"Il Monferrato, quell’ampia porzione di territorio a sud del Piemonte che si estende dal Po fin quasi alla Liguria, è una terra antica. Il suo nome è legato alla romantica figura del marchese Aleramo, vissuto tra il 904 e il 993, e a quella sua sfrenata corsa a cavallo durata tre giorni e tre notti concessagli dall’imperatore Ottone per definire i confini della terra che il 21 marzo dell’anno 967 sarebbe diventata sua; l’avrebbe infatti chiamata Monferrato dal mattone (mòn) che utilizzò per ferrare il cavallo, rimasto privo di un ferro (fèr) durante l’irrefrenabile cavalcata.
Otre a essere antica, quella del Monferrato è una terra autentica, rimasta fuori dai grandi circuiti turistici che hanno portato le Langhe alla ribalta del mondo. Ma, come le Langhe, ha moltissimi motivi d’incanto. Anche qui ci sono i tartufi e le vigne che risalgono i colli fino a incidersi nel cielo, e in cima le panchine giganti dell’americano Chris Bangle che regalano panorami mozzafiato su Alpi e Appennini. E poi i piccoli paesi disseminati sulle colline, spesso sovrastati da castelli e ognuno portatore di sapori unici: la Robiola di Roccaverano, il cardo gobbo di Nizza, i bolliti misti di Moncalvo, gli amaretti di Mombaruzzo e così via.
Difficile consigliare una città più che un’altra: ad Asti si celebrano il Medioevo e il barocco, Vittorio e Benedetto Alfieri, ma l’appuntamento irrinunciabile è il Palio. Casale ha dalla sua parte il Po, il castello e una sinagoga sontuosa; Alessandria i cappelli Borsalino e un imperdibile ciclo pittorico ispirato alle peripezie letterarie del celebre Lancillotto; Acqui le sorgenti termali e Tortona le tele di Giuseppe Pelizza da Volpedo. A voi la scelta di quale viaggio intraprendere..."
Tratto da https://www.lonelyplanetitalia.it/destinazioni/italia/asti-alessandria-e-il-monferrato
"Alessandria è il terzo comune della Regione Piemonte per popolazione ed il primo per superficie. Il territorio del Comune si estende per circa 204 Kmq ed è suddivisa in cinque aree territoriali: Centro, Alessandria Nord, Alessandria Sud, Europista, Fraschetta. Sorge a circa 100 metri s.l.m. nella pianura alluvionale formata dai fiumi Tanaro e Bormida, in prossimità del loro punto di confluenza. Grazie alla sua posizione al centro del triangolo Torino-Genova-Milano, la Città costituisce un importante nodo autostradale e ferroviario. È servita dall'autostrada A21 e dall'autostrada A26."
Tratto da https://www.comune.alessandria.it/schede-informative/storia-alessandria
"Alessandria è stata ufficialmente fondata il 3 maggio 1168.
Tuttavia, in questo preciso momento storico, la Città aveva già raggiunto una configurazione topografica, urbanistica ed amministrativa ben definita.
Alessandria, infatti, viveva e prosperava sulle rive del Tanaro da ben prima che si decidesse di creare una vera Città come comunità libera e indipendente: semplicemente non aveva ricevuto un riconoscimento ufficiale e, quindi, non dipendeva da alcun potente vicino.
La vera essenza della fondazione di Alessandria va, quindi, individuata nella volontà di dare risposte alle reali esigenze delle popolazioni locali, dei territori e dello sviluppo economico, secondo un modello degno di entrare negli annali della storia europea.
Alessandria si fondò con l'unione demica dei tre insediamenti di Gamondio, Marengo e Bergoglio con il supporto della Città di Genova e dei comuni della Lega Lombarda in contrasto con il Marchesato del Monferrato, principale alleato di Federico Barbarossa.
Il nome Alessandria sarà assunto in onore di Papa Alessandro III, sostenitore delle azioni della Lega Lombarda contro il Sacro Romano Impero.
Negli scritti del Barbarossa, Alessandria veniva infatti definita con spregio 'Alexandria de palea' e cioè Alessandria della palude. Da qui l'errore del termine 'palea' italianizzato in 'paglia' con cui la città viene definita ancora oggi.
Note e storicamente comprovate sono le vicende della partecipazione di Alessandria alla guerra, come alleata della Lega Lombarda, e la sua vittoriosa resistenza all'assedio cui fu sottoposta dall'esercito dell'Imperatore Barbarossa.
