I’M RESOUND è un progetto che collega la guerra di Troia all'ecoacustica moderna e all’essenza dei luoghi attraverso l’utilizzo delle ultime tecnologie, delle arti contaminate e dello storytelling creativo e visionario. Un’esperienza innovativa e poetica che intreccia mito, luogo e scienza in un formato immersivo studiato per orientare le persone verso comportamenti più responsabili nei confronti dell'ambiente e del clima.
In questa narrazione, i suoni della guerra della città di Troia, cristallizzati nel tempo, diventeranno potenti metafore delle battaglie moderne contro l’inquinamento acustico, la distruzione degli habitat e l’impatto umano sulla natura. Come il clangore delle spade e le urla della battaglia raccontano la caduta di una città, così i suoni che oggi si affievoliscono –il fruscio degli alberi, il ronzio delle api, il canto degli uccelli– rivelano le cicatrici che l’uomo infligge all’ambiente.
Attraverso le fusioni culturali e l’innovazione digitale, questa sorprendente narrazione emozionale può diventare un simbolo di come la storia e il paesaggio sonoro possano rivivere, trasformando un luogo abbandonato in un’attrazione turistica e didattica unica.
Nei nostri spazi immersivi, la tecnologia non è fredda,
non è solo un mezzo, ma un respiro che anima le opere,
una voce che sussurra storie nell’aria, un’ombra che si trasforma in luce al solo sfiorarla.
Ogni tecnologia è un varco, una porta aperta su mondi che esistono solo nel momento in cui li si attraversa. Proiezioni si intrecciano con le pietre millenarie, onde sonore si piegano ai sussurri di chi ascolta, superfici trasparenti si dissolvono per rivelare ciò che era nascosto.
Non si osserva soltanto, si vive.
Non si ascolta, si è ascoltati.
Ci sono strade che non si vedono, ma si sentono.
Tracciate nell’aria, incise sulla pelle, intessute tra luce e ombra, tra silenzio e suono.
Le nostre installazioni non sono solo opere, sono varchi, porte socchiuse su mondi sospesi,
mappe tracciate da gesti, respiro e intuizione.
Ogni spazio è un enigma che si svela solo a chi osa toccarlo.
Uno sfioro fa vibrare la luce,
un passo risveglia un sussurro lontano, un respiro modella il tempo. Il visitatore non cammina: traccia. Non osserva: rivela. Non ascolta: crea.
Non esiste palco, non esiste sipario. Esiste il respiro della scena, che si insinua tra le ombre e la luce, che si intreccia ai passi di chi osserva e lentamente lo trascina oltre il confine del reale.
Le nostre performance live sono sentieri vivi, tracciati da attori e attrici che non recitano,
ma evocano. Sono custodi di storie sospese, guide attraverso paesaggi impossibili,
complici di chi osa abbandonare il già noto per immergersi nelle nuove dimensioni dell’immaginazione.
Non è solo un luogo, è un respiro. È un ambiente immersivo che si plasma intorno a chi lo attraversa, dove il passato si accende come un’eco luminosa,
rivelando segreti sopiti, immagini dimenticate, voci mai spente.
Le pareti non restano ferme: vibrano. Le superfici riflettono sogni e ricordi, i suoni emergono dal silenzio
come onde su una riva mai raggiunta. Ogni passo riscrive la storia, ogni sguardo ridisegna i confini dell’immaginario.
L’arte si fa corpo, la narrazione diventa materia e il visitatore non è più solo spettatore
ma parte della meraviglia stessa.