L’OTTUPLICE SENTIERO

E’ il percorso che conduce alla realizzazione delle Quattro Nobili Verità.

L’Ottuplice Sentiero è la dottrina centrale del buddhismo.

Il Buddha, simile ad un dottore, prescrisse l’Ottuplice Sentiero come cura per ogni sofferenza e per l’impermanenza (dukkha).

L'ultima delle Quattro Nobili Verità dichiara che c'è una Via che conduce alla fine di Dukkha.

Questa Via è nota come l' Ottuplice Sentiero degli Arya, o il Sentiero di Mezzo, perché si trova tra i due estremi di severo ascetismo e i piaceri sensuali.

Il Buddha dichiarò: “C'è un Sentiero intermedio un Sentiero che conduce alla pace, all'intuizione, alla più alta saggezza, al Nirvana".

L’Ottuplice Sentiero consiste di otto categorie.

Queste categorie possono essere raggruppate in tre scopi dell’addestramento buddhista: a) la Saggezza, b) Condotta Etica, e c) Disciplina Mentale.

(a) 1. Corretta Comprensione, 2. Corretto Pensiero;

(b) 3. Corretto Parlare, 4. Corretta Azione, 5. Corretto Sostentamento;

(c) 6. Corretto Sforzo, 7. Corretta Consapevolezza, 8. Corretta Concentrazione.

1 Retta visione (sammadhitti)

Viene talvolta chiamata "giusta comprensione" significa vedere e accettare le cose come sono realmente, senza false illusioni o pretese.

Vedere e comprendere la natura transitoria delle idee e dei possedimenti mondani.

Un esempio di come ciò funziona è l’esempio usato dal Maestro Zen Echard. Prendete due persone, una che è uno studente Zen ed una che non ha nessuna pratica spirituale, e mettetele davanti a situazioni identiche. Entrambi andando sugli sci si rompono le gambe in un incidente, ma ciascuno ha una comprensione totalmente diversa dell'evento: il primo sciatore ferito può accettare questo incidente con una certa pazienza, abbastanza maturo per comprendere che quando si decide di andare a sciare, quel potenziale danno fa parte del rischio.

L'altro individuo meno maturo potrebbe ben sentire una frenesia di rabbiosità, come una sorta di ‘ingiustizia’ per il suo incidente.

Questa persona soffrirà un inferno psicologico per il suo proprio agire.me in realtà sono.

2 Giusta intenzione (sammasamkappa)

Siamo ciò che siamo grazie a ciò che pensiamo.

Quello che succede nelle nostre menti (il nostro processo mentale) determina il nostro corso d'azione.

Per avere la giusta intenzione o il giusto pensiero, una persona dovrebbe essere consapevole del suo scopo o ruolo nella vita.

3 Giusta parola (sammavaca)

Dire la verità, di evitare calunnie e pettegolezzi maligni e di astenersi da un linguaggio offensivo.

Anche le parole che possono causare angoscia o offendere gli altri dovrebbero essere evitate comprese quelle prive inutili e prive di senso mentale.

4 Azione corretta (sammakammantha)

Comportarsi pacificamente e armoniosamente;

La giusta azione, secondo il Buddha, sta nel rispetto delle seguenti linee guida:

- Rimanere in armonia con gli altri esseri umani

- Comportarsi pacificamente

- Non rubare (non prendere ciò che non ci viene liberamente dato)

- Non uccidere nessuno

- Evitare eccessi nel piacere sensuale

- Astenersi da una cattiva condotta sessuale

- Non indulgere in pratiche fraudolente, inganni e rapine

5 Retti mezzi di sostentamento (sammaajeeva)

Astenersi dal vivere attraverso una professione che arreca danno agli altri, come:

- Produzione di armi

- Schiavitù umana

- Allevamento di animali per la macellazione

- Droghe illegali (narcotici), alcol, sigarette e simili: produrre qualcosa di conosciuto per essere dannoso per gli esseri senzienti.

- Veleni: produzione di veleni, inquinamento e altre sostanze nocive.

6 Giusto sforzo (sammavayama)

Il Buddha credeva che la natura umana a volte imponga indebite restrizioni alla mente, inducendo una persona a nutrire cattivi pensieri.

Quindi dobbiamo allenare la nostra mente a pensare nella giusta direzione se vogliamo migliorare come esseri umani.

Una volta che avremo il controllo sui nostri pensieri e sostituiremo quelli spiacevoli con quelli positivi, ci sposteremo nella giusta direzione.

7 Retta consapevolezza (sammasati)

La giusta consapevolezza, insieme alla giusta concentrazione, costituisce la base della meditazione buddista.

Proponendo di focalizzarsi mentalmente sulle emozioni, le facoltà mentali e le capacità mentre bisogna tenersi lontani dai desideri mondani e da altre distrazioni.

Si riferisce anche all'abilità della mente di vedere le cose come sono senza essere sviate dall'avidità, dall'avarizia, dalla rabbia e dall'ignoranza.

8 Retta concentrazione (sammasati)

Questo ottavo principio è fondamentale per una corretta meditazione.

Inutile aggiungere che questo è il più vitale di tutti gli aspetti indicati nel Ottuplice sentiero poiché, senza un'adeguata meditazione, un individuo non può passare a un livello più alto di benessere.