RENTRI: il Nuovo Registro Elettronico per la Tracciabilità dei Rifiuti
A partire dal 15 dicembre 2024 entrerà ufficialmente in funzione il Registro Elettronico Nazionale per la Tracciabilità dei Rifiuti (RENTRI), che andrà a sostituire definitivamente il sistema SISTRI. Questo nuovo strumento nasce con l’obiettivo di digitalizzare e semplificare la gestione dei rifiuti, assicurando un maggior livello di trasparenza, controllo e tracciabilità lungo tutto il ciclo di vita del rifiuto, dalla produzione allo smaltimento.
Il RENTRI è una piattaforma digitale sviluppata per consentire la raccolta e la gestione dei dati relativi ai flussi dei rifiuti in tempo reale. Le principali funzionalità del sistema includono:
Digitalizzazione dei documenti di trasporto e delle operazioni di movimentazione dei rifiuti.
Revisione delle modalità di compilazione del Formulario di Identificazione dei Rifiuti (FIR) e del Registro di Carico e Scarico (C/S).
Monitoraggio continuo per assicurare la conformità alle normative europee in materia ambientale.
L’iscrizione al RENTRI è obbligatoria per le seguenti categorie:
Enti e imprese che effettuano attività di trattamento dei rifiuti.
Produttori di rifiuti pericolosi.
Trasportatori professionali di rifiuti.
Commercianti e intermediari di rifiuti pericolosi.
Consorzi incaricati del recupero dei rifiuti.
Imprese che producono rifiuti non pericolosi e che hanno più di 10 dipendenti.
Non sono tenuti a iscriversi:
I produttori di rifiuti speciali non pericolosi derivanti da attività di costruzione e demolizione.
Gli enti e le imprese che trasportano i propri rifiuti in conto proprio.
Il processo di iscrizione sarà articolato in diverse fasi:
Entro il 13 febbraio 2025: obbligo di iscrizione per impianti di trattamento, trasportatori e imprese con più di 50 dipendenti che producono rifiuti pericolosi o non pericolosi.
Dal 15 giugno al 14 agosto 2025: iscrizione per produttori di rifiuti pericolosi con più di 10 dipendenti.
Dal 15 dicembre 2025 al 13 febbraio 2026: iscrizione per tutti gli altri produttori di rifiuti pericolosi non ancora inclusi nelle fasi precedenti.
È attualmente in discussione un emendamento al Decreto Milleproroghe che prevede la possibilità di posticipare la prima scadenza di 60 giorni. Tuttavia, tale proroga entrerà in vigore solo se il decreto verrà convertito in legge.