Caravaggio
le Mostre del falsario
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Caravaggio
le Mostre del falsario
Un progetto che e' anche un 'iniziativa culturale necessaria a comprendere l' importanza di un 'opera d'arte e il falso d'autore.Una rassegna multimediale che riporta le principali opere del falsario di Caravaggio
L' INCREDULITA' DI TOMMASO
analisi critica a cura di Roberto Baserga
Collocata in una sovrapporta ,come e' citato dalle fonti che annoverano un Inventario dei Giustiniani databile 1638 .Si collega la tela a ritrovamento a Genova qualche anno prima per notizia del banchiere Vincenzo Giustiniani;il che fa pensare al vero committente della tela sebbene vi sono molte ipotesi d' autenticita' avvallate dall'esistenza di molte repliche molto simili.La tela sospettata e' quella a Sanssouci -Potsdam in Germania .Caravaggio dipinge il tema dell' incontro di Cristo con i discepoli ,dopo Emmaus. Tommaso non crede a quella presenza e vuole prove materiali:i chiodi e le ferite del Cristo.la tela persevera in una stesura del Salvatore subordinata a un uso prettamente aulico ,con il costato pulito e assente da 'flagelli'.Suggerito da Ferdinando Bologna la somiglianza diretta dell' apostolo Tommaso con lo stalliere che frena l' irruenza fiera della bestia becera nella Caduta di Saulo in Santa Maria del Popolo
.La compostezza e la tipica esecuzione nelle trame di luce richiamano una stesura misurata gia' vista nelle tele ultime:Resurrezione di Lazzaro e Seppellimento di Santa Lucia.Per Calvesi c'e' un semicerchio nel dipinto .La posizione del Cristo a lato della composizione giustifica le dipendenze di trame luminose. Se confrontate con la versione del Rodriguez Museo Regionale di Messina :affiorano molte diversita'.nela tela sicula,il Cristo e' ''centrico'' nella tela,con un braccio alzato ,quasi un atto benedicente e con Tommaso che verifica il costato (a destra del Salvatore).Le dipinture sono piu' morbide e altamente sintetiche in corpi esili e ricurvi.Nella trama del Caravaggio ,il Cristo e' monumentale in una posa che asseconda una proporzione piu' naturale.Cosi le dipinture insistite ai volti dei personaggi alimentano il tempo di attesa e di fatica.La trama della tunica usurata di Tommaso e le consistenti pennellate che assistono a un cambio di cupi realismi.
Per gli studi della Cinotti si conferma l'autenticita' della versione alla Bildergalerie .Ciononostante l' opera di quello stesso soggetto agli Uffizi impone qualche valutazione e dubbi sulla paternità.La trama nel dipinto fiorentino abbonda i cupismi prettamente materici e pesanti ,che inducono se fosse autentica a un esecuzione possibile intorno al periodo romano e ai capolavori in San Luigi dei Francesi .Roma (1598-1599)
Per altre vie il sospetto d'autenticita' cade e si pensa a una replica eseguita dal discepolo Prospero Orsi. Per Longhi ,e poi Marangoni l' Incredulita' agli Uffizi e' una copia ben fatta ,ma non e' l' originale.Si ripensa così al capolavoro a Sansoucci in conto ai giudizi di Ivanoff che ritiene quella tela il 'dipinto' menzionato dal Baglione La postura di Tommaso conferma il sospetto di un personaggio rozzo ,certamente incuriosito ma non turbato nel constatare e provare l'incertezza.Predomina un uso curato di trame ingiallite e cambi di tono insistentemente materici che esaltano la smorfia e i particolari dei capelli del Cristo.
La copia eseguita a pastello e' un orizzontale di 100 x140 cm .Si tiene necessario rispettare il clima dimesso ,in un raccoglimento sentito e giocato verosimilmente in un contesto predominante. L' aulicita' e i particolari della tunica bucata di Tommaso ;minuzia certamente speculare alle trame curate e pulite della candida veste del Salvatore.E' stato possibile insistere nel cupismo allentato na penombre meno pesanti che risultano penetranti nell' uso dei particolari e nelle dipinture frontali di tutti i personaggi.La smorfia vistosa al volto di Cristo ,i capelli luminosi e la sensazione di un moto apparentemente certo nel dipinto.Lo staccato luminoso ma anonimo,atteso a consistere in un ordinato e curato concetto di consapevole continuita' come nella tela autentica.Allusivo a richiamare la presenza del miracolo come evento prettamente concepito a verificarsi in qualsiasi momento .La posizione delle altre figure nel semicerchio e nel contesto prettamente unito da mezze figure speculari e partecipanti in quel fondamentale spaccato.Dettaglio fortemente acceso da quella drammaticita' e dalla crudezza fiera che predomina in tutta la composizione.Il dito che penetra ,la mano che asseconda il gesto in un provocatorio schema che allude involontariamente ,che sia il personaggio in angolo alla tela (probabilmente Pietro) a motivare quell' azione.La posizione ricurva dell'apostolo con folta barba e solchi frontali e la profondita' prospettica con i restanti personaggi.
Il 'pathos' di raccoglimento che indica un atteggiamento contenuto e mobile in tutta la completezza dell' opera, altamente assistita da una gestualita' naturale che esalta la pittura in una fiduciosa sistemazione.
*Alcune sezioni non sono disponibili ,causa lavori di allestimento .
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