Fu proprio in quella circostanza che nacque la leggenda di Gagliaudo Aulari, l'astuto alessandrino che riuscì con uno strattagemma a vincere la strenua resistenza dell'assedio dell'Imperatore Barbarossa.
Concluso il periodo eroico della sua nascita ed affermazione, inizia per Alessandria un lasso di tempo, durato oltre un secolo, in cui subì gravi colpi - come la peste del 1191 - ma, nello stesso tempo progredì anche in campo economico e urbanistico. Si dotò di un buon ordinamento giuridico ed economico e fece costruire il "Palazzo del Pretorio", oggi "Palatium Vetus", che costituiva il centro amministrativo-politico della città.
Politicamente la città terminò presto l'esperienza di libero comune cadendo, prima, sotto il dominio dei Visconti, poi degli Sforza e legando le proprie sorti al Ducato di Milano fino al 1535, senza mai perdere completamente la propria autonomia amministrativa. Sono di quegli anni le leggi cittadine volte al potenziamento dell'agricoltura e alla disciplina delle acque.
Con la morte di Francesco II Sforza, iniziò la dominazione spagnola sul ducato di Milano e, quindi, anche sulla Città di Alessandria.
Nel 1706, dopo la battaglia di Torino che vide la sconfitta degli Spagnoli, la città passò sotto la dominazione dei Savoia.
Nel 1728, venne abbattuto il quartiere di Bergoglio sulla sponda sinistra del Tanaro per costruirvi l'attuale Cittadella che conferì ad Alessandria un carattere principalmente militare.
Alla fine del secolo l'intero Piemonte fu colpito dalle battaglie conseguenti alle mire espansionistiche di Napoleone Bonaparte (fu abbattuto in questi anni, per ordine dell'imperatore l'antico Duomo romanico cittadino) e nel 1802, dopo la battaglia di Marengo (vinta dalle truppe transalpine), Alessandria fu ufficialmente annessa alla Francia assieme a tutta la regione, diventando capoluogo del Dipartimento di Marengo. Successivamente, nel 1814, la città venne conquistata dagli austriaci e rientrò a far parte del Regno di Sardegna con la restituzione ai Savoia.
Tutte le successive dominazioni si presero cura soprattutto della Cittadella, ingrandendone le opere esterne.
Durante il Risorgimento, Alessandria fu un importante centro liberale e fu proprio dalla città piemontese che partirono i moti del marzo 1821 con Santorre di Santarosa, ufficiale di stanza nella Cittadella di Alessandria; per questo, diversi cittadini che avevano aderito alla Giovine Italia vennero sottoposti a processi sommari e condannati per cospirazione: ne rimase vittima anche il patriota Andrea Vochieri, nel 1833.
Nell'ottobre 1859 fu scelta come capoluogo di una delle prime quattro province piemontesi, per una fetta di territorio che comprendeva anche l'astigiano. Il 25 luglio 1899 diventò la prima città italiana capoluogo di provincia ad essere governata da una giunta a maggioranza socialista.
La nascita delle Ferrovie e l'incremento dei commerci nel Nord-Italia, alla fine dell'Ottocento, trasformarono Alessandria in uno dei punti nevralgici per il mercato italiano. Per la sua posizione, al centro di Torino, Milano e Genova, in questo periodo la città conobbe un grande incremento demografico che portò la riurbanizzazione e l'espansione del territorio cittadino e un importante sviluppo nell'industria, testimoniato dal successo di aziende come Paglieri, Gandini, le varie argenterie, la Cicli Maino, e soprattutto, la Borsalino.
Durante l'epoca Fascista Alessandria mantenne la sua importanza; negli anni trenta furono eretti importanti edifici pubblici opere architettoniche, come il Dispensario Antiturbercolare, progettato da Ignazio Gardella e il Palazzo delle Poste, decorato dai mosaici di Gino Severini.
Nel corso della seconda guerra mondiale, la città subì ripetuti e pesanti bombardamenti aerei; nel dopoguerra Alessandria seguì le sorti dell'Italia settentrionale, conoscendo inizialmente quello sviluppo e quella forma di benessere che si diffuse nel corso degli anni sessanta con il boom economico, arrivando a superare i 100.000 abitanti nel 1970.
Il motto della città, come riportato dallo Stemma comunale, è "Deprimit elatos, levat Alexandria stratos" (Alessandria umilia i superbi ed esalta gli umili)."
