Cumuli
Cumuli di cadaveri, cumuli di occhiali, cumuli di denti
Cumuli di scarpe, cumuli di sapone, cumuli di cenere
Cumuli di sterco, cumuli di sangue, cumuli
Di capelli, cumuli di ossa, cumuli di
Vestiti, cumuli di oggetti
Cumuli di teschi
Cumuli di polvere
Cumuli di rifiuti, cumuli
Di esseri umani.
E io sotto di loro.
Pnina Oly Zibershten da «La notte tace»
La disabilità ad Auschwitz non era tollerata
Le persone con disabilità, minori o adulte, furono le prime cavie designate di tutte le tecniche di annientamento, sterilizzazione e eutanasia sviluppate poi nella Shoah. Tutti i proprietari di quelle protesi sono morti appena scesi dal treno.
Valigie di Auschwitz
La valigia, simbolo del viaggio, di solito rappresenta l’andare e il tornare. Ma non per questa storia, non quelle valigie ammassate nella stanza 4 del blocco 5 di Auschwitz
La cura del corpo non era contemplata
All’arrivo dei prigionieri veniva sequestrato qualsiasi oggetto in loro possesso, anche i più banali come le spazzole.
Montagna di scarpe
Alle persone rastrellate e trasportate nei campi di concentramento veniva ordinato di togliersi anche le scarpe. Montagne di scarpe, testimoni superstiti di uno sterminio di proporzioni incalcolabili. “Strascicare il passo” non era ammesso. L’imperativo era: “camminare dritti” questione non molto facile perché ai prigionieri venivano dati degli zoccoli quasi mai della loro misura.