Pittura - Fotografia & Sperimentazione
In un'epoca così particolare dove nel modo stanno accadendo moltecipli conflitti, l'artista non può rimanere indifferente, quindi ho deciso di fare una serie di opere che inducono il pubblico a riflettere su temi importanti che traggono vita da ciò che ci circonda: ad esempio guerre, e violenza.
BIOGRAFIA
Marco Cometto è un artista che si esprime attraverso la fotografia e la pittura. Ha studiato fotografia presso l’Accademia di Belle Arti di Cuneo dove ha esposto sue opere in mostre personali e collettive.
Le fonti di ispirazione maggiore, per quanto riguarda la pittura, sono per lo più oggetti e manufatti realizzati dagli antichi Celti, che vengono riproposti in maniera grottesca (talvolta, anche ironica e scanzonata).
Ogni dipinto ha, quindi, un significato completamente diverso rispetto all'originario da cui è stata tratta l’ispirazione.
Il suo intento è quello di invitare l’osservatore a riflettere su temi importanti che traggono vita da ciò che ci circonda: guerre, violenza, inquinamento del Pianeta e così via...
Le sue tele sono, solitamente, di dimensioni medio-grandi; predilige l’uso di colori acrilici dalle tonalità vivaci.
Le sue influenze artistiche sono tratte dalla corrente Surrealista che vede, tra i suoi maggiori rappresentanti, gli indimenticabili Salvador Dalì e René Magritte.
La fotografia di Marco Cometto, invece, rappresenta il qui ed ora; immortala attimi di vita, fermo immagini catturati nella quotidianità. Sono i piccoli e meravigliosi dettagli che Madre Natura sa offrirgli.
La sua passione per la fotografia spazia dal colore al bianco e nero, per il quale si rifà alle famose rayografie di Man Ray.
Pensieri Raccapriccianti
L'opera riprende le forme di un manufatto dell'epoca celtica/etrusca, il soggettto rappresenta un Sileno
L'interpretazione rappresenta il pensiero dell'umanità, pensieri che possono sfosciare in qualcosa di tremendo, di infernale come queste creature con le sembianze di serpenti che rappresentano il male
Il Colonnello
Il quadro rappresenta un soldato graduato pronto a fare guerra che però si converte alla pace
La vita e la morte
Per questa opera mi sono ispirato ad un oggetto scolpito dai celti per il quale consideravano il cinghiale un animale sacro, rappresentazione della forza divina allo stato selvaggio. Nelle culture mediterranee il cinghiale veniva invece identificato con la Morte, per il colore scuro e le abitudini notturne: ucciderlo significava sconfiggere l'Oltretomba. Esso ci parla dell'iniziazione ai misteri della vita e della morte, del passaggio e della fine di un ciclo e inizio di un'altro alla rinascita. L'albero in groppa al cinghiale insieme ai fiori in basso, rappresentano la vita, quindi: "La Vita e la Morte"
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