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La Trilogia delle Ombre è un'opera dark fantasy: combina la fantasia con elementi dell'orrore. Non c'è lotta fra bene e male, la morale assume varie sfaccettature di grigio, e gli uomini spesso si rivelano peggiori dei mostri contro cui combattono.
La storia inizia nel Deserto di Fuoco, un posto inospitale, popolato da creature feroci. Lì in un accampamento di nomadi, i Nahin, nascerà Màlek, il Figlio del Temporale. La gente del posto l'ha soprannominato così perché ha avuto la sfortuna di venire al mondo durante un temporale, il primo vero dopo anni di siccità, e il funesto retaggio datogli da quel nome lo marchierà per sempre. Segnerà la sua infanzia, vivrà lutti e perdite, tragici eventi che alimenteranno in lui il suo desiderio di vendetta, finché non si troverà suo malgrado invischiato in qualcosa ben più grande di se stesso. Perseguitato dal passato e da oscure creature, Màlek sarà costretto a mettersi in viaggio al fianco di sua sorella Zahra e di un misterioso guerriero, per poi scoprire di condividere lo stesso destino con quell'uomo tanto diverso da lui. Il motivo però gli resterà oscuro, tanto quanto le origini della sfortuna che lo perseguita.
E' il libro primo della
Trilogia delle Ombre
Di un mondo desertico dove la fame e la sete sono compagne abituali, il popolo Nahin è riuscito a farne dimora intagliando la propria sopravvivenza con lame e sangue.
Màlek non ha potuto dimenticare gli anni tragici della sua giovinezza. Spinto soltanto da un primordiale istinto di vendetta riuscirà a fare luce su ciò che realmente avvenne, tuttavia un insospettato destino lo attende.
"Resistere fino allo stremo. Piegare il mondo alla propria volontà. Non desistere. Mai!"
Il codice della Guardia
E' il libro secondo della
Trilogia delle Ombre
Tarutra, la capitale.
Un posto duro dove vivere.
Un posto duro dove crescere.
Mentre Malek e Zahra proseguono il loro viaggio in cerca di risposte, Kuo dovrà vernire a patti con il proprio passato. Una voragine oscura e misteriosa, infestata da fantasmi, dai quali non potrà mai fuggire.
"Il mondo ci ha fatto sanguinare e noi ricambieremo il sangue con il sangue e la nostra rivincita sarà cento volte più terribile!”
Il motto dei Senza Nome
E' il libro terzo della
Trilogia delle Ombre
Alvion, l’isola perduta.
Un incubo traboccante di Ombre che attendono la loro vendetta.
Un sogno di rinascita per il suo popolo in esilio.
Kuo, Màlek e Zahra si troveranno coinvolti nei giochi di potere dei druidi e del re.
La fuga è l’unica speranza di sopravvivenza, o il momento della resa dei conti è infine arrivato?
“Giuro di impegnare la mia vita a protezione della Dea bambina e madre, creatrice di ogni cosa, finché il mio corpo non sarà ombra e le mie carni non diverranno polvere.”
Il giuramento dei Guardiani del Santuario
I personaggi principali della trilogia sono tre e costituiscono il vero motore della trama, oltre che il cuore pulsante dei romanzi. La storia si muove grazie a loro, ai loro desideri, fantasie e paure. Sono spinti dalla voglia di sopravvivere e prevalere, da motivi egoistici e personali, non da ideali intangibili, come spesso accade nei fantasy classici.
Lui è Màlek, il Figlio del Temporale, soprannominato così poiché è nato durante una notte temporalesca ed è il primo dei protagonisti della trilogia.
È un Nahin, un nomade del deserto e la caratteristica della sua popolazione è la pelle scura tendente al rossiccio.
Ha una faccia da bravo ragazzo, è vero, ma, fedele al proprio nome, è un'adorabile testa calda. Ha problemi a gestire le emozioni forti, come la rabbia, ma è votato alla famiglia e alle persone a cui vuole bene fino al midollo.
