K E I N

composer ・ ・ sound designer ・ ・ travel addict

Contemporary Electronic Music since 2006

FLUG Band

Luciana Patullo (voice)

Giuseppe “Zingiu” Zingaro (guitar, voice)

Kein (programming, bass guitar)

Musica elettronica, chitarre glaciali, glitch e poesia. Anime lontane che si rincorrono e si incontrano, fino a fondersi. Quando non prendersi sul serio è una tendenza sempre più seguita, un collettivo di musicisti decide fare il contrario. Flug è un’architettura sonora fatta di immagini, storie ed intuizioni”.

FLUG Ep (2012)

Music and lyrics: Flug

Mixing: Roberto Cola – Il piano B, Progetti Sonori (Roma)

Mastering: De Carolis – Reference Mastering Studios (Roma)

Artwork: Civico | 32 (Campobasso)

> > Listen

  • Videoclip “Orizzonte”: IDIO
  • Video “Gita al Lago Live” (Circolo degli Artisti, Roma)
  • Videoclip “Niente, mix di 21 fotogrammi”: Ivana Volpe

SOUND DESIGN / SOUNDTRACKS

Sound Design and Soundtracks for experimental theatre and various multimedia projects.

Need sound design or music for your projects?

> > Contact me

DOGMA

Studio in tre atti + uno

by Nicola Macolino

w/ Barbara Petti & Andrea Lorena Cianchetta

Sound design: KEIN

Assistant director: Michele Mariano

Director, scenes and costume designer: Nicola Macolino

Production: Abraxas Lab

> > Trailer

FILTER

Your LIVE electronic music gig in town.

'Filter' è il Collettivo nato della collaborazione tra Kein, Vj Raster e Soupy Records, con gli obiettivi di costruire un contenitore di live set audio / video e showcase incentrato sulla musica elettronica sperimentale a 360° e di portare in Molise il meglio della scena underground italiana, rigorosamente dal vivo.

Nel corso del progetto che si è sviluppato tra il 2015 ed il 2016 all'interno del Brickout Club di Campobasso, non sono mancate altre iniziative come Dj Set, interventi di arte contemporanea ed esperimenti di videoarte.

Protagonisti degli eventi live sono stati, per lo più, artisti che abbiamo avuto modo di incontrare, conoscere ed apprezzare in occasione di performance e festival in giro per l’Italia e con i quali, in molti casi, abbiamo avuto il privilegio di condividerne pubblico e palco.

‘Filter’ è una finestra da cui abbiamo lasciato filtrare un po’ di luce dalla migliore scena italiana e straniera, ed ha rappresentato , nel nostro territorio, una diversa chiave di lettura della musica elettronica contemporanea.

Un incubatore di eventi e progetti nel campo dei new media, della performing art e della musica elettronica contemporanea, quale luogo di accoglienza e di incontro per gli artisti underground più rappresentativi della penisola.

Kein ・ ・ Vj Raster ・ ・ Soupy Records ・ ・ Brickout

Guest Artists:

K-Conjog ・ ・ Matilde Davoli ・ ・ Stèv ・ ・ Sgamo ・ ・ Q*ing ・ ・ Deliuan ・ ・ Dubsley ・ ・ Earthquake Island

Resident Artists:

Kein & Vj Raster.

KEIN SECRET DIARY

Distancing our aims from mere profiteering, bringing music and art into unconventional yet familiar places, thus restoring status to the art itself and freeing it from compromises and the overexploitation of mass consumption” (Kein).

from compromises and the overexploitation of mass consumption” (Kein).

Made in Italy, Molise

All Rights Reserved © 2012 - 2015

Friends and Partners

Vj Raster, IO project, Movoloco, Mario Casmirro, Barbara Esposito

EN

The Project

Doing up fresh, unconventional spaces to experiment with the Secret Concert formula.

Immersed in an intimate and friendly atmosphere, with local wine, strictly organic products and homemade sweets, with the aim to promote the link between modernity and the places’ tradition.

KEIN’s Live Sets are adapted to the characteristic atmosphere of each specially chosen location and are accompanied by video art, video_mapping, photography and contemporary art in collaboration with other artists.

Private events with a limited audience number. Advanced reservation only.

Distancing our aims from mere profiteering, bringing music and art into unconventional yet familiar places, thus restoring status to the art itself and freeing it from compromises and the overexploitation of mass consumption” (Kein).

