Quando la crescita diventa la nostra massima priorità, la pancia morbida diventa il contesto del nostro lasciarci andare. Osservando l'apertura o la chiusura della nostra pancia ci accorgiamo di quando e come tratteniamo il nostro dolore. Quando la pancia è dura, tratteniamo. C'è una lotta o un atteggiamento che oppone resistenza e si indurisce contro il momento presente. A volte dobbiamo ricordarci di ammorbidire la pancia dozzine di volte in un'ora. La pancia è uno strumento diagnostico straordinario. La sua tensione misura la chiusura del cuore. Più siamo in rapporto con la nostra pancia, più rapidamente ci accorgiamo se stiamo chiudendoci nella mente o aprendoci nel cuore. Ogni tentativo di riuscire in qualcosa tende la pancia. Ogni cercare di ottenere un risultato provoca il giudizio. La pancia dura è spesso una pancia giudicante. Anche cercare di capire queste stesse parole può fare indurire la pancia.

Siamo programmati a trattenere il nostro dolore e a trasformarlo in sofferenza. Ci viene insegnato a indurire la pancia, a nasconderne la pienezza, la rotondità, la spaziosità.

Le donne in particolare sono programmate ad apparire 'attraenti' e incoraggiate a portare indumenti che comprimano la pancia e ne diminuiscano il senso di spaziosità. Anche gli uomini spesso devono 'tirar dentro la pancia' per essere accettabili: una cultura che identifica la durezza con la bellezza impone loro di aver la pancia dura. È uno stile di vita pericoloso, se ciò che vogliamo è essere pienamente vivi. (Stephen Levine)