Farebbe di tutto per loro, persino ammazzare qualcuno e il funesto retaggio datogli dal suo soprannome gli renderà le cose molto difficili.
Ma non voglio dire altro, preferisco che sia Màlek a presentare se stesso con questo breve scorcio tratto da: Il Figlio del Temporale.
“Màlek diede un colpo allo sterno del primo a giungergli vicino e, quando rovinò in ginocchio, l'afferrò per i capelli e gli puntò la lama alla giugulare.
In seguito a quel gesto di minaccia, tutti i ribelli d'intorno si arrestarono e indietreggiarono.
«Non fate sciocchezze», disse Iano con voce tremante, tuttavia Màlek aveva già reciso la gola del malcapitato, il quale cadde a terra boccheggiante.
«Bastardo!» gridò un secondo uomo, mentre si staccava dal gruppo per corrergli contro.
Brandiva un randello, ma non ebbe il tempo di avvicinarsi che anche lui venne pugnalato a un fianco e atterrato.
«SIETE ANCORA DECISI A METTERVI CONTRO DI ME?!» urlò feroce Màlek con quanto fiato aveva in corpo. «Ucciderò chiunque decida di avvicinarsi a mia sorella! È UNA PROMESSA!»
Dopodiché si guardò intorno, gli occhi sgranati e il viso paonazzo, scrutando i propri avversari come fosse un predatore.
Gli uomini di Iano lo osservavano terrorizzati; nessuno di loro sembrava pronto a rischiare lo scontro.”
Lui è Kuo. Il secondo dei protagonisti della trilogia.
Le sue origini sono sconosciute, ma i tratti somatici tradiscono un retaggio del nord di Gahazia.
Il suo ruolo all'interno della storia è quello del risolutore: è capace di mantenere la calma in qualsiasi situazione e quindi capace di tirar fuori la gente dai casini. Ha una stoicità da fare invidia, una testaccia durissima e si affeziona di rado, ma quando si lega è per la vita. I suoi punti di forza sono anche i suoi più grandi limiti e presto o tardi si ritrova a pagare lo scotto delle sue azioni e della sua vita estrema.
Ma non voglio dire altro, preferisco che sia Kuo a presentare se stesso con questo breve scorcio tratto da: Il Guerriero senza Passato.
"Airen indirizzò lo sguardo verso Kuo, poi le sue labbra si mossero, emettendo un flebile suono:
«No... non sto bene. Non ce la faccio, non ce la faccio più ad andare avanti...»
«Perdere Roel è stato... terribile, lo so, ma sai bene che lui non avrebbe voluto vederti così. Avrebbe voluto che finissimo ciò che abbiamo iniziato, insieme.»
Quegli incitamenti non sortirono l'effetto sperato. Il pianto di Airen prese il sopravvento, solcando le sue guance e facendola singhiozzare.
«Kuo... io... io non sono forte come te... non ho il tuo stesso animo guerriero. Non ti ha mai sopportato perché... perché tu sei esattamente come vorrei essere, capace di combattere per le tue idee e perseguire i tuoi obiettivi senza fermarti davanti a niente e nessuno. La morte di Roel è stata l'ultima goccia... non posso più vivere in questo modo... voglio solo andarmene come tutti gli altri prima di me...»
Kuo rimase in silenzio ad ascoltarla, ma più il tempo passava, più l'iniziale espressione di compassione andava svanendo dal suo volto, fin quando non venne rimpiazzata da un duro sguardo.
L’afferrò dai polsi e la tirò su, costringendola a mettersi seduta con fare piuttosto sgarbato, dopodiché piantò i suoi occhi in quelli di lei e scandì:
«Sono come sono non perché vi sono nato, ho imparato a essere così. Non ci sono limiti a ciò che puoi fare, sono soltanto nella tua testa. Adesso rivestiti e cerca di riacquistare un po' di orgoglio, sennò ti lascio qui a marcire con questa marmaglia.»"
Lei è Zahra, la terza dei protagonisti della trilogia.