ITA

Il Progetto

Riqualificare spazi inediti e non convenzionali per sperimentare la formula del Secret Concert.

Immersi in un’atmosfera raccolta e familiare, con vino locale, prodotti rigorosamente biologici e dolci “fatti in casa”, con l’obiettivo di favorire il legame tra contemporaneità e tradizione dei luoghi.

Il Live Set di KEIN e adattato di volta in volta alle peculiari atmosfere delle location prescelte ed è accompagnato da interventi di videoarte, video_mapping, fotografia e arte contemporanea in collaborazione con altri artisti.

Eventi privati a numero chiuso ai quali e possibile partecipare solo su prenotazione.

Emarginarsi dalle logiche di profitto, portare la musica e l’arte in luoghi familiari e non convenzionali sono un modo per restituire dignità all’arte stessa, liberandola dai compromessi e dall’illegittimo sfruttamento riservatole nei luoghi di massa” (Kein).

EN

Report

The ‘Secret Diary’ report is intended as a way to witness and share an experience that has enriched us greatly, though certainly not in economic terms, since the project was thought up, started and has developed following a perspective of total self-management, familiarity and sharing.

I have personally taken part in the expenditure that a project like this inevitably requires.

And I, myself, have turned down any form of profit or reimbursement.

This is an experience that we have intentionally limited to an exclusively private dimension, thereby simplifying some of the bureaucratic issues faced.

An experience that we wanted to build by ourselves, with our own resources and our own ideas, without compromise and without the aid of any public or private entities.

I believe that self-management and the rejection of external resources have enriched both our experience and the project, making them innovative and unique.

We excluded ourselves from the mindset of profit and thus from the masses.

In this way it was possible to immerse ourselves in a truly new artistic and musical experience, unprecedented for these places.

Yet, despite the private nature of our experience, we felt the need to open ourselves to the enthusiasm of those who have proved to aspire to ‘innovation’ and to be able to grasp its intimate originality.

And now we would like our private experience to be shared and appreciated on a wider scale through this short report.

The project came about as a natural response to a twofold need.

On the one hand, the desire to return to perform in my birthplace became inescapable.

And yet, I wanted to do so in new and more unconventional ways, by encouraging A.M.A.P. the link between the modernity and the places’ tradition.

On the other hand, I felt the need to give shape to an idea that I had kept inside of me for a long while, even though it always had a rather blurred and undefined form.

I have always wanted to bring my performances to secluded, unusual and unconventional places.

Artistically pristine locations and proudly at a distance from the noise of mass phenomena.

ITA

Il Racconto

Il resoconto del “Secret Diary” vuole essere un modo per testimoniare e condividere un’esperienza che ci ha fortemente arricchiti. Certamente non sul piano economico, dal momento che il progetto è stato ideato, è nato ed è cresciuto in un’ottica di totale autogestione, di pura familiarità e condivisione.

Io stesso ho partecipato personalmente alle spese che inevitabilmente un progetto del genere impone.

Ed io stesso ho rinunciato a qualsiasi forma di profitto o di rimborso.

Un’esperienza che volutamente abbiamo circoscritto ad una dimensione squisitamente privata, così semplificando talune questioni burocratiche.

Un’esperienza che abbiamo voluto costruire da soli, con le nostre forze e con le nostre idee, senza nessun compromesso e senza l’aiuto di nessun soggetto pubblico o privato.

Sono convinto che l’autogestione ed il rifiuto di risorse economiche esterne abbiano arricchito - rendendo diversi e nuovi - la nostra esperienza ed il progetto.

Abbiamo deciso di emarginarci dalle logiche di profitto, dalla massa.

In questo modo è stato possibile immergerci in un’esperienza artistica e musicale realmente nuova, inedita per questi luoghi.

Eppure, nonostante il carattere privato di questa nostra esperienza, abbiamo avvertito l’urgenza di aprirci all’entusiasmo di quanti hanno dimostrato di aspirare al “nuovo” e di coglierne l’intima originalità.

Ed oggi vogliamo che la nostra esperienza privata possa essere condivisa ed apprezzata anche all’esterno attraverso questo breve resoconto.

Il progetto è nato come naturale risposta ad una duplice esigenza.

Da un lato la voglia di tornare a suonare nella mia terra era diventata ormai ineluttabile.

