31 marzo 2022
Nino Kharatishvili è una scrittrice, drammaturga e regista. Ha 33 anni e di recente ha avuto una figlia. Era una studentessa quando si è trasferita da Tbilisi in Germania, dove vive ancora. Il suo romanzo di 1.300 pagine Eighth Life (per Brilka) è stato ben accolto dalla critica e dai lettori. SPIEGEL ha considerato questo lavoro il “romanzo del 2014”.
Quando ero bambina, tutto il mondo era ancora in ordine. In ogni caso, è così che credono quando passato e presente sono lontani e il tempo rende le persone più tolleranti, riconciliate e soprattutto, più sentimentali nei confronti della propria vita e del mondo. Ovviamente non c’è niente di nuovo al mondo, ma poi era diverso, così diverso che non riesco nemmeno a crederci – in Georgia negli anni Ottanta era davvero così.
Non c’erano film Disney o Pixar in questo mondo, invece avevamo cartoni e fiabe russi, non c’era cocktail al latte, invece c’era una glassa naturale e cremosa, non c’erano Wendy e Hello Kitty, invece c’era un vero ippodromo con i veri cavalli e senza romanticismo femminile, si poteva andare a prendere lezioni di equitazione. Quel mondo era diviso in donne e uomini come lo è oggi. Gli uomini di quel tempo erano vigorosi e rumorosi, baciavano i bambini sulle guance, bevevano nei giorni festivi ed erano orgogliosi delle loro mogli e dei loro figli. Alcuni portavano i loro figli a fare una passeggiata allo zoo, al circo o al parco nei fine settimana; gli uomini parlavano di argomenti “importanti” e lavoravano. Anche le donne andavano a lavorare, in fondo si viveva nel socialismo, è vero, su un solo piede, ma pur sempre nel socialismo. Le donne tornavano a casa dal lavoro, preparavano il cibo, pulivano la casa, si prendevano cura dei bambini, facevano fare i compiti e spesso si prendevano cura di madri, padri o entrambi. Il mondo in cui sono cresciuta era di donne, la forza trainante di questo mondo erano anche le donne, ma la donna non definiva nulla, quindi si comportava come se non potesse definire nulla. “Un uomo è una testa, una donna è un collo, il collo invece può girare la testa dove vuole” – questa era una delle espressioni che sentivo da bambina. Le donne lo dicevano con un sorriso così insidioso, e uno strano raggio balenava nei loro occhi, come se sapessero qualcosa, qualcosa che io non avevo ancora capito, e che nemmeno gli uomini avrebbero dovuto sapere. Questa frase è stata ripetuta da donne indipendenti, istruite, forti, militanti, coraggiose e con tutte le qualità che desideravo, eppure è stata ripetuta da donne con il tipo di perseveranza nutrita dalla fede cieca. Quando ero piccola, né questa frase né il resto, che col tempo mi è diventato sempre più confuso, non riuscivo capire e comprendere, per esempio, che tu fossi sempre un segreto sconosciuto per tuo marito, e questo è un ottimo metodo di conservarlo. O che un uomo è perdonato per il tradimento, ma una donna no, perché gli uomini sono governati dagli istinti più delle donne, e allo stesso tempo la “purezza morale” era considerata una sorta di obbligo per una donna. Era un mondo illusorio pieno di luoghi oscuri, dove le donne si comportavano come se fossero più sciocche e più deboli di quanto non fossero in realtà, e dove gli uomini – sempre “istintivi”, “animali” e “aggressivi” – dovevano essere nell’ignoranza e incertezza, perché era strano. La mezza verità era il vero potere della donna. La mia prima disobbedienza fu seguita da un aforisma della testa e del collo. Non riuscivo a capire perché non avrei dovuto avere il mio collo e girare la testa dove avrei voluto o perché dovevo essere una che potesse guidare gli uomini. Né mi sarei abituato ad altri infiniti e stupidi divieti. I miei fratelli maschi avrebbero potuto stare fuori tutto il tempo che volevano, e io sarei dovuta essere già a casa all’ora stabilita. I ragazzi potevano aiutare con parole scortesi, masticare gomme con la bocca aperta, picchiare e correre veloci, e io dovevo essere gentile e sognatrice, indifesa e debole; così i ragazzi potevano soddisfare l’istinto di guardia in tutte le possibilità. Mi hanno promesso avventure folli e percorsi luminosi verso il futuro, e io, non importa quale professione avessi scelto, alla fine avrei dovuto sposarmi, avere figli e così via. C’erano un sacco di leggi simili e non scritte per ragazze e donne allo stesso modo. Considero la versione ufficiale del mondo in cui ho vissuto il più grande inconveniente. Ufficialmente avevamo uguali diritti, ufficialmente dovevamo studiare, ottenere un’istruzione superiore, scegliere una professione, guadagnare denaro attraverso il nostro lavoro, eravamo forti, intelligenti, agili, curiosi e desiderosi di studiare. Era solo una facciata, una superficie che brillava e le donne erano così coinvolte in questo gioco che non volevano nemmeno resistere. Hanno obbedito a queste leggi non scritte come se fossero obbligatorie, solo per abituarsi a qualsiasi ingiustizia e sofferenza, in modo che la dignità maschile, nel mio caso georgiano, non venisse offuscata.