È una Nahin, una nomade del deserto, e la caratteristica della sua popolazione è la pelle scura tendente al rossiccio.
Seppur in questa immagine di rappresentanza debba apparire bella e ben vestita, nella vita di tutti i giorni preferirebbe abiti comodi, pratici, e ben pochi altri ninnoli.
I miei lettori l'hanno descritta come un personaggio audace, forte. Io vedo anche le sue debolezze (dopotutto chi non le ha?) e proprio per questo la ritengo molto più bilanciata rispetto ai suoi compagni uomini: è saggia e passionale al tempo stesso. Tira scappellotti a chi se li merita, ma sa anche essere dolce e accogliente con le persone a cui tiene.
Ma non voglio dire altro, preferisco che sia Zahra a presentare se stessa con questo breve scorcio tratto da: Il Figlio del Temporale.
"Gli occhi di Zahra furono attraversati da un bagliore e la maschera di tranquillità, tenuta fino a quel momento, le scivolò via.
«Voi non mi avete sconfitta, non prendetevi meriti non vostri! E proprio poiché non vi siete riuscito che mi avete fatto qualcosa di peggio. Siete solo un vigliacco e un incapace.»
Kuo la trafisse con lo sguardo e si alzò.
«Audaci parole per una donna e per di più disarmata. È per questo che siete qui? Per insultarmi e minacciarmi? Se è così avreste dovuto riflettere più a lungo prima di stanare un lupo dalla sua tana.»
Detto ciò, iniziò ad avanzare e Zahra fu tentata per un attimo di scappare, ma invece decise di restare, ferma e al proprio posto."
La Trilogia delle Ombre è ambientata a Gahazia, un continente che ricalca la natura multietnica dell'Europa e del Medio Oriente. Il periodo storico è a cavallo fra il XVII-XVIII secolo, dove spade e falchion devono misurarsi con fucili e pistole, e dove antichi credi e superstizioni devono venire a patti con il pensiero laico e la modernità.
La storia inizia con il libro "Il Figlio del Temporale" che è per lo più ambientato nel Deserto di Fuoco. E' un posto inospitale, arido e popolato da creature feroci. Le persone debbono lottare per la sopravvivenza e sottostare alle severe regole imposte dagli Dei in modo tale da assicurarsela.
Con il proseguio della storia l'ambientazione cambia, ci si sposta più nell'ovest di Gahazia, e già ne "Il Guerriero senza Passato" ci troviamo a viaggiare lungo la Costa Brava. Qui i protagonisti debbono confrontarsi con pirati, farabutti e contrabbandieri, avversari ben diversi rispetto alle feroci bestie del deserto, ma non meno pericolosi.
La ricerca della verità e il susseguirsi di varie avversità, spingeranno infine i personaggi a esplorare Navut e le fredde lande del nord, la Federazione e finanche l'isola perduta di Alvion.
Il perché resta, però, un mistero e starà a voi lettori scoprirlo.
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Siciliana di nascita, emigrata per necessità, Neith Archer è il nome d’arte dietro cui si nasconde la vera me, Isabella Muscolino, autrice a cui piace raccontare di mondi estranei al nostro, di regole sovvertite, di battaglie, di sofferenza, d'amore e di gioia.
Nascevo in Sicilia nel 1986 e sin da bambina ho sempre dimostrato una predilezione per il fantasy e per la scrittura. Ho iniziato a interessarmi alla Scrittura Creativa nel 2017 e ho approfondito questa passione tramite diversi corsi. Sono Psicologa, ma mi piace lavorare anche come Writing Coach e fornire consigli e sostegno per scrittori alle prime armi (scopri di più). Al momento collaboro anche con Scripta, un blog che si occupa di editing e scrittura creativa, dove ho avviato una rubrica mensile di Psicologia Applicata alla Scrittura (scopri di più).
Neith Archer nasce quando avevo circa diciotto anni. È stata il mio primo personaggio di Dungeons and Dragons mai creato ed è diventata il mio pseudonimo preferito sui social, ma anche per la pubblicazione dei miei lavori.