LIBERIAMO NAPOLI DALLE VIOLENZE 

27 NOVEMBRE

IL DOCUMENTO CHE ABBIAMO PRESENTATO ALLE ISTITUZIONI

Un’alleanza di oltre centocinquanta realtà operanti in tutta la città metropolitana di Napoli, dopo le morti di Emanuele Tufano, Santo Romano e Arcangelo Correra, ha deciso di prendere pubblicamente posizione e parola per avere l’urgenza di risposte strutturali dalla politica e dalle Istituzioni per restituire sogni, diritti e possibilità a migliaia di bambini, adolescenti e ragazzi di Napoli e della Campania. Un’alleanza di tante e tanti che da anni si impegnano per combattere le povertà educative e che da tempo, in continuità con le proposte, il metodo e il percorso del Patto Educativo per Napoli, camminano insieme, indipendentemente dai mondi di provenienza e dalle differenze culturali, per mettere al centro un bisogno urgente, non più rinviabile: garantire ai ragazzi e alle ragazze di Napoli di poter investire liberamente sul loro futuro senza doversi rassegnare al presente; un presente precario e violento che a volte toglie loro anche la semplice speranza di poter vedere realizzati i loro progetti e i loro sogni. , che lascia loro l’unica possibilità di andare via.


Decine e decine di ragazze e ragazzi, dai quattordici ai trent’anni, hanno perso la vita a causa delle guerre di camorra e di atti di violenza efferata scaturiti per “futili motivi” che hanno aperto ferite, curate solo dai percorsi di memoria, riscatto, cura e rigenerazione nati dal dolore e dall’impegno di diverse comunità resistenti. Una violenza anche frutto di emarginazione sociale, ghettizzazione e esclusione. Una violenza armata: dovuta al traffico di armi da fuoco e di taglio, ereditate dalle famiglie e presenti nelle case di troppe persone, acquistate facilmente nei luoghi di marginalità della città e dove si acquistano le droghe. Le stesse droghe che senza regole e dimensioni vengono spacciate e assunte da troppo giovani e che, quando assunte in modo continuato e prolungato, contribuiscono ai comportamenti aggressivi e paranoici già stimolati da un contesto violento.

Di fronte a noi abbiamo bambini, adolescenti e giovani con genitori, spesso tanto giovani anche loro, che vivono in contesti diseguali e degradati, senza accesso a strutture e infrastrutture culturali e sociali. Hanno uno scarso se non nullo accesso ad asili e nidi pubblici. A Napoli solo 12,8 bambini (minori di 3 anni) su 100 accedono ai servizi per l’infanzia secondi i dati ISTAT 2023 - mentre a Bolzano in 68% - e questo per mancanza di servizi pubblici. Durante il loro percorso di studi hanno difficoltà ad acquistare i materiali scolastici, a pagare un abbonamento ai trasporti. Dietro la dispersione scolastica e la povertà educativa ci sono queste condizioni sociali e di contesto che generano lacune e deprivazioni che producono violenze. Due terzi dei minori tra i 6 e i 17 anni non è mai andato ad un teatro, visitato mostre, musei, biblioteche o siti archeologici. Questo contesto è figlio anche di un mercato del lavoro spesso troppo precario, informale o illegale. I tassi di occupazione giovanile a Napoli tra i più bassi d’Italia: il 38,4%, per i dati ISTAT 2023

Eppure tantissime ragazze e ragazzi continuano a studiare, a sognare e a cercare un lavoro dignitoso; tantissime famiglie svolgono lavori onesti ed umili per cercare di dare un futuro migliore e libero ai propri figli. Tantissime realtà educative e sociali, tantissime parrocchie, i sindacati e gli spazi sociali, tantissime associazioni e cooperative, ogni giorno curano, salvano e creano contesti liberi per tanti bambini, adolescenti e ragazzi in situazioni di difficoltà. Bisogna tuttavia costruire delle alternative concrete al margine, all’isolamento: il lavoro, primo grande assente del nostro lavoro, necessità di regolamentazione e percorsi di avviamento, di stabilizzazione e di contrasto alla precarietà. Laddove esso si trasforma in una forma di sfruttamento soltanto più edulcorata si aprono le porte a scelte diverse che poi fanno scivolare i nostri giovanissimi, vittime due volte dell’abbandono istituzionale e sociale, in imbuti drammatici da cui uscire spesso e volentieri è quasi impossibile. Il lavoro già in corso di educative, realtà sociali, parrocchie, sindacati e terzo settore prova quotidianamente a farsi carico di tutto ciò.

