"Mio padre si occupava di cinematografia già nel 1950. Nel nostro museo, infatti, custodiamo cineprese sia da 8 mm che da 16 mm, professionali e amatoriali. Le usai anch'io da giovane, ma per diletto.
Dopo la morte di papà, il bisogno e la fotografia fagocitarono tutte le mie energie. Qualcosa, però, "covava sotto la cenere". Forse fu un incontro nel 1987, al Circolo della Stampa di Palermo, durante un seminario sulla comunicazione: conobbi Piero Angela, che ammiravo da tempo perché condividevo la sua teoria, secondo la quale la narrazione della scienza e della tecnica può essere divulgativa solo se resa divertente e affascinante. Quell'incontro accese la fiamma che covava: la passione per la divulgazione. Rendere affascinante ed esteticamente bello il mondo del lavoro, della storia e della conoscenza".
Michele Fundarò