Tratto da https://fondoambiente.it/luoghi/cittadella-di-alessandria-alessandria-162?ldc
"La fortezza si trova a nord-ovest della città di Alessandria ed è da essa separata dal fiume Tanaro. Ha una storia secolare e le sue trasformazioni hanno segnato la storia e le sorti di Alessandria. La Cittadella è stata costruita sulle rovine del preesistente quartiere di Borgoglio (o Bergoglio), dopo il trattato di Utrecht del 1713, quando Alessandria passò dal dominio spagnolo a quello di Casa Savoia. Al fine di soddisfare le esigenze di difesa del nuovo stato sabaudo, la fortezza militare fu interamente costruita a scapito dell'antico quartiere provocando una decisa rivoluzione urbanistica della città di Alessandria. La cittadella fu voluta da Vittorio Amedeo II e progettata dall'ingegnere Ignazio Bertola, che si ispirò al forte francese di Vauban. Nacque così un'immensa fortezza esagonale che si estende su 20 ettari il cui lato più lungo è parallelo alla asse del fiume. La forma esagonale è dovuta alla necessità di difendere il confine lungo della città."
Tratto da https://fondoambiente.it/luoghi/cittadella-di-alessandria-alessandria-162?ldc
"Uno straordinario viaggio alla scoperta dell’universo Borsalino, un marchio italiano che ha conquistato il mondo.
All’interno del salone di ingresso della vecchia manifattura di Alessandria avrete la possibilità di immergervi in un'atmosfera unica accompagnati dall'esposizione di oltre 2.000 cappelli.
Attraverso un sistema multimediale potrete entrare nei segreti della produzione e conoscere numerosi aneddoti legati alla storia del costume, del cinema e del design.
Una storia che attraversa tre secoli e che si intreccia indissolubilmente con quella della città.
Nella propria articolazione, il Museo si distingue in tre distinte aree tematiche – “Antica Casa”, “Manifattura” e “Galleria” – dispiegando un racconto che ha origine nel 1857 e arriva ai giorni nostri."
Tratto da https://www.comune.alessandria.it/vivere-comune/luoghi/borsalino-museum
"Situato all'interno del settecentesco della città, Palazzo Cuttica di Cassine, il percorso museale propone una selezione di opere e oggetti d'arte provenienti in prevalenza dall'area alessandrina.
Nella prima sala sono esposti due arazzi di manifattura fiamminga del XVIII secolo.
Nella sale successive è esposta la collezione archeologica di età pre-romana e romana di Cesare Di Negro Carpani, di recente acquisizione, frutto di una intensa attività di collezionismo ottocentesco; per le sue caratteristiche storico-archeologiche, è di particolare importanza per la ricostruzione del quadro delle attuali conoscenze della preistoria e della storia antica dell'area alessandrina e tortonese.
Seguono le sale che ospitano i paramenti sacri e la preziosa raccolta di corali miniati commissionati da Papa Pio V, unico Papa piemontese, in occasione della costruzione del convento domenicano di Santa Croce e Ognissanti a Bosco Marengo.
Nella sale successive sono esposte opere dedicate a Napoleone Bonaparte e alla battaglia di Marengo.
Nell'ultima sala sono presenti alcune importanti opere di pittura sacra piemontese del '500 e '600 come l'affascinante polittico dell'Incoronazione della Vergine, opera di Gandolfino da Roreto."
Tratto da https://www.comune.alessandria.it/vivere-comune/luoghi/museo-civico-palazzo-cuttica
"Il museo etnografico "C'era una Volta" di Alessandria è collocato all'interno di una caserma risalente al 1700 detta "Gambarina Vecchia", di proprietà del Comune. L'area espositiva si articola su due piani e misura circa 1600 metri quadrati.
Al piano terra, sfruttando l'architettura a campate delle ex scuderie, è stato ricavato un suggestivo percorso composto da ambientazioni che riproducono i principali momenti della vita pubblica e privata nella società contadina a cavallo fra Ottocento e Novecento: il momento della nascita, i giochi, la scuola, la cucina, la camera da letto, la stanza del corredo e l'evento delle nozze.
Una particolare sezione è dedicata alle due guerre mondiali con oggetti, armi e suppellettili provenienti in larga misura dalla guerra 1915-1918.
La sezione dedicata ai lavori propone attrezzi e suppellettili appartenenti ai diversi laboratori artigianali (ciabattino, fabbro, falegname) e alle varie fasi della produzione agricola.
Al piano superiore sono state allestite un'aula scolastica datata agli anni '30 e un biblioteca contenente libri risalenti a inizio '800.