Come dovrebbe convivere una persona con questo paradosso? Come dovresti adeguarti alle norme sociali in modo da essere libero? Come puoi resistere a un uomo in modo da non perdere il tuo status di donna? Come puoi combinare tutto questo internamente in modo da non essere distrutto? I campi di battaglia delle guerre iniziate nella mia giovinezza e che continuano fino ad oggi sono state aule e auditorium. Cosa puoi ricordare all’improvviso? “Il tuo modo di discutere non è adatto a una giovane donna!” All’inizio il campo di battaglia erano le strade, poi i club rumorosi e rumorosi: “Non toccarmi!” Trasporto pubblico: “Se puoi, allunga la mano!”
Ero convinta che non appena mi fossi trasferita in Occidente, nel mondo libero, le guerre sarebbero finite in pochi secondi e avrei finalmente vinto. Dopotutto, nella mia patria arretrata, l’immagine di una donna era un misto di propaganda socialista, fiabe orientali e miti di santa prostituta, mentre una donna europea negli anni Sessanta si liberava dalle catene, rafforzata da secoli di emancipazione, e incarnava l’ideale europeo di uguaglianza. Sì! Infine, ho anche creduto che mi sarei lasciata alle spalle questa verità nascosta.
Ho già percepito come una vittoria che ho ottenuto un posto all’università e sono entrata nella tanto amata libertà. Ho lasciato il mio mondo alle spalle e sono passata a un mondo nuovo, un mondo in cui credevo che sarei stata libera, sarei stata umana e non “solo” una donna. Per molto tempo ho distolto i miei occhi e me stessa da una realtà che immaginavo diversamente. Non volevo sedermi su una sedia in diverse sale e pensare: “Perché il mio collega riceve il trenta percento in più di me?” Donne simili sarebbero al mio fianco, le guarderei con trepidazione e penserei che siano le vere Amazzoni della nuova era – direi, e poi risulterebbe che l’invisibile rete di ragni in cui si nascondono, risulta impostare le leggi della vita – come comportarsi in modo che a tutti piaccia come vivere o meglio, come sono sopravvissute – come quelle donne nella mia patria, sono sempre stata rimproverata per essere stata codarda. Tuttavia, la cosa più dolorosa è stata la realizzazione che, sebbene fossi fuggita dal luogo in cui il modello e il ruolo arcaici della vita mi venivano imposti, quel ruolo e quel modello erano già impressi nella mia anima. Una donna è destinata ad essere intrappolata per sempre se essere una donna stessa è una trappola?