E tuttavia, volevo farlo con modalità nuove e non scontate, favorendo il più possibile il legame tra contemporaneità e tradizione dei luoghi.

Dall’altro avvertivo il bisogno di dare corpo ad un’idea che custodivo dentro di me da molto tempo, anche se aveva mantenuto sempre dei contorni labili ed indefiniti.

Ho sempre desiderato portare la mia performance in luoghi appartati, insoliti, inediti e non convenzionali.

Location artisticamente incontaminate ed orgogliosamente distanti dal frastuono dei fenomeni di massa.

EN

Of course, I didn’t invent the Secret Concert formula, but it was definitely the spark, the platform or, if you like, the vehicle through which my project has had the chance to shape and evolve in a totally new and independent way.

It wasn’t enough for me ‘to lock away’ my performance in any given place.

I needed to ‘build the locations personally’.

Choosing them carefully, studying and re-thinking them in a new light, and then adapting and redeveloping them in order to make them suitable to hold a new experience.

Virgin locations, when looked at from an artistic point of view, that are always different and unique.

Only in this way has it been possible to avoid the ‘obvious’, the ‘already seen’ and the ’already heard’, giving our ‘loyal audiences’ a unique, one in a million experience each time.

Each location represented the shell in which we constructed each event.

Each ‘secret concert’, in fact, was conceived in a way that would guarantee its own unique identity, though each of them has represented one of the many pieces of a single path, a common storyline and route, similar to that of a ‘Dear Diary’.

The frame of each location needed to be filled with content, but my performance and my music, by themselves, wouldn’t have been enough.

For this reason, I decided to enhance my performance with the work, experience and ideas of some fellow, like-minded artists.

And I would like to thank all those who have generously offered their assistance in various forms.

Starting with new and old friends who have voluntarily contributed to covering the costs of each ‘secret concert’, showing that it is possible to enjoy and share a (perhaps unparalleled) cultural, artistic and musical spectacle at an affordable price.

Thanks to the contribution of all volunteers, it has been possible to include, despite working within a tight budget, excellent organic products which were offered to our audience completely free of charge.

Desire and passion are the key to solving all problems.

The food and wine offered to our audience were the result of experience and passion made freely available by our grandmothers, our companions, our neighbours and our fellow farmers who delighted us with high-quality products, prepared following strictly traditional recipes.

We wanted to trust only in ourselves and in the genuine products of our homes.

I would like to thank all my fellow musicians, photographers, video artists and friends who have contributed to the realization of this project, providing us – without asking for a cent - the necessary equipment, lighting and staging to make the concerts and the video_mapping performances run successfully. Thanks to them, most importantly, for providing us with their performances, creative work and constant professionalism.

I’d also like to thank all those who have contributed in other ways, from those who have freely given us access to their unique, private ‘microplaces’ to those who have donated their time and effort in manual labour.

As I said at the beginning, this experience has greatly enriched us.

Of course, from a cultural point of view since we have been able to combine collaborative work, personal experience and stimulating new journeys, but it has also enriched us on a human level.

We have made new friends with whom we formed genuine bonds of sincere affection.

My sincere thanks to every single Secret Concert audience member who has had the patience to book, wait for a confirmation email, be punctual to our appointments while never knowing exactly which unusual place we would have taken them to and what kind of event they were going to attend.

Thanks also to all those who were unable to participate in the various chapters of ‘Secret Diary’ because of the small size of the chosen locations.

My sincere thanks to everyone.

ITA

La formula del secret concert non l’ho certo inventata io, ma ha costituito la scintilla, la piattaforma o, se vogliamo, il veicolo attraverso il quale il mio progetto ha potuto prendere forma e svilupparsi in maniera nuova ed indipendente.

Non mi bastava “rinchiudere” la mia performance in posti qualunque.

Avevo bisogno di “costruire personalmente le location”.

Sceglierle con cura, studiarle e pensarle in un’ottica nuova, per poi riadattarle e riqualificarle al fine di renderle utili a contenere un’esperienza completamente nuova.

Location assolutamente vergini dal punto di vista artistico, sempre diverse e sempre nuove.

Solo in questo modo sarebbe stato possibile evitare il “banale”, il “già visto” ed il “già sentito”, garantendo agli amici-spettatori un’esperienza ogni volta diversa, di per sé unica ed irripetibile.

Ogni location è stata l’involucro dentro cui abbiamo costruito ogni appuntamento.

