Perché il Premio di Narrativa breve La Compagnia, in memoria di Riccardo Sicilia?
Riccardo amava e ama. Le persone e gli animali, la natura e l’architettura, il cielo stellato e l’alba, la musica indie e il frinire dei grilli, i tessuti pregiati e le tele dei ragni, i fumetti e la letteratura, il mistero e la complessa semplicità di ciò che si svela, l’arte e l'incanto.
Riccardo amava e ama la vita e le innumerevoli vite che credeva abitassero altre dimensioni della realtà.
Più di tutto amava e ama, ora in un’altra forma, stare in compagnia della sua gente, a cui ha donato con generosità e gioia la preziosa gemma dell’ascolto e dell’abbraccio, della condivisione e dell’aiuto, della cura e della compassione, della gentilezza e di quella rara capacità di relativizzare tutto ciò che ci fa soffrire e che ci angustia. Ancora oggi, ci guarda dalla foto sulla lapide con un sorriso sornione che sembra rispondere alle nostre lacrime, con una sua riflessione - Dai non è niente di importante e definitivo. Ci riabbracceremo ancora e ancora e ancora ancora e ancora e ancora, in questa e in altre infinite dimensioni.
Questo Premio di Narrativa Breve è la continuazione di uno dei tantissimi abbracci che hanno dato valore e significanza alla nostra vita con Riccardo.
È anche un cercare di spingere le scrittrici e gli scrittori di ogni età, che parteciperanno con un loro racconto, a buttarsi letteralmente nelle braccia della vita in qualsiasi forma essa si palesi loro, e certo la compagnia è l’occasione d’eccellenza per restare umani, ma per davvero, senza comodi paraventi tecnologici. Occhi che scrutano altri occhi, voci che vibrano all’unisono, labbra che si schiudono al sorriso, mani che si stringono. Gioia di (con) vivere.
La Compagnia esalta, dà vigore e luce a ciò che siamo. Nello sguardo degli altri noi rintracciamo molecole di felicità in viaggio verso di noi.
La Compagnia ha una funzione generativa e salvifica. Ha la capacità di farci intravedere la nostra vera essenza e soprattutto di accoglierla, accettarla, vivificarla, senza paura e remora alcuna. Nello stesso tempo, con un minimo sforzo quantistico, attraverso occhi e menti, resi speciali dalla sospensione del giudizio, guardiamo a cuore aperto ciò che anima ed emoziona o atterrisce e spaventa, chi è con noi in Compagnia. Sta a noi la scelta in questi tempi controversi, ritrarci o tendere le mani in un abbraccio tenero e compassionevole. Scrivere, seppur in un breve racconto, la magia dell’incontro è un dono a noi stessi e a chi ci leggerà.
Riccardo oggi è racchiuso in una lacrima, in un singhiozzo, in un tremito, in un rimpianto. È una reazione umana ma profondamente ingiusta. Lui è solo un giovane uomo gioioso e gentile, passato presto dall’altra parte. Da lì non ha mai smesso di mandare segnali d’amore e di serenità alla sua famiglia, e alla sua Compagnia.
Siamo sicuri che risuonerà in ogni racconto che parteciperà a questo Premio.