Sfortunatamente, questa prospettiva spesso ci fa sentire sopraffatte quando è il momento di iniziare un progetto. Né pensa che il mondo in cui ti formerai come donna sarà sostanzialmente diverso da oggi. Penso che anche tu stia combattendo su ogni campo di battaglia. Tutto quello che posso sperare è che la tua arma sia più precisa della mia, la tua mente sarà più lungimirante e nessuno sarà in grado di immaginarti. Soprattutto, spero che non avrai bisogno di Ashtanga-yoga per comprare l’amore, niente esercizi speciali nei fitness club, niente esercizi intensi per addominali-gambe-sit-up su cyclette o acrobazie su una corda, niente dimagrimento con una dieta di qualsiasi genere. Niente reggiseni che riducono il seno, perizoma o corsetti speciali; Non avrai bisogno di essere alla mano, mite, adorabile “Tsunsula” (ragazzina), coniglio sexy, non avrai bisogno di un sorriso sornione, né di corsi di Botox, né di aumento del seno, né di pompare il grasso in eccesso, né di ritagliare nessuno da un modello, né di migliaia di compromessi a proprie spese, né di pagani sacrifici sanguinosi; che pretende sempre di più, perché gli avidi sono dei, e non puoi scacciarlo con una vanga, durante la quale, forse, può inciampare e respirare, né con menzogne né con mezza verità. Sì, spero che tu non abbia bisogno di comprare l’amore con tutto questo. Credo anche che per ritrovare te stessa non avrai bisogno né della terapia dell’aura né dello yoga della risata, né della divinazione né della medicina astrologica, né dell’iridodiagnosi, né del mesmerismo e, soprattutto, né degli uomini. Ti auguro la libertà di essere come un foglio bianco, che puoi riempire come vuoi e sul quale puoi scrivere quello che vuoi – in modo sicuro e libero.
Traduzione di Nana Zardiashvili
L’uomo
Il matrimonio è un sacrificio.
Ti sposerai e cambierà tutto.
L’uomo ha bisogno di un altro atteggiamento.
Tu devi far sentire che è uomo.
Tu devi sopportare
Tu devi resistere.
Se non bestemmia che uomo è?
Chi distrugge la famiglia per il tradimento?
No. Tu no. Tu devi essere fedele.
Crescerai e vedrai.
Il matrimonio è il sacrificio.
Tutti gli uomini sono uguali.
Devi farti bella per l’uomo.
Devi farti desiderabile per l’uomo.
Se non guarda alle donne che uomo è?
A volte con gli amici, andrà a donne.
Devi saper tenere l’uomo.
Si stancherà e tornerà da te.
Si invecchierà e non andrà più da nessuna.
Anche se va a letto con le altre, lo stesso tornerà in famiglia.
Tu devi sopportare.
Tu devi resistere.
Importante è la famiglia
La famiglia è sacra.
L’uomo ha altri bisogno.
Importante che ti rispetti.
Importante che non ti picchi.
Dare uno schiaffo non è picchiare.
Non devi far perdere la pazienza all’uomo.
Devi saper tenerlo buono.
L’uomo ha bisogno di tranquillità in famiglia.
Non devi restituire la risposta all’ uomo.
Tu devi sopportare.
Tu devi resistere.
Il matrimonio e’ un sacrificio.
Crescerai e vedrai.
Ti innamorerai e capirai.
Da piccola, appena usciva da casa sua, sentiva queste frasi. Ovunque dove andava, da chiunque che incontrava. Da tutte le donne che conosceva. Da tutte le donne che avevano la famiglia felice; dalle donne chi erano tradite; da chi venivano bestemmiate dai mariti; da chi venivano picchiate dai mariti, da chi adoravano i propri mariti; da chi erano adorate dai mariti.
Usciva da casa e si trovava in un altro mondo. Non voleva crescere e innamorare di qualcuno. Se non amerebbe nessuno, nessuno la umilierebbe, nessuno la farebbe male.
Cresceva.
Aveva paura delle donne che sopportavano tutto.
Odiava le donne sofferte dall'attesa del uomo.
Detestava gli uomini crudeli con le donne e fifoni con gli altri uomini.
Nei libri tutto era diverso.
Nei libri l’amore non era doloroso. E neppure il matrimonio era un sacrificio. Era tutto piuttosto semplice: l’uomo che picchiava la donna era un uomo cattivo. L’uomo che leggeva le poesie alla donna era un uomo buono.
A volte vedeva che gli uomini leggevano le poesie alle donne anche nella vita reale e questo la tranquillizzava. Ma dopo vedeva la stessa donna picchiata dallo stesso uomo di si confondeva del tutto. Guardava sorpresa ai adulti. La sorprendeva che uomo che picchiava la donna non era un uomo cattivo. Non veniva rimproverato da nessuno. Non riusciva capire come facevano finta di non vedere i lividi mal nascosti dalle donne. Ancora non sapeva. La famiglia e’ sacra, nessuno deve intervenire negli affari famigliari.