Servono allora percorsi che restituiscano potere e possibilità di trasformare le proprie vite e i propri luoghi, che disarmano linguaggi e relazioni con un approccio orientato alla bellezza, alla gentilezza e alla nonviolenza, che emancipano la riproduzione del modello della violenza criminale; percorsi culturali, lavorativi, di studio, che possano rappresentare un vero riscatto e una vera liberazione dai contesti di provenienza. Tuttavia i nostri territori rischiano di piombare in un regime di isolamento che viene amplificato ulteriormente  dal progetto di autonomia differenziata, dal modello proposto dal Ministro Valditara, dall’idea e dai risultati del decreto Caivano, che insieme al nuovo disegno di legge sulla sicurezza 1660 raccontano di un modello che colpisce e impoverisce i nostri territori e i sogni di tante ragazze e ragazzi.

La politica deve rimettere al centro la creazione, il finanziamento e il coordinamento dei servizi pubblici, necessari per co-programmare - insieme alle realtà - le politiche sociali di cui il territorio ha bisogno: l’antidoto più potente ed efficace alle camorre. Occorre mettere al centro l’ascolto di chi opera nei territori; quelle pensate, ragionate; quelle che vengono da una strategia pubblica e pianificata nel tempo; quelle non estemporanee, non calate dall’alto e improvvisate. Quelle che rispondono ad una urgenza e che non si costruiscono sull’onda di una emergenza mediatica. Quelle che puntano al dito piuttosto che alla luna.

Proprio per questo, il 27 novembre abbiamo chiesto un incontro alle principali Istituzioni. Il tempo del rimpallo delle responsabilità tra Istituzioni è finito. C’è bisogno di una governance inter-istituzionale, di un tavolo unico dove mettere insieme i diversi livelli istituzionali, da quelli più prossimi a quelli centrali, insieme alle realtà del Terzo Settore, in modo da procedere in maniera organica ed integrata, e chiedere: 

Al Comune:

Alla Regione:

Al Ministero della Cultura:

Al Ministero della Sanità:

Al Ministro dell’Istruzione 

Al Ministero dello Sport

Al Ministro dell’Interno:

Infine la collaborazione tra i Ministeri, Tribunali per i minorenni, Procure, Regione, Comuni ed enti del terzo settore per assicurare una concreta alternativa di vita ai soggetti minorenni provenienti da famiglie inserite in contesti di criminalità organizzata e ai familiari che si dissociano dalle logiche criminali, prendendo in considerazione la possibilità dell'allontanamento dei minori dalle rispettive famiglie e sondare la fattibilità di assicurare una reale alternativa di vita sul modello del protocollo Liberi di Scegliere
















LIBERIAMO NAPOLI DALLE VIOLENZE

ASSEMBLEA PUBBLICA

NAPOLI, PIAZZA DEL GESÙ - 9 NOVEMBRE ORE 10.00 

L’ennesima morte di un ragazzo, Emanuele, di quindici anni, è davanti ai nostri occhi: una ferita che colpisce e interroga Napoli ancora una volta. In città e in provincia gli eventi criminosi commessi da giovani e adolescenti seminano morte, come purtroppo è accaduto anche a San Sebastiano al Vesuvio, dove per “futili motivi” è stato colpito un altro giovane, Santo Romano, diciannove anni. La città metropolitana è fuori controllo.

Decine e decine di ragazze e ragazzi hanno perso la vita in questi anni tra le strade della città: vite spezzate da guerre di camorra, da violenze urbane, dalla marginalità, da contesti che vanno liberati dall’ingiustizia, dalla prevaricazione e dalla sopraffazione.

Armi, troppe armi. Pistole, esplosivi, armi di medio e piccolo taglio circolano tra le strade, le piazze, i vicoli e le scuole della nostra Napoli e feriscono, ammazzano, provocando dolore e morte. Armi e droghe, troppo facili da acquistare. Armi e droghe che finiscono nelle mani di giovani, adolescenti, bambini. Armi che vengono utilizzate senza controllo di giorno come di notte, quando gran parte della città spesso è lasciata in balia di bande e criminalità.

Liberare Napoli dall’uso e dalla cultura delle armi è l’urgenza di questo tempo. Che necessita di una strategia politica e culturale che deve strutturarsi e radicarsi nei luoghi e nel tempo. Sono passati trentanove anni dall’articolo di Giancarlo Siani che parlava dei muschilli, di minori sfruttati dalla camorra nei propri affari. E siamo ancora qui, a guardare attoniti ragazzini colpiti, coinvolti e travolti dalle stesse logiche violente; che anziché indebolirsi, sembrano radicarsi.

