Era l'anno scorso e ti dicevo "Sai lui mi ha ferita perché ogni giorno era un piccolo minuscolo tradimento. Una piccola minuscola bugia. Giorno dopo giorno lui sbriciolava la mia fiducia in lui e quando poi lui diceva che andava tutto bene non era credibile, ma non avevo prove. Non avevo il quadro della situazione. Non avevo la sintesi a disposizione. Soltanto delle sensazioni che lui, prontamente, mescolava alle sue parole, alle sue facce".
Era l'anno scorso e ti chiedevo "Capisci?". E tu con calma rispondevi "Sì".
Studiavi. Hai studiato tutte le mosse possibili per ferirmi nel punto peggiore, o migliore, a seconda dei punti di vista.
Studiavi. Poi ti sei perso. Perché volevi ferire me ma l'obiettivo finale eri tu, tu in prima persona. Volevi fare male a me per fare male a te stesso. Perché lo sappiamo entrambi il bene che saresti stato capace di volermi.
E allora cosa c'è di meglio di fare male a me, per farti male per te?
Continuerai con chi non può difendersi.
Finché potrà difendersi. Poi dovrai smettere anche con lui.
Continuerai, anche se dovresti fermarti e dovrebbero chiederti di fermarti.
Io non posso più chiedertelo perché non ti posso più parlare.
Ma chi ti parla ancora, sì. Chi ti parla ancora io spero che te lo chieda.