Esposizione:
Convitto Principessa Felicita di Savoia
Via Principessa Felicita di Savoia, 8/11 Torino (di fronte a M. Cappuccini)
Orari esposizione: 9:00 - 19:30
Funerale:
Venerdì 17
Partenza dal Convitto: 14:45 circa
Cimitero centrale: 15:20
Il Partito Democratico di Rivoli ha espresso profonda commozione: «È mancato oggi Levio Bottazzi, figura di grande rilievo nella vita politica e amministrativa di Rivoli e della provincia torinese. Sindaco tra il 1987 e il 1988, ha dedicato tutta la sua vita al servizio delle istituzioni e della comunità. Con lui se ne va un uomo di cultura, di servizio e di dialogo. I compagni e le compagne e tutta la comunità del Partito Democratico di Rivoli lo ricordano con gratitudine e affetto. Le più sentite condoglianze ai figli».
La consigliera comunale Francesca Zoavo ha voluto ricordarlo con parole toccanti: «Ho appreso con grande dispiacere la notizia della scomparsa di Levio Bottazzi, sindaco di Rivoli per un periodo breve ma intenso. Uomo di grande cultura e figura di rilievo nella vita politica e amministrativa di Rivoli e della provincia torinese. Il mio percorso amministrativo era iniziato proprio con lui, prima come consigliere comunale e poi come assessora nella sua giunta. Lo ricordo non solo come amministratore capace e competente, ma anche come amico. Ciao Levio, fai buon viaggio. Ti ricorderò con affetto e gratitudine».
Gianluca Ottavio media@giornalelavoce.it 15 Ottobre 2025
Lutto a Rivoli per la scomparsa di Levio Bottazzi, ex sindaco e figura storica della politica piemontese. Aveva 95 anni e si è spento nella mattinata di mercoledì 15 ottobre.
Nato a Torino nel 1930, Bottazzi era laureato in Scienze politiche e aveva dedicato l’intera vita al servizio delle istituzioni. È stato consigliere e assessore della Provincia di Torino, occupandosi di Infrastrutture, Energia e Sviluppo del territorio, e sindaco di Rivoli tra il 1987 e il 1988. Nel corso della sua carriera aveva ricoperto anche la carica di presidente dell’allora AEM, la Azienda Elettrica Municipale di Torino, contribuendo allo sviluppo del teleriscaldamento in città.
Da giovane partigiano, Bottazzi si trovava nel carcere di via Asti durante la Liberazione, come aveva ricordato in numerose interviste. Un’esperienza che segnò profondamente la sua vita pubblica, sempre ispirata ai valori di libertà, impegno civile e memoria storica.
Negli ultimi anni era stato nominato presidente onorario della Consulta degli ex amministratori provinciali e metropolitani torinesi, incarico che celebrava la lunga dedizione al servizio delle istituzioni.
In una nota, la Città di Rivoli ha espresso il proprio cordoglio: «Figura storica della politica e dell’amministrazione locale. Già Sindaco della nostra città, ha dedicato l’intera vita al servizio delle istituzioni, della comunità e della memoria storica del nostro territorio ricoprendo numerosi ruoli amministrativi anche nella Provincia di Torino fino alla recente nomina a Presidente onorario della Consulta degli ex amministratori provinciali e metropolitani torinesi; riconoscimento che ne ha celebrato l’impegno e la passione civica. La Città di Rivoli si unisce al dolore dei familiari, dei colleghi e di tutti coloro che ne hanno apprezzato l’impegno, la competenza e la dedizione al bene pubblico».
Parole di vicinanza anche dalla Città metropolitana di Torino, che ha ricordato in un post: «Lutto nella famiglia della Città metropolitana di Torino. Si è spento Levio Bottazzi, presidente onorario della Consulta degli ex amministratori provinciali e metropolitani torinesi. Nato a Torino nel 1930, laureato in scienze politiche, una lunghissima carriera politica e amministrativa a Rivoli e nella Provincia di Torino, autore di studi, ricerche, volumi sulla storia locale, ha dedicato la sua vita alla politica e alle istituzioni. Condoglianze ai suoi cari».
Il Partito Democratico di Rivoli ha espresso profonda commozione: «È mancato oggi Levio Bottazzi, figura di grande rilievo nella vita politica e amministrativa di Rivoli e della provincia torinese. Sindaco tra il 1987 e il 1988, ha dedicato tutta la sua vita al servizio delle istituzioni e della comunità. Con lui se ne va un uomo di cultura, di servizio e di dialogo. I compagni e le compagne e tutta la comunità del Partito Democratico di Rivoli lo ricordano con gratitudine e affetto. Le più sentite condoglianze ai figli».
Anche la consigliera comunale Francesca Zoavo ha voluto ricordarlo con parole toccanti: «Ho appreso con grande dispiacere la notizia della scomparsa di Levio Bottazzi, sindaco di Rivoli per un periodo breve ma intenso. Uomo di grande cultura e figura di rilievo nella vita politica e amministrativa di Rivoli e della provincia torinese. Il mio percorso amministrativo era iniziato proprio con lui, prima come consigliere comunale e poi come assessora nella sua giunta. Lo ricordo non solo come amministratore capace e competente, ma anche come amico. Ciao Levio, fai buon viaggio. Ti ricorderò con affetto e gratitudine».
