La parità di genere nell'accademia italiana. Politiche, pratiche e attori.
(con Laura Azzolina, Carla Monteleone e Andrea Biagiotti)
La ricerca internazionale mostra come l’aumento del numero delle accademiche, anche in contesti in cui la femminilizzazione delle cariche è stata più rapida, non ha corrisposto ad un progresso verso una maggiore parità di genere nell’accesso a ruoli di influenza, ma piuttosto al declino dello status connesso all’esercizio di tali ruoli. Fra i cambiamenti che hanno interessato i sistemi di istruzione superiori dei Paesi occidentali, la letteratura ha infatti evidenziato una crescente differenziazione dei ruoli accademici, fra ruoli di maggiore prestigio cui viene attribuito maggiore riconoscimento all’interno della comunità accademica e ruoli burocratici ed esecutivi che godono invece di scarso riconoscimento e in cui le donne hanno più probabilità di progredire.
Il contributo dunque, a partire da un'analisi empirica sviluppata all'interno del Prin Gea Gendering academica, cerca di problematizzare la difficoltà delle accademiche di raggiungere le posizioni più elevate nella gerarchia degli organi di governo (poche donne negli organi che più contano) e la maggiore probabilità, invece, che siano coinvolte in compiti e funzioni secondarie, ciò che la letteratura internazionale segnala come segregazione funzionale femminile nella professione accademica.
Short bio
Carmela Guarascio è Ricercatrice in Sociologia economica presso il Dipartimento di Scienze politiche e sociali dell'Università della Calabria.
È docente di sociologia del lavoro e sociologia dei consumi.
I suoi interessi di ricerca ruotano attorno alle tematiche dell'economia solidale, del mercato del lavoro e della political economy comparata, con particolare attenzione alle disuguaglianze, ai meccanismi di cooperazione e all'innovazione.
È stata visiting fellow presso l'Università Federale di Bahia, l'Apes di Lille e il CNAM di Parigi.