Oggi quei minori dispersi, disperati, abbandonati non sono spariti, si sono moltiplicati e sono ancora più soli, più arrabbiati, senza controllo, capaci di commettere errori e tragedie terribili a causa dell’ambiente in cui nascono, crescono e vivono; ambiente fatto di codici, linguaggi, gerarchie violente e prive di morale. Minori inesistenti per la politica, le istituzioni e l’opinione pubblica, salvo attenzionarli sempre e solo dopo l’avvenire di queste tragedie.

Come realtà di quartiere, parrocchie, scuole, cooperative, movimenti sociali, spazi culturali, biblioteche, associazioni sportive e presidi associativi sentiamo l’urgenza di prendere una posizione chiara e netta. Crediamo nell’educazione come potere di relazione, come possibilità di futuro, come opportunità per abbattere i muri di separazione che dividono Napoli in città diverse che convivono senza incontrarsi.

Siamo consapevoli dei tanti progressi che la nostra città ha compiuto ma sentiamo l’esigenza insopprimibile di ribadire che non possiamo stare tranquilli fino a quando un bambino, un adolescente, un giovane ha meno possibilità di altri suoi coetanei perché nato in un contesto difficile che non offre alle famiglie gli strumenti per uscire dalle condizioni di marginalità, di povertà e di esclusione.

Chiediamo inoltre che i temi dell’educazione, della prevenzione, dell’inclusione sociale delle fasce marginali devono tornare al centro del dibattito politico campano perché se è vero che i bambini non votano è ancor più vero – come è sotto gli occhi di tutti – che dalla loro educazione e dalle nostre strategie preventive passa il presente e il futuro della nostra città.

Serve che su Napoli e sulla Campania ci sia un “disegno” vero e lungimirante, frutto di un patto costante tra istituzioni, mondo del terzo settore, scuola, associazionismo, realtà imprenditoriali, chiese e realtà religiose: occorre un lavoro dignitoso, una sicurezza senza retorica, un controllo del territorio e un piano educativo straordinario che contempli interventi straordinari dagli asili all’età adulta, e non provvedimenti presi sull’onda mediatica e che puntano solo sulla repressione, senza prendere in carico le persone e i contesti. 

Il 9 novembre alle 10.00 ci incontriamo in Piazza del Gesù. Un microfono aperto, un’assemblea per ascoltarci e prendere parola pubblica insieme. Perché troppo ai margini è rimasta la necessità di un piano straordinario di risorse per l’educativa; perché troppo soli, troppo precari, troppo inascoltati siamo stati in questi anni. Un momento per rendere visibile lo straordinario lavoro che facciamo e per chiedere che le nostre pratiche innovative, generative, informali, collaborative diventino una politica pubblica. Perché abbia risorse, pensiero, continuità il lavoro di cura e di presa in carico che facciamo nelle comunità: nella scuola, nei territori.

3/11/2024

 