L’ultimo saluto a Levio Bottazzi si terrà venerdì 17 ottobre alle 15.20 al Cimitero Monumentale di Torino, in forma civile.
Con la sua scomparsa Rivoli perde un testimone della Resistenza, un amministratore di grande equilibrio e un uomo che ha fatto della politica un servizio per la collettività, unendo competenza, passione e umanità.
Si è spento Levio Bottazzi, presidente onorario della Consulta degli ex amministratori provinciali e metropolitani torinesi. Era nato a Torino nel 1930, vice sindaco di Rivoli negli anni Ottanta e consigliere della Provincia di Torino. Di lui si ricordano studi, ricerche e volumi sulla storia locale, ma soprattutto una vita dedicata all'impegno per il mondo del lavoro nella Cgil, dove fu segretario nazionale della Fnle (Federazione nazionale lavoratori energia).
Che bravo Levio Bottazzi, compagno competente col sorriso in volto". È la frase che si ritrova in una chat, ma che si duplica all'istante nell'animo di tutti coloro che hanno avuto modo di frequentarlo. Per usare un'espressione preso in comodato d'uso da chi lo ha conosciuto, "Levio Bottazzi non aveva necessità di mettersi in testa il berretto di capostazione per mostrare le sue competenze professionali e tecniche. Sapeva. Un sapere notevole il suo, accumulato nell'esperienza diretta all'Enel, successivamente nel sindacato Cgil di categoria (lavoratori dell'energia) e poi da vice presidente della Federelettrica, infine presidente dell'AEM, la municipalizzata del Comune di Torino. Ma più di ogni altra cosa, a livello strettamente personale, gli era rimasto cucito sulla pelle il diploma di perito elettronico preso all'Avogadro, con una votazione che gli aveva fatto guadagnare le attenzioni delle aziende del settore in cerca dei diplomati più bravi e meritevoli.
Mite, schivo, misurato, indifferente alla luce dei riflettori, Levio Bottazzi è stato un figlio perfetto della sua epoca di sindacalista della Cgil, un'epoca finalizzata ad anteporre sempre gli interessi dei lavoratori alle ambizioni personali, da Giuseppe Di Vittorio ad Agostino Novella a Luciano Lama. Levio Bottazzi era figlio di quella generazione e non ha fatto eccezione. Per rendersene conto e sfuggire alle tagliole della retorica, è sufficiente sfogliare gli archivi dell'Unità o della Fondazione Gramsci e leggere le cronache dei suoi interventi, il taglio politico dato alle iniziative sindacali, le battaglia affrontate per invitare il Paese ad una progettualità nel settore dell'energia che riflettesse il superamento delle discriminazioni, anche tariffarie nella distribuzione, tra Nord e Sud; tesi esposta in un convegno del Pci promosso a Palermo nel gennaio del 1979. Del resto, la questione meridionale fu uno dei suoi cavalli di battaglia privilegiati nel sindacato insieme alla partecipazione degli enti locali nelle aziende energetiche per contrastare le privatizzazioni.
E ancora mesi dopo, quasi a volere rafforzare la sua posizione, anche all'interno del movimento sindacale nel suo insieme, pose l'accento sulle inefficienze dell'Enel, sui ritardi nella programmazione delle centrali termoelettriche, un piano disatteso che risaliva al 1973, che nel quotidiano penalizzava il Mezzogiorno, più di altre aree a rischio di black-out. E con visione profetica, ricordò che il problema energetico era uno dei principali nodi da risolvere per lo sviluppo del Paese. Nodo che si sarebbe dovuto comunque affrontare in tempi strettissimi, sostenne, qualunque fosse la questione o le fonti alternative o l'energia nucleare, insieme a un serio piano di risparmio e di contenimenti dei consumi energetici.
Questioni delicate e centrali per lo sviluppo dell'industria e della società italiana, riprese sempre con vigore e competenza negli anni successivi anche all'interno del Pci torinese, di cui si ricordano alcuni passaggi al III Congresso regionale dal 23 al 25 maggio del 1986, al Teatro Ambra, in qualità di vice sindaco di Rivoli, congresso aperto dal capogruppo PCI in Consiglio Regionale Rinaldo Bontempi, cui aveva partecipato anche Valentino Castellani, all'epoca presidente del CSI e vice rettore del Politecnico di Torino.
Una citazione a sé merita poi il documento del Comitato regionale piemontese del Pci su Energia idroelettrica. Una importante iniziativa corredato proprio da una nota di Levio Bottazzi per la formulazione di un nuovo Piano energetico nazionale, studio elaborato dal Coordinamento nazionale dei comitati dell'Enel su "Una politica per l'Enel" nel 1987, alla vigilia del referendum sul nucleare.
Ma il lavoro che più lo ha avvicinato al miglioramento della qualità della vita dei torinesi è certamente la realizzazione del teleriscaldamento, a partire dai primi anni Ottanta, di cui può essere considerato a buona ragione uno dei padri.