Ciascuno dei “secret concert”, infatti, è stato studiato per garantirgli una propria irripetibile identità e, tuttavia, ciascuno di essi ha rappresentato uno dei tasselli di un percorso unitario, di un racconto e di una storia comuni, come si fa con un diario.

La cornice delle diverse location aveva bisogno di essere riempita di contenuti, ma la mia performance e la mia musica, da sole, non sarebbero state sufficienti.

Per questo, ho preferito accompagnare la mia performance con il lavoro, l’esperienza e le idee di altri amici artisti.

E voglio ringraziare coloro che hanno offerto, in varie forme, il loro generoso contributo.

A cominciare da tutti gli amici vecchi e nuovi che hanno spontaneamente contribuito ai costi dei singoli “secret concert”, dimostrando che è possibile fruire e condividere uno spettacolo culturale, artistico e musicale (probabilmente unico), a basso costo.

Grazie al contributo delle volontarie e dei volontari, è stato possibile far rientrare nei costi del progetto ottimi prodotti biologici che sono stati offerti agli amici-spettatori in maniera del tutto gratuita.

La voglia e la passione sono la chiave di tutto.

Il cibo ed il vino offerti agli amici-spettatori sono stati il frutto dell’esperienza e della passione messe gratuitamente a disposizione dalle nostre nonne, dalle nostre compagne, dalle nostre vicine di casa, dai nostri amici contadini, che ci hanno deliziato con prodotti di alta qualità della tradizione locale.

Abbiamo voluto fidarci solo di noi stessi e dei prodotti genuini di casa nostra.

Ci tengo a ringraziare tutti i Colleghi musicisti, i fotografi, i videoartisti e, più in generale, i nostri amici che di volta in volta hanno offerto il loror contribuito per la realizzazione del progetto, mettendo a disposizione gratuitamente la strumentazione necessaria per la riuscita del concerto e degli spettacoli di “videomapping”, la corrente, le luci e, soprattutto, le loro performance, le loro opere e le loro professionalità.

Grazie anche a tutti coloro che hanno offerto il loro piccolo grande contributo in altre forme, a quanti ci hanno donato gratuitamente i loro inediti “microluoghi” privati o il loro lavoro manuale.

Dicevo poc’anzi, che quest’esperienza ci ha fortemente arricchiti.

Certamente ci ha arricchiti sul piano culturale dal momento che abbiamo potuto intrecciare collaborazioni, esperienze e nuovi percorsi stimolanti, ma ci ha anche arricchiti sotto il profilo umano.

Abbiamo conosciuto nuovi amici con i quali abbiamo intessuto sinceri legami di affetto.

Un grazie di cuore a tutti gli “spettatori” dei singoli “secret concert” che hanno avuto la pazienza di prenotare, di attendere una email di conferma, che sono stati puntuali ai nostri appuntamenti pur non sapendo in quale luogo inconsueto li avremmo portati e a che tipo di evento avrebbero assistito.

Grazie anche a tutti coloro che non sono riusciti a partecipare ai diversi capitoli del “Secret Diary” a causa della dimensione ridotta delle location prescelte.

Grazie davvero a tutti.

To be continued, to be exported…

KEIN Secret Diary / Roadmap

Secret Concert - chapter # 1


Location 1.0 → | the wine cellar |

KEIN Live Set + Vj Set & Video_mapping by Vj Raster

Secret Concert - chapter # 2


Location 2.0 → | garage |

KEIN Live Set + Vj Set & Video_mapping by Vj Raster

Secret Concert - chapter # 3

picnic edition

Location 3.0 → | oak |

KEIN Live Set + Vj Set & Video_mapping by Vj Raster

+ exhibition by Mario Casmirro

Secret Concert - chapter # 4

Location 4.0 → | the tower |

KEIN Live Set

‘in BLOOM’ Preview # 01 > Audiobulb Records (UK)

+ Vj Set & Video_mapping by Vj Raster

Preview of the movie ‘Women of Molise’ by Agapito Di Pilla

+ Barbara Esposito

Contemporary Art

Secret Concert – chapter # 5

Location 5.0 → | old oil mill |

KEIN + Basmati (A/V Live Set)

+ Sant’Agapito Smart Village

(Live Visuals - Performances - Virtual Tours - Augmented Reality)

about ・ cv

press

#catalogue

#gallery

#dates

#projects