Sono un designer, art director e curatore di identità visive. Il mio lavoro nasce dall'incontro tra una profonda sensibilità materica e una rigorosa visione strategica. Concepisco il design come un ecosistema intimo e stratificato: rifuggo gli spazi asettici per cercare consistenze, memorie e il calore dell'imperfezione.
Dal 2022 guido l'evoluzione visiva di Alice Ceramica in qualità di Art Director e Marketing Manager. Ho curato un rebranding radicale, trasformando l'identità dell'azienda in un linguaggio coerente che abbraccia la comunicazione, il prodotto e lo spazio fisico.
Questa grammatica prende vita nei progetti espositivi per il Cersaie e la Milano Design Week. Più che semplici stand, concepisco queste architetture effimere come veri e propri set narrativi.
Come product designer, ho disegnato collezioni che rimettono la materia al centro, trasformando l'ambiente bagno in un rifugio personale:
Lunaris: un ecosistema di lavabi in cui vasche semicircolari vengono abbracciate da sinuose strutture in acciaio. Ispirata al mistero e al fascino delle fasi lunari, è una collezione che unisce volumi morbidi e rigore metallico per creare un'atmosfera sospesa e silenziosa.
Idilla: un ritorno viscerale alle radici della ceramica. Con i suoi bordi spessi e generosi che evocano l'antica lavorazione manuale al tornio, celebra il valore dell'imperfezione tattile attraverso forme scultoree, solide e monolitiche.
Bilobo: un complemento d'arredo ibrido, concepito come sgabello o tavolino. Realizzato interamente in ceramica, nasce dalla fusione organica di due cilindri che si compenetrano dolcemente, sfidando la rigidità industriale del materiale.
Questa tensione tra materia cruda, superficie decorativa e serialità industriale è il filo rosso che lega anche i miei progetti precedenti. Con fluidaforma ho indagato il legame più viscerale con la terra, sviluppando collezioni in cotto umbro forgiate a mano che celebrano i ritmi lenti della fornace e l'impronta umana. Come co-fondatore e direttore artistico di Tale of Tiles, ho invece esplorato il rivestimento come tela narrativa, curando la direzione estetica del brand e firmando capsule collection in stretto dialogo con l'illustrazione contemporanea.
Dietro ogni mio progetto pulsa un'anima da collezionista. Il design radicale degli anni '60 e '70 e il cinema d'autore informano silenziosamente il mio approccio: l'obiettivo è dare vita a oggetti e spazi che non sembrino semplicemente disegnati oggi, ma che possiedano lo spessore e il fascino della memoria.