L'antico organo del 1482
Il primo organo a canne della cattedrale di Salerno fu posto nel 1482 per volere del Cardinale Giovanni d'Aragona, allora amministratore della diocesi salernitana, che vi impose anche il proprio stemma. Questo strumento, di cui possiamo solo immaginare il prestigio, è stato rimaneggiato e ampliato nel corso dei secoli: nel 1670 con l'Arcivescovo Gregorio Carafa, nel 1778 (Isidoro Sanchez de Luna), nel 1800 (Salvatore Spinelli) e nel 1860 (Antonio Salomone). L'organo ha subito anche diversi spostamenti: sito inizialmente "in cornu Evangeli", ovvero a sinistra dell'altar maggiore, su di una cantoria appositamente costruita in legno, fu poi collocato dietro lo stesso nel 1723, ove pure era presente un coro ligneo, e infine a destra, "in cornu Epistolae", dove è rimasto sino agli anni '50, quando fu probabilmente rimosso per far posto al nuovo organo Tamburini. Di questo strumento purtroppo non si hanno più tracce, ma restano soltanto alcune fotografie d'epoca, che lo ritraggono in una cassa color avorio in stile barocco, sormontata dal grande stemma del cardinale aragonese.
L'organo Tamburini del 1954
L'attuale organo a canne della cattedrale fu costruito nel 1954-1955 dalla ditta organaria Giovanni Tamburini di Crema (CR), in Lombardia. Questo strumento, fortemente voluto dall'Arcivescovo Metropolita Mons. Demetrio Moscato in occasione dei festeggiamenti per il millenario della Traslazione delle reliquie dell'Apostolo Matteo (6 maggio 954), rispondeva all'esigenza di collocare nella basilica superiore un organo degno delle sue grandi dimensioni. L'organo fu progettato dal M° Eugenio Consonni di Milano: la disposizione fonica, ovvero la composizione dei diversi registri che completano lo strumento, consta di tre tastiere e pedaliera, suddivise in quattro grandi corpi pensili con mostra di tipo ceciliano composta da canne nude: Positivo (canneggio posto nel corpo destro del transetto), Grand'Organo (canneggio posto nei corpi destro e sinistro della navata centrale) e Recitativo (canneggio posto nel corpo sinistro del transetto). La pedaliera è suddivisa in tre altrettante sezioni, distribuite nei corpi sopra menzionati. Il risultato è quello di un effetto acustico avvolgente, se ci si trova nel presbiterio; in navata, invece, emergono più i corpi centrali, mentre quelli posti nel transetto diventano quasi degli "organi eco" (una tipologia di corpo canne studiato per sembrare lontano, come un eco, per l'appunto). Una tale suddivisione e una quantità importante di canne (circa 3500) conferiscono all'organo un impianto monumentale, pur non essendo provvisto di una cassa armonica posta in controfacciata, come, invece, è tipico di molte cattedrali.
Il carattere dello strumento è tipico della scuola romantico-sinfonica italiana, con fondi molto larghi e rotondi, ripieni squillanti ed ance robuste. Si distinguono in particolare due registri: quello di tuba armonica, una tromba a forte pressione posta nel corpo sinistro del transetto, e quello del coro viole, composto da cinque file di canne per ogni nota intonate appositamente per imitare il suono di una piccola orchestra di archi. Anche i flauti e i principali "diapason", di derivazione inglese, sono fortemente caratterizzati e conferiscono allo strumento una grande omogeneità di suono.
Di seguito il prospetto fonico dello strumento:
L'organo è regolarmente utilizzato per il servizio liturgico-musicale in basilica, per l'accompagnamento del coro e talvolta è protagonista di concerti.
Alcuni video del concerto eseguuto nel 2019 in occasione delle festività natalizie:
Sino a una ventina d'anni fa esisteva un secondo organo, più piccolo e concepito qualche anno prima del grande Tamburini: esso si trovava dietro l'altare maggiore ed era stato costruito dalla ditta organaria Costamagna. Lo strumento è andato perduto a causa dell'umidità della Cripta, nella quale fu spostato alla fine degli anni '90.