how many times I saw the moon
matteo paggi solo project
matteo paggi solo project
“We travel like all people, but we return to nowhere.”
— Mahmoud Darwish
Durante un viaggio di migrazione tutto cambia: la lingua, il paesaggio, il tempo, la percezione di sé.
C’è però qualcosa che ritorna sempre.
La luna.
La stessa luna che luccica sopra luoghi lontanissimi, sopra confini attraversati di notte, sopra chi cammina, aspetta, fugge. Guardarla è come intravedere un riflesso di casa, non perché la casa esista ancora, ma perché lo sguardo la riconosce.
How many times I saw the moon nasce da questa immagine: qualcosa di immobile che accompagna un movimento continuo.
Il set di trombone ed elettronica traduce questo stato in suono. Ci sono timbri oscuri, instabili, a tratti inquietanti, come l’incertezza del viaggio. Momenti dinamici e ritmici, che richiamano il camminare, l’attraversare, il resistere. E poi lunghi silenzi, spazi intimi e sospesi, come quando si viaggia per molto tempo e si rimane soli con i propri pensieri.
La musica non racconta una storia lineare, ma un’esperienza: quella di chi si muove senza sapere esattamente dove potrà fermarsi, accompagnato soltanto da ciò che, ovunque, resta uguale.
Matteo Paggi, trombonista al fianco di Enrico Rava nei Fearless Five e vincitore del Top Jazz 2025, raccoglie in questo progetto tutte le sue esperienze: l’improvvisazione, la musica contemporanea, la musica classica, l’esplorazione dei suoni, della spazialità e dell’acustica nei diversi progetti internazionali, e le conoscenze di musica elettronica, combinandole in un lavoro che esprime pienamente la sua varietà artistica e le sue visioni sempre non convenzionali, proiettate verso il futuro.
“Sin dal mio primo incontro con il trombonista Matteo Paggi, sono rimasto colpito dal suo Suono e dalla sua Musicalità. La sua musica è permeata da Passione e Amore, è fonte di Ispirazione ed è Ispirata.”.
Joe Lovano
“In Matteo Paggi si intravede la rara scintilla del genio creativo, un'anima nata per la musica. Il suo modo di suonare è un intreccio incantevole, dove ogni nota sembra essere stata scoperta e destinata. Con grazia naturale, attraversa gli stili come un uccello attraversa i cieli, libero, senza pesi, guidato da una luce interiore. C'è mistero nel suo fraseggio, fuoco nel suo silenzio e poesia nel suo tocco. Non è solo una promessa per il futuro: è già una voce che il futuro ricorderà."
Gidon Kremer
“Matteo Paggi non è solo una nuova voce entusiasmante al trombone, ma anche un musicista la cui versatilità stilistica e curiosità gli consentono di eccellere in diversi contesti, affascinando gli ascoltatori con idee musicali sempre inaspettate e ricche di immaginazione"
David Lewis