Le veniva da vomitare.
Non voleva crescere e amare qualcuno.
Non voleva essere amata e adorata da qualcuno.
Aveva paura di amare.
Nei libri tutto era diverso.
Nei libri l’amore non equivaleva al dolore fisico.
Nei libri l’amore non era umiliante.
Rimaneva a casa.
Leggeva.
Cosi si sentiva difesa.
Cosi non vedeva le donna sacrificati nel matrimonio.
È cresciuta e si è innamorata.
[…]
È cresciuta e già sapeva che non tutti gli uomini sono uguali.
Presto capirebbe anche che alcuni uomini sono più crudeli degli altri e che picchiare non è il dolore più forte. Che esiste un altro tipo di dolore, quello più forte di ricevere uno schiaffo; che bestemmiare non è l’umiliazione più grande, si può essere umiliata anche con le parole dolci; sapere che tuo marito va alle donne con i suoi amici, non è più cosi grave quando marito ti tradisce con la tua migliore amica.
Quelle donna non sbagliavano.
Si è sposata ed è cambiato tutto.
Ha perso con quelle donne e quelli uomini di chi ha sempre temuto e che ha sempre odiati.
Nessuno l’avrebbe perdonata di essere diversa.
Nessuno l’avrebbe perdonata di non sapere le regole.
Veniva punita perché non sapeva di quale atteggiamento avevano bisogno degli uomini; come doveva dimostrare ad un uomo che era un uomo; come essere bella solo per lui; come tenere uomo, che come già diceva non poteva vivere senza di lei; come far sembrare stupida a uno che diceva di essere innamorata di lei perché era intelligente; come doveva essere debole, indecisa e bisognoso della difesa da parte del uomo quando di natura era forte e decisa.
Non sapeva come doveva sopportare e resistere.
Aveva paura di non saper sacrificarsi.
Sentiva come se quelle donne e quelli uomini da qualche parte imboscati aspettassero pazienti quando lei si arrenderebbe e diventerebbe una di loro; quando lei direbbe che non ha senso di combattere contro le regole; che tutti gli uomini sono uguali ma anche tutte le donne devono essere uguali; che è già La moglie e nella vita coniugale non esistono altre regole tranne quelle già stabilite dalla società; che non distruggerà la famiglia per il tradimento e che il suo compito della vita non e’ altro che portare fino alla fine questo matrimonio ed invecchiassi con un uomo che ha scelto lei come la vittima e che sta seguendo puramente tutte le regole del matrimonio-sacrificio davanti alla società.
Era stanca.
Era esaurita.
Gia sapeva che stava perdendo in questo gioco, ma non aveva più paura, si sarebbe arresa presto.
Rati Amaglobeli. გიშვებ.
Ti ho lasciato andare.. Il mondo è grande, ma non dico per farti intimorire
- Ti lascio andare per rinascere sotto il cielo e sotto il sole.
Non ti do la mano, ti lascio andare - i laghi bui della notte
si sono prosciugati, non ho lacrime -
Ti lasco andare senza lacrime
Ti amo con tutto il respiro, con tutto il sospiro,
Con il dolore nudo nel sonno, nella veglia,
e ti lascio andare su quella tua unica strada sulla strada stretta e questo significa
Che hai lasciato andare nella tua profondità e nel mezzo del tuo essere.
La Vergine tornò a casa dopo Golgotha,
La sera della crocifissione è finita e forse stava sistemando le cose
(Di questo nessuno parla, pensa e scrive)
Puliva e sistema la casa quel giorno.
Ci siamo proibiti dai Dieci Comandamenti,
Tra di noi sono stese dieci strapiombi senza fondo
E questo alimenta le nostre pure più profonde e più pesanti,
E quindi... non c’e’ la scelta - ti lascio andare.
La felicità è una superstizione, non farti prendere
In questa vecchia palude, non leggerne i suoi segni allettanti,
Non sono io - e’ l’impossibilità dell'amore
Che ti lascia andare delle sue ali enormi.
