Crisi economica mondiale scoppiata nel 2006 negli Stati Uniti d'America e diffusasi tra il 2007 e il 2013, in seguito alla crisi dei subprime e del mercato immobiliare.
Fu innescata dallo scoppio di una bolla immobiliare, che produsse a catena una grave crisi finanziaria nell'economia americana. Essa ha poi gradualmente assunto un carattere globale, spinta da meccanismi finanziari di contagio, e perdurante
E un movimento di protesta internazionale che si rivolge soprattutto contro la disuguaglianza economica e sociale.
Le motivazioni per Occupy Wall Street derivavano in gran parte dalla sfiducia pubblica verso il settore privato durante il periodo successivo alla Grande Recessione negli Stati Uniti.
Prima occupazione di protesta a ricevere un'ampia copertura mediatica fu l'Occupy Wall Street nello Zuccotti Park di New York. Dal 17 settembre al 15 novembre 2011.
Trayvon Martin, diciassettenne afroamericano, venne ucciso il 26 febbraio 2012 a Sanford da George Zimmerman. L’assoluzione del vigilante coinvolto nella morte del giovane afroamericano dà origine al movimento Black Lives Matter.
Nel 2015, la Corte Suprema degli Stati Uniti ha legalizzato il matrimonio tra persone dello stesso sesso in tutti gli Stati attraverso la sentenza storica Obergefell v. Hodges, dichiarando incostituzionali le leggi che vietavano tali unioni. La decisione, resa nota il 26 giugno 2015, ha affermato che il diritto al matrimonio è protetto dal XIV Emendamento della Costituzione, garantendo l'uguaglianza davanti alla legge.
L'evento è nato a seguito del massacro alla Marjory Stoneman Douglas High School. La manifestazione è nata per affermare la necessità di una maggiore restrizione sulla vendita delle armi negli Stati Uniti. In particolare, hanno richiesto il controllo dei precedenti penali di chi acquista un'arma, l'aumentando dell'età legale per il possesso di armi da fuoco all'età di 21 anni in tutta federazione, l'illegalità di compravendita di armi tra privati cittadini, il ripristino della legge decennale Federal Assalult Weapons Ban del 1994 e il divieto di vendere caricatori ad alta capacità negli Stati Uniti.
Con due milioni di persone in marcia negli Stati Uniti, è stata la seconda protesta più grande di sempre dopo la Women's March on Washington e la più grande protesta studentesca nella storia degli Stati Uniti.
Stati Uniti affrontarono una delle crisi più profonde della loro storia recente, in un intreccio di emergenza sanitaria, shock economico e tensione politica. All’inizio della pandemia l’esecutivo introdusse limitazioni ai voli dalla Cina e poi dall’Europa, mentre a marzo dichiarò lo stato di emergenza nazionale. Furono emanate linee guida federali per il distanziamento attraverso i programmi “15 Days to Slow the Spread” e “30 Days to Slow the Spread”, ma il peso decisionale rimase in mano ai singoli stati, generando risposte diversificate sul territorio.
Accanto alle decisioni politiche, il ruolo comunicativo di Trump ebbe un impatto rilevante. Nei primi mesi minimizzò il pericolo del virus, descrivendolo come sotto controllo, simile all’influenza e destinato a scomparire. Successivamente dichiarò di aver “ridimensionato” il problema per evitare panico, alimentando critiche sulla gestione dell’informazione pubblica. Le sue posizioni variavano tra sostegno limitato alle misure restrittive e pressioni per riaprire rapidamente l’economia, spesso in contrasto con le raccomandazioni degli esperti sanitari. Alcune conferenze stampa divennero controverse, come quando ipotizzò soluzioni prive di fondamento scientifico riguardo disinfettanti o luce UV. Dopo aver contratto personalmente il virus nell’ottobre 2020, enfatizzò i trattamenti ricevuti e adottò un tono più volto a normalizzare la situazione.
La pandemia provocò un crollo improvviso: la disoccupazione balzò a livelli record e il PIL subì una contrazione senza precedenti. Per evitare il collasso furono adottati massicci interventi fiscali: il CARES Act da oltre due trilioni di dollari introdusse pagamenti diretti ai cittadini, potenziò la disoccupazione e finanziò prestiti alle imprese, mentre altri pacchetti seguirono nello stesso anno e nel successivo. Queste misure mantennero in parte il reddito delle famiglie e frenarono l’aumento della povertà, sostenendo consumi e occupazione nella fase più acuta della crisi. Parallelamente fu lanciata l’Operazione Warp Speed, che accelerò ricerca, produzione e distribuzione dei vaccini, consentendo le prime autorizzazioni tra fine 2020 e inizio 2021
6 gennaio 2021, dopo il discorso di Donald Trump ai suoi sostenitori, con il quale il Presidente uscente ha contestato il risultato delle elezioni presidenziali del 2020 che lo avevano visto sconfitto.
Dopo tale discorso i sostenitori di Trump hanno assaltato il palazzo del Campidoglio, sede del Congresso degli Stati Uniti, per sostenere la richiesta di Trump al vicepresidente Mike Pence e al Congresso di rifiutare la proclamazione di Joe Biden a 46º Presidente.
Alcune fonti hanno etichettato l'assalto e l'occupazione del Campidoglio statunitense come un tentativo di colpo di Stato
ICE è l’agenzia federale statunitense responsabile di immigrazione e dogane, seconda solo a FBI tra le agenzie investigative federali per dimensioni.
Opera su più di 400 statuti federali — non solo immigrazione irregolare, ma anche crimini legati a traffico di stupefacenti, armi, tratta di esseri umani, investigazioni su crimini transnazionali.
L’agenzia è divisa in due rami principali:
Ero (Enforcement and Removal Operations): gestisce arresti e deportazioni di immigrati senza documenti, con centri di detenzione civile che ospitano decine di migliaia di persone.
Hsi (Homeland Security Investigations): si occupa di crimini complessi, anche internazionali, votati alla sicurezza e all’applicazione di leggi federali.
La presenza irregolare negli USA è considerata una violazione amministrativa: per questo ICE può arrestare persone anche senza accuse penali.
Con l’inizio del mandato Trump, ICE ha aumentato drasticamente il numero di arresti: nei primi 50 giorni sono stati registrati 32.809 arresti, quasi quanto l’intero anno fiscale 2024 dell’amministrazione precedente.
L’amministrazione ha stabilito un sistema di “quote” per gli arresti: con l’obiettivo (teorico) di migliaia di arresti giornalieri su scala nazionale.
Sono state eliminate molte restrizioni: ora ICE può effettuare arresti anche in luoghi precedentemente “protetti” come scuole, ospedali, luoghi di culto.
Anche il programma “Alternatives to detention” (che permetteva agli immigrati in attesa di processo di restare liberi sotto sorveglianza) è stato rivisto: ora durante i controlli ICE può procedere all’arresto immediato.
Quanto all’origine delle persone arrestate: secondo l’articolo un’alta percentuale — 41% — non aveva precedenti penali, contro il 28% del mandato precedente. Queste politiche hanno provocato ondate di proteste in molte città (ebbero luogo manifestazioni anti‑ICE a New York, Los Angeles, San Francisco e altrove) denunciate come violente e contro l’immigrazione forzata.