e sul rilancio del sito nazionale:
Il sito di GA Nazionale va rinnovato facendolo diventare una vera e propria piazza virtuale. Nuove sezioni con le iniziative dei territori, creazione di contest e di campagne comunicative sui temi di attualità per far diventare questa “piazza” un’Agorà digitale.
I social hanno assunto nell’ultimo periodo un ruolo di primaria importanza per la “sopravvivenza” delle associazioni giovanili, come Giovani crediamo ancora nell’importanza dell’incontro fisico, ma non si può più puntare tutto su quello. Per questo motivo bisogna ripensare al nostro utilizzo dei social e ad un team formato che possa far crescere la visibilità del movimento e delle tante belle opportunità che GA offre alle nuove generazioni.
3) I Giovani tra i protagonisti
Spesso sentiamo dire “i Giovani sono il futuro”; crediamo profondamente in questo slogan e siamo profondamente convinti che la retorica del protagonismo non debba solamente rimanere un fuoco fatuo, ma si debba realizzare attraverso tre momenti. il primo: il Passato, infatti imparare dai più grandi è tanto fondamentale quanto considerarsi come una risorsa. Il secondo: il Presente, avendo analitiche capacità di leggere le parole di ieri con il linguaggio di oggi. Il terzo: il Futuro, dove la chiave saranno le competenze; accompagnati mano nella mano dalla nostra storia, vogliamo costruire un futuro che sia dei Giovani, degli ultimi e di Tutti.
4) Progettazione e sguardo europeo
Se circa un secolo fa, fatta l’Italia bisognava fare gli italiani, oggi, fatta l’Europa bisogna fare gli europei: come Giovani, vogliamo creare e progettare un futuro che sia di tutti, riconoscendo alla progettazione un ruolo fondamentale sia in termini di definizione e misurabilità degli obiettivi, sia come capacità di implementare progetti. Le risorse messe a disposizione dall’Europa ci sono e sono tante e la Nostra Casa Comune crede nel futuro. Siamo noi a dover avere la capacità di guardare oltre non potendoci più permettere di essere italiani, francesi, spagnoli o tedeschi, dobbiamo considerarci e viverci nella quotidianità come Europei.
“Predicate sempre il vangelo, se necessario, anche a parole”. Questo deve essere lo stile con il quale lavorare, pronti a donarsi perché, come ha detto pochi giorni fa il Professor Ivo Lizzola, “la dimensione del dono attraversa il nostro fare concreto”, solo così saremo in grado di respirare aria nuova, aprendoci anche al nuovo che arriva dall’esterno.
Il dibattito però non può venire meno, deve accompagnare il nostro “fare” (senza però sovrastarlo). Come possiamo parlare dei temi del presente, dei temi etici … ???
La discussione, il dibattito sui temi Sociali ma soprattutto etici non deve intimorirci; l’irriverenza tipica dell’età giovanile deve essere da stimolo, slancio nella trattazione dei temi etici ormai completamente spariti nel dibattito politico. E’ necessario che associazioni come la nostra non ricalchino scenari che hanno molto a che fare con la moda dei tempi e poco con la visione di una società possibile. Per utilizzare le parole di Mons. Crociata “non bisogna fare un uso moderato delle ipotesi”. Si abbia quindi il coraggio di esprimersi, con irriverenza e senza timore. Che ci sia ancora concesso chiedere perdono anziché permesso.
Puntiamo alla creazione di donne e uomini di domani, che possano fidarsi di un luogo di incontro, dove ritrovarsi, scambiare idee, gestire il dialogo sui temi che più interessano il mondo giovanile.
Vogliamo che le ACLI, per le nuove generazioni, siano un trampolino verso il mondo.
Desideriamo appassionarci delle cose e far appassionare i giovani, perché siamo certi che così, oltre ad impreziosire la nostra associazione, sapremo impreziosire il mondo.
Documento scritto con il contributo di giovani provenienti da varie province italiane