Adesioni

Patto Educativo per Napoli, Libera contro le mafie, Rete del Rione Sanità, Azione Cattolica Italiana Arcidiocesi di Napoli, Dedalus Cooperativa Sociale, GRIDAS – Gruppo Risveglio Dal Sonno, Scuola Calcio Arci Scampia, Associazione Dream Team – Donne in Rete, Arrevutammece, Associazione Napoli InVita - Rione Sanità, Coordinamento campano dei familiari delle vittime, Associazione Un Popolo In Cammino per Genny vive, Donne in Nero – Veglie contro le morti in mare di Napoli, Associazione Annalisa Durante, TerradiConfine, Larsec  - Secondigliano, Secondigliano ASD, FOQUS – Fondazione Quartieri Spagnoli, Unione degli Studenti, DPDB – Dalla Parte Dei Bambini, Mani Tese – Campania, Arci Movie, Maestri Di Strada, Stop Biocidio, Associazione Quartieri Spagnoli, Caritas Diocesana – Chiesa di Napoli, Legambiente Campania, Asso.Gio.Ca., Coop. Terra e Libertà, Coordinamento Kaos, Art. 33 – Gioco Immagine e Parole, Figli in Famiglia – ONLUS, Fondazione Famiglia di Maria, Xenia, SOMS Barra, Noi@Europe, Comitato Anticamorra per la legalità, Laboratorio Insurgencia, Forum Terzo Settore Campania, Consorzio CO.RE., TrAM - Travel for Action and Memory Cooperativa Sociale, LESS, AsCenDeR - Centro di Documentazione e Ricerca, Fondazione Siani, Fridays For Future Napoli, FaRe Comunità APS, Legambiente Parco Letterario Vesuvio APS, Venti di Speranza APS, ACLI Beni Culturali, Fondazione Silvia Ruotolo, Link Sindacato Universitario, Gesco Consorzio di Cooperative Sociali, Sepofà Cooperativa Sociale, Cgil Napoli e Campania, Uil Napoli e Campania, Uniti, ADOC, Parrocchia San Giorgio Maggiore, Agesci Zona Napoli, Fondazione Cusani ONLUS, Portofranco Napoli ODV ETS, AQuaS - Associazione Animazione Quartiere Scampia, CNGEI Sezione Napoli, Forum provinciale delle associazioni familiari di Napoli, ACLI Napoli Est, Voce di Vento, ANPI Caserta, Associazione tra i familiari delle vittime della strage sul treno rapido 904, Gentle Green Events, Scugnizzi a vela, Slowfood Napoli APS, NOI del Forum APS, Collettivo REC Restare e Creare, CISL Napoli, Traparentesi APS, Consulta regionale femminile Regione Campania, ANPI Comitato Provinciale di Napoli, S.S.D. Kodokan Sport Napoli, Miniera - Quartieri Spagnoli, Bambù Cooperativa Sociale, Il Millepiedi Cooperativa Sociale, Seme di Pace Cooperativa Sociale, Strada Facendo onlus insieme per Luigi Cerrito, Proodos Società Cooperativa Sociale, UDU Napoli, Associazione Fundacion San Giuseppe, Rete per la Sicurezza Minori ed Adolescenti, Associazione 31Salvatutti, Associazione Attivamente, Compagni di Viaggio ONLUS ETS, IOD Edizioni, Chi rom e chi no, Arrevuoto Teatro e Pedagogia, ANPI Collinare Aedo Violante, Rete Educativa del Rione Sanità, IF Imparare Fare ETS, Associazione Centro La Tenda, Fondazione Il Fatto Quotidiano, Refugees Welcome Napoli, Naposole associazione culturale APS, Comunità Palestinese della Campania, Teachers for Future Campania, Comitato Vele Scampia, Sottoterra Movimento Antimafie, Collettivo Musicanti Autogestiti, Italian Institute for the Future, Collettivo Viviani (ParcoViviani - Comunità del Parco), Fondazione di Comunità del Centro Storico di Napoli, Parrocchia S. Maria della Sanità - S. Severo - Maria SS del Carmine alle Fontanelle, Co-Operazione San Gennaro ETS, AEMAS Orchestra Sinfonica Quartieri Spagnoli, Merqurio associazione Napoli, Studio Popolare Altre Frequenze, Le ali della vita Napoli

Fiab Napoli Cicloverdi, Festival del Cinema dei Diritti Umani di Napoli, Associazione I Sedili di Napoli ETS, Associazione Donne Architetto-Napoli, Atelier Remida Napoli e Campania, Comitato Don Peppe Diana, Terra di Lei

E.I.P. Italia Scuola Strumento di Pace Campania, Amici di Peterpan, Parte da Noi, Santuario San Sebastiano martire in San Sebastiano al Vesuvio, Associazione La Scintilla, Legacoop Campania, UDI Napoli, CIF - Centro Italiano Femminile Napoli e Campania, Altra Napoli, Associazione Sanitansamble, Noi Genitori di Tutti, Legambiente Afragola

Collettivo Impronta, Periferia Attiva, Fatti di Napoletani Perbene, Poesie Metropolitane, PSY-COM Protocollo Napoli, UDI Portici-Ercolano, Cooperativa Sociale Giancarlo Siani, Associazione Napoletana Filosofia e Scienze Umane Renato Caccioppoli, Comitato Cittadini San Sebastiano al Vesuvio, Tutticolori, Associazione leggere per..., NonSoloChiara, I Teatrini Teatro nuove generazioni, APS Maddalena, Kolibrì Associazione Culturale, Comitato per la Tutela Ambientale di San Pietro a Patierno, ASD Barone Calcio, Associazione Soma&Psiche, Chiese evangeliche di Napoli, Consulta delle associazioni della IV Municipalità, III Municipalità del Comune di Napoli, VI Municipalità del Comune di Napoli, VIII Municipalità del Comune di Napoli, Fondazione Pol.I.S.