Vorrei che ti protegga la Vergine Maria
E sara’ cosi anche senza il mio intervento e la mia richiesta,
Da qualche parte ci incontriamo prima della morte nella realtà o in un sogno
E guarderemmo gli occhi asciutti l’uno dell’altro.
Ioriki როცა ადამიანს უშვებ ცხოვრებიდან...
Quando lasci andare una persona dalla tua vita
Non va da solo.
Porta con se cosi tanto che ti appartiene
Che non rimani nemmeno la metà.
Quando lasci andare una persona dalla tua vita
Vai anche tu.
Non lasciate nemmeno il posto in cui eravate fermi
Lo dividete, lo portate con voi...
Gli altri non possono più stare qui.
Perché questo posto
Non era casa,
Non era strada e sopratutto non era “da qualche parte”...
Questo posto era l'odore comune che avevate
Che vi siete trasferiti l'uno nell'altro
E alla fine avete smesso di esistere separatamente...
Quando lasci andare una persona dalla tua vita,
Devi mettere in valigia amore, dolore e solitudine
E tornane a vivere in te.
Tornare in quelle vecchie mura che non riconosci più,
Che non sono più tuoi, ma di qualcun altro,
Qualcuno che una volta conoscevi e chi hai dimenticato...
Nasce la sensazione che tu sia un ospite, e anche questo letto
Questi scritti e queste foto non sono tuoi
Ma di quella persona che una volta hai abbandonato e sei cresciuto
E ora provi a tornare indietro,
Restringersi
E trasferirsi al passato,
Dove cade l'ombra di quel possibile futuro, Sotto quale non puoi più ripararsi.
Quando lasci andare una persona dalla tua vita,
Porta con sé cosi tanto
Che non ti lascia nemmeno te stesso... ma uno sconosciuto.
E non sai più che parole devi dire,
O come vivere insieme.
Quando lasci... Quando lasci andare una persona dalla tua vita,
Devi dividere, devi dare tutto
Incluso mezzo cuore.
E ricordare
Ti è rimasto mezzo cuore da dividere
Se qualcuno ti incontra per strada di nuovo.
Quando lasci andare una persona dalla tua vita, Il passato comincia crescere,
Ti corre davanti come un bambino
E pian piano il suo corpo cresce in modo che Occupa tutto il presente.
Non finisce mai quello che era,
Prima o poi, finisce ciò che non è ancora successo, ciò che sarebbe dovuto accadere.
Quello che era, va avanti e si ripete
Ad ogni passo.
E cambia il suo aspetto.
Il passato ha una tale caratteristica -
Potrebbe essere più inspiegabile del futuro
E raccontarti quello che era ogni volta in modo diverso ed essere reale
E questo raconto può essere sempre diverso..
Quando lasci andare una persona dalla tua vita
Tu non puoi restare -
Andrai per la tua strada .. ma allo stesso tempo lo seguirai ...
E una tale metà devi vivere.
Quando lasci andare una persona dalla tua vita,
Quando lasci andare una persona dalla tua vita
E pensi che vada da solo.
Otar Tchiladze ...და აი, როგორც სველი ძაღლები
Ed ecco, come i cani bagnati,
Si sono raggruppati le ombre alla porta
E chiedono di aprirla
Abbaiando, piagnucolando, insistendo.
E sta ancora gocciolando acqua o notte,
Notte o sabbia, sabbia o anima,
O istante sorpreso dalla inutilita',
O ferita aperta dalla solitudine…
Che senso ha, o come cambi
Il cielo e la terra ormai rimasti senza il fondamento.
Non potrai mai cambiare il calore di sangue con quello di fuoco,
Ne la promessa diventerà il giuramento.
Non ti libererai mai dalle manette del destino
Non potrai mai ritornare il proiettile già sparato
E nessuno mai sentira' il dolore
Che si chiama il tuo dolore.
Sulla terra troveranno sempre il posto
Il fantasma d'ieri e la cenere di domani,
Ma nessuno è mai riuscito di togliersi
La speranza - nemico peggiore dell'anima.
Anche la mia vita, lo specchio della natura,
Corre ancora con la velocità destinata
E il pensiero coraggioso da topo affamato
Cerca ancora la speranza nella gente.
Addio mare libero
Vado ma rimango con te
E ascolto con il mio corpo assordito
Il tuo rumore o la tua voce.