Completano il settore etnografico una vasta collezione di bambole e giocattoli di varie epoche e le vetrine che espongono aspetti di Alessandria quale città produttiva nell'arco di un secolo."
"Il 14 giugno 1800 Napoleone Bonaparte vince a Marengo una delle sue più importanti battaglie.
Il Marengo Museum intende raccontare la storia della campagna d'Italia del 1800 e della battaglia di Marengo analizzandone la cause, gli sviluppi e le conseguenze, nella convinzione che la vittoria di Bonaparte abbia costituito un elemento importante nella successiva storia europea.
Il Museo è posto al centro del campo di battaglia, vicino al villaggio di Marengo, all'interno della splendida Villa Delavo, costruita nel 1847 come monumento all'Imperatore; gli affreschi sui soffitti rappresentano momenti e luoghi importanti della vita di Napoleone.
La vittoria di Napoleone a Marengo ha assunto un carattere mitico ed ha, pertanto, originato molte rappresentazioni pittoriche, narrative, musicali, spettacolari fino ai nostri giorni.
L'allestimento del museo ha tenuto conto della connessione esistente fra storia e mito della leggenda di Marengo, facendone la cifra narrativa fondamentale intorno alla quale è stato costruito il percorso museale.
Il Marengo Museum ha individuato la rappresentazione dell'evento e le sue infinite trasformazioni declinandolo attraverso il racconto che è derivato anche dall'introduzione di nuove tecnologie (fotografia, cinema, computer graphics), con l'obiettivo di approfondire la conoscenza della storia della battaglia che viene rivissuta attraverso video, mappe, opere grafiche, vetrine con armi e oggetti, manichini in uniforme d'epoca e filmati."
Tratto da https://www.comune.alessandria.it/vivere-comune/luoghi/museo-marengo
"Il Teatro delle Scienze di Alessandria è un moderno allestimento che comprende il Museo di Scienze Naturali e il Planetario con laboratorio di astronomia. All'ingresso, un video introduttivo accoglie i visitatori descrivendo l'origine e l'evoluzione del pianeta Terra.
La visita al museo inizia con un percorso naturalistico che condurrà gli utenti attraverso un suggestivo viaggio all'interno della Terra tra campioni di rocce, minerali e fossili da osservare e toccare e spettacolari eruzioni vulcaniche.
Percorrendo la sala naturalistica, oltre ad ammirare esemplari di farfalle provenienti da tutto il mondo, è possibile osservare un modello in scala che ricostruisce l'ambiente fluviale del territorio alessandrino. Innovativo è il progetto eco-acustico che, lungo il percorso, riproduce i suoni della natura di un ciclo circadiano, registrato e prodotto in esclusiva per il Museo di Scienze Naturali di Alessandria.
La sezione espositiva comprende collezioni:
Paleontologiche
Mineralogiche
Ornitologiche
Entomologiche
La vetrina ornitologica, in fondo alla sala, ricrea gli ambienti del giorno e della notte, collocando gli esemplari nei rispettivi habitat naturali. Per le scuole sono attivi, ogni anno, laboratori didattici di:
Microscopia vegetale
Geologia
Paleontologia
Ornitologia
Ecologia
Botanica
Il Laboratorio di Astronomia
Sotto la cupola del Planetario, animazioni e immagini multimediali riproducono una volta celeste di 6500 stelle, avvolgendo il visitatore nella magia dell'Universo. Questo sistema digitale di videoproiezione multimediale, dotato di un'ottica innovativa, consente di riconoscere le costellazioni visibili nei vari periodi dell'anno, comprendere moti e cicli celesti, localizzare oggetti con binocoli e telescopi, e approfondire argomenti complessi come l'evoluzione stellare e galattica.
L'attività di visita al Planetario è gestita in collaborazione con il Gruppo Astrofili 'Galileo' di Alessandria.
Sotto la cupola è possibile inoltre simulare il cammino giornaliero del sole, il ciclo delle fasi lunari, il moto dei pianeti e riprodurre un cielo stellato. Ogni anno vengono attivati laboratori didattici di astronomia.
Nella sala didattica di astronomia si eseguono simulazioni su moti dei pianeti, eclissi e maree. Inoltre, la sala espone un'accurata riproduzione fotografica della Via Lattea.
Sia il Museo di Scienze Naturali che l'elaboratore di astronomia hanno a disposizione degli utenti non vendenti una serie di tavole tattili relative agli argomenti trattati."
Tratto da https://www.comune.alessandria.it/vivere-comune/luoghi/teatro-delle-scienze