GALLERIA D'ARTE
IL FALSARIO DI CARAVAGGIO
L' ENIGMA DI UN CAPOLAVORO
LA MOSTRA E L' ESSENZA
GALLERIA D' ARTE IL FALSARIO - L' ENIGMA DI UN CAPOLAVORO .LA MOSTRA E L' ESSENZA
GALLERIA D'ARTE
IL FALSARIO DI CARAVAGGIO
L' ENIGMA DI UN CAPOLAVORO
LA MOSTRA E L' ESSENZA
GALLERIA D' ARTE
IL FALSARIO
L' ENIGMA DI UN CAPOLAVORO
LA MOSTRA E L' ESSENZA
Un progetto dedicato alle opere prestigiose del falsario di Caravaggio
L' INCREDULITA ' DI TOMMASO
analisi critica a cura di Roberto Baserga
Opera di straordinario senso di partecipazione che coglie distintamente un incontro
naturale e evocato con tutti i personaggi.La trama presentata in uno sfondo anonimo e persistente da dipinture incerte .Molto
simile il capolavoro alla Bildergalerie e accostabile con una valutazione di autenticita' sebbene esistono molte versioni.Per le carte ,il dipinto va collegato al banchiere Vincenzo Giustiniani che trova l' olio su tela durante un breve viaggio a Genova.
Non confermano le fonti sull' acquisto oggettivo del quadro:sebbene l' opera e' iscritta qualche anno piu' tardi nell' Inventario Giustiniani.
Di quella raccolta contano dodici opere importanti ,un documento afferma che -un quadro con cornice rabescata , un Christo con torace esposto e Tommaso che scruta la ferita-si trova nella Stanza delle-Grandi opere-.Registrati altri dipinti del Merisi-Una Maddalena,un S.Giovannino e un ritratto di Fillide.
Il capolavoro con autografo potrebbe essere quello conservato attualmente in Germania a Potsdam.Lo stile verosimile e le trame luminose con staccato non pronunciato suggeriscono una possibile derivazione o valutazione con le ultime tele del Caravaggio in Sicilia: Resurrezione di Lazzaro e Seppellimento di S.Lucia
Per la critica del 900' ,a partire da Roberto Longhi il dipinto non e' autentico ,ma una replica di un olio su tela distrutto durante la Seconda Guerra.
Per la Cinotti,Marini il dipinto vero e' proprio quello conservato alla Bildergalerie.La trama partecipante in stacchi di luci,il Cristo curato negli incarnati e nelle ombre misurate.
Per il Calvesi c' e' un semicerchio che domina nello sfondo ,come allusione indiretta a un nitido e apparente moto tra le mezze teste.
La data possibile andrebbe comunque calcolata intorno al 1600-1602 per la mobile stesura che assiste a una costruzione delle figure,in tono prettamente equilibrato.
Una versione conservata agli Uffizi permette di sollevare qualche ipotesi.
Per lo stacco freddo e non definito dalla luce,si avanzano valutazioni che prendono atto di un sospetto di stile ,molto vicino alle tele giovanili : Fanciullo morso da ramarro,Canestro di Frutta ,Medusa.
Gli incarnati abbozzati da una pesante ombra e da una luce pallida inducono a intravedere una mano vicina alle opere in S.Luigi dei Francesi,Roma.Se fosse cosi'- il dipinto andrebbe stimato intorno al 1598-1599.Ma non vi sono dati e carte che confermerebbero quella strada opportuna .
Per Longhi ,ma anche Marangoni e' avanzata la tesi di un sospetto di 'replica',forse di un seguace.
La tela fiorentina opta per un Cristo con smorfia non percettibile ,ma coperto da una penombra pesante che non solleva vistose minuzie.Lo stacco pronunciato ricade sulle mezze teste che abbondano in ripetute al volto e alle fronti.L' apostolo Tommaso non esalta la posa vistosa ricurva,sebbene e' percettibile la fisicita' e la fredda dipintura delle vesti.
Nel capolavoro a Sansoucci,il Cristo ha una conferma di essere piu' reale,meno freddo negli incarnati e con la smorfia vistosa.Le penombre non importano il cupismo fiorentino,ma alzano le dipinture ingiallite al volto e al dettaglio dei capelli.
Il torace e la posa consistono in una autorevole ricerca del vero e del naturalismo che e' proprio metodo del pittore.L'assenza di flagelli e la corporatura stabiliscono un essenziale vitalismo in ombra di correzioni,e anche necessario nella figura 'non empirica'.
Sovente la precisione nelle vesti ,che inducono a uno stato emotivo pienamente supportato.
E' il Vangelo di Giovanni ,la fonte d' ispirazione;sebbene Caravaggio fotografa distintamente il momento dell' incontro naturale tra Cristo e l' apostolo incredulo .
La copia qui riportata e' un orizzontale di 100x140 cm .Appartiene a una Collezione Privata.E' stato possibile riprendere lo staccato luminoso,la smorfia percettibile e la mano fredda dell'apostolo cinico che esamina il costato del Salvatore..La partecipazione e il clima curato che alimenta un forte senso di fede ,ma anche umilta' tra i personaggi che vivono quel momento anonimo e non dichiarato.
mostra