LA SCARCELLA
E’ la «scarcella» il dolce tradizionale della Pasqua.
Un biscotto di forma preparato con olio extravergine d’oliva che viene consumato durante la Pasqua
Nasce a forma di ciambella con sopra delle uova sode tenute ferme con due listelli intrecciati a forma di croce. Il suo nome, scarcella, deriverebbe dal verbo scarcerare.
L’uovo rappresenterebbe il corpo di Cristo, che all’alba di Pasqua si «scarcerò» dal sepolcro con la Risurrezione.
In dialetto si pronuncia «scarcedda». Nel tempo questo dolce ha assunto diverse forme e oltre a quella originale viene realizzato a secondo della fantasia delle massaie come colombe, conigli, stelle, cuori, gallo ed altro.
In passato SI USAVA SOLO UN uovo per le famiglie meno abbienti e TRE per quelle più ricche.
In tempo di ristrettezze economiche era anche il dolce che veniva regalato dal fidanzato alla propria compagna oppure alle madrine. Una scarcella particolare nella città di Molfetta. Si differenza con le altre per la sua farcitura a base di confettura di marasche o uva, ricoperta con giuleppe e cosparsa di confettini colorati. Nella città in riva all’Adriatico nella prima domenica dopo la Pasqua si celebra la festa della scarcella, ovvero la festa dell’Indulgenza presso la Basilica della Madonna dei Martiri.
LA RICETTA - «Gli ingredienti per 6-8 persone sono 500 gr di farina, 200 gr di zucchero, 100 gr di olio extravergine di oliva, 2 uova intere, 3 uova sode, 8 g di ammoniaca, scorza di un limone grattugiata, confettini colorati. Disponete sulla spianatoia la farina a fontana e al centro le uova e lo zucchero, l’olio, l’ammoniaca e la scorza di limone. Impastate il tutto fino ad ottenere una pasta omogenea (se è troppo dura, aggiungete un po’ di latte). Lasciate riposare, dopo stendete la pasta, tagliatela a forma di un soggetto che desiderate, disponete sopra delle uova sode, fermate con due listelli a forma di croce, passate dell’uovo battuto su tutta la superficie, cospargere con confettini colorati e cuocete in forno a 190°C per circa 25/30 minuti».
IL CONIGLIETTO PASQUALE
Uno dei simboli della Pasqua è il coniglietto pasquale, conosciuto come coniglietto di primavera o coniglio di Pasqua. Il coniglietto di Pasqua è accompagnato da uova colorate,
La parola inglese per Pasqua, Easter, deriva da un’antica divinità nordica, Eostre,
dea della primavera, rinascita.
Alla dea Eostre era devota la lepre, animale sacro simbolo di fertilità e di vita,
La lepre che accompagnava Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per proclamare la rinascita del nuovo anno.
Per la religione cattolica la domenica di Pasqua si celebra la resurrezione di Gesù Cristo dopo tre giorni dalla sua crocifissione;
Si narra che quando la tomba venne chiusa con dentro il corpo senza vita di Cristo, vi era una piccola lepre dentro che vide tutta la scena e rimase sconvolta dalle lacrime della gente, ella non comprendeva il motivo di tanto sgomento. Quando al terzo giorno, Gesù resuscitò, ella lo vide e capì, egli era il figlio di Dio. Lieta dell’avvenimento intendeva trasmettere la buona novella, ma come poteva farlo una lepre senza la parola? È qui che entrano in gioco le uova; la lepre infatti portò a tutta la gente uova colorate, un simbolo di vita per trasmettere la gioia che provava.
Inoltre alla lepre Sant’Ambrogio delegò il ruolo di simbolo di resurrezione, in quanto il suo manto ha la caratteristica di cambiare colore con il cambiare delle stagioni.
Secondo le cronache furono i tedeschi i primi a diffondere l’usanza di preparare dolci e biscotti a forma di coniglietto ai primi dell’1800, ma soprattutto furono gli immigrati tedeschi e olandesi a portare la tradizione del coniglio pasquale oltreoceano, nelle americhe, dove tutt’ora in occasione della Pasqua l’Easter Bunny porta uova colorate ai bambini che sono stati bravi, però, essendo un po’ dispettoso, le nasconde tra le piante e i cespugli dei giardini.
IL CONIGLIETTO PASQUALE
Uno dei simboli della Pasqua è il coniglietto pasquale, conosciuto come coniglietto di primavera o coniglio di Pasqua. Il coniglietto di Pasqua è accompagnato da uova colorate,
La parola inglese per Pasqua, Easter, deriva da un’antica divinità nordica, Eostre,
dea della primavera, rinascita.
Alla dea Eostre era devota la lepre, animale sacro simbolo di fertilità e di vita,
La lepre che accompagnava Eostre, deponeva l’uovo della nuova vita per proclamare la rinascita del nuovo anno.
Per la religione cattolica la domenica di Pasqua si celebra la resurrezione di Gesù Cristo dopo tre giorni dalla sua crocifissione;
Si narra che quando la tomba venne chiusa con dentro il corpo senza vita di Cristo, vi era una piccola lepre dentro che vide tutta la scena e rimase sconvolta dalle lacrime della gente, ella non comprendeva il motivo di tanto sgomento. Quando al terzo giorno, Gesù resuscitò, ella lo vide e capì, egli era il figlio di Dio. Lieta dell’avvenimento intendeva trasmettere la buona novella, ma come poteva farlo una lepre senza la parola? È qui che entrano in gioco le uova; la lepre infatti portò a tutta la gente uova colorate, un simbolo di vita per trasmettere la gioia che provava.
Inoltre alla lepre Sant’Ambrogio delegò il ruolo di simbolo di resurrezione, in quanto il suo manto ha la caratteristica di cambiare colore con il cambiare delle stagioni.
Secondo le cronache furono i tedeschi i primi a diffondere l’usanza di preparare dolci e biscotti a forma di coniglietto ai primi dell’1800, ma soprattutto furono gli immigrati tedeschi e olandesi a portare la tradizione del coniglio pasquale oltreoceano, nelle americhe, dove tutt’ora in occasione della Pasqua l’Easter Bunny porta uova colorate ai bambini che sono stati bravi, però, essendo un po’ dispettoso, le nasconde tra le piante e i cespugli dei giardini.