Vita morte e miracoli di Leonardo, Raffaello e Michelangelo
La classe 3C del Liceo Scientifico Sandro Pertini anno 2020/2021, ha ricostruito le vite degli artisti rinascimentali per eccellenza. Questi sono Leonardo Da Vinci, Raffaello Sanzio e Michelangelo Buonarroti
Raffaello Sanzio fu un pittore e architetto italiano, fra i più celebri del Rinascimento. Egli si formò tra il 1491 e il 1494 nella bottega del padre, Giovanni Santi, attivo per la corte dei Montefeltro. Una delle primissime opere fu l’affresco raffigurante la Vergine in casa Santi. Dopo la morte di Giovanni (1494), Raffaello entrò in contatto con Perugino, da cui derivò il suo stile iniziale e con cui rimase in contatto fino al 1498. Dal 1499 fu a Città di Castello con la bottega rilevata dal padre, dove realizzò lo Stendardo della Santissima Trinità e la Pala di San Nicola da Tolentino (oggi smembrata in diversi musei).
Agli inizi del ‘500 era già tra gli artisti più richiesti in tutta l’Umbria e, dopo brevi soggiorni a Firenze e Roma, raggiunse l’amico Pinturicchio a Siena, dove realizzò alcuni cartoni per gli affreschi della Libreria Piccolomini. Nel 1504 dipinse il celebre Sposalizio della Vergine e nello stesso anno si trasferì a Firenze, dove dipinse per lo più opere di devozione privata.
Nel 1507 realizzò la celeberrima Deposizione Baglioni per San Francesco al Prato a Perugia. Nel 1508, Giulio II chiamò Raffaello a Roma, dove rimase fino alla morte, creando i massimi capolavori, tra cui le Stanze Vaticane e la Loggia di Psiche alla Farnesina. Divenne anche architetto della Fabbrica di San Pietro e progettò la Cappella Chigi in Santa Maria del Popolo e Villa Madama.
Negli ultimi anni dipinse opere come la Fornarina e la Trasfigurazione. Morì nel 1520, lasciando una fiorentissima bottega attiva sul territorio, la quale porterà il raffaellismo in tutta Italia.
Michelangelo Buonarroti fu scultore, pittore, architetto e poeta.
Intorno al 1490 si stabilì nel palazzo dei Medici a Firenze in via Larga, entrando in contatto con i massimi rappresentanti della cultura neoplatonica fiorentina.
A quest’epoca risalgono le prime opere come la Madonna della Scala. Nel periodo fiorentino, realizzò un Cupido dormiente (oggi perduto). A Roma, nel 1496, Michelangelo realizzò il Bacco e la celebre Pietà per il cardinale francese Lagranlos.
Tornò a Firenze dove, dal 1501 al 1504 scolpì il David per Piazza della Signoria e la Madonna con il Bambino per la chiesa di Notre-Dame a Bruges, dipinse la Sacra Famiglia, il Tondo Pitti, il Tondo Taddei, e realizzò inoltre il cartone per la Battaglia di Cascina.
Di nuovo a Roma dal 1505, iniziò il lungo progetto per la Tomba di Giulio II e successivamente, dopo un passaggio a Firenze e poi a Bologna, nel maggio del 1508 sottoscrisse il contratto per la decorazione della Cappella Sistina: il lavoro durò quattro anni fino al 1512.
Dal 1516 a Firenze si occupò della mai realizzata Facciata di San Lorenzo, e dal 1520 al 1534, scolpì le Tombe medicee della Sagrestia Nuova e la Biblioteca Medicea-Laurenziana.
Nel 1527, Michelangelo ebbe parte attiva nel governo repubblicano della città. Produsse in quell’epoca una grande quantità di disegni di opere che non furono mai compiute.
Nel 1534 si trasferì a Roma dove eseguì altri capolavori: il Giudizio Universale per la Cappella Sistina (1536-41), la sistemazione della Piazza del Campidoglio e alcuni progetti di San Pietro tra cui la Cupola che sarà realizzata da Giacomo della Porta.
Nell’ultimo periodo realizzò sculture ispirate al sacrificio di Cristo: la Pietà da Palestrina e la Pietà del Duomo di Firenze.
Michelangelo lasciò, prima della sua morte, un ricco epistolario e oltre 300 poesie liriche.
Leonardo da Vinci
Leonardo da Vinci fu uno scienziato, inventore e artista italiano. Figlio del notaio ser Pier da Vinci, a diciassette anni segue il padre a Firenze. Qui studia nella bottega di Verrocchio e acquisisce ampie conoscenze tecniche.
Nel 1482 parte per Milano, alla corte di Ludovico il Moro, dove rimarrà per circa vent'anni. In questo periodo dipinge: la Vergine delle rocce (Louvre, Parigi), che con le sue figure poco definite, quasi sfumate e la ristretta gamma di colori, mostra la lontananza di Leonardo dai modelli toscani; l'Ultima cena (Refettorio di Santa Maria delle Grazie, Milano), che rimarrà uno dei capolavori del Rinascimento e la Dama con l'ermellino (Museo Czartoryski,Cracovia).
L'ambiente culturale lombardo gli fornisce numerosi nuovi stimoli e si dedica con passione a studi di architettura, idraulica, meccanica, anatomia e botanica. E' affascinato dal moto dell'acqua e dal volo degli uccelli, tanto che, delle macchine di sua invenzione, alcune delle più interessanti sono quelle per il volo.
Con la caduta degli Sforza (1500) torna a Firenze. Esegue in questi anni la Battaglia di Anghiari per Palazzo Vecchio, ma, insoddisfatto, abbandona l'opera e forse la Gioconda (Louvre, Parigi), figura intima e misteriosa dal celebre sorriso.
Nel 1505 è nuovamente a Milano, dove dedica una parte sempre maggiore del suo tempo agli studi scientifici.
In Francia dal 1517, sotto la protezione di Francesco I, trascorre gli ultimi anni nel castello di Cloux.
La vita del genio toscano è all'insegna della costante riflessione e ricerca. Si pone soprattutto il problema del rapporto tra arte, natura e conoscenza.
E' eccezionale il numero di disegni che ci sono giunti, ad accompagnare gli altrettanto numerosi appunti. Tra i più noti, l'Uomo Vitruviano (Gallerie dell'Accademia, Venezia), raffigurazione delle proporzioni ideali del corpo umano. Da sempre i suoi dipinti sono stati ammirati e studiati dai più grandi pittori del secolo e viene riconosciuto come iniziatore del Rinascimento maturo.
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