"Non è l'arte che cambia il mondo, non ci possiamo illudere, ma ci sono realtà come Brooklyn in cui la presenza di graffiti ha migliorato i quartieri." - Jorit Agoch
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Ispiratosi a Caravaggio, il ritratto del santo presenta le caratteristiche di un giovane operaio napoletano. Ubicato a pochi passi dal Duomo di Napoli, è lo scenario perfetto nei pressi del luogo dove abitualmente si tiene la cerimonia dello scioglimento del sangue di San Gennaro.
Il murale di San Gennaro firmato da Jorit occupa la facciata di un edificio con un’altezza di 15 metri nel quartiere di Forcella a Napoli, accanto alla Chiesa di San Giorgio Maggiore, come emblema di un atto territorializzante. Lo street artist è conosciuto per la produzione di ritratti di persone comuni, tutti caratterizzati da segni rossi sulle guance, simbolo di un rituale tribale africano e testimonianza di un desiderio di uguaglianza, la “Human Tribe“.
Il San Gennaro di Forcella raffigurato nel murale è un ragazzo comune, un carrozziere amico dello stesso artista, che diventa santo, il santo patrono di Napoli e risponde alla volontà dell’autore di indagare la realtà del luogo per esplicare un messaggio chiaro e diretto alla comunità.
Jorit ha sparso i suoi numerosi ritratti in giro per Napoli e la Campania con il passare del tempo, con l’intento di diffondere un senso comune di appartenenza ad una comunità di valori semplici, radicati e popolari. Tra i più celebri, Maradona e Che Guevara realizzati nella zona di San Giovanni a Teduccio. Anche questi tipicamente segnati da linee tribali sui volti ispirati a quelli della scarnificazione africana, per indicare l’appartenenza alla tribù.
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